giovedì 7 dicembre 2017

Blogtour | La nave degli scomparsi di Rick Riordan ~ Recensione

Ciao a tutti! Oggi ho per voi la recensione di un libro attesissimo uscito in questi giorni. Se vi dico mitologia? Ebbene sì, Rick Riordan è tornato! Mentre la serie "Le sfide di Apollo" si avvia verso il centro dell'azione, le avventure di Magnus Chase si concludono con il terzo capitolo della serie dedicate agli dei norreni. Preparatevi ad una grande avventura! E mi raccomando, date un'occhiata anche alle altre tappe del blogtour! 

La nave degli scomparsi di Rick Riordan
Magnus Chase e gli dei di Asgard #3
Mondadori (2017) |  444 pagine | 18 euro 

Siamo alla resa dei conti! Loki è libero e sta per salpare con la sua diabolica nave carica di morte e distruzione, deciso a scatenare tutta la sua ira e a dare il via al temuto Ragnarok, il Giorno del Giudizio. Magnus Chase e i suoi amici hanno poco tempo per mettere insieme un piano e ancora meno possibilità di riuscire nell'impresa. Stavolta il il loro destino non dipende da un'arma, nè dalla forza del guerriero che la impugna, bensì dalla sua arguzia: Magnus dovrà battere il dio più astuto nel suo stesso territorio: una gara di dialettica in cui vincerà l'insulto più colorito. Solo così il giovane einherji e i suoi amici potranno sperare di imprigionarlo e di rimandare di nuovo la fine del mondo. Per vincere però Magnus dovrà prima procurarsi il mitico idromele di Kvasir e raggiungerlo non sarà semplice: acque infestate, draghi, giganti, dei vendicativi, ricordi dolorosi, scoperte sconvolgenti. Soltanto uniti potranno farcela.  

Recensione 
Il momento che tutti attendevamo con ansia (e allo stesso tempo temevamo) è arrivato: l'ultimo capitolo delle avventure di Magnus Chase è approdato in libreria. Questa serie dedicata agli dei norreni ha conquistato fin dal suo debutto il pubblico adorante dello scrittore, me compresa ovviamente. Ci siamo subito affezzionati al giovane Magnus e appassionati alle leggende della mitologia norrena, ci siamo meravigliati davanti al magico Hotel Valhalla, abbiamo trattenuto il fiato durante le battaglie più cruente, riso per l'irresistibile dose di ironia che l'autore mette in tutti i suoi libri e conosciuto e amato un nuovo gruppo di incredibili personaggi. E ora siamo alla fine di questo viaggio. Come sempre Riordan è riuscito a creare un mondo tutto nuovo, ma che allo stesso tempo si fonde con il resto del suo universo. Un universo in cui divinità di ogni tipo convivono, in cui semidei lottano ogni giorno, ignari gli uni dell'esistenza degli altri. L'autore stavolta ha voluto sottolineare questa fusione con qualcosa più di un velato riferimento o citazione, e infatti il libro si apre con un incontro epico, in cui noi lettori abbiamo sempre sperato: quello tra Magnus e Percy Jackson. Come non amare un autore che ci regala chicche del genere? Nel libro precedente avevamo incontrato Annabeth, ma con un viaggio nautico in vista, non potevano mancare i consigli del nostro semidio acquatico preferito. Magnus infatti si sta preparando a salpare con la sua variegata ciurma a bordo di un sobrio vascello vichingo color banana, diretto tra le braccia di Loki. Da quando l'astuto dio si è liberato, è partito il conto alla rovescia verso il Ragnarok e dall'altra parte del mondo, oltre i fiordi norvegesi, tra i ghiacci più crudeli, la sua nave e il suo equipaggio di zombie e giganti sta per partire. Come al solito Magnus e i suoi amici dovranno affrontare una serie di prove collegata una all'altra, durante le quali conosceremo nuovi dei e nuovi personaggi: da Njord, dio del mare e nonno di Magnus, a Frigg, moglie di Odino, dal gigante Aegir alla gigantessa Skadi. Saranno molti anche i ritorni. Il cuore pulsante della storia è ovviamente il gruppo di eroi al fianco di Magnus. Ancora una volta Riordan ha creato un gruppo variegato, dalle mille sfumature e dalle mille diversità: dalla devota mussulmana Sam, che combatte avvolta nella sua hijab magica e digiuna per il Ramadam, al gender fluid Alex, che passa dal maschile al femminile, fino all'elfo sordomuto Hearthstone, assolutamente letale con le sue rune. Il piano diciannove dell'Hotel Valhalla si è rivelato certamente pieno di sorprese e i suoi abitanti hanno dimostrato di meritare quel posto, per il loro coraggio e la loro forza. Abbiamo imparato ad amarli e ad ogni libro abbiamo scoperto qualcosa in più su ciascuno di loro e sulle loro storie. Il mio preferito resta Hearthstone, un personaggio che ha dovuto sopportare tanto dolore, ma che non si è mai tirato indietro e non ha mai perso la positività. Magnus si è confermato un giovane eroe dal cuore d'oro, anche se piuttosto imbranato. Non è un grande guerriero che si butta nella mischia, è più il tipo che sta nelle retrovie, protetto dalla sua spada magica, pronto ad intervenire con le sue doti di guaritore. Ogni compagnia ha bisogno del suo guaritore no? Sarà per questo che tutti i mostri cercano di farlo fuori per primo? Ma questo non significa che non sia coraggioso. Non si è mai tirato indietro e ha continuato per la sua tortuosa strada, nonostante i dubbi e la paura, nonostante sapesse che in fondo a quella via c'era Loki in persona ad aspettarlo e che sarebbe stato lui ad affrontarlo. A proposito di questo, credo che l'unica cosa che mi ha deluso del libro sia stato proprio lo scontro finale. Non ci ho trovato abbastanza dramma ed epicità. Mi sarei aspettata qualcosa di più per una battaglia finale. Dopo un viaggio pericoloso tra i ghiacci, giorni e giorni di navigazione, incontri quasi mortali con creature di ogni tipo, prove da cui sono usciti vivi per un pelo, alla fine tutto si risolve con una scaramuccia verbale, neppure particolarmente emozionante. Sono rimasta un po' insoddisfatta da questo. Mi aspettavo di più. Come sempre devo spendere due parole per l'ironia che l'autore infonde nei suoi libri. Credo che sia l'unico che riesce a farmi scoppiare a ridere sul serio, proprio di cuore e non internamente. I titoli dei capitoli sono tra le mie cose preferite, sono sempre uno più geniale dell'altro. Cito "Percy Jackson fa di tutto per uccidermi", "Ma aspettate. Agite subito, e avrete un secondo lupo gratis!" e "Se capite cosa succede in questo capitolo, per favore, ditemelo, perché io non ne ho idea". E' un toccasana. Ogni volta che siete tristi leggere qualcosa di Riordan è il rimedio ideale! Per fortuna che c'è lui o dovrebbero inventarlo! Ultima nota, stavolta alla traduzione. Cara Mondadori, io ti voglio bene perchè pubblichi Riordan e io ho bisogno di lui, ma mi spieghi per quale motivo hai deciso di chiamare il libro "La nave degli scomparsi", allontanandoti dal titolo originale, se poi all'interno del libro la nave viene sempre definita "dei morti"? Chi sono questi scomparsi? Cosa c'entrano? Di cosa stiamo parlando? O la traduci sempre così anche all'interno del libro o lasci il titolo originale no? A parte questo, Riordan ancora una volta si è riconfermato e non avevo dubbi. Comprerei qualsiasi suo libro senza neppure sapere di cosa parla. É pure malefico come Loki in persona, perchè alla fine durante una telefonata con Annabeth ti fa intendere che tra i semidei greci ci sia qualcosa che non va e tu stai aspettando il prossimo libro di Apollo e lo sai che ci sono tanti casini in corso e ora DEVI sapere subito qual è il problema e invece devi aspettare maggio. Rick io ti amo e ti odio ma ora datemi Apollo. Amen. 

Bellissimo!

Poi ripensai a quello che Percy Jackson mi aveva detto sul ponte della USS Constitution: il mio più grande punto di forza non era l'addestramento che avevo ricevuto. Era la squadra che avevo intorno. In una diatriba poetica bisogna ferire l'avversario, sminuirlo, insultarlo fino a farlo rimpicciolire nel nulla. Ma io ero un guaritore. Non ferivo gli altri, non li distruggevo. Li rimettevo in sesto. Non potevo giocare in base alle regole di Loki e sperare di vincere. Dovevo giocare in base alle mie regole.

Continuate a seguirci nelle altre tappe del blogtour!

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