Buchi nel deserto di Louis Sachar
Il Battello a Vapore (2018) | 266 pagine | 12 Euro
Holes #1
Stanley è un bravo ragazzo, per questo nessuno si aspettava che rubasse delle costose scarpe da ginnastica destinate a una raccolta fondi per i senza tetto. E infatti non è stato lui, gli sono praticamente cadute in testa. Ma nessuno gli crede, così viene mandato a Campo Lago Verde, un riformatorio a cielo aperto dove i giovani malfattori vengono puniti con il duro lavoro fisico. Nonostante il nome faccia pensare a un bosco lussureggiante, quello è solo l'ultimo lascito di un passato più florido: il luogo è sperduto nel nulla e per chilometri non ci sono altro che terra nuda e animali velenosi. I ragazzi devono scavare un buco ogni giorno, sotto al sole cocente. E così un giorno dopo l'altro, per mesi, fino alla fine della condanna. Pensano che sia solo una punizione, un modo per temprare il carattere, ma non sanno che quei buchi vengono scavati per un motivo ben preciso e che sotto quella terra arida potrebbe nascondersi qualcosa di prezioso.
Recensione
Se mi seguite su Instagram sapete già che l'anni scorso ho organizzato alcune challenge di lettura, più che altro per spronare me stessa a leggere di più e a raggiungere alcuni obbiettivi che mi sono prefissata. Tra questi obbiettivi c'era quello di recuperare libri usciti più di dieci anni fa, vecchie glorie che rischiano di perdersi tra le centinaia di uscite di cui siamo invasi ogni anno. Uno dei primi che ho preso in mano è stato Buchi nel deserto, un libro uscito originariamente nel 1999 come titolo della collana arancione del Battello a vapore e ristampato più recentemente in una veste più accattivante. Ho recuperato la vecchia edizione ad un mercatino dell'usato, bruttina, ma ancora in ottime condizioni. Per soli due euro, potevo lasciarla lì? Dopo averlo letto, confermo che è stata un'ottima mossa. Tra l'altro questo libro ha vinto un sacco di premi ed è stato apprezzato dai lettori di mezzo mondo. Vorrete mica perdervelo?
Il protagonista è Stanley, un bravo ragazzo, cicciottello, un po' solitario e vittima preferita dei bulli, con una famiglia non molto ricca ma amorevole. Il padre è sempre alle prese con nuovi esperimenti, nella speranza di fare la scoperta che li porterà finalmente alla ricchezza ed è convinto che prima o poi risolverà tutti i loro problemi economici. Quando inizia la nostra storia sta cercando un modo di riciclare le suole delle vecchie scarpe da ginnastica. Per questo quando Stanley si vede cadere in testa delle scarpe super puzzolenti, pensa proprio che sia un segno e che saranno utili al padre. Invece in un attimo viene arrestato con l'accusa di furto, perché quelle scarpe appartengono a un famoso campione e dovevano essere vendute all'asta. Inutili le sue proteste. Nessuno gli crede. Finisce così al Campo Lago Verde. Il nome non c'azzecca proprio niente. Un incubo pedagogico, da denuncia immediata. Roba che neanche nei carceri di massima sicurezza. Roba che ci manderei giusto chi tortura i cagnolini, per quanto il trattamento è duro e insensatamente violento. I ragazzi vengono costretti a passare le giornate nel deserto, con poca acqua, cibo scarso, caldo cocente, con il rischio di essere morsi da ragni, lucertole, serpenti e scorpioni. E stanno lì a scavare, scavare, scavare, tutto il giorno e senza senso apparente. Servizi sociali?? Tribunale dei minori?