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venerdì 27 settembre 2024

10 curiosità su... Peter Pan di J.M. Barrie

Torniamo a parlare di classici con uno dei personaggi più famosi della letteratura britannica: Peter Pan, simbolo per eccellenza di innocenza infantile. Come molti, il mio primo approccio con Peter è arrivato tramite il film Disney, che è solo una delle tante trasposizioni cinematografiche di questa storia, per cui ero piuttosto curiosa. Ammetto di non averlo amato particolarmente, ma ha sicuramente molti pregi e soprattutto è un bellissimo inno alla fantasia. Siete curiosi di scoprire qualcosa in più su Peter e il suo autore? Non vi resta che leggere l'articolo fino in fondo!



10 curiosità su Peter Pan

#1. Peter Pan compare per la prima volta nel romanzo L'uccellino bianco nel 1902
La genesi di Peter Pan è piuttosto articolata. Nella sua prima apparizione facciamo la conoscenza con un bambino che non vuole crescere e che a pochi giorni di vita scappa nei Giardini di Kensington, dove fa amicizia con animali e creature fatate vivendo mille avventure. Questo personaggio è così affascinante da meritare un'opera teatrale tutta sua, che debutta nel 1904. É solo nel 1911 che approda in libreria, con un libro che è la fedele trasposizione dell'opera teatrale. 

#2. Al teatro Campanellino era interpretata da... una luce!
Quando la storia di Peter Pan ha fatto il suo debutto al teatro, Campanellino non era interpretata da un'attrice. Per creare l'idea di una creaturina svolazzante e scintillante, il suo personaggio è stato reso solo con una luce, il riflesso di un piccolo specchio, mosso fuori dal palco, che rifletteva la luce proveniente da una lampada nascosta dietro le quinte. In più non era presente una vera e propria voce, quando Campanellino 'parlava' venivano fatte suonare alcune campanelle. Un metodo sicuramente molto creativo di dare vita alla piccola fatina.

#3. La storia di Peter Pan è ispirata all'amicizia tra l'autore e i bambini della famiglia Llewelyn Davies
Solerte frequentatore dei Kensington Gardens, Barrie conosce per caso cinque fratellini, figli di Sylvia e Arthur Davies: George, Jack, Peter, Michael e Nicholas. L'autore stringe un forte legame con la famiglia e passa molto tempo con i piccoli, tanto da ospitarli anche nel suo cottage fuori città, dove giocano ai pirati, inventando insieme incredibili avventure che lo ispireranno alla creazione dei Bambini Perduti. Ha un rapporto molto stretto soprattutto con Michael e George, per cui inventa storie e avventure fantastiche. I due bambini sono stati, in parte, ispirazione per la creazione del personaggio di Peter Pan. Questa grande amicizia ha portato Barrie a diventare tutore dei ragazzi alla morte dei loro genitori. Purtroppo i suoi prediletti muoiono entrambi precocemente, George in trincea a soli 21 anni, Michael annegato in un tragico incidente quando ne ha appena 20. La storia dell'autore e della sua amicizia con la famiglia Llewelyn Davies, ovviamente un po' romanzata, è stata raccontata nel film Neverland, con Johnny Depp e Kate Winslet

#4. La famosa statua di Peter Pan ai Kensington Gardens doveva somigliare a Michael
Barrie commissionò a George Frampton una statua di Peter Pan: fu eretta, ovviamente, nei Kensington Gardens, e apparve a sorpresa durante la notte del 30 aprile 1912. Dallo stesso stampo in seguito sono state fuse altre sei statue, esposte poi in tutto il mondo. Barrie però è stato deluso del risultato. La statua doveva essere modellata sulle vecchie fotografie di Michael vestito come il personaggio, ma lo scultore ha utilizzato un altro bambino come modello.

#5. Barrie ha fondato una squadra di cricket con altri celebri autori
La squadra dei Allahakbarries è stata attiva tra il 1890 e il 1913 e comprendeva moltissimi celebri autori del periodo, come Rudyard Kipling, H. G. Wells e Arthur Conan Doyle. Non giocavano per vincere, ma per divertirsi, quindi non badavano molto ai risultati che ottenevano.

martedì 29 agosto 2023

Un classico al mese | Papà Gambalunga

Ciao! Torniamo a parlare di classici e dopo aver parlato della tenera Pollyanna, oggi vi racconto qualcosa di un libro che se uscisse oggi farebbe decisamente mooolto discutere: Papà Gambalunga di Jean Webster. I miei coetanei si ricorderanno sicuramente il famoso anime anni '90, ma il libro risale al 1912. Mentre per certi aspetti è molto moderno e coraggioso, con una protagonista femminile che insegue i suoi sogni, studia e ha anche una bella lingua lunga che difficilmente tiene a freno, c'è un aspetto che ho sempre trovato un po' inquietante. Riguarda il finale, lo consideriamo ancora uno spoiler o dopo 100 anni posso stare tranquilla? lol Credo che sia universalmente risaputo che alla fine Judy si innamora del suo benefattore. Il fatto che un personaggio che per tutto il tempo vediamo come figura paterna, più adulta, con un vantaggio economico, si riveli essere un pretendente con intenti romantici mi ha sempre fatto venire un po' i brividi. Non tanto per la differenza di età, ma proprio per la dinamica della situazione. Che dite? Resta un libro capace di divertire e intrattenere, a modo suo moderno, anche se per certi aspetti è invecchiato un po' male. Se vi ho incuriosito ora, aspettate di leggere il resto dell'articolo!


10 curiosità su Papà Gambalunga


#1. Papà Gambalunga è stato pubblicato a puntate
Tra l'aprile e il settembre 1912 le lettrici della rivista femminile Ladies's Home Journal hanno potuto seguire per prime Judy e le sue avventure. Al termine della pubblicazione, il libro raggiunse finalmente le librerie con una bella edizione illustrata dall'autrice, che diete prova anche del suo talento artistico.

#2. Il romanzo Caro nemico è considerato un sequel di Papà Gambalunga
Questa volta la protagonista è Sallie, amica e compagna di stanza di Judy. Anche questo è un romanzo epistolare, in cui Sallie racconta la sua vita tramite lettere inviate a diversi destinatari, parenti e amici, compresa Judy. Insomma, Jane Webster ha creato una companion novel in netto anticipo sui tempi! Il BookTok l'avrebbe amata lol

#3. Mark Twain è stato fortemente presente nell'infanzia dell'autrice
La madre della Webster era nipote di Mark Twain, mentre suo padre era socio di Twain e in seguito si occupò della pubblicazione di molti dei suoi libri con la casa editrice che aveva fondato personalmente. Gli affari furono floridi per alcuni anni, permettendo loro di fare una vita agiata, ma con il tempo la casa editrice andò in crisi e il rapporto della famiglia con Twain si sgretolò. 

 #4. L'autrice fece un fondamentale viaggio in Italia 
Durante i suoi anni di studio Jean Webster passò un semestre in Europa, viaggiando per Francia e Regno Unito, ma soprattutto in Italia, dove visitò Roma, Napoli, Firenze, Venezia. Fu un viaggio fondamentale per lei perché durante quel periodo conobbe due delle sue più care amiche e raccolse materiale molto importante per la sua tesi e per un racconto che poi si trasformò nel romanzo La ragazza del grano. 

 #5. L'autrice supportava l'istruzione e il suffragio femminile
Le protagoniste dei suoi romanzi erano donne forti e indipendenti, che si impegnavano a raggiungere la migliore istruzione nelle loro possibilità e che supportavano apertamente il suffragio femminile. Partecipò per tutta la vita a marce e manifestazioni e collaborò attivamente con il Vassar College, dove era stata studentessa, invitando sempre tutte le ragazze a studiare e a pensare.

lunedì 6 marzo 2023

Un classico al mese | Pollyanna

Ciao a tutti! Questa rubrica prosegue un po' a rilento, ma l'importante è che prosegua lol Dopo Le avventure di Tom Sawyer, oggi è il turno dell'adorabile Pollyanna, che dopo quella peste di Tom è stata una vera boccata d'ossigeno. Ho un debole per le 'brave bambine' della letteratura classica e la protagonista di questo romanzo si è assicurata un posto nel mio fragile cuore. É stato un piacere seguire la sua storia e sicuramente leggerò molto volentieri anche il seguito. Nel frattempo spero di incuriosirvi con qualche fatto interessante su Pollyanna e la sua creatrice :) 


10 curiosità su Pollyanna


#1 Pollyanna ha ispirato un gioco da tavolo 
Era il 1915 quando è stato lanciato sul mercato ed è stato disponibile, in diverse edizioni e varianti grafiche, fino agli anni '60. Noto come 'The Glad Game', viene considerato una variante del gioco indiano Parcheesi e ruota intorno ai personaggi principali della storia. Nella scatola sono compresi un tabellone, dadi e pedine colorate.

#2 Ha prestato il nome a una condizione psicologica
Nella psicologia viene definita  'Sindrome di Pollyanna' la tendenza a ricordare oggetti ed eventi piacevoli più accuratamente, rifiutando di elaborare quelli negativi. Questa sindrome è un'estremizzazione del 'gioco della felicità' che la protagonista mette in atto trovando lati positivi anche nelle situazioni negative.

#3 L'autrice Eleanor H. Porter è discendente di uno dei padri pellegrini
William Bradford, di origine inglese, arrivò nel Nuovo Mondo con la Mayflower e in seguito è stato governatore della colonia di Plymouth, una delle prime colonie inglesi insediate sul nuovo territorio. Il suo arrivo nel nuovo continente ha portato alla creazione, generazione dopo generazione, del ramo materno della famiglia della Porter. 

#4 Littleton omaggia ogni anno Pollyanna 
Davanti alla biblioteca pubblica di Littleton, città natale di Eleanor H. Porter, è stata installata una statua in onore di Pollyanna nel 2002. Da allora ogni estate viene festeggiato il Pollyanna Glad Day, un festival con cibo, musica, giochi che attira molti turisti in città.

#5 Ha ispirato una serie anime negli anni 80
Che classico sei, se non hai il tuo bravo adattamento anime? Pollyanna è andata in onda per la prima volta nel 1986 e la serie conta 51 episodi, basati sui libri Pollyanna e Pollyanna cresce. Per quanto piuttosto fedele, l'anime differisce dai romanzi per un aspetto fondamentale: nell'arco narrativo raccontato la ragazzina non diventa adulta. Nell'anime non vengono quindi affrontate questioni adulte, come fidanzamento e matrimonio e il finale è quindi differente. Nell'edizione italiana è stata fatta un'importante modifica in fase di doppiaggio: è presente una voce narrante, quella di Pollyanna adulta, che accompagna le avventure della protagonista come un lungo flashback.

venerdì 2 settembre 2022

Un classico al mese #11: Le avventure di Tom Sawyer

Ciao a tutti! Sono rimasta un po' indietro con le puntate di questa rubrica, ma la challenge sta proseguendo e per cui ho parecchio materiale. A febbraio ho letto Le avventure di Tom Sawyer di Mark Twain, ma ho avuto veramente parecchi problemi a finirlo. L'ho trovato noioso e un po' irritante e ho capito una volta per tutte che i libri sui simpatici mascalzoncelli non li sopporto proprio lol Avevo avuto lo stesso problema con il nostrano Gian Burrasca di cui vi ho parlato tempo fa in un'altra puntata di questa rubrica. É proprio un tipo di storia che non fa per me. A voi piacciono? Io mi sa che ci ho messo una croce sopra dopo questa esperienza! Ma ho trovato comunque qualche notizia interessante sul libro e sul suo autore ;)

10 curiosità su Tom Sawyer

#1. Mark Twain è uno pseudonimo
Il suo vero nome è Samuel Langhorne Clemens. Prima di adottare questo nome si era firmato anche 'Josh', 'Thomas Jefferson Snodgrass' e 'Sieur Louis de Conte'. 'Mark Twain' arriva dallo slang della marineria fluviale: è una frase che i barcaioli gridavano per indicare che l'acqua era abbastanza profonda per passare.


#2. Le avventure di Tom Saywer è il primo libro di una serie
Il secondo volume è Le avventure di Huckleberry Finn, incentrato su uno dei personaggi secondari della storia, mentre i due libri usciti in seguito, molto meno famosi, raccontano alcune improbabili avventure dei due amici: Tom Sawyer Abroad li vede alle prese con un viaggio in Africa, mentre in Tom Sawyer Detective devono risolvere un caso di omicidio. Esistono anche altri due libri mai terminati: Huck and Tom Among the Indians e Tom Sawyer's Conspiracy.

#3.
Il libro è stato piratato prima della sua pubblicazione americana
Il libro è uscito prima in Inghilterra che negli Stati Uniti e il suo arrivo nelle librerie americane è stato così ritardato che nel frattempo è stato stampato illegalmente in Canada per venire poi importato in tutto il Paese. Quando finalmente è uscito ufficialmente, ormai era storia vecchia e in moltissimi avevano già letto la versione 'pirata', per cui le vendite sono state basse. L'interesse si è riacceso solo con l'uscita del seguito.

#4. Mark Twain ha avuto una carriera molto variegata
Ha iniziato a 12 anni come apprendista di una stamperia, per poi diventare tipografo e collaboratore del giornale fondato dal fratello maggiore. Più tardi si innamorò della vita fluviale e si impegnò duramente per ottenere la licenza di pilota di battelli. Era così felice di questo lavoro che coinvolse anche il fratello minore, che purtroppo morì proprio a bordo di un battello, a causa dell'esplosione di una caldaia. Nonostante il trauma, Twain continuò a lavorare sui fiumi fino allo scoppio della guerra civile. Si arruolò, ma nel giro di poco tempo disertò per tornare a fare il giornalista. Dopo la fine della guerra viaggiò per tutto il paese, mantendosi con lavori occasionali. Nel 1895 si stabilì in California ed ebbe una breve carriera da minatore e cercatore d'oro prima di spostarsi a San Francisco per dedicarsi definitivamente alla scrittura, come giornalista e reporter e come autore. Non si è di certo annoiato!

#5. Twain ha chiamato il suo personaggio Tom Sawyer in onore di una persona reale
Si trattava di un pompiere che salvò oltre 90 passeggeri durante un naufragio. Si incontrarono a San Francisco e diventarono buoni amici. Era un vero fan di tutto ciò che riguardava la vita fluvialE!

mercoledì 16 febbraio 2022

Un classico al mese #10: Anna dai capelli rossi

Ciao! Se mi seguite su Instagram forse saprete che con l'anno nuovo ho iniziato alcune challenge, tra cui una tutta a tema classici. Ebbene sì, Un classico al mese non è più solo una rubrica, ma una vera e propria challenge. Spero che questo mi aiuti ad essere più costante nella lettura dei classici e di conseguenza con questa rubrica, visto che più che un classico al mese ormai era diventata un classico all'anno lol Ho anche deciso di cambiare format alla rubrica, nella speranza di metterne insieme uno più dinamico e accattivante. Aspetto qualche feedback da parte vostra ;)

A gennaio ho letto un classico dei primi del '900, un libro che ha avuto fin da subito una grande popolarità e che ancora adesso è molto amato. Sto parlando di Anna dai capelli rossi, primo volume della serie con protagonista la fantasiosa orfanella Anna Shirley. Da piccola mi piaceva molto l'anime giapponese, che andava in onda il pomeriggio mentre facevo merenda, e in tempi più recenti mi sono appassionata anche alla serie Netflix, quindi questa lacuna letteraria doveva essere colmata. Risultato? L'ho amato! Per incuriosirvi e convincere anche voi a dare una possibilità a questo libro, ho raccolto alcune curiosità interessanti :)


10 curiosità su Anna dai capelli rossi


#1. L'autrice ha usato Evelyn Nesbit come ispirazione
É stato un bel ritratto dell'attrice e modella ad ispirare l'aspetto di Anna. Dopo averlo visto sulle pagine del The Metropolitan Magazine, lo aveva attaccato al muro della camera in cui scriveva. A colpirla erano stati i suoi bei capelli e l'aria innocente, impersonava i valori che più voleva trasmettere con questo personaggio. Non conosceva però il nome della ragazza, nè la triste vicenda che l'aveva vista protagonista. L'attrice infatti era finita nella cronaca nera in quegli anni, quando il marito aveva barbaramente assassinato il suo ex per gelosia. Una brutta storia la sua, circondata da uomini tossici e violenti, torturata psicologicamente e fisicamente, aveva finito per tentare il suicidio più volte, ma alla fine era riuscita a lasciarsi tutto alle spalle.

#2. É uno dei libri più venduti di sempre
A differenza di molti autori i cui scritti sono diventati celebri solo molto tempo dopo la loro morte, impedendogli di godersi il successo quando ancora potevano farlo, la Montgomery ha potuto vedere con i suoi occhi l'incredibile successo della sua creatura. Anna ha avuto un successo clamoroso fin dalla sua pubblicazione nel 1908. Nei primi 5 mesi furono vendute 19 mila copie, e l'editore fu costretto a mandare il libro in ristampa numerose volte nel giro di poco tempo, ottimi risultati per l'epoca. I dati aggiornati parlano di 50 milioni di copie vendute.

#3. Non esistono più copie del film del 1919
La primissima trasposizione cinematografica è stato il film omonimo del 1919, che in italia è uscito con il titolo Fate di bambole. Era un film muto, diretto da William Desmond Taylor e con Mary Miles Minter nel ruolo di Anna. Ad oggi non esistono più copie di questo film. Pare che dietro la loro distruzione ci fossero un omicidio e uno scandalo. Il regista è stato assassinato nel 1922 e durante le indagini emerse una torbida relazione tra lui, cinquantenne, e la protagonista del film, nemmeno ventenne. 

#4. Il manoscritto originale è conservato in Canada
É conservato con grande cura al Confederation Centre of Arts di Charlottetown, ma non è esposto al pubblico. In commercio esiste un libro dal titolo 'Anne of Green Gables: The Original Manuscript' che lo riproduce fedelmente, con tanto di note, cancellature e correzioni. Nel libro ci sono anche le scansioni della prima pagina di ogni capitolo, direttamente dal manoscritto autografo.

#5. L'autrice ha rifiutato numerose proposte di matrimonio
La Montgomery ha sempre vissuto negativamente l'idea di matrimonio e maternità, per questo nel corso della sua vita ha rifiutato svariate proposte di matrimonio. Nel 1897 accettò la quella di Edwin Simpson, più per convenienza che per altro. Non lo sopportava e durante il fidanzamento lo tradì con Herman Leard, che fino alla fine restò il suo unico grande amore. Purtroppo era già fidanzato e in più non era ben visto dalla famiglia, così la loro storia non ebbe mai modo di iniziare davvero. In più morì prematuramente, lasciandola devastata. #maiunagioia. Ruppe il fidanzamento con Simpson subito dopo e passarono molti anni prima che prendesse ancora in considerazione l'idea di sposarsi. Fu solo nel 1911, sulla soglia dei 40 anni, che decise di fare il grande passo, dicendo sì a Ewen Macdonald, con cui avrà poi tre figli (di cui uno nato morto).

domenica 6 giugno 2021

Un classico al mese #9: La piccola principessa

Per l'appuntamento mensile di un classico al mese, questa volta parliamo di...

La piccola principessa di Frances Hodgson Burnett

Confesso che mentre ho visto e rivisto il film degli anni '90 veramente tantissime volte, non avevo mai letto il libro finora. C'è un altro titolo dell'autrice che è uno dei miei libri d'infanzia, ovvero Il giardino segreto, ma questo proprio mi mancava. Sono rimasta sorpresa di quanto il libro fosse diverso rispetto alla storia che conoscevo grazie al film. Ma mi sono piaciuti entrambi, sono molto contenta di aver conosciuto l'origine di questa storia. Voi conoscete La piccola principessa? Siete ancora in tempo per scoprirla! :)

La trama

Sara si ritrova all'improvviso a dover lasciare casa sua per trasferirsi in un serioso e raffinato collegio inglese, gestito dalla severa Miss Minchin. Nonostante senta la mancanza del padre, molto impegnato negli affari, in poco tempo riesce ad ambientarsi bene e diventa la beniamina della scuola, anche grazie alle bellissime storie che sa raccontare. All'improvviso però arriva una notizia che cambia completamente la sua vita: il suo adorato padre è morto, si è ammalato e ha perso fino all'ultimo centesimo, lasciandola sola al mondo, senza una casa, senza soldi. Miss Minchin decide di tenerla con sè, ma le strappa ogni suo avere, ogni vestito, ogni giocattolo, e la spedisce a vivere in soffitta con solo qualche straccio addosso. La sfrutta come servetta per le mansioni più umili, o come insegnante per le più piccole. Lei però non si arrende, affronta la vita con il sorriso, immaginando storie ed avventure ed aspettando un lieto fine che, ne è sicura, un giorno arriverà anche per lei.   

L'autrice

Frances Hodgson Burnett nasce il 24 novembre 1849 a Manchester, terza di cinque figli di una famiglia benestante. Dopo la prematura morte del padre, avvenuta quando lei ha solo tre anni, la madre, al tempo incinta, si occupa di loro con l'aiuto della nonna. Quelli sono anni difficili, la famiglia versa in gravi condizioni economiche ed è costretta a spostarsi spesso. La piccola Frances scopre in quel periodo l'amore per i libri, trasmesso dalla nonna, e inizia ad inventare storie per divertimento. Nel 1865 si trasferiscono di nuovo, stavolta negli Stati Uniti. Lì Frances inizia a scrivere per guadagnare qualche soldo e nel giro di un anno riesce a spostare la famiglia in una casa migliore. Nel 1973 sposa Swan Burnett, un medico, e con lui ha due figli. Trascorrono alcuni anni a Parigi, ma poi tornano negli Stati Uniti. Nel 1886 raggiunge la popolarità come autrice di libri per ragazzi grazie a Il piccolo lord. In quegli anni purtroppo suo figlio Lionel muore di tubercolosi, un evento che la fa cadere in una profonda depressione. Nel 1898 divorzia dal marito, due anni dopo si risposa con Stephen Townsend, più giovane di lei di dieci anni, ma la loro unione dura poco. Lei lo definisce il più grande errore della sua vita. Anche negli ultimi anni, scrive sempre. Nel 1922 pubblica ben due romanzi, gli ultimi. Muore nel 1924 a 74 anni.

Christine Kornacki Illustration

La storia di Sara

Sara appare per la prima volta nel racconto breve Sara Crewe o What Happened at Miss Minchin's, scritto durante un viaggio in Europa con la sua famiglia, pubblicato a puntate nel 1888 sul St. Nicholas Magazine. La trama è la stessa del romanzo, solo molto meno dettagliata e approfondita. I personaggi secondari non appaiono, o sono appena accennati, così come molti eventi o episodi. Lo stesso personaggio di Sara è solo abbozzato. Nel 1902 l'autrice torna a lavorare sulla storia per farne un musical in tre atti che va in scena a Londra quello stesso anno, con il titolo A little un-fair princess. L'anno dopo si trasferisce a New York e il musical approda a Broadway con il titolo definitivo, A little princess. É un successo tale che il suo editore chiede alla Burnett di farne un romanzo, per approfondire gli eventi e i personaggi del racconto, per mostrare al pubblico tutto ciò che non era stato incluso. Il libro esce nel 1905 accompagnato dalle illustrazioni di Ethel Franklin Betts: diventerà uno dei suoi titoli più famosi. Ancora oggi è tra i classici per ragazzi più amati, insieme ad altri titoli dell'autrice.

La piccola principessa al cinema e in tv

Questo classico nel corso degli anni ha rievuto numerose trasposizioni. La prima è stata nel 1917, con protagonista Mary Pickford, allora venticinquenne. Il film è stato prodotto dalla casa di produzione della stessa attrice. Molto famosa è la versione del 1939 con la bimba prodigio Shirley Temple, adorabile Sara dai riccioli d'oro. Nel 1943 viene prodotto un film italiano, dal titolo Principessina, diretto da Tullio Gramantieri. Passa qualche anno, poi arrivano due serie tv: una britannica nel 1973 e una nel 1986. Nel 1985 arriva l'anime Lovely Sara. Nonostante ci siano personaggi e situazioni che rispetto al romanzo sono stati inventati perchè serviva materiale in più per coprire i 46 episodi della serie, è considerata una delle versioni più fedeli alla trama e al personaggio di Sara. Nel 1995 esce il film più celebre, diretto da Alfonso Cuaròn: qui la trama viene modificata sotto vari aspetti, compreso il finale. Lo stesso anno viene realizzata anche una trasposizione filippina. La versione più recente risale al 2009: è una serie giapponese di dieci episodi, da cui è stato tratto anche un manga. La storia di Sara è rimasta nel cuore di molti!

giovedì 25 febbraio 2021

Un classico al mese #8: Il meraviglioso mago di Oz

 Ciao a tutti! Recentemente ho letto un nuovo classico per ragazzi: Il meraviglioso mago di Oz. Sono in ritardo solo di 120 anni circa lol Devo dire che mi è piaciuto molto. Ovviamente conoscevo già la storia a grandi linee, ma è riuscito comunque a divertirmi e sorprendermi! Sapete che è solo il primo di una serie? Io non ne avevo proprio idea! Devo dire che sarei proprio curiosa di leggere anche gli altri volumi! Voi avete mai letto questo libro? Spero di farvi scoprire qualche curiosità che non conoscevate ;) 

La trama
Dorothy è un'orfanella che dopo la morte dei genitori è stata accolta dagli zii, con cui vive in un'umile fattoria in Kansas insieme al suo amato cagnolino. La sua vita trascorre grigia e noiosa finchè un giorno la sua casetta viene travolta da un tornado, che la alza in cielo e la fa volare via, facendola poi atterare in un nuovo mondo. Fortuna vuole nell'atterrare schiacci, e uccida, la Malviagia Strega dell'Est. La gente del luogo la accoglie con calore per questo e la Buona Strega del Nord per ringraziarla le dona le scarpette magiche della strega defunta. Le consiglia anche di recarsi al castello del grande mago di Oz se vuole tornare a casa: lui è l'unico che forse saprà aiutarla. Lungo il suo viaggio incontra lo Spaventapasseri, il Taglialegna di latta e il Leone codardo. Ognuno di loro ha un grosso problema e sperano che Oz sappia aiutarli, così seguono la piccola Dorothy carichi di speranze. Arrivati dal mago però scoprono che realizzare i loro desideri non sarà così facile. Il mago li aiuterà solo se prima loro riusciranno ad uccidere la Strega Cattiva dell'Ovest. Saranno abbastanza furbi da riuscire in un'impresa che nemmeno il grande mago è riuscito a portare a termine?

L'autore
Lyman Frank Baum nasce a Chittenango (località nello stato di New York) il 15 maggio 1856, settimo di nove fratelli. Dopo un'infanzia spensierata, a dodici anni Frank viene mandato dai ricchi genitori all'accademia militare, ma torna a casa dopo due anni a causa di problemi di salute. Crescendo sviluppa le grandi passioni della sua vita: la scrittura, con la fondazione di diversi giornali, il teatro, con una traballante carriera da attore e impresario, e l'avicoltura. Nel 1882 sposa Maud Gage, nonostante l'opposizione della famiglia di lei,  e si trasferiscono nel Dakota del Sud, dove lui inizia alcune attività fallimentari. Nel 1891 arrivano a Chicago e Frank si divide tra il lavoro di reporter e quello di venditore porta a porta. Nel frattempo hanno quattro figli. La svolta arriva nel 1897 con l'inizio della sua carriera di scrittore di libri per ragazzi, che culmina con l'uscita di Il meraviglioso mago di Oz nel 1900. Il successo è tale da avere numerosi seguiti e un adattamento musical. Poi il declino: romanzi sotto pseudonimo spesso fallimentari, investimenti teatrali sbagliati, debiti. Per salvarsi è costretto a vendere i diritti dei suoi lavori, Oz compreso. Muore nel maggio 1919. La serie di Oz gli sopravvive e viene tenuta in vita da altri autori.  
 
 La storia di Dorothy
Dorothy è nata in seguito ad una tragedia. La moglie dell'autore Maud aveva una nipotina che amava alla follia, che portava il nome di Dorothy. La piccola putroppo è morta a soli 5 mesi e per Maud la notizia è stata così tragica che ha dovuto iniziare a prendere dei farmaci. Per aiutarla a superare la perdita, Baum ha chiamato la sua protagonista come lei e ha dedicato il libro all'amata moglie. Nel libro ci sono molti altri elementi ispirati ad episodi della sua vita, dalla creazione dei luoghi a quella dei personaggi. Qualche esempio? Pare che l'autore da bambino fosse tormentato da un incubo ricorrente su uno spaventapasseri. Si racconta anche che Baum avrebbe davvero trovato una strada lastricata di mattoni gialli a Peekskill, dove frequentava l'accademia militare. Il libro ha avuto un successo tale che alla fine ha scritto la bellezza di quattordici libri ambientati ad Oz. Dopo la sua morte la serie è proseguita, con altri autori, alcuni autorizzati, le cui storie fanno parte del canone, altre non autorizzati. Ancora oggi a Chittenango, dove è nato l'autore, celebrano ogni anno Oz-Stravaganza, un grande festival tematico.

Il mago di Oz al cinema e in tv
E' stato lo stesso autore ad occuparsi dei primi adattamenti della sua storia: un musical a Broadway di grande successo nel 1902, un bizzarro film/spettacolo teatrale nel 1908, un breve cortometraggio nel 1910, un film muto nel 1914. L'adattamento cinematografico più famoso è sicuramente quello del 1939, con Judy Garland nei panni di Dorothy. Diretto dallo stesso regista di Via col vento, a distanza di anni resta il più iconico. Nel 1972 esce Ritorno ad Oz, un film d'animazione ispirato al secondo libro della serie. Nel 1978 The Wiz, un adattamento in salsa moderna con Diana Ross e Michael Jackson, ha raccolto diverse candidature agli Oscar. Ovviamente tra la fine degli anni 80 e l'inizio degli anni 90, sono uscite alcune serie anime, tra cui Alla ricerca del cristallo arcobaleno. Nel 2005 i Muppet si sono divertiti a metterlo in scena, con un musical per la tv. Anche la Disney ci ha messo lo zampino e nel 1985 ha prodotto Nel fantastico mondo di Oz, basato sul secondo e il terzo romanzo della serie. É stata l'artefice anche di Il grande e potente Oz, trasposizione del 2013 con James Franco, Mila Kunis, Michelle Williams e Rachel Weisz, con la colonna sonora firmata da Danny Elfman. Molte versioni, ma un'unica storia!

giovedì 26 novembre 2020

Un classico al mese #7: Piccole Donne

Ebbene sì, finalmente l'ho fatto: ho letto Piccole Donne! Non so perchè ma ho sempre avuto una sorta di repulsione per questo libro. Per tutta l'infanzia ho avuto in casa una vecchia copia (forse eredità di mia zia) e l'ho evitato come la peste, nonostante da piccola abbia letto veramente qualsiasi vecchio libro trovato in giro. Ma anche roba raccapricciante, con copertine bruttissime e storie noiose. Questo proprio no, vai a capire perchè. In realtà non è andata così male, anzi, mi è piaciuto e mi sono affezionata molto alle sorelle March! Avete letto questo libro? Chi è la vostra sorella preferita? :)

La trama
Meg, Jo, Beth e Amy sono quattro sorelle molto diverse tra loro, ma estremamente legate. Meg è la più grande, matura, dolce, a volte un po' frivola, sogna l'alta società, gli sfarzi della vita mondana e le luci del palcoscenico. Jo è ribelle, impulsiva, allergica a tutto ciò che è femminile e delicato. Appassionata di letteratura, legge molto e scrive con grande impegno. Beth è timida e schiva, preferisce di sicuro i gatti alle persone e ama profondamente la musica. Vorrebbe studiare pianoforte, ma purtroppo la famiglia non può permetterselo. Infine Amy è la più piccina e la più viziatella, cerca sempre di fare colpo sugli altri dandosi delle arie, ma la maggior parte delle volte fa delle figuracce. É l'artista della casa e fantastica di avere un giorno una mostra tutta sua. La famiglia March sta passando tempi duri, ma insieme trovano sempre il modo di dare il meglio. Mentre il padre è in guerra, la madre gestisce i loro pochi soldi, spingendo le figlie ad essere sempre grate di ciò che hanno e dando loro molte importanti lezioni di vita.  

L'autrice
Louisa May Alcott nasce nella cittadina di Germantown il 29 novembre 1832, figlia di un noto filosofo e di un'assistente sociale, seconda di quattro sorelle. La famiglia si trasferisce a Boston nel 1838 e due anni dopo a Concord, nel Massachusetts. Louisa studia a casa e inizia molto presto a lavorare e fare volontariato, così come fanno anche la madre e le sue sorelle. Abolizionisti convinti, gli Alcott collaborano con una rete clandestina che favorisce la fuga di schiavi di colore e allo scoppio della guerra di secessione americana, Louisa presta servizio come infermiera. Nel frattempo scrive sempre e inizia a pubblicare, usando anche uno pseudonimo: A.M. Barnard. Raggiunge il successo professionale nel 1868 con con l'uscita di Piccole Donne, di cui sono apprezzati anche i seguiti. Purtroppo quelli sono anni di grandi lutti. Dopo la precoce morte di Lizzie, morta a soli 23 anni nel 1858, nel 1877 muore la madre e due anni dopo se ne va anche May, la sorella più piccola, lasciando sola la figlia Lulu, che viene adottata da Louisa. Nel 1882 il padre viene colpito da una paralisi e lei lo assiste fedelmente fino alla fine, morendo essattamente due giorni dopo di lui, nel marzo 1888.

La storia delle sorelle March

Piccole Donne è il libro che la Alcott non avrebbe mai scritto. Il suo editore insistette parecchio nel richiederle un libro 'da ragazze' ma lei inizialmente era assolutamente contraria. Nonostante tutto, alla fine scrisse il libro nel giro di un paio di mesi, spinta anche dal padre, e scelse di raccontare in modo semi-autobiografico gli anni dell'infanzia vissuti insieme alle sue sorelle a Concord. Le sorelle March quindi sono modellate sulle sorelle Alcott. Anna ha ispirato Meg. Lizzie ha ispirato Beth. May ha ispirato Amy. Jo invece è ispirata alla stessa autrice, che però a differenza della sua eroina letteraria non si è mai sposata. Anche il matrimonio di Jo è stato un'idea dell'editore, l'autrice avrebbe voluto che restasse nubile, andando contro i desideri dei lettori. Molti altri personaggi sono ispirati a figure reali, per esempio per Laurie l'autrice si è ispirata a Ladislas Wisniewski, un musicista polacco molto più giovane di lei con cui ebbe una breve ma intensa relazione. La prima ragazzina a leggere qualche capitolo del libro è stata Lillie Almy, la nipote dell'editore, che l'ha adorato, così come tutte le altre giovani lettrici che hanno testato il libro prima della pubblicazione.

Piccole Donne al cinema e in tv
La storia delle sorelle March è arrivata sul grande schermo per la prima volta ai tempi del cinema muto! I primi adattamenti infatti sono usciti tra il 1917 e il 1918. Molti anni dopo, nel 1933, è arrivato il primo film con sonoro, diretto da George Cukor, che ha vinto un Oscar come Miglior Sceneggiatura non originale. Nel 1949 è il turno del primo film a colori, diretto da Mervyn LeRoy, con una giovane Elizabeth Taylor nel ruolo di Amy. Dopo il cinema, le sorelle conquistano anche la tv con un adattamento musical nel 1958. A proposito di tv, la BBC nel corso degli anni ha realizzato ben quattro adattamenti televisivi, il più recente è del 2017. Gli anni '80 hanno regalato al pubblico due serie anime ispirate al romanzo: Piccole Donne nel 1981 e Una per tutte, tutte per una nel 1987. Non mi sarei aspettata niente di meno dagli anni '80! Nel 1994 Piccole Donne torna al cinema con la regista Gillian Armstrong. Parlando di tempi più recenti, nel 2019 Greta Gerwig ha scritto e diretto il premiatissimo film con protagoniste Saoirse Ronan e Emma Watson. Le quattro sorelle hanno avuto molti volti, ma la loro storia ha continuato a essere raccontata con passione!

sabato 30 maggio 2020

Un classico al mese #6: Il giornalino di Gian Burrasca

Ciao a tutti! Nuovo mese, nuovo classico! Questa volta ho deciso di leggere Il giornalino di Gian Burrasca, un classico per ragazzi italiano in cui ci siamo imbattuti tutti almeno una volta nella vita. L'avevo già letto in passato perchè ne ho un vago ricordo dalle scuole medie, ma l'ho riletto volentieri. Giannino fa quasi impallidire i teppistelli di oggi, aveva sempre una nuova idea diabolica in testa, e il bello è che aveva sempre le migliori intenzioni e infatti riteneva le sue punizioni ingiuste lol Avete mai letto questo libro? :)  

La trama
Giannino è il figlio minore di un'agiata famiglia fiorentina ed è talmente propenso a combinare guai che è stato sopranominato Gian Burrasca. Nel suo diario, che inizia il giorno del suo nono compleanno, racconta le sue disavventure quotidiane, gli scherzi e le inevitabili punizioni che riceve, delle vere ingiustizie a suo parere. Più gente c'è, più si fa audace, e questo lo sanno bene le sue sorelle maggiori, visto che ha rovinato ogni evento organizzato in casa, compresi i loro stessi matrimoni. La famiglia non sa davvero cosa fare con lui, punizioni e minacce non hanno nessuno risultato. Mentre le sue monellate diventano via via più audaci, e le conseguenze più gravi, lo spettro del collegio aleggia in ogni frase, ma non basta. Punizioni, periodi sabbatici in esilio da parenti, giorni rinchiuso in camera a mangiare solo minestra non hanno effetto su lui. Giannino ne combina sempre una nuova e i danni non si contano più. Tira e tira, la corda si spezza e in collegio ci finisce davvero, ma servirà a qualcosa? Gian Burrasca è davvero incorreggibile!

L'autore
Vamba, all'anagrafe Luigi Bertelli, nasce a Firenze il 19 marzo 1858. Terminati gli studi comincia a lavorare presso le ferrovie, spostandosi a Rimini e poi a Foggia, ma trova la sua strada quando nel 1884 entra nella redazione del quotidiano Capitan Fracassa, firmandosi Vamba, nome ispirato dal buffone dell'Ivanhoe di W. Scott. Nel 1887 lo abbandona con altri colleghi per fondare il Don Chisciotte. Nel corso degli anni collabora con altre riviste, tra cui Il Pupazzetto, il Carro di Tespi, il Corriere Italiano, L'O di Giotto, occupandosi soprattutto di satira politica. Nel 1893 pubblica il suo primo libro per ragazzi, Ciondolino, che segna la sua svolta nel mondo dell'educazione per l'infanzia. Nel 1906 fonda il Giornalino della Domenica, dedicato all'educazione dei giovani lettori. Proprio su quelle pagine nel 1907 è nato Gian Burrasca, che per oltre un anno ha divertito i lettori con le sue monellerie, prima di diventare un vero e proprio libro nel 1912. Ha continuato la sua attività anche negli anni successivi, fino alla morte nel 1920.

giovedì 26 marzo 2020

Un classico al mese #5: La carica dei 101

Ciao a tutti! Con la grande riapertura del blog ho messo mano un po' a tutte le rubriche che mi sono divertita a creare nel corso degli anni per decidere quali recuperare, e penso che Un classico al mese debba assolutamente esserci, anche se in passato non l'ho mai davvero portata avanti seriamente. Per chi non la ricordasse, è una rubrica in cui parlo dei classici che leggo, senza recensirli, ma semplicemente facendo un piccolo approfondimento, per incuriosirvi. La rubrica sarà totalmente incentrata sui classici per ragazzi, provenienti un po' da tutte le epoche. Ci sono tante perle della letteratura per che devo ancora recuperare e mi piacerebbe avervi al mio fianco e parlarne insieme! Spero tanto che questa rubrica vi piaccia! Oggi iniziamo con una storia che già conoscevo molto bene grazie al film Disney che ne è stato tratto, ma che non avevo mai letto: La carica dei 101! Al momento il libro è abbastanza introvabile perché non ci sono edizioni recenti, a parte un'edizione illustrata per i più piccini. Io ho preso in biblioteca una vecchia edizione Mondadori anni '90 e se il libro vi incuriosisce vi consiglio di fare lo stesso! 

La trama
Pongo e Missis vivono una vita estremamente felice. Sono una coppia innamorata, i loro umani sono persone amorevoli e, ciliegina sulla torta, stanno per diventare genitori. La loro felicità non può essere più grande. Alla nascita dei piccoli, ben quindici, la famiglia decide di adottare anche Perdita, una sfortunata mamma abbandonata, affinché aiuti Missis nel difficile compito di sfamare quelle bocche perennemente affamate. Tutto è perfetto. Ma poi nella loro vita arriva Cruella De Vil. E i cuccioli scompaiono misteriosamente. Come ritrovarli? Gli umani non sanno proprio che fare, così i due giovani genitori capiscono che dovranno cavarsela da soli: grazie alla catena del crepuscolo attivano un passaparola che copre chilometri e chilometri, fino a fuori città, raccogliendo indizi e informazioni, fino a individuare il luogo in cui sono tenuti prigionieri e, lasciata Perdita a rassicurare gli umani, partono per una pericolosa missione di soccorso, aiutati da tanti amici. Ce la faranno a ritornare a casa con tutti i loro piccoli? 

L'autrice
Dorothy ''Dodie'' Smith nasce a Whitefield, in Inghilterra, il 3 maggio 1896. Rimane orfana di padre a soli due anni e passa l'infanzia con la madre a casa dei nonni, ambiente che la influenzerà molto artisticamente grazie al nonno e allo zio, che le trasmettono l'amore per il teatro. Nel 1910 la madre si risposa e il nuovo marito le porta con sé a Londra, dove qualche anno dopo Dodie decide di studiare alla Royal Academy of Dramatic Arts, per tentare la carriera di attrice, senza grandi risultati. Il vero successo arriva con la scrittura. Nel 1931 firma la sua prima opera teatrale, attività che porterà avanti tra alti e bassi fino al 1961. Nel 1939 si sposa e si trasferisce con il marito negli Stati Uniti. Lì inizia la sua carriera di autrice di romanzi, pubblicando Ho un castello nel cuore nel 1948 e La carica dei 101 nel 1956, i suoi lavori più famosi, che diventano entrambi film. Pubblicherà in totale nove romanzi. L'ultimo, The Midnight Kittens, inedito in italia, esce nel 1978. Dodie Smith muore nel 1990 e per sua volontà le sue ceneri vengono disperse nel vento.

La storia di Pongo e Missis
Dodie Smith e suo marito amavano i cani e avevano un debole per i dalmati. Ad un certo punto della loro vita in giro per casa ne avevano ben 9 ed è davvero capitata loro una cucciolata di quindici cuccioli. Il protagonista del libro ha preso il nome Pongo dal primo cane posseduto dalla coppia. Ma come è arrivata l'idea? Un amico osservando i loro cani disse che con un pelo così sarebbe uscita una bellissima pelliccia. La battuta un po' infelice scatenò la fantasia dell'autrice. Una delle scene più famose del libro (e del film) è inoltre ispirata ad un fatto davvero accaduto: la miracolosa ripresa di uno dei cuccioli, creduto morto e salvato all'ultimo secondo dal marito. Una cosa che non tutti sanno è che La carica dei 101 ha un seguito, uscito nel 1967 e inedito in italia: The Starlight Barking. La storia segue le avventure di uno dei figli di Pongo e Missis, che è diventato il cane del Primo Ministro, e guida una vera e propria crisi quando tutti quanti, tranne i cani, cadono in un sonno misterioso.

Le differenze tra libro e film 
Le differenze tra il libro e il film targato Walt Disney sono molteplici, eccone alcune! Innanzitutto il personaggio cinematografico di Peggy (che in originale si chiama Perdita) è un mix tra due personaggi letterari, ovvero Missis, la mamma dei cuccioli, e Perdita, la balia. Anche Nilla è l'unione di due personaggi: nel libro la famiglia ha due domestiche Nanny Cook e Nanny Butler. Parliamo poi di Cruella De Vil: nel libro la donna è molto più scura di carnagione rispetto alla sua pallida versione cinematografica, inoltre è sposata con un pellicciaio, un omino succube che si occuperà del rapimento, e ha anche un gatto che la odia e sarà di grande aiuto ai cagnolini. Mentre nel film il più piccolo e gracile della cucciolata è Lucky, nel libro è Cadpig: la cagnolina è così fragile che ad un certo punto durante la fuga verrà caricata su un carrellino e trascinata dagli altri. Nel film è del tutto omessa la storia di Perdita, del suo compagno e dei loro cuccioli, per cui mentre nel film alla fine si ritrovano con 99 cuccioli e 2 adulti, nel libro sono 97 cuccioli e 4 adulti. Infine, i personaggi secondari che aiutano i due dalmata nella loro avventura sono completamente diversi nel libro e nel film. Insomma sono molto diversi, ma entrambi meravigliosi!

sabato 9 maggio 2015

Un classico al mese #4: Alice nel paese delle meraviglie

Ciao! Riesumo finalmente una rubrica defunta miseramente appena nata insieme al mio buon proposito di leggere un classico al mese xD Cercherò di rimettermi in riga. Intanto oggi vi parlo di un classico che finalmente ho letto: Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll. E non potevo crederci di non averlo mai letto! Certo conoscevo la storia, l'avevo sentita e risentita, ho visto il film Disney milioni di volte, e letto qualcuno dei loro libri illustrati da piccola, ma..non avevo mai letto la storia originale! Scandaloso! Dopo aver letto Il mio splendido migliore amico, ho pensato che dovevo proprio rimediare, quindi eccoci qui. Rispetto al film Disney che ho visto tante volte, ho scoperto che una parte degli episodi sono tratti da questo libro, mentre altri dal seguito Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò, come ad esempio i fiori parlanti e Pinco Panco e Panco Pinco. Lo stesso ha fatto anche A.G. Howard con Il mio splendido migliore amico. Devo assolutamente leggere anche il seguito insomma. Tornando a noi, per quanto mi riguarda, è stata una lettura molto carina. Mi è piaciuto! La storia è originale e un po' folle. Irresistibile. L'unico problema è che in alcuni momenti è davvero un po' troppo nonsense e perdi un po' il filo. Ma Alice E' il nonsense. Quindi, non possiamo lamentarci :)

La trama
Durante un noioso pomeriggio Alice si ritrova a correr dietro al coniglio più strano mai visto. Si infila dentro la sua tana e si ritrova catapultata in un mondo dove nulla sembra avere senso. Qui vive la più grande delle avventure. Cade in un tunnel incredibilmente profondo dalle pareti ricoperte di mobili. Diventa piccola piccola, e poi così grande che le sue lacrime creano un oceano. Corre in cerchio con un gruppo di animali grandi quanto lei. Conosce la duchessa e il suo bambino porcellino. Diventa di nuovo grande e poi piccola. Prende parte al tea party del Cappellaio Matto e della Lepre Marzolina. Discute con personaggi bizzarri come il Brucaliffo e il Ghignagatto. Assiste ai balli e ai canti del grifone e della finta tartaruga. Fino all'incontro con la terribile Regina di Cuori, con i suoi 'Tagliatele la testa!' e la sua corte di carte da gioco. Da qui l'invito ad una partita di croquet, con mazze di fenicotteri e palle semoventi, e la partecipazione al processo che vede imputato il fante di cuori, accusato del furto di alcune torte.  Riuscirà a tornare a casa?


L'autore
Lewis Carroll, al secolo Charles Lutwidge Dodgso, nasce a Cheshire, in Inghilterra, il 27 gennaio 1832. Nei primi anni della sua vita studia a casa, con un precettore. A dodici anni viene mandato a studiare presso una scuola privata a Richmond, e in seguito alla Rugby School. Primeggia senza alcuna difficoltà. Termina gli studi alla Christ Church di Oxford. Gli viene conferita una cattedra in matematica, che tiene per quasi tutta la vita, ma trova l'insegnamento privo di stimoli. Nel 1856 inizia a interessarsi alla neonata arte della fotografia. Fra il 1854 e il 1856 inizia a pubblicare poesie e racconti su riviste a tiratura nazionale e su giornali locali. In genere, si tratta di lavori comici, talvolta satirici. Nel 1865, con lo pseudonimo Lewis Carrol, una deformazione giocosa del suo vero nome, pubblica  Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie. Il libro ha un successo immediato e travolgente. Nel 1872 pubblica Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò, nel 1876 La caccia allo Snark, nel 1889 e nel 1893 i due volumi del suo ultimo romanzo, Sylvie e Bruno. Pubblica anche una serie di trattati di logica con il suo vero nome. Continua a insegnare fino al 1881 e muore nel 1898 per bronchite.

La storia di Alice
Alice nasce durante una delle gite che l'autore era solito fare con la famiglia del rettore della Christ Church, Henry Liddell. Con le tre figlie Ina, Alice e Edith faceva giri in barca e pic-nic e durante una di queste scampagnate, nel 1862, inventa una storia per divertire le bambine. La storia piace così tanto che Alice Liddell lo prega di metterla per iscritto. Nasce così il manoscritto Alice's Adventures Under Ground ("Le avventure di Alice sotto la terra"). In seguito decide di sottopore il libro all'editore MacMillan, che lo apprezza molto. Dopo diverse revisioni (fra i titoli alternativi che furono considerati ci sono Alice Among the Fairies, "Alice tra le fate" e Alice's Golden Hour, "L'ora dorata di Alice"), nel 1865 vede finalmente la luce Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie. Decide di firmarlo con lo pseudonimo Lewis Carroll, una deformazione giocosa del suo vero nome, Charles Lutwidge, usato già nove anni prima per Solitude.

Citazioni
«Allora dovresti dire quello a cui credi», riprese la Lepre Marzolina.
«È quello che faccio», rispose subito Alice; «almeno credo a quello che dico, che poi è la stessa cosa.»
«Non è affatto la stessa cosa!» disse il Cappellaio. «Scusa, è come se tu dicessi che vedo quello che mangio è la stessa cosa di mangio quello che vedo!»


Ogni cosa ha la sua morale, se si sa trovarla. 

«Ma io non voglio andare fra i matti», osservò Alice.
«Be', non hai altra scelta», disse il Gatto «Qui siamo tutti matti. Io sono matto. Tu sei matta.»
«Come lo sai che sono matta?» disse Alice.
«Per forza,» disse il Gatto: «altrimenti non saresti venuta qui.» 


Di solito Alice si dava degli ottimi consigli, però poi li seguiva raramente. 

mercoledì 14 maggio 2014

Un classico al mese #3: Mary Poppins

Ero partita così bene, e invece mi sono incagliata. Colpa del romanzo che avevo scelto per gennaio e che mi sono trascinata dietro per mesi. Ora molti di voi mi linceranno, ma credo di non essere ancora pronta per Cime Tempestose. Ci riproverò sicuramente in futuro, ma per ora ho deciso di buttarmi su qualche classico per bambini, per procedere per gradi. Incuriosita dopo la visione di Saving Mr Banks, ho scelto così di leggere Mary Poppins di P.L. Travers. Devo confessare che non mi è piaciuto moltissimo. Credo che dopo aver visto il film Disney, chiunque rimarrebbe deluso da questo libro. In realtà è più simile ad una raccolta di anedotti, che ad una vera storia. Non c'è una vera trama. Gli episodi, presi singolarmente, sono tutti davvero carini, qualcuno di più, altri di meno. La magia e la fantasia si respirano ad ogni pagina. Il problema, oltre all'assenza di una vera trama, è Mary Poppins. E' così diversa da com'è nel film. In queste vesti non è riuscita a conquistarmi. Si tratta di una lettura molto carina comunque, tante storielle divertenti e bizzarre, piene di magia. Se ancora non avete visto il film, forse lo apprezzerete di più!  

La trama
La famiglia Banks vive a Londra, in una casetta modesta in Viale dei Ciliegi numero 17. I signori Banks hanno quattro figli, Giovanna, Michele e i gemelli neonati, Giovannino e Barbara, e a dare loro una mano ci sono una cameriera, una cuoca e un tuttofare, che lavorano per loro da tempo, domestici fedeli e leali. Hanno invece una grande sfortuna con le bambinaie. Quando l'ultima se ne va finalmente sembra che la risposta a tutte le loro preghiere sia finalmente giunta. Svolazzando sorretta solo da un ombrello, davanti alla loro porta atterra Mary Poppins. Sembra quasi apparire per magia. E' severa e burbera, ma i bambini ne rimangono conquistati. Saprà occuparsi di loro con maestria, ma gli farà anche vivere incredibili avventure: un giro intorno al mondo, l'incontro con una stella, il più bizzarro tè delle cinque di sempre e molto altro. Michele e Giovanna conosceranno personaggi bizzarri ed incredibili e impareranno molto. Ma cosa succederà quando il vento cambierà?


L'autrice 
Pamela Lyndon Travers, all'anagrafe Helen Lyndon Goff, nasce a Maryborough, in Australia il 9 agosto 1899. Nel 1905 il lavoro del padre porta la famiglia a trasferirsi ad Allora, ma quando l'uomo muore due anni dopo in seguito a gravi problemi di alcolismo, la madre porta Helen e le sue sorelle a Bowral, dove vivino per dieci anni. I suoi primi lavori risalgono all'adolescenza, in quel periodo scrive per due giornali locali. Nel frattempo inizia anche a recitare, guadagnandosi una buona fama, e viaggia per tutta l'Australia e la Nuova Zelanda con una compagnia teatrale shakespeariana. Nel 1924 si trasferisce in Inghilterra dove inizia a scrivere seriamente. L'anno dopo vengono pubblicate alcune sue poesie, ma il successo arriva nel 1934 con Mary Poppins. Negli anni insieme alla sua carriera di scrittrice porta avanti anche quella di studiosa, interessandosi alla mitologia e al folklore di Navajo, Hopi e Pueblo e allo zen. Non si sposa mai, ma adotta un bimbo irlandese, Camillus. Nel 1977 viene insignita dell'Ordine dell'Impero Britannico. Muore all'età di 96 anni.

La storia di Mary Poppins
Come è nata Mary Poppins? Quando questa domanda è stata fatta all'autrice P.L. Travers lei ha risposto che era stata Mary Poppins stessa a presentarsi a lei dicendole di metterla su carta. Ci sono voluti anni perchè raccontasse come andarono davvero le cose. Aveva ormai più di ottant'anni quando ha rivelato che Mary Poppins è nata moltissimi anni prima di arrivare nelle librerie, quando lei era ancora una bambina. Durante un momento di forte depressione della madre, aveva avuto l'idea di inventare per le sue sorelline minori una storiella che le distraesse e le intrattenesse. Quella storiella d'infanzia nata dalla necessità di dare alle sorelline una via di fuga dal mondo reale è stata la base su cui è stata plasmata Mary Poppins. Quando ha iniziato a scrivere il libro era il 1933 e la donna viveva in un cottage dal tetto di paglia nel Sussex, insieme all'amica Madge Burnand. Dopo il primo libro, ne ha scritti altri sette. L'ultimo è uscito nel 1988. Nel 1964 l'autrice ha ceduto i diritti a Walt Disney, che ha prodotto il famoso film omonimo. Film che, per inciso, la donna ha sempre profondamente detestato.

Citazioni
Poi la figura, scossa e sballottata dal vento, sganciò il lucchetto del cancello e i bimbi poterono vedere che sitrattava di una donna, che con una mano si teneva fermo il cappello e con l’altra portava una grande borsa. Ecco che, mentre stavano osservando, Giovanna e Michele videro una cosa molto curiosa. Appena la figura ebbe oltrepassato il cancello, sembrò che il vento la sollevasse, portandola in volo verso la casa. 

«Ma come ti spieghi che Mary Poppins lo sapesse?»
«Non lo so» disse Giovanna. «E neppure ce lo dirà mai,
mai. Ne sono sicura.»


Ha fatto ciò che aveva detto. È rimasta finché il vento è cambiato.

«Signora Brill» chiamò «cosa significa Au revoir?» «O revuar, cara?» gridò la signora Brill dalla stanza accanto. «Ecco, non significa… Lasciatemi vedere, non mi ritrovo in queste lingue estere. Non significa: Dio vi benedica? No, no, mi sbaglio. Io credo, cara signorina Giovanna, che significa arrivederci.» Giovanna e Michele si guardarono l’un l’altro. Un lampo di gioia e d’intesa brillò nei loro occhi. Sapevano quello che Mary Poppins voleva intendere. Michele tirò un profondo sospiro di sollievo. «Va benissimo» disse tremante. «Lei fa sempre quello che promette.»