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lunedì 5 agosto 2013

Disney Love #7 - Le ispirazioni, quinta parte

Continua il nostro viaggio tra i libri che hanno ispirato gli amatissimi classici Disney :)

Basil l'investigatopo (1986) è basato sulla serie di libri per bambini Basil of Baker Street di Eve Titus. Basil è uno Sherlock Holmes in salsa topesca e deve il suo nome a Basil Rathbone, che ha interpretato proprio questo ruolo in quattordici film negli anni '40. Tutti i personaggi della serie sono basati su quelli del mondo di Sherlock Holmes e nel film ci sono vari riferimenti e citazioni che lo riguardano. La serie è composta da cinque libri, pubblicati tra il 1958 e il 1982. Una curiosità? Tra i doppiatori originali del film ci sono le storiche voci di Topolino, Paperino e Zio Paperone
Oliver & Company (1988) è basato sul classico Oliver Twist di Charles Dickens. Apparso per la prima volta a puntate su una rivista tra il 1837 e il 1839, e pubblicato poi nel 1840, è uno dei libri più celebri dell'autore. E' la prima opera in lingua inglese ad aver per protagonista un ragazzino. Nel film Oliver è un giovane gatto che vive nella New York moderna, Fagin è uno dei pochi umani ad apparire, ma la sua banda è composta da cani. La storia originale è solo accennata, la Disney l'ha resa più positiva limando alcuni personaggi e rendendola adatta ai più giovani

La Sirenetta (1989) è basato sulla fiaba omonima di Andersen pubblicata per la prima volta nel 1836. E' una delle fiabe più conosciute e una delle opere di Anderson più amate, tanto che in Danimarca, patria dell'autore, le è stata dedicata una statua nel porto di Copenaghen. La storia è stata portata anche al teatro e al cinema con numerose produzioni. Come spesso capita la storia originale è stata modificata per renderla più adatta ai più giovani, eliminando il finale tragico e la morte della protagonista
La Bella e la Bestia (1991) è basato sulla fiaba omonima di Jeanne-Marie Leprince de Beaumont, pubblicata per la prima volta nel 1756. La prima versione della fiaba risale al 1740, ma la più celebre è sicuramente quella sopracitata. Fu il primo film d'animazione in assoluto ad ottenere una nomination agli Oscar come Miglior Film, e anche l'unico, fino a che Up non gli portò via il primato. Il progetto era già in cantiere dopo Biancaneve, ma all'epoca è stato accantonato perchè ritenuto troppo complicato

Aladdin (1992) è basato sul racconto arabo Aladino e la lampada meravigliosa contenuto ne Le mille e una notte, la celebre raccolta di novelle la cui edizione definitiva risale al 1400. La raccolta è incentrata su Shahriyar, re persiano che uccide le sue spose dopo la prima notte di nozze, finchè una di loro, Sharazad, non trova uno stratagemma: ogni sera gli racconta una storia, quella di Aladino è tra queste, rimandando però ogni volta il finale al giorno dopo. Va avanti così per mille e una notte finchè il re non si innamora di lei.

sabato 3 agosto 2013

RECENSIONE: La piccola dea della fertilità - Paul Mesa

Titolo: La piccola dea della fertilità
Titolo originale: Die kleine Göttin der Fruchtbarkeit
Autore:
Editore: Sperling & Kupfer
Pagine: 256
Prezzo: 15,90 Euro
Anno: 2013 


Trama: Bianca ha ventisei anni, fa la cameriera in un albergo in Germania ed è così piccolina - è alta solo un metro e quarantanove - che la madre l'ha soprannominata Bica, che in portoghese vuol dire "caffè molto, molto ristretto". Come quello che preparava la sua mamma, Maria: lei veniva dal Portogallo e non solo custodiva la ricetta segreta della miscela più buona del mondo, ma sapeva anche scavare nell'animo degli uomini semplicemente osservando il modo in cui bevevano il loro caffè. Maria è morta da tredici giorni, eppure a Bica sembra ancora di sentire la sua voce. E in effetti lei, non esattamente entusiasta di essere defunta, è proprio lì, seduta sul suo divano rosso, intenta come sempre a dispensare alla sua bambina preziosi consigli sulla felicità. Bica ne ha proprio bisogno, perché è alla ricerca del Grande Amore (anche se il suo cuore continua imperterrito a battere solo per Galão, rozzo, prepotente e sposatissimo), ma soprattutto vuole un figlio a ogni costo, altrimenti la sua mamma non riuscirà ad andarsene. Così narra una leggenda portoghese: se i tuoi genitori muoiono senza che tu abbia dato loro un nipotino, non arriveranno mai in Paradiso. È per questo che Bica, quando riordina le stanze, buca tutti i preservativi che trova nei cassetti dei comodini: non si sa mai... Ma, pur contenta del "misterioso" ritorno della mamma, Bica è anche preoccupata: c'è infatti un segreto che Maria non deve scoprire, un segreto legato proprio alla sua morte..

Recensione 
Anche se ormai è adulta, Bianca, giovane cameriera di origini portoghesi, è talmente piccola che sua madre l'ha sempre chiamata Bica, come il caffè ristretto portoghese. Dall'alto del suo metro e quarantanove, ha un bel lavoro in un hotel tedesco, è innamorata di Galão, un uomo sposato con cui ha avuto solo una rapida avventura, e sua madre è morta da alcune settimane lasciandola sola. E' irrequieta perchè una leggenda portoghese dice che quando un genitore muore senza essere diventato nonno il suo spirito non può raggiungere il Paradiso. Per questo Bica è alla ricerca disperata di un figlio e si ritrova a bucare tutti i preservativi nelle stanze degli ospiti dell'hotel affinchè nessuno di loro provi le sue stesse paure. Bica sa che sua madre non sarà mai in pace, sa che non è solo una superstizione, perchè Maria, la sua bella mamma, ora è nel suo appartamento e non sa di essere morta. Questo libro per me si classifica tra quelli che sono stati abbastanza piacevoli da leggere, senza farmi sbadigliare o sbuffare, ma che alla fine mi hanno lasciato un po' con un punto interrogativo che ondeggiava sulla testa. La narrazione segue il punto di vista di Bica, utilizzando la terza persona. La ragazza si ritrova ad affrontare molti problemi: oltre ad avere una madre fantasma che le gira per casa, cosa che la spaventa perchè teme che lei scopra un segreto che riguarda la sua morte, è innamorata di un uomo sposato, e questo non solo la porta a lunghe sedute di stalking davanti a casa sua, ma mette anche a rischio il suo lavoro. Un ospite dell'hotel infatti l'ha intravista nuda tra le coperte dopo la sua scappatella con Galão, scatenando voci secondo le quali l'hotel nasconderebbe un bordello. La protesta è guidata proprio dalla moglie del suo amato, una grintosa giornalista, che però non immagina chi ci fosse tra le coperte con la giovane ragazza vista dal testimone. Bica inoltre non ha mai conosciuto suo padre e per tutta la vita è stata sballottata dalla madre da una casa all'altra, da un padrino all'altro, talmente numerosi da essere chiamati per numero invece che per nome. Nel profondo è sempre stata alla ricerca di suo padre, che la madre chiama il 'Numero Zero', ma non l'ha mai incontrato. Poi c'è una zia, l'unica sua parente al mondo oltre alla madre, che però è sempre rimasta in Portogallo e ha intessuto con Bica un rapporto esclusivamente telefonico, senza mai incontrarla, come se avesse qualcosa da nascondere. Ce ne sarebbe abbastanza per mandare dall'analista qualsiasi persona normale, ma lei no. Bica è un personaggio strano, che è difficile inquadrare e in cui è difficile riconoscersi. La sua personalità è complicata e spesso fuori controllo, e per questo non sono riuscita ad amarla particolarmente o anche solo ad entrare in sintonia con lei. E' forte e determinata, ma il suo amore per Galão è ormai sfociato nell'ossessione e questo la porta a compiere azioni sconsiderate: si trasforma in una stalker che ogni sera si fa bella solo per stare ore sotto casa sua e spiare i suoi movimenti dietro le tente, arriva perfino a introdursi nell'abitazione per rubare qualcosa che abbia il suo odore. E il peggio è che tra loro c'è stata solo una breve avventura voluta dal caso. Lei non sa assolutamente niente di lui. Mi capirete quindi quando dico che più di amore parliamo di ossesione. A volte segue una strada tutta sua senza che noi riusciamo a comprenderla. Ci sono vari elementi surreali in questa storia, e il più sensato è la madre fantasma di Bica. Questo è tutto dire. Uno a mio parere è la protesta in cui è coinvolto l'hotel: è partita dopo che un ospite ha visto un uomo uscire da una stanza lasciando dentro una ragazza nuda. I due amanti erano Bica e Galão ovviamente, ma il testimone non li ha identificati. La cosa è stata ricamata in modo quasi assurdo: questo semplice fatto è bastato per lanciare accuse gravissime verso l'hotel e data la statura di Bica hanno addirittura iniziato ad insinuare che c'entrasse pure la prostituzione minorile. A  me tutto questo ha dato l'idea di qualcosa campato in aria per fare un po' di confusione, perchè assistendo ad una scena del genere tutto mi verrebbe da pensare tranne che l'hotel nasconda un bordello, ma la storia non regge e infatti dopo un po' tutte le accuse sono ritirate e non se ne parla più. Poi c'è la storia del padre di Bica, quest'uomo misterioso di cui la madre le ha raccontato pochissimo. Non è tanto il personaggio ad essere surreale, ma il finale che l'autore ha architettato coinvolgendolo, un finale che personalmente ho trovato abbastanza di cattivo gusto, anche se è stato un colpo di scena discreto. Un'ultima cosa che tiro in ballo è il fantomatico segreto che Bica custodisce circa la morte della madre. Qualsiasi cosa vi passi per la testa è peggio. Bica, anche se armata di buone inetenzioni, ha fatto qualcosa di terribile, moralmente e anche legalmente. Un punto in più che va ad aggiungersi al suo piano psicologico di potenziale schizofrenica. Gli elementi che mi hanno colpito positivamente sono pochi, ma ci sono. Mi è piaciuto il fatto che all'inizio di ogni capitolo quando entra in scena la protagonista accanto al suo nome ci sia una parentesi spiritosa che solito riguarda la sua altezza e il caffè e che la stessa cosa accada ogni volta che ci viene presentato un nuovo personaggio. L'ho trovato molto simpatico. Ho apprezzato anche la struttura del libro: è diviso in due parti di cui la prima è ambientata nell'hotel e copre la maggior parte del libro, mentre la seconda, molto breve, ha come sfondo Lisbona, dove Bica va per seppellire le ceneri della madre. Nello stesso tempo la prima parte è ulteriormente divisa perchè i capitoli si alternano tra la narrazione del presente, che segue le vicende di Bica, e il racconto del passato, tramite una lettera che lei sta scrivendo al padre. Do un giudizio positivo anche allo stile dell'autore che nonostante la storia un po' assurda è riuscito a non annoiarmi mai. Ma ciò che forse ho apprezzato di più è stato il tocco di romanticismo che purtroppo è arrivato solo alla fine. In conclusione si tratta di un libro piacevole da leggere, ma forse un po' fuori dalle righe per i miei gusti.                                               Valutazione: ½ Così così

Io avevo solo undici anni e tu già sedici, ma ero abbastanza grande per innamorarmi di te

venerdì 2 agosto 2013

RECENSIONE: Obsidian - Jennifer L. Armentrout

Titolo: Obsidian (Lux #1)
Titolo originale: Obsidian
Autore:
Editore: Giunti
Pagine: 336
Prezzo: 12 Euro
Anno: 2013


Trama: Katy è una blogger diciassettenne con un grande sense of humour, si è appena trasferita in un paesino soporifero del West Virginia, rassegnandosi a una noiosa vita di provincia, noiosa finché non incrocia gli occhi verdissimi e il fisico da urlo del suo giovane vicino di casa. Daemon Black è la quintessenza della perfezione. Poi quell'incredibile visione apre bocca:arrogante, insopportabile, testardo e antipatico. Fra i due è odio a prima vista. Ma mentre subiscono un'inspiegabile aggressione, Daemon difende Katy bloccando il tempo con un flusso sprigionato dalle sue mani. Sì, il ragazzo della porta accanto è un alieno. Un alieno bellissimo invischiato in una faida galattica, e ora anche Katy, senza volerlo, c'è dentro fino al collo. Salvandola, l'ha marchiata con un'aura di energia riconoscibile dai nemici che li hanno aggrediti per rubare i poteri di Daemon. L'unico modo per attenuare questo pericoloso marchio è che Katy stia più vicina possibile a Daemon. Sempre che lei non lo uccida prima..

 Recensione
Katy si è appena trasferita in una piccola città insieme a sua madre, per iniziare una nuova vita dopo la morte del padre. Appena arrivata però si imbatte nel misterioso ragazzo della porta accanto, Daemon, tanto bello quanto maleducato, e in sua sorella Dee, con cui invece lega in fretta. Fin da subito Katy intuisce che i due nascondono qulalcosa, ma solo quando Daemon le salva la vita fermando il tempo e impedendo ad un furgone di investirla la ragazza scopre la verità: Daemon e Dee sono alieni, anzi per la precisione sono Luxen e provengono dal pianeta Lux, da cui sono fuggiti prima che venisse distrutto. Non sono i soli. Katy scopre presto che i Luxen hanno anche dei potenti nemici e quando uno di loro prende di mira proprio lei si scatena una guerra. Avevo alte aspettative per questo libro, non solo perchè è stato pubblicato dalla Giunti, che amo per i bellissimi titoli che propone sempre, ma anche perchè avevo letto tantissimi commenti positivi in merito. Anche se vado un po' controcorrente, stavolta sono rimasta delusa. Ci sono davvero poche cose che riesco a salvare di questo libro, ed è un peccato, perchè le potenzialità le aveva. Il suo problema maggiore a mio parere è la banalità: oltre ad essere pieno di clichè triti e ritriti, ho trovato un sacco di parallelismi con Twilight. Lei che arriva in una piccola città, incontra un ragazzo bello e dannato con cui sviluppa un rapporto di amore e odio, lui che la salva dal furgone, i cattivi che la seguono perchè sentono tracce su di lei, esseri paranormali che girano in branco, velocissimi e con poteri incredibili. E brillano. Non vi sembra che io stia parlando di Twilight? I punti in comune sono davvero troppi. Non è bastato prendere l'elemento piuttosto inedito degli alieni per rendere questo libro originale. Katy e Daemon sono dei nuovi Bella e Edward: hanno un carattere più forte e sono un po' meno sdolcinati, ma seguono lo stesso identico schema con l'unica differenza che il loro rapporto è molto altalenante e non arrivano mai allo stato diabetico di Mr Cullen e signora. Non ancora almeno. Katy all'inizio mi è piaciuta per la sua passione per la lettura e per il fatto che scriva recensioni per un blog. Credo che questo sia uno dei pochi elementi che mi hanno colpito positivamente. La Katy blogger, quella che controlla i commenti e i followers ed esulta quando arrivano pacchi di libri, mi è piaciuta perchè è divertente ed ironica. Ma non mi è piaciuta la Katy fuori da quel piccolo angolo sicuro, totalmente differente. I suoi comportamenti sono spesso incoerenti, come se avesse una doppia personalità: da una parte c'è una ragazza decisa e coraggiosa, che non si fa mettere i piedi in testa da nessuno ed è capace di controllare sè stessa e i suoi desdieri, dall'altro c'è una piccola arrapata che si scioglie in fusa con uno sguardo. Anche Daemon non è da meno: un attimo prima sembra che la odi da morire e quello dopo se la mangia con gli occhi, e non solo. Non depone a suo favore neanche il fatto che sia scontroso e maleducato. So che i bad boy come lui attirano molte lettrici, ma con me non attacca, proprio non lo reggo. L'ho trovato insopportabile. Sarà che i gusti sono gusti, ma io non riesco a sentirmi attirata da un ragazzo così. Ho detto che i protagonisti sono la copia di Edward e Bella, ma non sono i soli. Lo schema dei personaggi è quasi identico a quello di Twilight, tanto che riusciamo a trovare dei parallelismi precisi: c'è Dee, la sorella di Daemon, che è dolce e gentile e ricalca il personaggio di Alice, c'è Ash, la bella primadonna che odia la protagonista dal primo momento, come Rosalie, ci sono due baldi giovani che fanno da spalla a Daemon, come in Twilight Edward aveva Jasper e Emmett (uno di loro sta addirittura con Dee, proprio come Alice e Jasper) e infine c'è la figura adulta, il professore, come il dottor Cullen. Lo schema è identico, i personaggi sono perfettamente ricalcati ed infatti mi sono ritrovata a provare simpatia per Dee, proprio come in Twilight mi è successo con Alice. Dee è definitivamente il mio personaggio preferito: è dolce e carina e si batte moltissimo per la sua amicizia con Katy. E' un personaggio davvero positivo, forse l'unica senza lati oscuri (o problemi di doppia personalità). Ma in questo libro non ho trovato solo Twilight, ma anche molti elementi riconducibili alle storie di alieni più famose, come quella del telefilm Roswell o quella di Superman. Tanto per fare un esempio, i Luxen sono fuggiti sulla Terra per salvarsi dalla distruzione del loro pianeta e sono atterrati sulla Terra accompagnati da una pioggia di meteoriti. In quel momento ho sentito nella mia testa la sigla di Smallville. Non c'è un solo elemento originale, nemmeno uno. E' una storia da leggere senza troppe aspettative, per passare qualche ora di piacevole ozio. Piacerà alle amanti dei bad boy e delle attrazioni impossibili, ma purtroppo l'originalità del tema non è stata ben sfruttata. Il risultato è un mix piuttosto banale tra Smallville e Twilight: tanti clichè, tante idee prese qua e là, pochi colpi di scena. Piacevole e scorrevole, ma nulla di nuovo all'orizzonte.                                 Valutazione: Così così  
  
Tu leggi troppo. Non sono un vampiro, nè un lupo mannaro, nè uno zombie