giovedì 1 giugno 2017

RECENSIONE: Nerve - Jeanne Ryan

Nerve di Jeanne Ryan
Autoconclusivo
Newton Compton (2017) | 320 pagine | 9,90 Euro

Tra i coetanei di Vee la moda del momento è Nerve, un gioco online in cui i partecipanti vengono sfidati a compiere prove sempre più complesse pur di vincere premi incredibili. Un po' per sfidare se stessa e un po' per dimostrare che anche lei è in grado di rischiare, Vee tenta la prima prova e il suo video attira l'attenzione degli organizzatori, che la invitano a proseguire affiancandole l'affascinante Ian. Vee si lascia convincere soprattutto dai premi che il gioco mette in palio: le offrono tutto ciò che ha sempre sognato, come se potessero leggere nei suoi pensieri più intimi. Vee e Ian si ritroveranno così ad affrontare una notte di follie fianco a fianco, una prova dopo l'altra, mentre il pubblico adorante tifa per loro. Ormai sono decisi ad arrivare fino alla fine. Il montepremi diventa sempre più sostanzioso e tirarsi indietro a questo punto significherebbe gettare via un futuro garantito. Ma arrivati alla prova finale, le certezze dei due iniziano a tentennare. Forse Nerve non è il gioco che tutti credono...

 Recensione 
Come definire Nerve? Un grande potenziale mal sfruttato. L'idea di Nerve a mio parere è davvero brillante, interessante e originale. Mi ha incuriosito a tal punto che mi sono convinta a comprare il libro alla cieca, senza aver letto nemmeno una recensione (cosa più unica che rara per me). Immaginiamo una sorta di reality show che è un incrocio tra obbligo e verità e il grande fratello. I concorrenti si iscrivono presentando un video in cui affrontano una delle tante prove tra cui è possibile scegliere dal sito. Se il video piace, gli organizzatori ti invitano a continuare, offrendoti i primi premi. Questi video preliminari possono essere visti gratuitamente dagli utenti. Proseguendo, si arriva al gioco vero e proprio: le prove in diretta, che il pubblico a casa può vedere solo a pagamento. Gli adolescenti impazziscono per questo gioco, in cui i concorrenti vengono messi di fronte a tutte le loro peggiori paure. E se ce la fanno, è la svolta della vita. Qualsiasi siano i tuoi sogni e le tue aspirazioni, loro possono permetterti di realizzarle. Non è un'idea bellissima? Con una premessa simile ero davvero convinta che Nerve si sarebbe rivelato una bomba. Ne ero convinta quando l'ho comprato, ne ero convinta quando l'ho iniziato e anche per il primo quarto di libro, più o meno. Ero entusiasta, gasatissima e molto coinvolta. Poi, lentamente ma inesorabilmente, la caduta. 

Il problema è che questa grande idea è stata sfruttata malissimo, per talmente tanti motivi che se entrassi nei dettagli starei qui fino a domani. I due che personalmente ho sentito pesare di più sono le sfide e la trama in generale. Le sfide. Avrei molto da dire a tal proposito. Io immaginavo inenarrabili prove di coraggio, situazioni pericolose o illegali, adrenalina pura, invece sono state davvero mosce. Dall'inizio alla fine. Versarsi una caraffa di acqua in testa urlando una frase imbarazzante? Cantare una canzoncina scema in pubblico? Chiedere preservativi ad un gruppo che pratica l'astinenza? Cercare di convincere un passante a pagare una certa cifra per fare sesso? Sono rimasta davvero delusa dalla disarmante banalità di queste prove. Noiose, per niente emozionanti. In più la nostra protagonista Vee, che in linea di massima mi è abbastanza piaciuta, ha un grosso difetto: è il tipo di persona che tende a reagire in maniera eccessiva ad ogni situazione, urlando e piangendo disperata per ogni sciocchezza, ampliando la sensazione di disagio totale. Le sfide non provano il coraggio, sono semplicemente idiote e in seguito masochiste, atte solo a ferire gratuitamente i concorrenti e i loro cari. Anche alla fine, all'ultimissima prova, mi sono ritrovata a chiedermi ''Tutto qui?'' e poi ''Ma quando smetterà di urlare?''. Anche dalla trama mi aspettavo decisamente qualcosa di più. Immaginavo un intreccio complesso, capovolgimenti, colpi di scena, ma non ho avuto niente di tutto ciò. Tutto è tristemente piatto e scialbo. E vi giuro che mi è dispiaciuto davvero un sacco vedere un'idea con un tale potenziale venire sprecata così.

Questi sono stati i problemi principali, ma non gli unici. I personaggi sono di una banalità disarmante purtroppo, quindi saranno un po' indigesti a chi non ama gli stereotipi. Vee, la protagonista, è una bella ragazza, carina, dolce, appassionata di moda. Non mi è dispiaciuta, ma come accennavo poco fa ci sono stati momenti in cui l'avrei presa a schiaffi. Come ogni protagonista-gnocca-che-però-si-crede-sfigata, soffre all'ombra della sua migliore amica, Sydney, la classica prima donna bellissima e appariscente che attira tutte le attenzioni su di sè. Lei è la star dello spettacolo, Vee la costumista (non è una metafora, lavorano insieme al teatro). Poi c'è Tommy, il migliore amico un po' nerd, che ovviamente ha una cotta segreta per lei, e Matthew, il ragazzo che le piace, il tipico belloccio cretino per cui tutte impazziscono. E infine abbiamo Ian, affascinante e carismatico compagno di gioco di Vee. Lui è un bel tipo, senza dubbio. Con lui sono riuscita un po' a chiudere un occhio nonostante tutto, ha un gran carisma e anche io ne sono rimasta affascinata. Sono personaggi carini, che possono funzionare ai fini della trama e della narrazione, ma poco approfonditi, poco caratterizzati, privi di background o spessore psicologico.

Altra nota dolente è la love story. Ian e Vee sono carinissimi insieme, non lo nego. La chimica tra loro c'è, mi è piaciuta molto, sono adorabili e li ho shippati subito. Tante care cose, ve lo giuro, tifavo per loro, ma credo di non aver letto di un instalove più istantaneo di questo! Passano insieme solo una sera. Una sola sera. Quella in cui si svolgono tutte le prove in diretta, una dopo l'altra. Insieme affrontano molte difficoltà e si fanno coraggio a vicenda, ma in una sera non puoi raggiungere il livello di confidenza, di intimità, di fiducia che sviluppano loro. La loro non è una simpatia, una cotta, un'attrazione fisica, non è qualcosa che sboccia, si considerano una coppia quella sera stessa. Troppo, in troppo poco tempo. Ci sono tante altre cose che mi hanno lasciato perplessa. Il prologo senza senso, il finale aperto e molto vago, che mi ha dato la sensazione che l'autrice volesse infittire il mistero (magari sperando in un sequel?) senza sapere realmente cosa inventarsi, informazioni vaghissime riguardo Ian e al suo lato 'oscuro' a cui non viene data spiegazione. E poi vogliamo parlare del motivo per cui Vee è in punizione? Francamente ho trovato tutta la situazione assurda e, ammesso e non concesso che possa esistere una situazione simile, i suoi genitori reagiscono nel modo più sbagliato, dando un messaggio sbagliatissimo invece di sensibilizzare sull'argomento!  

Il 15 giugno Nerve arriverà anche al cinema, e credo sarà uno dei pochi casi in cui il film sarà migliore del libro. Perchè è solamente ispirato ad esso, non è una trasposizione fedele. Di solito mi sarei arrabbiata per una scelta del genere, ma qui lo comprendo e, da quello che ho letto, credo che gli sceneggiatori siano riusciti ad usare questa idea molto meglio della scrittrice. Le prove sono più entusiasmanti e la trama molto più complessa, con svolte e colpi di scena. Lo andrò di certo a vedere con la speranza che il film darà giustizia a questa bella idea, migliorando, per una volta, la storia originale.

Concludendo questo papiro, Nerve è un libro che parte bene, con una grande idea, ma cade presto nello scontato e nella noia. Si è rivelato molto al di sotto delle aspettative che avevo, ma nonostante tutti i difetti non mi sento di bocciarlo, perchè è una lettura tutto sommato piacevole, romantica, che si fa leggere in fretta, e soprattutto perchè ho veramente adorato l'idea del gioco intorno a cui ruota il libro, che da sola merita almeno la sufficienza. Un vero peccato che il resto del libro non sia altrettanto sorprendente!  

Non male

''Tu mi trovi coraggiosa?''
Lui fa un passo indietro. ''Coraggiosa? Non saprei. Però hai molto carisma. Ti ricordi quella volta al primo anno, quando hai inventato le nuove parole per l'inno della scuola?''
É questo il meglio per cui sarò ricordata? Dei versi volgari che rimavano a malapena? Faccio una smorfia e gli mostro il display del cellulare. ''Tu ti iscriveresti a questo gioco?''
Tommy riflette. ''Non credo. É troppo rischioso.''
''Non fa per me, vero?''
''Non è quello che ho detto.''   

6 commenti:

  1. Ammetto che un po' mi fa storcere il naso, però l'idea di fondo mi incuriosisce... se me ne capita l'occasione proverò sicuramente a leggerlo :)

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    1. L'idea è fantastica, ma lo svolgimento mmm :/ Un peccato! Ma dagli una possibilità, non si sa mai! E il film è da vedere assolutamente!

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  2. Nooo, accidenti,che disastro! (Soprattutto per la parte delle prove troppo semplici). Era proprio uno dei miei prossimi possibili acquisti, ma a questo punto mi fido del tuo giudizio e punteró verso altri libri XD

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  3. Io avevo trovato pure il film, l'estate scorsa, un po' meh.
    Idea gettata alle ortiche.

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    1. Noo non dirmi così, che sono così speranzosa D:

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  4. Lo sto finendo di leggere, ma la penso come te XD
    la prima metà non mi è dispiaciuta, nonostante molte cose "meh", mentre nell'ultima parte sto un pochino faticando XD

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