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giovedì 7 maggio 2020

RECENSIONE | La vita in due di Nicholas Sparks

La vita in due di Nicholas Sparks
Autoconclusivo 
Sperling & Kupfer (2017) | 504 pagine | 19,90 euro

Guardando la sua vita dall'esterno, è impossibile non invidiare Russell: ha un lavoro che ama, una famiglia deliziosa, una bella casa. Ma quando la moglie Vivian decide di tornare a lavorare, piano piano le cose cambiano. All'improvviso lui si ritrova con una neonata agenzia pubblicitaria che fatica a decollare e una bambina di cinque anni da gestire da solo. La sua vita, prima tutta ufficio e appuntamenti, si trasforma in una continua corsa tra le lezioni di ballo e quelle di tennis, la sua mente, prima perennemente impegnata alla ricerca dello spot pubblicitario giusto, ora vaga tra mille idee per tenere impegnata la piccola London. Nonostante le difficoltà iniziali, padre e figlia creano una loro impeccabile routine, piena di divertimento e amore. Ma più loro due si avvicinano, più Vivian si allontana, presa da un lavoro che la porta via di casa sempre più spesso. I litigi si moltiplicano, le incomprensioni aumentano, fino a che non resta che London a legarli... ma basterà?
Recensione
Speravo che non arrivasse mai questo giorno, ma alla fine è successo. Mi ritrovo a dover bocciare un libro di Nicholas Sparks, uno di quegli autori che per me è sempre stato una certezza, uno di quelli che compravo a scatola chiusa e che in tanti anni non mi ha mai deluso. Ma uno scivolone prima o poi capita a tutti, concediamoglielo. Anche se è uno scivolone bello grosso. Non è solo un libro poco brillante o noioso, è proprio brutto, e ho fatto una fatica immensa ad arrivare in fondo. Che ti successo? Mi dispiace dirlo, ma voglio essere onesta. Niente favoritismi, neanche se sei Nicholas Sparks.

Che problemi ha questo libro? Tanti. Innanzitutto la lunghezza, più di 500 pagine. Che possono essere poche se devi raccontare un'avventura piena di draghi, magie e piani malvagi, ma possono diventare troppe, veramente troppe, se hai una trama di base inconsistente come questa. Questo libro è di una noia abissale. Nella prima metà del libro si ripetono le stesse cose ancora e ancora e ancora. La stessa routine, le stesse situazioni, le stesse scene allo sfinimento. Sono arrivata a metà con così tanta fatica che per qualche attimo mi è balenata per la mente l'idea di abbandonare tutto e lasciare perdere. É faticoso, stancante, lento, non finisce mai e non succede niente che possa giustificare 500 pagine. Almeno la metà delle pagine avrebbero potuto essere eliminate e la storia non ne avrebbe sofferto, anzi, forse sarebbe stato un libro leggermente migliore. L'ho trovato vuoto, mi ha dato la sensazione di essere stato confezionato un po' di fretta giusto per rispettare una scadenza o un contratto, senza anima.

La trama, come dicevo, è veramente inconsistente e banale. Vivian e Russell sono una coppia che sta insieme ormai da diversi anni e da quando hanno avuto la loro bambina, London, lei è rimasta a casa a fare la mamma e la casalinga e lui si è dedicato al lavoro. Il loro equilibrio si spezza quando lui si licenzia per mettersi in proprio, con risultati deludenti, e lei decide che è il momento di tornare a lavoro, solo che invece di un tranquillo part-time si ritrova a fare orari folli con tanto di trasferte. Russell deve quindi reinventarsi papà casalingo tuttofare. Al centro di tutto ci sono il rapporto tra Russell e Vivian, che è al capolinea e lo si capisce dopo poche pagine, e quello tra Russell e London, che è assolutamente adorabile ma non basta a reggere il libro. Russell è costruito per risultare un personaggio affascinante, un uomo in carriera, un bravo papà, un uomo dolce e romantico, il sogno di ogni donna, ma invece finisce per essere davvero irritante. L'ho trovato insopportabile. Cerca di evitare a tutti i costi i conflitti, riducendosi a fare lo zerbino. Resta lì a farsi urlare contro e a guardare la moglie che si allontana sempre di più senza fare nulla, senza reagire, senza lottare. Si lascia trascinare dagli eventi, mette la testa sotto la sabbia e insiste per portare avanti un matrimonio che non funziona facendo finta di niente. E poi si piange addosso. L'ho trovato un po' patetico e per niente affascinante. Uno dei personaggi maschili più mediocri e inutili creati dalla penna di Sparks. Vivian non è certo meglio, ma lei è la 'cattiva' della storia, quindi è ovvio che non venga dipinta positivamente.

Un altro problema del libro è che è banale e prevedibile. Dopo pochi capitoli entra in scena una ex di Russell, il suo più grande rimpianto, una donna con cui andava tutto alla perfezione, con cui è finita per uno stupido errore. Da una parte una moglie orribile con cui le cose vanno male, dall'altra un'ex dei bei tempi andati. Secondo voi come finirà? La tira così tanto per le lunghe che arrivi a non poterne più. É frustrante. Parliamo poi del finale, che per me è un grande immenso no. Sparks è sempre stato celebre per i suoi finali drammatici e io ammetto di avere sempre avuto un debole per quelle emozioni che faceva emergere, dolorose ma belle. Mi faceva piangere tutte le mie lacrime ma alla fine chiudevo il libro sospirando. Perché era bello, aveva senso, doveva andare così. Qui invece sembra che arrivato ad un certo punto abbia pensato 'Bene, cosa posso fare per dare un po' di dramma a questa storia?' Lo immagino con dei bigliettini con i nomi dei personaggi da una parte e con tutte le malattie o disgrazie possibili dall'altra. Ho trovato il finale forzato, creato apposta per far piangere il lettore. Buttandola sul dramma magari avremmo dimenticato quanto era brutto il libro. Ma no, non ha funzionato. 

Ho trovato solo due elementi positivi in queste 500 pagine di sofferenza. Uno è London. É una bambina adorabile, tenera, fantasiosa, che ama il mondo e ha un entusiasmo contagioso. Vederla entrare in scena mi dava sempre un po' di forza in più per continuare la lettura, perché se fosse stato solo per i suoi genitori onestamente avrei defenestrato il libro quasi subito. Lei mi ha veramente conquistato il cuore. L'altro  sono Marge e Liz, la sorella di Russell e la sua compagna. Non ricordo di aver mai visto personaggi omosessuali nei precedenti libri di Sparks, quindi sono molto felice di questo passo. La loro era una storia d'amore migliore, unite, affiatate, complici, e sarebbero state delle protagoniste molto più interessanti, invece sono state sprecate come personaggi secondari di una storia che non aveva nulla da dire. Cosa vogliamo fare Sparks? Ci diamo una regolata? Spero che la prossima volta andrà meglio, non deludermi! 

Così così

mercoledì 27 settembre 2017

RECENSIONE | Paper Princess - Erin Watt

Paper Princess di Erin Watt
The Royals #1
Sperling & Kupfer (2017) | 354 pagine | 14,90 Euro

Ella non ha mai conosciuto suo padre e dalla morte della madre è rimasta sola al mondo, così ha dovuto imparare in fretta a cavarsela, senza contare su nessuno. L'unica cosa che vuole è raggiungere il diploma e poi andarsene, ma nel frattempo la sua unica possibilità per mantenersi è lavorare come spogliarellista. Finchè un giorno non compare nella sua vita Callum Royal, un uomo distinto e affascinante che le rivela di essere stato nominato come suo tutore da suo padre, da poco venuto a mancare. Ella non ha la minima intenzione di seguirlo, ma scopre presto di non avere molte alternative. Callum le offre una vita tranquilla, un'istruzione sicura e più soldi di quanti abbia mai visto. Tutto quello che deve fare è resistere fino alla fine del liceo. Quando accetta Ella non sa è che i suoi nuovi 'fratelli' le renderanno la vita tutt'altro che tranquilla. I Royals sono bellissimi, pericolosi, arroganti e credono di avere tutto il mondo ai loro piedi. Ma Ella non ha certo intenzione di farsi intimorire ed è decisa a lottare per quel futuro che le era sempre apparso lontano come un miraggio.

 Recensione 
Ormai mi conoscete, sapete che non sono una che spara a zero sui libri. Se un libro non mi piace tendo a trovare comunque qualche punto positivo. Magari i personaggi non mi hanno convinto, ma l'autore ha un buono stile, magari la storia non mi ha preso, ma ci sono delle belle descrizioni. Scrivo le mie recensioni con molta attenzione, cercando di fare solo critiche costruttive, senza infiammarmi troppo, non solo perchè odio le critiche fini a se stesse e gli insulti, ma anche perchè si tratta pur sempre del mio parere personale, quindi cose che a me non piacciono potrebbero essere apprezzate da altri lettori.  Proprio per questo non mi capita praticamente mai di sconsigliare un libro, al massimo cerco di indirizzarlo verso il pubblico che secondo me è più adatto come fascia di età o interessi. Ma non stavolta. "Paper Princess" di Erin Watt ha sconvolto la blogosfera qualche mese fa, dividendo le blogger in un'aspra lotta. C'è chi l'ha amato alla follia e chi l'ha detestato. É stato al centro di discussioni davvero infiammate. Io? Devo ancora riprendermi da questa lettura. Credo sia uno dei libri più brutti e senza senso che abbia mai letto in vita mia. Ci ho messo ben venti giorni a finirlo, trascinandomi a fatica, riuscendo a leggere solo poche pagine alla volta prima di sentire l'impulso di lanciare tutto dalla finestra. Per la (credo) primissima volta mi sento di consigliarvi, da blogger e da lettrice, di starne alla larga e di usare meglio il vostro tempo. Non ho niente contro il genere o contro i libri frivoli, possono essere una piacevole evasione, ma evitate questo in particolare. Fate un favore a voi stessi. Non perchè contiene scene di sesso, sia chiaro. Non è quello il problema. Il sesso è ovunque e non è un demone. Il sesso è bellissimo ed è un argomento che può essere trattato in mille diversi modi. Il problema è che questo è un libro violento, sessista, osceno, in cui la figura della donna è sminuita e umiliata, in cui viene raccontato un amore deviato e malato, in cui si trattano argomenti molto delicati con una superficialità e una volgarità fuori da ogni logica. E non è un erotico o un dark romance, indirizzato agli adulti, ma un young adult, con protagonisti adolescenti. 

Ci sono così tante cose sbagliate in questa storia che non saprei neppure da che parte cominciare a parlarne più nel dettaglio. Sorvoliamo sulla scarsa originalità della trama, sul fatto che le autrici ignorino il concetto base di realismo, sulla lentezza della narrazione e la totale mancanza di colpi di scena o avvenimenti degni di nota e ci resta ancora un bel po' di cui parlare. Sono rimasta perplessa fin dalle prime pagine, in cui ci viene presentata una giovane ragazza rimasta orfana e sola al mondo che incontra il suo tutore legale per la prima volta. Se avessi sottolineato tutti gli elementi poco realistici e assurdi contenuti in queste poche pagine iniziali avrei avuto un libro decisamente variopinto. Una minorenne che rimane orfana senza che i servizi sociali intervengano minimamente? Una minorenne che affitta appartamenti e si iscrive da sola a scuola falsificando firme della madre senza che sia mai richiesta la sua presenza? Una minorenne che lavora come spogliarellista spacciandosi per 34enne con il documento della madre senza che nessuno noti niente di strano? Certo. E siamo solo a pagina uno lol La nostra Ella comunque, a differenza di quello che vuole farci credere all'inizio, non è fessa, e quando capisce che il suo nuovo tutore è ricco sfondato accetta di dargli un po' di fiducia. Forse per via della promessa di una paghetta di diecimila (DIECIMILA) dollari al mese più un bonus a sei zeri dopo il diploma. Forse. Ma il problema non è Callum, nè la sua paghetta, nè i suoi ostinati sforzi per renderla parte della famiglia. Lui ci prova ed è in buona fede, vuole prendersi cura della figlia del suo caro amico e lo fa nel solo modo che conosce: tirando fuori il portafoglio. Il problema del libro sono i suoi figli. Cinque. Maschi. Uno peggio dell'altro.

Sono cinque piccoli omuncoli, arroganti e maschilisti. Personaggi talmente piatti e stereotipati che si fa fatica a distinguerli. Tutti alti, tutti bellissimi, tutti muniti di montagne di muscoli, pettorali e addominali. Non c'è niente che li caratterizzi, niente che li renda diversi uno dall'altro, ma neppure che li renda minimamente dei personaggi positivi. Ossessionati dal sesso, dal potere, dal loro status. Allo sbando completo. Tra rapporti occasionali e veri e propri raggiri, usano le donne a loro piacimento, come giocattoli di cui disfarsi non appena se ne stancano. Non ci pensano un attimo a venire alle mani in qualunque occasione, sono violenti, volgari, stupidi. I tipici maschi alpha, scimmioni che si battono i bugni sul petto facendo a gara a chi urla più forte. Fin dalla loro entrata in scena capiamo che l'unico dei fratelli che avrà una qualche importanza nella storia è Reed, mentre gli altri fanno semplicemente da spalle, intercambiabili come mattoncini Lego. Tra Reed e Ella si sviluppa un rapporto veramente malato. Durante il loro primo incontro lui le urla addosso e la minaccia, le mette le mani addosso facendola perfino cadere, e lei si eccita. Lui le da della zoccola, la insulta, le dice le peggiori cose che un uomo potrebbe dire e lei nel frattempo sbava e pensa a quanto sia figo. La bullizza a scuola, la insulta gratuitamente, le da ordini, la umilia. E lei subisce e non dice niente, anzi si eccita. Le cose evolvono in modo sempre più raccapricciante. Non c'è niente di romantico nel loro rapporto. Basti pensare alla celebre frase pronunciata da Reed, sicuramente sotto influsso della poetica di Dante e Petrarca: "Se ti devo scopare perché tu non rovini la mia famiglia, lo farò". Quanto amore. E sapete cos'è la cosa peggiore? Ella subisce molestie, violenze, bullismo, perfino un tentato stupro, e non dice nulla. Magari si vendica sì, ma per conto suo, usando la sua sessualità e il suo corpo. Che razza di messaggio è? Per non parlare della raccapricciante scena del tentato stupro. Perchè sì, parliamo di stupro. Se un ragazzo mi droga a mia insaputa e poi cerca di approfittarsi di me, quello è uno stupro. Ma per fortuna i suoi fratelli la salvano. Per fortuna? Non sarà stata stuprata, ma molestata sessualmente mentre era incapace di intendere e di volere sì. Perchè invece di portarla all'ospedale Reed si offre di 'aiutarla'. Solo a ripensare allo schifo che ho provato leggendo alcune scene di questo libro mi torna su il pranzo.

Le donne sono affamate di sesso, zoccole, puttane, stupide macchinette utili solo al piacere maschile, che possono aspirare solo a diventare mogli di qualche riccone che le mantenga. Gli uomini sono maiali arroganti, la cui vita gira intorno al sesso e al potere. Ecco un pratico riassunto di questo libro, che francamente non consiglierei neppure a qualcuno che mi sta molto antipatico. Non riesco a vederla neppure come una lettura trash o leggera. Va oltre ogni mia comprensione come abbia fatto a diventare un best seller o come sia potuto piacere. Ho letto tante recensioni positive cercando di capirlo, ma l'unica cosa che ho compreso è ognuno di noi vede le cose diversamente e va bene così. Personalmente, mi sento di sconsigliarvi questo libro. Non è una cosa che dico a cuor leggero, ma lo faccio senza timore, così non potrete rimpiangere le ore perse in compagnia dei Royal. Vi assicuro che vivrete una vita serena anche senza di loro.

 
Carta straccia

"La mela mi sta dondolando davanti, dolce e succosa, ma, come nelle fiabe, Reed Royal è il cattivo travestito da principe azzurro. Assaggiarne un morso sarebbe un grosso errore. E sarò anche attratta da lui, ma non permetterò mai che la mia prima volta sia con qualcuno che mi disprezza, che sta cercando di proteggere dalla mia innocente distruzione il fratello perfettamente capace di intendere e di volere."

martedì 19 settembre 2017

RECENSIONE | Noi siamo tutto - Nicola Yoon

Noi siamo tutto di Nicola Yoon
Autoconclusivo
Sperling&Kupfer (2017) | 320 pagine | 17,90 Euro

Madeline ha diciassette anni e non è mai uscita di casa. Se lo facesse, probabilmente morirebbe. Soffre di una rara malattia che la obbliga a rimanere al riparo da qualsiasi fattore esterno, in una prigione d'oro che convidide solo con sua madre e con la sua infermiera. Rassegnata ad una vita solitaria, Maddy ammira il mondo nell'unico modo in cui può: dalla finestra. Ed è proprio sbirciando dalla finestra che vede per la prima volta Olly, il figlio dei nuovi vicini, il suo primo amico, il suo unico amore. Tra loro nasce un'amicizia fatta di email e sms, di scarabocchi sulle finestre e sorrisi dietro un vetro. Si osservano da lontano, senza mai potersi avvicinare. E poco a poco, Maddy si rende conto che da quando c'è lui la sua vita così com'è non le basta più. Il suo unico desiderio è andare oltre quella porta, a vedere il mondo. Respirare l'aria fresca, ballare baciata dai raggi del sole, correre sotto la pioggia, fare il bagno nell'oceano. Non importa quel che accadrà. Con lui è pronta a rischiare tutto.

Recensione
Questa settimana arriva al cinema il film ispirato a "Noi siamo tutto" di Nicola Yoon e in attesa di vederlo vi parlo del libro. Una lettura che mi ha stupito e mi ha dato parecchio su cui riflettere. Vi confesso che in un primo momento ero rimasta piuttosto delusa dal finale. Mi ha spiazzato. Vi capita mai di finire un libro e non sapere se vi è piaciuto oppure no? Dopo elucubrazioni e riflessioni, alla fine ho decretato che, al contrario di quello che avevo pensato in un primo momento, è proprio il suo finale fuori dagli schemi ad essere la sua forza. Ogni buon libro deve saper stupire il lettore, osando qualcosa di nuovo, di diverso. Di libri fotocopia ce ne sono già abbastanza, no? Quindi ben venga un bel plot twist inaspettato! Ma prima di parlare del finale, sarà meglio parlare dell'inizio, non credete?

La situazione di Madeline è davvero tragica e molto triste. La sua malattia non le permette di uscire all'aperto, per cui vive una vera e propria esistenza da reclusa. La sua casa è dotata di un moderno sistema di riciclaggio dell'aria ed è sigillata come un bunker antiatomico, in modo che neanche una spora o un batterio possa entrare, in più è costantemente igenizzata e disinfettata con speciali prodotti e così anche ogni singolo corpo estraneo introdotto dall'esterno, compresi i libri! Prima di arrivare a lei devono seguire una procedura degna di un laboratorio di decontaminazione! Maddy studia a casa, ovviamente, non ha amici, a parte la sua infermiera Carla che le è molto affezionata, e la sua famiglia è ridotta alla sola figura materna, a causa di un incidente avvenuto tanti anni prima. Rassegnazione è la parola d'ordine. Sconforto e frustrazione l'accompagnano. Nonostante tutto riesce a vivere una vita che tutto sommato si può definire serena, anche se monotona. Una vita fatta di abitudini, di routine, di procedure da rispettare, di controllo. Maddy mi ha fatto tanta tenerezza. É una ragazza davvero adorabile, che fin da subito è stata in grado di regalarmi un sorriso con le sue piccole manie, le sue liste, il suo carattere positivo e curioso, tristemente limitato dalla sua condizione. Ha accettato il suo destino, sa che non ci può essere nulla per lei là fuori, ma questo non le impedisce di sognare. L'arrivo di Olly ovviamente cambia tutto.

Innanzitutto, dove posso comprarne uno anche io? Olly è meraviglioso. Dolce, paziente, divertente. Un Book Boyfriend con i fiocchi, di quelli che scalano in fretta le classifiche piazzandosi vicino al tuo cuore. Qualsiasi altro ragazzo non si sarebbe mai accorto di Maddy, l'avrebbe etichettata come la tipa strana che non esce mai. Lui invece no. Si incuriosisce, cerca di avvicinarsi, di diventare suo amico. Accetta la situazione con i suoi limiti, le sta accanto e cerca di migliorare la sua vita in tutti i modi possibili. É veramente un tesoro. Neppure lui viene da una situazione facile: se la deve vedere con un padre alcolizzato, e una casa in cui litigi e urla sono all'ordine del giorno. Quasi invidia a Maddy la sua bolla sicura. Ma nonostante tutto non perde mai il sorriso. Due personaggi così non possono che scioglierti il cuore. Insieme sono l'amore, semplice e puro. Funzionano perchè anche se sono diversi, riescono a sintonizzarsi sulla stessa lunghezza onda. Maddy con le sue parole, Olly con i suoi numeri, rassegnazione e ribellione, regole e sogni. Semplicemente adorabili, senza mai essere esagerati e stucchevoli. 

La narrazione è veloce e scorrevole, anche grazie ai capitoli molto brevi, spesso composti da poche righe. A volte viene inframmezzata da brevi recensioni, da liste e definizioni dal dizionario. É un vero e proprio diario, in cui Maddy racconta se stessa. Con un tocco delicato l'autrice riesce a coinvolgere completamente il lettore, facendolo immedesimare nella protagonista, con cui è molto semplice empatizzare, non solo per la sua situazione, ma per il suo carattere dolce. Ho avuto la sensazione di essere parte della storia, quasi fossi un'amica con cui Maddy si confida. Il merito è anche dei deliziosi contenuti grafici di cui il libro è disseminato: bigliettini scritti a mano, disegni, grafici, email, chat, pagine internet. C'è perfino un accurato studio fatto in preparazione del primo bacio, con attenzione per la posizione delle mani e progetti per la creazione dell'atmosfera giusta. É un'idea che ho apprezzato moltissimo! Hanno reso la lettura più viva, più vera. Mi hanno fatto pensare ai diari che tenevo da ragazzina, dove incollavo i biglietti dell'autobus e del cinema. Sono anche molto divertenti! Una curiosità: i contenuti grafici sono opera di David Yoon, il marito dell'autrice. Non è una cosa dolcissima?

Ma veniamo al punto più interessante: il finale. Ovviamente non posso dirvi cosa succede, ma vi posso assicurare che è molto lontano da quello che mi aspettavo. Se volete leggere un classico 'sick lit' e sprofondare in un oceano di lacrime, forse questo libro non fa per voi. L'autrice è riuscita a creare una storia sorprendente, diversa, speciale. All'inizio forse vi sembrerà qualcosa di già visto, di già sentito, la solita storia triste, ma durante la narrazione prende piano piano una via diversa, una strada tutta sua. C'è chi ha amato questo finale, c'è chi l'ha odiato, questo dipende da voi. Io l'ho trovato molto interessante e intelligente, originale, diverso. Ha osato e secondo me ha fatto bene. Voi che ne dite? Se non avete la minima idea di cosa io stia parlando, son vi resta che leggerlo per scoprirlo! Ne vale la pena, credetemi!

Bellissimo!
"A volte rileggo i miei libri preferiti partendo dalla fine. Comincio con l'ultimo capitolo e leggo al contrario fino all'inizio. Quando leggi in questo modo, i personaggi passano dalla speranza alla disperazione, dalla conoscenza al dubbio. Nelle storie d'amore, le coppie iniziano come amanti e diventano estranei. I romanzi di formazione si trasformano in storie in cui il protagonista smarrisce la via. Il tuoi personaggi preferiti tornano in vita. Se la mia vita fosse un libro e tu lo leggessi al contrario, non cambierebbe niente. Oggi è identico a ieri. Domani sarà identico ad oggi. Nel Libro di Maddy, tutti i capitoli sarebbero uguali. Fino all'arrivo di Olly."

mercoledì 16 marzo 2016

Recensioni #ANIMALI: Casper di Susan Finden, Roba da gatti di Doreen Tovey, Il lungo viaggio di Briggs di Tricia O'Malley

A volte mi capita di leggere dei libri che poi non recensisco sul blog perchè penso che non vi interesserebbero, o perchè sono titoli un po' vecchiotti, o perchè non ho poi così tanto da dire in proposito, in positivo o in negativo, però mi dispiace non lasciare traccia di queste letture, quindi ho pensato di risolvere la questione iniziando a scrivere delle brevi recensioni per questi libri, con la particolarità che saranno raggruppate in un unico post 'a tema' quindi saranno libri in qualche modo accumonati tra loro (stesso genere, stesso autore o cose simili). Oggi inauguro questo nuovo tipo di recensioni brevi con tre libri che ho letto recentemente, il tema sono gli animali ;)

Titolo: Casper, Il gatto pendolare
Titolo originale: Casper the Commuting Cat
Autore: Susan Finden
Editore: Tea 
Pagine: 231       
Prezzo: 10 Euro
Anno: 2011


 Recensione
Susan ha conosciuto e condiviso la sua vita con tantissimi felini, prendendosi cura di loro con incredibile amore. E' già l'orgogliosa 'mamma' di svariati gatti quando un giorno decide che è ora di ampliare le famiglia. Arrivano così a casa Tuppence e Casper, due inseparabili mici scelti tra i tanti di un rifugio. Non sapeva ancora che proprio Casper, un gattino come molti altri, senza pedigree e non più giovanissimo, avrebbe lasciato un segno indelebile nella sua vita e in quella di molti altri. Casper si dimostra fin da subito un gatto testardo, con un bel caratterino, un esploratore pieno di iniziativa, ma mai Susan si sarebbe aspettata di scoprire che il suo micio tutti i giorni prende l'autobus, sedendo educatamente su uno dei seggiolini per tutto il viaggio, fino a tornare al punto di partenza e trotterellare a casa come se nulla fosse. Fa compagnia a chi è solo, rallegra chi è triste, da a chi non ha nulla in comune un pretesto per avvicinarsi e distrae la gente dei cupi pensieri della vita quotidiana, anche solo per un attimo. In poco tempo la sua storia fa il giro del mondo. Tutti conoscono Casper

Oltre all'amore per i gatti io e Susan Finden abbiamo in comune un'altra cosa: l'ansia. Credo che gatti e ansia siano un pacchetto unico e indivisibile, ma mai in nessun libro avevo trovato sottolineato quest'aspetto tanto quanto lo sento io. Mentre i cani in linea di massima sono animali molto casalinghi che amano stare sempre appicciati al padrone (il mio ci segue ad ogni passo), i gatti sono animali indipendenti, che vogliono uscire all'avventura, correndo inevitabilmente un sacco di rischi e facendo preoccupare a morte le loro povere 'mamme' umane. L'autrice questo lo sa bene, visto che il suo gatto prende addirittura l'autobus e si fa dei viaggietti mica da poco, per questo mi sono sentita subito sulla sua stessa lunghezza d'onda e molto vicina a lei, perchè non solo ho capito l'amore che viene dall'avere un gatto, ma anche la paura, dato che le mie belle nottate/giornate in ansia le faccio regolarmente anche io, soprattutto quando i più avventurieri spariscono per giorni (sta succedendo anche ora mentre scrivo, che ansia!). In questo libro ho trovato situazioni a me molto familiari e sensazioni che conosco bene, che mi hanno fatto sentire meno 'pazza mamma apprensiva' (lo sono, lo so) e ho scoperto una storia davvero adorabile, che ha lasciato il segno in tantissimi cuori, vicini e lontani. Casper era un gatto avventuroso e sensibile, che amava molto la gente e la sua storia è diventata molto famosa, tanto che lui e la sua padrona sono perfino finiti sulla fiancata di un autobus. La sua mamma ha scritto per lui un libro davvero bello, dolce e commovente, dandogli anche voce, con capitoli intermediari narrati dal suo punto di vista, con i suoi consigli di vita, divertentissimi e molto saggi :P Una particolarità di questo libro che ho molto apprezzato è l'inserto fotografico al centro con tante foto di Casper e degli altri gatti di casa. Io quando vedo foto di gatti vado in brodo di giuggiole, che ci volete fare lol La cosa divertente è che ora più di prima mi chiedo dove vadano i miei gatti quando non sono qui e immagino per loro incredibili avventure, come quelle di Casper. Chi può mai sapere quale sia la vita segreta in un gatto!                                                                         Valutazione: Bellissimo!

Titolo: Roba da gatti (Cats #1)
Titolo originale: Cats in the Belfry
Autore: Doreen Tovey
Editore: Longanesi 
Pagine: 231       
Prezzo: 10 Euro
Anno: 2014

 
Recensione
Il motivo per cui Doreen Tovey e suo marito Charles decidono di portare a casa il loro primo gatto, la bellissima siamese Sugieh, è semplice e banale: topi. Casa loro ne è infestata. Ma appena la gatta si insedia nella sua nuova reggia, mette subito le cose in chiaro con quei due buffi umani: lei è il capo, ogni sua parola (o meglio, miagolio) è un ordine. Sugieh è una vera prima donna, mangia solo quello che dice lei, dorme ovviamente nel letto padronale, fa i bisognini solo se la lettiera è all'altezza dei suoi standard, entra in casa solo se non ha impegni di vita mondana che la trattengano altrove ed è corteggiatissima da tutti i gatti dei dintorni.. ma è anche dolce e affettuosa, e i suoi occhioni sono irresistibili. Cosa resta da fare ai suoi padroni se non accontentarla in tutto? Quando poi da alla luce una nidiata di gattini altrettanto inarrestabili, la vita diventa davvero un'avventura e i guai si moltiplicano!

Questo è il primo libro di una serie tutta felina un po' datata, la cui pubblicazione è iniziata originariamente alla fine degli anni '60, composta da ben 14 libri, che l'autrice ha dedicato tutta ai gatti con cui negli anni ha condiviso la vita. In Italia ne sono arrivati solo cinque e recentemente questo primo volume è stato ristampato dalla Longanesi in una deliziosa collana economica tutta dedicata agli animali. Copertina a parte (che senso ha un persiano, e per giunta molto incazzato, sulla copertina di un libro che parla di siamesi?Mistero lol) ho trovato questo libro davvero delizioso e uno dei rari casi in cui lo 'slogan fascetta' in copertina si è dimostrato davvero veritiero. Insomma, quante volte i vari 'Non riuscirete a smettere di leggerlo' 'Vi conquisterà il cuore come nessun'altro' 'Questo libro ti cambierà la vita' hanno mantenuto la promessa? Questa copertina dice 'Il più divertente libro sui gatti che abbiate mai letto' e lo è. Ho riso tantissimo, certe scene mi hanno fatto veramente ribaltare dalle risate, è stato divertentissimo leggere dei vizi e dei guai che questa gattina e i suoi cuccioli combinavano, soprattutto perchè ho rivisto i miei gatti in alcuni dei loro comportamenti. E' stata una lettura che ho davvero apprezzato moltissimo e che ha portato una ventata di allegria e tante risate !                                                                                                         Valutazione: Bellissimo!

Titolo: Il lungo viaggio di Briggs
Titolo originale: The Stolen Dog
Autore: Tricia O'Malley
Editore: Sperling&Kupfer 
Pagine: 196       
Prezzo: 15,90 Euro
Anno: 2014


Recensione 
Tricia e Josh sono gli orgogliosi proprietari di Briggs, un dolcissimo boston terrier di due anni che è parte integrante della loro famiglia come lo sarebbe un figlio. Per loro inizia un incubo quando il cucciolo viene rapito dal cortile di casa. Decisi a ritrovarlo stampano volantini, spargono la voce tra amici e familiari, aprono una pagina facebook e cercano ogni modo possibile di far girare la notizia, chiamando le radio, i giornali e le tv locali. La storia inizia a girare, sono tanti quelli che danno loro una mano, amici, ma anche completi sconosciuti. La foto di Briggs inizia ad essere sempre più familiare a chi vive in città, dove non c'è palo o bacheca in cui non appaia, ma anche a chi naviga il web, dove si diffonde a macchia d'olio anche grazie alla condivisione di alcuni personaggi famosi. Tricia e Josh non si arrendono, battono ogni pista, seguono ogni indizio, controllano ogni segnalazione, si rivolgono perfino ad un medium. Riusciranno a ritrovarlo? 

Dopo tanti gatti, finalmente un cane! Questo libro è stato un vero fenomeno del web: rifiutato da agenti e case editrici, è stato autopubblicato dall'autrice, ansiosa di raccontare la sua storia, raccogliendo tantissimi consensi e dando il via alla sua carriera. In tutta onestà, non l'ho trovato così eccezionale, ma è una bella storia, molto positiva, soprattutto perchè è vera. I padroni di Briggs hanno avuto a che fare con entrambe le facce della medaglia di quella che è l'umanità. Da una parte, tantissima gente è stata gentile e generosa con loro. Molti si sono prestati a distribuire volantini, parlare della storia, condividerla sui social, senza nemmeno conoscerli. Hanno ricevuto messaggi di incoraggiamento e speranza da tutto il mondo. Dall'altra, si sono scontrati con il lato più cinico e crudele, con l'idiozia e l'insensibilità di chi li ha contattati per prendersi gioco di loro, insultarli, inviare falsi indizi e false speranze. Ma Tricia e Josh non si sono fermati di fronte a niente e non si sono fatti scoraggiare. L'amore per il loro cucciolo e la loro caparbietà sono davvero ammirevoli e commoventi. Il problema di questo libro è che è un po' noioso e lento,non succede un granchè per la maggior parte del tempo, quindi non mi ha preso molto. Il finale a lieto fine era scontato (anzi, era già annunciato nella trama) e non mi aspettavo niente di meno, ovviamente, ma mi ha un po' deluso il fatto che non si sa effettivamente cosa sia successo a questo povero cane. Non si viene a sapere chi l'abbia preso e perchè e alla fine riappare quasi magicamente. Non il miglior libro che ho letto sui cani, ma mi ha lasciato una bella sensazione positiva                                                    Valutazione: Non male