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giovedì 31 agosto 2023

RECENSIONE | Jerry Todd e la mummia sussurrante di Leo Edwards

Jerry Todd e la mummia sussurrante di Leo Edwards
Jerry Todd e la mummia sussurrante di Leo Edwards 
Le avventure di Jerry Todd #1
Autopubblicato | 164 pagine | 8,50 Euro
Copia digitale fornita dal traduttore

Manca poco all'inizio della scuola e Jerry e i suoi amici sono alla ricerca di emozioni forti. Seguendo un'intuizione vincente decidono di improvvisarsi piccoli imprenditori e mettere insieme un carrettino con cui vendere gelati agli studenti accaldati. La loro idea è così apprezzata che vendono tutto il carretto e si trovano con qualche inaspettata moneta in tasca. Provvidenziale è il loro incontro con un misterioso detective alla ricerca di aiutanti, che alla ridicola cifra di un dollaro e quarto li rende ufficialmente dei detective con tanto di distintivo e manuale d'istruzioni. Sono così pronti per il loro primo mistero, che non tarda ad arrivare: un'antica mummia, che da poco è stata acquistata dal college locale, è misteriosamente scomparsa. É l'occasione perfetta per mettere alla prova le loro capacità. E in più c'è una ricompensa da 200 dollari che li aspetta. Riusciranno a trovare la mummia?


Recensione


Una premessa a cui non puoi dire di no

Questo sì che è un libro con una storia interessante. Qualche tempo fa ho ricevuto un messaggio da Gianluca Gemelli che mi ha proposto di leggere Jerry Todd e la mummia sussurrante, un libro che NON ha scritto lui. Ma come? Ho scoperto così che Jerry Todd è una vecchia serie composta da ben 16 volumi pubblicati tra il 1923 e il 1940 da Leo Edwards, un prolifico autore per ragazzi completamente sconosciuto in Italia. 

Gianluca si è così appassionato alla sua produzione che ha deciso di tradurre personalmente le sue opere, i cui diritti ormai sono di dominio pubblico. Online trovate 8 volumi della serie di Jerry Todd e i 4 della serie Poppy Ott. Oltre ad averli tradotti li ha adattati nel linguaggio pensando al pubblico moderno

E il bello è che tutto è cominciato dall'amore di Gianluca per una serie della sua infanzia, I Tre investigatori di Robert Arthur, pubblicata da Mondadori negli anni '70. Stava facendo qualche ricerca in merito e ha scoperto una serie molto più vecchia, quella di Jerry Todd, e gli è piaciuta così tanto da surclassare addirittura la sua serie del cuore. Questo dietro le quinte mi ha così incuriosito che non ho potuto dire di no!

martedì 29 agosto 2023

Un classico al mese | Papà Gambalunga

Ciao! Torniamo a parlare di classici e dopo aver parlato della tenera Pollyanna, oggi vi racconto qualcosa di un libro che se uscisse oggi farebbe decisamente mooolto discutere: Papà Gambalunga di Jean Webster. I miei coetanei si ricorderanno sicuramente il famoso anime anni '90, ma il libro risale al 1912. Mentre per certi aspetti è molto moderno e coraggioso, con una protagonista femminile che insegue i suoi sogni, studia e ha anche una bella lingua lunga che difficilmente tiene a freno, c'è un aspetto che ho sempre trovato un po' inquietante. Riguarda il finale, lo consideriamo ancora uno spoiler o dopo 100 anni posso stare tranquilla? lol Credo che sia universalmente risaputo che alla fine Judy si innamora del suo benefattore. Il fatto che un personaggio che per tutto il tempo vediamo come figura paterna, più adulta, con un vantaggio economico, si riveli essere un pretendente con intenti romantici mi ha sempre fatto venire un po' i brividi. Non tanto per la differenza di età, ma proprio per la dinamica della situazione. Che dite? Resta un libro capace di divertire e intrattenere, a modo suo moderno, anche se per certi aspetti è invecchiato un po' male. Se vi ho incuriosito ora, aspettate di leggere il resto dell'articolo!


10 curiosità su Papà Gambalunga


#1. Papà Gambalunga è stato pubblicato a puntate
Tra l'aprile e il settembre 1912 le lettrici della rivista femminile Ladies's Home Journal hanno potuto seguire per prime Judy e le sue avventure. Al termine della pubblicazione, il libro raggiunse finalmente le librerie con una bella edizione illustrata dall'autrice, che diete prova anche del suo talento artistico.

#2. Il romanzo Caro nemico è considerato un sequel di Papà Gambalunga
Questa volta la protagonista è Sallie, amica e compagna di stanza di Judy. Anche questo è un romanzo epistolare, in cui Sallie racconta la sua vita tramite lettere inviate a diversi destinatari, parenti e amici, compresa Judy. Insomma, Jane Webster ha creato una companion novel in netto anticipo sui tempi! Il BookTok l'avrebbe amata lol

#3. Mark Twain è stato fortemente presente nell'infanzia dell'autrice
La madre della Webster era nipote di Mark Twain, mentre suo padre era socio di Twain e in seguito si occupò della pubblicazione di molti dei suoi libri con la casa editrice che aveva fondato personalmente. Gli affari furono floridi per alcuni anni, permettendo loro di fare una vita agiata, ma con il tempo la casa editrice andò in crisi e il rapporto della famiglia con Twain si sgretolò. 

 #4. L'autrice fece un fondamentale viaggio in Italia 
Durante i suoi anni di studio Jean Webster passò un semestre in Europa, viaggiando per Francia e Regno Unito, ma soprattutto in Italia, dove visitò Roma, Napoli, Firenze, Venezia. Fu un viaggio fondamentale per lei perché durante quel periodo conobbe due delle sue più care amiche e raccolse materiale molto importante per la sua tesi e per un racconto che poi si trasformò nel romanzo La ragazza del grano. 

 #5. L'autrice supportava l'istruzione e il suffragio femminile
Le protagoniste dei suoi romanzi erano donne forti e indipendenti, che si impegnavano a raggiungere la migliore istruzione nelle loro possibilità e che supportavano apertamente il suffragio femminile. Partecipò per tutta la vita a marce e manifestazioni e collaborò attivamente con il Vassar College, dove era stata studentessa, invitando sempre tutte le ragazze a studiare e a pensare.

domenica 27 agosto 2023

RECENSIONE | L'Accademia per Creature Magiche di Ophelia Bloom di Elisa Binda e Mattia Perego

L'Accademia per Creature Magiche di Ophelia Bloom di Elisa Binda e Mattia Perego
L'Accademia per Creature Magiche di Ophelia Bloom di Elisa Binda e Mattia Perego 
Mondadori | 17 Euro

Tea è una strega, ma la sua carriera ha subito ormai numerosi intoppi a causa della sua poca dimestichezza con parole e incantesimi. Non che non si impegni, ma essere una strega dislessica è davvero dura.
Dopo l'ennesimo 'piccolo' incidente, che è costato un dito a un suo compagno di classe, viene espulsa da scuola e i suoi genitori non hanno altra scelta se non mandarla all'Accademia per Creature Magiche di Ophelia Bloom, meglio nota come l'accademia per creature difettose. 
La loro preside ha un dono: vedere le potenzialità nascoste di ogni ragazzo, quando nessun altro ci riesce.   
Nonostante il suo totale rifiuto iniziale, Tea ben presto deve ammettere di aver trovato il suo posto, anche grazie a un gruppo di fantastici amici. Insieme riusciranno ad affrontare qualsiasi cosa, scoprendo le loro vere potenzialità. E ne avranno bisogno, perché il Domatore minaccia la comunità magica...

Recensione

La scuola di magia: un trope che non invecchia mai

Se mi seguite da un po', ormai mi conoscete: non so resistere alle storie ambientate nelle scuole di magia o in accademie misteriose. Resta uno dei miei trope preferiti e raramente rimango delusa. Quindi non potevo non dare una possibilità a L'accademia per creature magiche di Ophelia Bloom, un libro nostrano, scritto a quattro mani da Elisa Binda e Mattia Perego. Mi sono avvicinata a questo libro soprattutto grazie alla bellissima copertina di Teresa Cherubini, che ha realizzato anche le illustrazioni interne, rendendo il libro veramente bello a livello visivo. (Curiosità: Teresa è la figlia di Jovanotti). Ho fatto molto bene a fidarmi? La risposta è sì!

L'ambientazione è sicuramente uno dei suoi punti forti. Siamo in un'affascinante e misteriosa accademia, in cui tutti gli studenti sono creature magiche. Abbiamo quel clima 'da college' che amo follemente, con la mensa, le lezioni, i professori, i compagni di stanza. L'atmosfera perfetta per una storia del genere. Ma è l'elemento magico che rende tutto più speciale. Unico appunto: mi sarebbe piaciuto vedere un worldbuilding più elaborato. Essendo però una storia che ha luogo quasi totalmente nell'ambiente scolastico capisco che gli autori si siano concentrati soprattutto su quello, dando poco spazio a ciò che c'è oltre la scuola.