martedì 15 aprile 2014

RECENSIONE: La foresta degli amori perduti - Carrie Ryan

Titolo: La foresta degli amori perduti
Serie: The Forest of Hands and Teeth #1
Titolo originale: The Forest of Hands and Teeth
Autore: Carrie Ryan
Editore: Fanucci
Pagine: 304     
Prezzo: 16 Euro   
Anno: 2011


Trama: Nel mondo di Mary ci sono delle semplici verità. La Congregazione delle Sorelle sa sempre cos'è meglio. I Guardiani proteggono e servono. Gli Sconsacrati non cederanno mai. E bisogna sempre sorvegliare il recinto che circonda il villaggio. Il recinto che protegge il villaggio dalla Foresta degli amori perduti e da coloro che la abitano, gli Sconsacrati. Ma poco a poco le verità di Mary crolleranno. Imparerà cose che non avrebbe mai voluto sapere sulle Sorelle e sui loro segreti, sui Guardiani e sul loro potere. E quando il recinto verrà aperto e il suo mondo cadrà nel caos, conoscerà gli Sconsacrati e il loro mistero. Dovrà scegliere tra il villaggio e il proprio futuro, tra colui che ama, Travis, e chi è innamorato di lei, Harry, il fratello maggiore di Travis. E dovrà affrontare la verità sulla Foresta degli amori perduti e sul destino di sua madre, sparita anni prima. Può esserci vita al di fuori di un mondo circondato da così tanta desolazione? Si può continuare ad amare in una situazione di continuo pericolo? 

Recensione 
Il mondo è stato colpito da una terribile epidemia che trasforma tutti gli infetti in zombie senza scrupoli. Li chiamano Sconsacrati. Il villaggio di Mary è forse l'unico rimasto al mondo: è circondato da reti robuste che tengono  gli infettati lontano dai sani, in quella che chiamano la Foresta degli Amori Perduti. Tra loro, da qualche parte, ci sono anche i genitori di Mary, rimasta sola con il fratello maggiore. Il villaggio è governato con severità e rigore dalle Sorelle, ed è proprio a loro che Mary è costretta ad unirsi quando nessuno la chiede in moglie. Non Travis, il suo grande amore, che sta per sposare la sua migliore amica, non Harry, troppo spaventato per farsi avanti. Ma Mary non riesce ad omologarsi agli altri, non resce ad accettare la vita che tutti vogliano che lei viva, non riesce a rinunciare all'amore e soprattutto non riesce a smettere di sognare l'oceano, di cui sua madre le parlava sempre. Ma la libertà che lei desidera avrà un prezzo molto alto.. 

Questo è uno dei classici libri con una bella idea di base ma uno svolgimento poco azzeccato. La copertina e il titolo promettono una storia romantica, ma di romantico qui non c'è molto, anzi, la storia è molto cupa, quasi horror, il che non sarebbe neppure un problema se fosse costruita un po' meglio. No, niente romanticismo,o almeno non come ci si aspetterebbe. Ci troviamo di fronte ad un distopico apocalittico in cui il mondo come lo conosciamo oggi è stato distrutto da una terribile epidemia: chi è stato contagiato è diventato un vero e proprio zombie assetato di sangue, e ha trasmesso la stessa sorte a chiunque abbia morso o graffiato. La protagonista è una ragazza di nome Mary che vive nell'unico (o almeno così si crede) villaggio rimasto, nascosto al centro di una fitta foresta, circondato di robuste reti. Il villaggio è governato da un gruppo di donne chiamato Sorelle, un ordine sia religioso che governativo, che regola molto severamente ogni minimo aspetto della vita, perfino nella sfera privata. Mary lo sa bene perchè, visto che al raggiungimento di diciotto anni non è ancora stata chiesta in moglie, viene mandata a vivere dalle Sorelle. Ma Mary è molto diversa dagli altri. Tutti vivono rispettando le regole, facendo quello che viene loro detto, accettando il proprio posto, accontentandosi di sopravivere. Spesso sembrano quasi più zombie degli zombie stessi. Mary invece è un vulcano. La sua testa lavora sempre a cento chilometri all'ora. E' curiosa, sognatrice, e non ha mai perso la speranza nell'amore vero. A proposito di amore, in questo libro c'è uno dei triangoli (anzi quadrilateri) più senza senso di sempre. Prendete carta e penna, vi serviranno. Mary è innamorata persa di Travis, che però sta per sposarsi con la sua migliore amica, Cass. Lei invece è promessa ad Harry, il fratello di Travis, che è carino sì, ma non è Travis. Travis le fa ballare le ovaie e tutto il resto, Harry invece è più come un cucciolo che ti guarda con le orecchie abbassate e gli occhioni adoranti. Il doppio matrimonio ormai sta per consumarsi, tutto sembra andare a gonfie vele, l'unico inconveniente sembra essere il fatto che lei ama un altro, ma, ehi, sai che novità, la letteratura campa da centinaia di anni su questo problema. A costo di spoilerare, ma la situazione si fa troppo assurda. Infatti viene fuori che questo benedetto doppio matrimonio, non ce n'è uno che voglia portarlo avanti. Travis è segretamente innamorato di Mary, mentre Cass e Harry vorrebbero fuggire insieme. Quel che mi chiedo io è..perchè? Perchè non vi siete detti subito la verità invece di giocarvi questo doppio tra fratelli? Tutto il libro è pervaso da questo senso di vorrei-ma-non-posso, quando basterebbe semplicemente dire 'Ehi sorelle, noi abbiamo cambiato idea, ma non temete, non vi facciamo sprecare i soldi del catering. Invertiteci e la festa può continuare'. Sentimentalmente parlando, all'inizio non potevo che fare il tifo per Mary e Travis, ho un debole per gli innamorati sfortunati, ma dopo tutto quello che hanno passato, ho trovato veramente poco coerente il comportamento di Mary verso la fine, mi ha proprio fatto arrabbiare. Il suo problema è che la madre quando era piccola le raccontava le storie sull'oceano, e queste storie si sono infilate nei meandri del suo cervello talmente in profondità che lei ne è diventata veramente ossessionata. Ad un certo punto il suo obbiettivo diventa trovare l'oceano. L'obbiettivo di tutto il libro diventa trovare l'oceano. Non importa se tutti quelli che lei ama moriranno nel tentativo di accontentarla. Che poi, capisco si fosse fissata con l'idea di trovare un altro villaggio, un'altra città, altra gente, sarebbe stato sensato, ci sarebbe un perchè, potrebbero chiedere aiuto, unire le forze. Con l'oceano invece un perchè non c'è. Trovato l'oceano, finito il divertimento. Non puoi neppure sfruttarlo per l'acqua. Questo libro mi ha lasciato davvero perplessa e delusa. Ed è un vero peccato perchè l'inizio mi è piaciuto da morire. La prima parte è piena di dolore, perchè Mary ha perso entrambi i genitori, ha un fratello che si comporta come se non gli importasse nulla di lei, è innamorata persa di un uomo che non può avere e deve fingere di amare qualcuno solo perchè l'alternativa è stare in clausura tra le Sorelle. E' difficile, doloroso. Il pericolo è sempre dietro ad ogni angolo, non solo per via della minaccia rappresentata dagli Sconsacrati, ma perchè lei è una mina vagante all interno del villaggio, e sappiamo bene che fine fanno quelli che fanno troppe domande, nei distopici. La suspense è tesissima. Il desiderio di Mary nei confronti di Travis è frustrante, intenso, bellissimo. Ma poi tutto naufraga. La trama diventa assurda, il romance ancora di più. Tutti iniziano a morire. Il finale è uno dei più avvilenti di sempre: è aperto, troppo aperto, e avrei chiuso un occhio visto che fa parte di una serie, ma i tre libri che la compongono sembrano trattare tre storie diverse autoconclusive ambientate nello stesso mondo, quindi le mie speranze di sapere qualcosa di più su Mary sono abbastanza remote. In conclusione, posso dire che questo libro non funziona. Non sul serio. L'idea di base e la prima parte sono notevoli, ma il triangolo, la seconda parte, il finale, e l'ossessione di Mary per l'oceano hanno portato alla deriva un libro che poteva valere molto di più.               Valutazione: ½ Così così  

Mia madre mi parlava sempre dell’oceano. Esiste un posto, diceva, dove non c’è altro che acqua a perdita d’occhio, acqua in continuo movimento che si scaglia verso di te per poi ritrarsi. Una volta mi mostrò una foto, disse che era la mia bis-bis-bisnonna da piccola nell’oceano. Sono trascorsi anni, e la foto si è persa tra le fiamme molto tempo fa, ma la ricordo ancora, sbiadita e consunta. Una bambina circondata dal nulla.   

8 commenti:

  1. Peccato, però. Mi ha sempre ispirato assai :/

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  2. La copertina fa pensare a tutt'altra storia, peccato che ti abbia delusa :( cmq mi pare sia una serie interrotte, quindi non è assolutamente tra le mie priorità di lettura ^^

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  3. peccato che non ti sia piaciuto... :( la trama e la cover mi intrigavano tantissimo

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  4. La cover che hanno scelto per l'edizione italiana - insieme al titolo - non ha senso per niente -.-" cioè... in originale il titolo è The forest of hands and teeth cosa c'azzeccherà mai il titolo italiano?
    Sorvolando su questo, ho letto molte opinioni perplesse come la tua, eppure sono ancora troppo curiosa di leggerlo! Ce l'ho che mi aspetta sullo scaffale :3

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  5. La copertina è splendidaaaaa ma è vero che non richiama per niente la storia - che non è proprio il mio genere e non mi ispira - chissà cosa si era fumato quello che ha abbinato quell'immagine e quel titolo a questo genere di libro. Bohhhhh...

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  6. peccato :((( non lo conoscevo, ma dalla trama mi sembrava davvero bello *w*

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  7. la cover è molto bella però questo libro non mi ha mai ispirata! :/

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  8. Che peccato, la trama mi piaceva proprio:(

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