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martedì 4 agosto 2015

RECENSIONE: Dov'è finita Audrey? - Sophie Kinsella

Titolo: Dov'è finita Audrey?  
Titolo originale:  Findig Audrey  
Autore: Sophie Kinsella
Editore: Mondadori   
Pagine: 180        
Prezzo: 16 Euro      
Anno: 2015

Trama: Audrey ha 14 anni ed è da tempo che non esce più di casa. Qualcosa di brutto è successo a scuola, un episodio di bullismo che l'ha profondamente segnata e ora lei è in terapia per rimettersi da gravi attacchi d'ansia e panico che non le permettono di avere contatti con il mondo esterno. Per questo indossa perennemente dei grandi occhiali scuri, il suo modo di proteggersi e sfuggire al rapporto con gli altri. Il fratello invece è un simpatico ragazzino ossessionato dai videogiochi che, con grande disperazione della madre nevrotica, non si stacca un attimo dal suo computer e dal suo amico Linus che condivide la sua stessa mania. Ma quando Audrey incontra Linus nasce in lei qualcosa di diverso... deve poter trovare un modo per comunicargli le sue emozioni e le sue paure. Sarà questa scintilla romantica ad aiutare non solo lei, ma la sua intera famiglia scombinata.

Recensione
La vita di Audrey è drasticamente cambiata dopo che in seguito ad alcuni episodi di bullismo molto gravi è stata costretta a ritirarsi da scuola. Ora, nel rifugio sicuro che è la sua casa, vive nella paura e lotta per riconquistare la sua normalità. Ma è dura. Attacchi d'ansia e di panico sono all'ordine del giorno, la gente la spaventa, così si isola, non esce di casa ed evita ogni contatto, perfino quello visivo, portando vistosi occhiali scuri che non toglie mai. Ogni compito che la sua psicologa le affida sembra un'impresa titanica. Ma magari la sua idea di girare un piccolo film l'aiuterà. Le cose iniziano lentamente a cambiare quando in casa sua, tra una ripresa e una litigata, arriva Linus, amico e compagno di videogiochi di suo fratello Frank. Grazie a lui, che le si avvicina un passo alla volta rispettando i suoi tempi e i suoi spazi, la ragazza inizia piano piano a riscoprire il mondo attraverso le piccole sfide che lui le lancia quotidianamente. Ma soprattutto grazie ai suoi sentimenti nei suoi confronti. Linus sarà la sua ancora di salvezza e aiuterà non solo lei, ma l'intera famiglia.

Adorabile. Questa è la prima parola che mi viene in mente per descrivere questo libro. Sophie Kinsella ormai è una certezza grazie ai suoi romanzi, oltre una ventina, uno più carino, frizzante e divertente dell'altro (se pur con qualche scivolone rappresentato da alcuni dei libri firmati con il suo vero nome, Madaleine Wickham, scritti in giovane età). Le sue protagoniste sono giovani donne, trentenni alle prese con matrimoni, gravidanze, carriere e tutto ciò che ruota intorno alla figura della donna moderna, donne dalle mille risorse, che spesso si cacciano nei guai e finiscono in situazioni davvero folli, da cui escono sempre e comunque vincenti. Protagoniste che anche se corrispondono sempre ad un certo identikit, sono meravigliosamente caratterizzate, ognuna con le sue fissazioni, le sue situazioni particolari, il suo bel caratterino. Donne da amare dalla prima all'ultima (più o meno lol). Questa volta però la Kinsella stupisce i suoi lettori con una protagonista molto diversa: un'adolescente. Visto il cambio di target così repentino, ovviamente anche i temi trattati sono molto diversi dal solito. Si parla di bullissimo e delle sue conseguenze, dell'accettazione verso sè stessi e i propri limiti e di tutte le paure tipiche degli adolescenti. Audrey però non è una tipica adolescente. In seguito ad alcuni episodi di bullismo molto gravi è caduta in un baratro da cui non sembra essere più capace di uscire e si è chiusa in un mondo tutto suo. E' stata costretta a ritirarsi da scuola ed ora resta sempre in casa, non interagisce con nessuno al di fuori della sua famiglia e porta sempre degli occhiali scuri che impediscano alla gente di incrociare il suo sguardo impaurito. Quel che le è successo non è mai raccontato nei dettagli, e questa scelta mi è piaciuta molto. E' un messaggio forte. Sono molti i ragazzi che come Audrey subiscono angherie di ogni tipo e ne rimangono segnati, non importa chi siano i loro aguzzini o cosa sia nello specifico a ferirli, il bullismo è una piaga sociale, e in qualsiasi forma si presenti è capace di distruggere la vita di una persona. La scelta di rimanere vaga e non raccontare esattamente cosa le sia successo, permette a chiunque abbia subito qualcosa di simile di identificarsi in Audrey e magari anche di trovare la via per uscire dal tunnel, come succede a lei. Il suo percorso è lento e faticoso. Per ogni passo avanti ne fa almeno tre indietro. Viene seguita da una psicologa che cerca di darle obbiettivi e compiti che l'aiutino, per esempio come l'idea di girare un piccolo film con interviste, riceve grande supporto dalla sua famiglia, che l'appoggia e l'aiuta, con grande pazienza e comprensione, ma soprattutto al suo fianco c'è Linus. Inutile dire quanta adorabile adorabilità siano questi due. Arcobaleni e stelline in un cielo di unicorni che mangiano pasticcini. Lui si dimostra fin da subito molto sensibile e maturo, le si avvicina passo passo, attento a non spaventarla, le lascia i suoi spazi e i suoi tempi e cerca di spingerla verso i suoi limiti in tutti i modi, lanciandole una serie di piccole sfide quotidiane che piano piano l'aiutano  a sbocciare e a ritrovare sè stessa. E' attento e dolce e adorabile. Un piccolo cupcake alla crema. Mi è piaciuta molto anche la famiglia di Audrey. Non sono una famiglia da mulino bianco, non sono sempre sorridenti e pazienti, anzi spesso le pareti della loro casa sono scosse dalle urla furibonde di sua madre e di suo fratello, in perenne disaccordo, ma sono uniti e sono forti. Ho adorato Frank, il fratello di Audrey maniaco di videogiochi. E' il personaggio che porta nella storia comicità e allegria, che stempera sempre la tensione. Esilaranti i folli litigi con la madre, causati dalla sua passione per i videogiochi, da cui lei cerca con convinzione di allontanarlo con punizioni che lui cerca ad ogni modo di eludere. Epica la scena in cui lei scaraventa addirittura il suo computer giù dalla finestra. Tante risate quindi, nonostante l'argomento serio. E sospiri, sorrisi. Impossibile non tifare per la piccola dolce Audrey, con i suoi occhialoni scuri e la corazza impenetrabile di fuori, e tanta dolcezza e forza racchiusi in fondo al cuore. Sophie Kinsella ha fatto centro anche stavolta, mostrandosi capace di trattare un argomento delicato come il bullismo con incredibile tatto, dolcezza, comprensione e sdrammatizzando quel giusto che basta, con le tipiche scene esilaranti che sono il suo marchio di fabbrica. Spero che sia il primo di una lunga serie di young adult firmati dalla sua penna!                                                         Valutazione: Bellissimo!     
"Parlano di “linguaggio del corpo” come se fosse lo stesso per tutti. Ma ognuno ha il suo dialetto. Per me, adesso, ad esempio, dargli le spalle e fissare tutta rigida un angolo della stanza significa: “Mi piaci”. Perché non sono scappata a nascondermi in bagno.
Speriamo solo che lo capisca."

sabato 14 marzo 2015

RECENSIONE: I Love Shopping a Hollywood - Sophie Kinsella

Titolo: I Love Shopping a Hollywood (I Love Shopping #7)
Autore: Sophie Kinsella
Editore: Mondadori
Pagine: 383    
Prezzo: 20 Euro  
Anno: 2014


Trama: Becky è tornata! Becky Bloomwood non sta più nella pelle, si è appena trasferita con la piccola Minnie nientemeno che a Hollywood, per stare al fianco del marito Luke che ha una nuova importante cliente, Sage Seymour, l'attrice del momento, di cui lui curerà carriera e immagine. Per Becky è un sogno che si trasforma in realtà, ed è più che comprensibile che sia molto gasata: è convinta infatti che d'ora in poi potrà dare una svolta decisiva al suo lavoro di personal shopper per diventare invece la personal stylist di Sage e perché no, la stilista più acclamata e ricercata da tutte le star E poi ci sono così tante cose da fare e da vedere! Per fortuna arriva a darle una mano Suze, la sua fedele amica di sempre, che decide di raggiungerla con il marito. Tra location alla moda, red carpet, centri di meditazione e yoga per multimilionari e set cinematografici, Becky non vuole perdersi niente, d'altra parte non esiste solo lo shopping, ma spinta da troppo entusiasmo finisce per complicarsi la vita alleandosi con la grande rivale di Sage. Luke non lo sa, naturalmente, e Hollywood non perdona. Ben presto Becky scopre che le cose non sono affatto come sembrano. Riuscirà ancora una volta a tirarsi fuori dai guai grossi nei quali si è cacciata? 

Recensione 
Becky è tornata! E stavolta dovrà vedersela con il luccicante mondo del cinema! Suo marito Luke è stato assunto da Sage Seymour, una delle attrici più famose sulla piazza, che gli ha affidato il compito di curare la sua immagine e la sua carriera. Moglie e figlia lo seguono pronte a godersi ogni secondo di questa esperienza, agghindate solo come le ragazze Brandon sanno fare! Ma conoscete Becky, non riesce a stare con le mani in mano! Dopo che il lavoro di personal shopper che sperava di ottenere le viene rifiutato, tra una lezione di yoga e una seduta di Consapevolezza nel centro più glamour della città, un'idea baldanzosa si fa largo nella sua mente: diventare la stylist delle star. Per raggiungere il suo obbiettivo è pronta a tutto: con la sua consueta faccia tosta, si caccia in situazioni esilaranti finendo dritta dritta in una grande, immensa, montagna di guai. La vedremo fare la comparsa in un film di pirati, intrufolarsi nella sartoria degli studi cinematografici, prendere d'assolto il red carpet e, ovviamente, fare shopping. Ogni scusa è buona, soprattutto ora che può dire che ciò che acquista è un investimento per la sua nuova 'carriera'. Ma fino a che punto è disposta a spingersi per il successo?

I Love Shopping è la serie chick-lit più longeva che ho letto, una perla, in un genere che si presta difficilmente a serie così lunghe e allo stesso tempo piacevoli. Insomma, per quanto puoi andare avanti a parlare di scarpe e intrighi romantici senza diventare noiosa? Nessuno ci riesce, a parte Sophie Kinsella. La sua serie, che ormai conta sette libri, negli anni non ha mai perso smalto, portando solo divertimento e tante risate. Becky ha allietato le ore spensierate di tante lettrici, divertite dalle sue follie, e ormai affezionate a lei come lo si può essere ad un'amica di lunga data. Ora però l'incantesimo si sta spezzando. Devo ammetterlo. Lo temevo. Amo Becky Bloomwood e amo Sophie Kinsella, ma è innegabile che ormai questa serie va avanti 'tanto per' e che sarebbe ora di darle una degna conclusione. Abbiamo visto Becky innamorarsi, sposarsi, diventare madre, l'abbiamo vista alle prese con la sua famiglia, con il lavoro, con gli amici, l'abbiamo vista combinarne di tutti i colori e comprare più scarpe di quelle che servirebbero ad una sola persona per una vita intera. Questo libro non aggiunge niente di più. Anzi, toglie qualcosa. Becky non è mai stata così insopportabile. Ha combinato un sacco di guai, ha fatto tante stupidaggini, a volte non si è comportata nel migliore dei modi, ma sempre con quella sua adorabile ironia per cui le perdonavi qualsiasi cosa. Ora è davvero palese che l'autrice non sa più cosa inventarsi per proseguire. Lei ci prova, e grazie alla sua ironia e alla sua bravura un po' ci riesce anche, visto che tutto sommato l'ho divorando in un lampo, ma questo libro lascia poco. Dopo sette capitoli, mi sono per la prima volta trovata a provare un po' di insofferenza verso questa serie. C'è una cosa in particolar modo che inizia a disturbarmi: Becky ormai è una donna adulta, è una moglie, una madre, non è più una ragazzina, e ancora sperpera soldi come una scriteriata! Senza nessun senso di colpa, senza nessun controllo. Dov'è la crescita? Dov'è il buon senso che dovrebbe avere una donna della sua età? E' ancora la stessa shopping-dipendente che era all'inizio. L'unica differenza è che all'inizio aveva un budget limitato e si ritrovava sempre sepolta dai debiti, mentre ora ha un marito ricco e compra tutto senza neanche batter ciglio. All'inizio era divertente, ora, dopo sette libri, questa cosa inizia ad infastidirmi. Vorrei vedere un cambiamento vero, una crescita, una consapevolezza maggiore. Vorrei vederla maturare. Non fraintendetemi, questo non è un libro brutto, e nemmeno noioso. La Kinsella è sempre la Kinsella. Il suo stile è fresco, divertente, irresistibile. La sua maestria nel creare situazioni tragicomiche è leggendaria. Mi sono divertita come sempre nel leggere le avventure di Becky, che si mette nei guai e in un modo o nell'altro riesce sempre a cavarsela. Ma questo libro è chiaramente un gradino sotto agli altri, il meno riuscito della serie. Una cosa che però mi ha colpito molto è stato il finale, un finale per la prima volta aperto. Non me lo aspettavo. E' chiaro che ci sarà un seguito, spero l'ultimo, e devo dire che, nonostante sia rimasta un po' delusa da questo libro, sono carica di aspettative per il prossimo! Le basi che sono state gettate in vista del proseguimento sono davvero intriganti, tant'è che quando ho concluso la lettura un po' l'ho maledetta, la Kinsella, perchè ero davvero curiosa! Se se la gioca bene, l'ottavo libro può essere una bomba, quindi spero che questo sia solo uno scivolone, e confido in un finale con il botto. Che sia l'ultimo però. Dopo quindici anni in compagnia di Becky, è ora di salutarsi. Lei direbbe che anche un paio di Louboutin, indossate tutti i giorni, alla fine annoiano e perdono la loro magia. Meglio comparne un nuovo modello. E sono sicura che Sophie Kinsella ha ancora molte storie in serbo per noi.          Valutazione: ½ Non male!    

"Forse.." deglutisco. "Forse avevi ragione tu. Forse mi sono un po' persa."
Per un attimo Luke tace. Mi guarda con i suoi occhi scuri e intensi ed è come se non ci fosse neppure bisogno di parlare. Lui riesce a percepire tutto. "Ci ho rimuginato sopra per tutto il viaggio a New York." dice con voce roca e profonda. "E poi ho capito. Sono tuo marito. Se ti sei persa, spetta a me venirti a cercare." 

mercoledì 23 aprile 2014

RECENSIONE: Fermate gli sposi! - Sophie Kinsella

Titolo: Fermate gli sposi!
Titolo originale: Wedding Night
Autore: Sophie Kinsella
Editore: Mondadori
Pagine: 384     
Prezzo: 20 Euro   
Anno: 2013


Trama: Lottie non vede l'ora di sposarsi. Con l'uomo giusto, naturalmente: non ne può più di lunghe relazioni con fidanzati che sul più bello non se la sentono di impegnarsi davvero. E così quando anche Richard, che lei è convinta stia per farle la tanto attesa proposta, la delude, decide su due piedi che è ora di passare all'azione e accetta di convolare a nozze con Ben, un flirt estivo conosciuto per caso su un'isola greca molti anni prima e che lei non ha mai più rivisto. Ben si è appena rifatto vivo, e basta una cena per far scoccare nuovamente la scintilla tra i due: perché perdere tempo in inutili preparativi? Presto! Ci si sposa in quattro e quattr'otto e via per un'indimenticabile luna di miele nel luogo che ha visto nascere il loro amore. Ma non tutti la pensano così: Fliss, la sorella di Lottie, e Lorcan, il socio in affari di Ben, sono contrarissimi e preoccupatissimi. Bisogna intervenire subito. I due sabotatori partono all'inseguimento dei neosposi che devono essere fermati a tutti i costi, prima che avvenga l'irreparabile... Le conseguenze saranno disastrosamente comiche per tutti.

Recensione 
Lottie è convinta che le nozze con il suo adorato Richard siano ormai dietro l'angolo, ma quando scopre nel peggiore dei modi di essersi sbagliata, di nuovo, si getta tutto alle spalle e accetta di convolare ad affrettate nozze con il suo primo amore appena reincontrato. Sua sorella  Felicity, fresca divorziata e giustamente preoccupata per la scellerata sorella minore, fa di tutto per fermare le nozze, ma quando fallisce si lancia in una forsennata corsa contro il tempo per impedire ai novelli sposi di consumare il primo rapporto. Da brava divorziata sa bene che finchè non consumeranno potranno evitare una dolorosa separazione e chiedere un semplice annullamento. Fliss così approfitta della sua influenza come direttrice di un giornale che si occupa di recensire hotel di lusso per muovere a distanza le pedine giuste e metter loro i bastoni tra le ruote in tutti i modi possibili. Tra maggiordomi invadenti, reazioni allergiche e fiumi di alcol, Lottie e Ben saranno costretti ad una castità forzata che però li porterà a conoscersi meglio. Avranno la conferma di essere fatti l'una per l'altro o scopriranno di aver fatto un terribile errore? 

Dopo aver letto chick lit a bizzeffe questo è un genere da cui pretendo molto. Quelli che ho promosso nel corso dell'ultimo anno si possono contare sulle dita di una mano. Ok, i chick lit sono per definizione frivoli e sciocchi, ma so che ce ne sono di validi, lì fuori da qualche parte, libri divertenti e romantici, quindi non accetto di accontentarmi. Una delle autrici che per me ormai è una sicurezza è Sophie Kinsella, che anche stavolta ha fatto centro. La cosa migliore di questo libro è che è davvero divertente. Mi ha fatto morire dal ridere, grazie ad una serie di situazioni assurde ed assolutamente esilaranti che mi hanno causato più di un'incontrollabile ridarella. Le protagoniste sono le sorelle Lottie e Felicity:  la minore, Lottie, è un'eterna fidanzata frustrata perchè nonostante faccia sempre tutto per bene ancora non è riuscita a farsi portare all'altare, la maggiore, Fliss, è inacidita dal recente divorzio, esasperata da un ex mario incapace di prendersi le sue responsabilità e stremata da un figlio dotato di una fervida immaginazione. Quando l'inevitabile accade e Lottie e Ben fuggono in luna di miele in Grecia dopo un matrimonio lampo, viene a formarsi una delle squadre di soccorso più scalcinate e buffe di sempre. Insieme a Fliss, che grazie alla sua influenza di critico alberghiero riesce a muovere come marionette il personale dell'albergo in cui alloggiano i novelli sposini, in cambio di promesse di recensioni positive, ci sono Richard, il più fresco ex di Lottie deciso a tutto pur di riaverla, il figlio di Felicity, Noah, un bimbo fonte di mille problemi ed imbarazzi per la sua tendenza a dire frottole di dimensioni epiche, e Lorcan, amico e collega di Ben, più interessato a fargli firmare dei documenti urgenti che alla sua situazione sentimentale. Questo eterogeneo gruppo partirà all'inseguimento dei piccioncini alla volta della Grecia, ma avrà molti contrattempi che contribuiranno a complicare le cose. Tra le due sorelle ho preferito sicuramanente Fliss, perchè ha tanta inventiva e mille risorse e tra le due è quella con più sale in zucca. Lottie l'ho trovata un po' troppo superficiale e frivola, ma la sua sfortuna in amore contribuisce a renderla più simpatica, fa quasi tenerezza. Ogni volta che inizia a frequentare un uomo, esce con lui, porta avanti la storia con calma e poi quando ormai sono passati anni e lei si aspetta la fatidica domanda... succede qualcosa che li fa fuggire e lei è costretta a ricominciare da capo! Si mette in testa che se fare le cose per bene non ha mai funzionato, meglio cambiare tattica. Un matrimonio lampo le sembra la cosa più facile. Come ci fa notare Fliss, Lottie tende a compiere 'azioni infelici' subito dopo una rottura. I personaggi maschili non sono tra i miei preferiti, ma hanno il loro fascino. Hanno una cosa in comune: una metamorfosi piuttosto radicale tra l'inizio e la fine della storia. Richard è il classico uomo di successo che se ne va sempre in giro in giacca e cravatta, tutto affari e ventiquattrore a seguito, all'inizio appare un po' freddo e noiosetto, ma alla fine stupisce, al contrario Ben, che all'inizio sembra il principe azzurro che tutte vorremmo avere, bello e passionale, si rivela uno sciroccato. Ma in fondo un po' matti bisogna esserlo per chiedere ad una donna che non vedi da più di dieci anni di sposarti. Anche Lorcan subisce un bel cambiamento: dietro la sua facciata antipatica e saccente, tutto affari e aridi documenti, si nasconde un ragazzo niente male! Il migliore però è il figlio di Felicity, Noah, assolutamente adorabile e divertente per quanto inopportunuo. Tutti insieme danno vita ad una commedia romantica piena di divertimento e di situazioni assurde che non potranno non regalarvi una sana risata. Qualche esempio? Vi regalo una chicca con la citazione qui sotto. Una delle situazioni più esilaranti. Fliss scopre che suo figlio doveva fare un lavoretto per la scuola e allora improvvisa una mongolfiera..con un preservativo. Imperdibile!     Valutazione: Bellissimo! 

Mi viene un’idea assurda e indicibile. Potrei usare... No, assolutamente no. Non posso... Cinque minuti dopo mi avvicino alla signora Hocking tenendo fra le mani con nonchalance il lavoretto di Noah per il compito. Le madri raccolte lì intorno ammutoliscono gradualmente. Anzi, sembra calato il silenzio nell’intero campo giochi. «Quello è Batman!» Noah indica orgoglioso il cesto. «L’ho disegnato io.» Tutti i bambini stanno guardando Batman. Tutte le madri stanno guardando il pallone. È un Durex Fetherlite Ultra. 

venerdì 20 settembre 2013

RECENSIONE: Una ragazza da sposare - M. Wickham

Titolo: Una ragazza da sposare
Titolo originale: The Wedding Girl
Autore: Madeleine Wickham
Editore: Mondadori
Pagine: 284
Prezzo: 17 Euro
Anno: 2012

Trama: A diciotto anni, Milly è una ragazza allegra e spensierata che ha tanta voglia di divertirsi e nessuna fretta di diventare adulta. Così quando Allan, un suo conoscente gay, durante una vacanza studio a Cambridge le chiede di sposarlo per permettergli di rimanere in Inghilterra con Rupert, il ragazzo di cui è innamorato, lei accetta senza esitazioni. Come se fosse un gioco - ma è tutto vero - Milly si veste da sposa, pronuncia le promesse di matrimonio e posa con Allan per le foto di rito. Ora, per la legge, è la signora Kepinski. Dieci anni dopo quell'episodio ormai lontano e dimenticato, Milly è una ragazza molto diversa. Si è fidanzata con Simon, che la adora, e i due hanno deciso di sposarsi con una cerimonia da sogno, voluta soprattutto dall'insopportabile madre di lei. Il futuro genero è davvero un ottimo partito, bisogna approfittarne! Milly è felice e lascia fare. E poi nessuno sa del suo precedente matrimonio, quindi è come se non fosse mai accaduto, no? Peccato che, a soli quattro giorni dal fatidico "sì", il passato ritorni con prepotenza rischiando di rovinare la sua bella favola. Come fare con Simon? E, soprattutto, come tenere a bada sua madre? Ma la futura sposa non è certo l'unica in famiglia ad avere un segreto..

Recensione 
Mancano pochi giorni al matrimonio di Milly con il suo fidanzato Simon, tutto è pronto: i fiori, il vestito, la torta. La cerimonia sarà sontuosa, sarà un vero sogno, e anche se Milly ha accettato di buon grado di fare felice sua madre dandole carta bianca per l'organizzazione, non potrebbe comunque essere più felice. Almeno fino a che il passato non bussa alla sua porta portando con sè il suo più grande segreto: da giovane, durante un viaggio, Milly ha accettato di sposare un amico americano per permettergli di rimanere nel Paese col suo compagno. Per avere la certezza che tutto vada alla perfezione nel suo grande giorno Milly decide di contattare l'uomo che quel giorno di tanti anni prima era diventato suo marito per sistemare tutto, ma la cosa si rivela più difficile del previsto e un segreto dopo l'altro il rapporto con Simon finirà per essere in serio pericolo..

Ammetto di preferire quest'autrice quando scrive sotto lo pseudonimo di Sophie Kinsella che quando si firma con il suo vero nome ma probabilmente questo è dovuto solo al fatto che nel secondo caso sono libri scritti in precedenza, prima che arrivasse il successo. Il suo stile è molto migliorato e il risultato sono libri molto più divertenti e frizzanti. Questo libro, sebbene sicuramente piacevole e divertente, manca di uno degli elementi per cui l'autrice si è più fatta amare, ovvero le adorabili protagoniste femminili. In questo caso ha fatto ciclecca. Milly si piazza tra le protagoniste made in Kinsella che meno ho apprezzato. A modo suo è piacevole, ma è totalmente sprovveduta. Un matrimonio avventato come quello che accetta di portare avanti per fare un favore ad una coppia di amici omosessuali, posso capirlo. E' giovane, ingenua, romantica, si lascia intenerire da due innamorati in difficoltà e accetta di aiutarli. Non è una mossa saggia, ma la comprendo. Anni dopo la ritroviamo adulta e ci aspettiamo che oltre ad essere più vecchia, sia anche più assennata, ma no. Non ha idea di dove sia finito suo 'marito', non sa nulla dell'ipotetico divorzio di cui avevano parlato al tempo. Non si è minimamente preoccupata di contattarlo per sistemare le cose o di leggere attentatemente i documenti che lui le mandò all'epoca. Semplicemente ha lasciato perdere sperando che la cosa svanisse nel nulla. Un raffreddore può sparire da solo, magari un brufulo, ma non un marito. Non legalmente almeno. E da parte di una donna adulta questo non è un comportamento accettabile. Ovviamente invece di parlare con calma di questa cosa con il futuro marito Milly si getta a pesce tra bugie e sutterfugi cercando di risolvere da sola e finendo inevitabilmente per incasinare tutto. Un classico. Dall'altra parte abbiamo Isobel, che dovrebbe essere la sorella saggia. E' brillante nel lavoro, ha un carattere pacato e deciso, è la figlia perfetta, è quella che sa dare i consigli giusti e da cui ci si aspetta sempre e solo decisioni assennate ed un comportamento esemplare, insomma è uno di quei personaggi che per il loro modo di essere non stupiscono mai e si mantengono sempre sulla loro carreggiata. Isobel però va fuori dagli schemi, perchè invece di trovare un adorabile marito della sua età con cui creare una giovane famigliola felice come tutti si aspettavano, rimane incinta di un uomo sposato con cui si vede in segreto da tempo. L'ho apprezzata un po' di più rispetto a Milly, anche se le storie di tradimenti non mi vanno mai giù.  Intorno alle due sorelle ruotano tutta una serie di personaggi che a mio parere sono un po' troppo banali e stereotipatici, ma qualche buona eccezione c'è. Simon, il fidanzato, è il classico belloccio figlio di papà con una personalità costruita a tavolino, Olivia è la solita madre della sposa con la mania del controllo che vuole che le sue figlie abbiano vite perfette, Harry, il padre di Simon, è l'immancabile affascinante uomo di successo in crisi di mezza età. Un personaggio che ho trovato interessante è Esme, la madrina di Milly, una donna indipendente e all'apparenza gentile che in realtà alla fine sorprende rivelando la sua vera natura egoista e manipolatrice. Non è sicuramente un personaggio positivo e non posso dire di averla amata, ma l'ho apprezzata perchè emerge tra gli altri personaggi grazie ad una personalità particolare. Un altro personaggio che mi è piaciuto è Alexander e segretamente speravo che Milly desse un calcione a Simon e scappasse con lui. Concludo con qualche nota su Allan e Rupert che ci portano a parlare di uno dei delicati temi trattati nel libro, ovvero l'omosessualità. Rupert e Allan sono giovani ed innamorati quando li incontriamo all'inizio, ma anni dopo ritroviamo un Rupert che è il prodotto perfetto della società in cui viviamo: è scappato dall'amore pur di ritrovare la normalità, per non essere indicato come diverso, per non essere preso di mira, per non essere svantaggiato nei rapporti sociali e nel lavoro, per non essere additato come peccatore dalla chiesa bigotta, ha fatto quello che facevano tutti i suoi coetanei e si è sposato con una donna mettendo a tacere il suo vero essere e diventando uno dei tanto omosessuali che decidono di nascondersi. E' un tema molto importante e delicato ed è sicuramente una delle cose che più ho apprezzato del libro. Un buon finale, commovente, abbastanza sorprendente, anche se non del tutto, chiude la storia con l'immancabile lieto fine. E' uno dei libri che mi sono piaciuti meno di quest'autrice, ma non merita comunque un voto negativo perchè è una lettura piacevole e leggera, mai noiosa, che comprende momenti comici e drammatici e che alla fine porta anche qualche lacrima. Non al top delle sue possibilità, ma sempre carino. 
                                                                                                              Valutazione: Non male

Io sento quando stai per ridere o quando stai per piangere. Sento la tua gentilezza, il tuo calore 
e il tuo senso dell'umorismo. Sento tutto dentro di me, ed è questo che conta 

sabato 1 giugno 2013

RECENSIONE: A che gioco giochiamo? - M. Wickham

Titolo: A che gioco giochiamo?
Titolo originale: The Tennis Party  

Autore: Madeleine Wickham
Editore: Mondadori
Pagine: 252
Prezzo: 19,00 Euro
Anno: 2013


Trama: È stato Patrick ad avere l’idea di invitare gli amici per un weekend di tennis e relax. Non vede l’ora di esibire la favolosa residenza di campagna acquistata grazie ai lauti guadagni della sua attività per così dire... spregiudicata di consulente finanziario. Ma alla bella moglie Caroline non ha rivelato il vero motivo di questa riunione a cui tiene così tanto. Caroline è una donna senza peli sulla lingua che conosce bene il caro maritino, quindi non si fa certo problemi a dire la sua in merito a questa iniziativa. È ben contenta di accogliere Stephen e Annie, i vecchi vicini di casa con qualche problema finanziario, un po’ meno di vedere l’arricchito Charles e la sua aristocratica moglie Cressida, ed è scontentissima di dover avere a che fare con il competitivo e pedante Don, cliente di Patrick, e la sua sciocca figlia Valerie. Quando le quattro coppie si riuniscono, sembra già chiaro chi siano i vincitori e chi i vinti nella vita. Ma nel momento in cui la prima palla viene lanciata oltre la rete l’impeccabile campo da tennis in erba diventa teatro di qualcosa di molto diverso da un piacevole torneo fra amici. Ha inizio infatti una due giorni di ripicche, scenate e rivelazioni, culminante nell’arrivo di un ospite inatteso che sovvertirà completamente gli equilibri... In A che gioco giochiamo? Madeleine Wickham racconta senza mai perdere l’usuale leggerezza il rapporto che intratteniamo con il denaro, scegliendo come bersaglio della sua tagliente ironia il mondo fatuo dei nuovi ricchi. In questa fiera di vanità e opportunismo, dietro l’ostentazione si nascondono tante piccole miserie e in nome dei soldi sembra lecito sacrificare tutto, persino l’amicizia. 

Recensione
Premessa: anche se è arrivato in italia solo ora questo è il primissimo libro scritto da Madeleine Wickham aka Sophie Kinsella quando aveva 24 anni ed è uscito per la prima volta nel 1995. Sono passati quasi 20 anni da quando è stato scritto. Chiusa questa parentesi passo subito a parlarvi di questo simpatico libro. Caroline e Patrick invitano alcuni amici nella loro bella residenza di campagna per passare un week end in compagnia a giocare a tennis. Tra di loro ci sono ci sono Annie e Stephen, i vecchi vicini di casa che al contrario di tutti gli altri sono ancora alle prese con difficoltà economiche, Charles e Cressida, ricchi e aristocratici, e Don, un cliente di Patrick, con la figlia Violet. Ma il padrone di casa ha in mente molto più che una semplice partita di tennis: il suo obbiettivo è convincere qualcuno dei suoi ricchi ospiti ad investire soldi in uno dei fondi che gestisce per garantirsi così un fantastico bonus. Le cose si faranno complicate però, tra segreti, rivalità e vecchi pregiudizi. Come finirà quello che si prospettava come un semplice week end di relax e pettegolezzi? Lo ammetto, anche se amo alla follia questa scrittrice, non ho apprezzato molto questo suo esordio. Sebbene il suo stile sia piacevole e leggero, non molto diverso da quello a cui siamo abituati, mancano molti elementi che hanno contribuito al successo dei suoi libri successivi: siamo abituati a scene esilaranti, veramente scarse in questo libro, a protagoniste molto umane, piene di difetti come tutte noi, che però in questo libro sono sostituite da signore con la puzza sotto il naso che attirano ben poco le nostre simpatie, siamo abituati a incomprensioni, a pasticci assurdi, che qui lasciano il posto a maldicenze, tradimenti ed invidie legate soprattutto ai soldi. Insomma mancano tutti quei piccoli elementi che hanno reso questa donna la regina incontrastata del chick-lit. La trama è molto superficiale e banale e il finale molto affrettato ed inconcludente, ma ci sono anche alcuni aspetti molto positivi. La caratterizazione dei personaggi è impeccabile, nonostante debba star dietro a ben 8 personaggi, riesce a differenziarli gli uni dagli altri e riesce a seguirli perfettamente con un'impersonale terza persona facendo trasparire tutti i loro pensieri e sentimenti. Anche le descrizioni sono molto buone, luoghi e persone sono descritti molto dettagliatamente ma senza cadere nella noia. La cosa che ho amato di più è stata la presenza dei bambini, in particolare ho amato Georgina, la figlia dei padroni di casa, un vero tornado di energia e simpatia, e Nicola, la figlia di Annie e Stephen, vittima da piccola di un colpo apoplettico che le ha lasciato un carico di problemi fisici che non le hanno tolto comunque l'allegria e la gioia di vivere. Le due ragazzine insieme sono adorabili e sono sicuramente le mie preferite tra i personaggi, sebbene siano secondarie rispetto agli adulti. Avrebbero meritato più spazio: con la loro ingenuità e simpatia, con la loro dolcezza e la loro sincerità si sono dimostrate molto più sagge e mature dei loro genitori. Sono loro l'unico elemento davvero frizzante e divertente che ci fa intravedere la vera Kinsella. La storia non è noiosa, è piuttosto piacevole in realtà, ma di sicuro non è all'altezza degli standard a cui ci ha abituato. Leggendo la sua opera d'esordio abbiamo la prova di quanto sia migliorata negli anni, raggiungendo uno stile unico e inconfondibile che l'ha fatta emergere con maestria nell'universo del chick-lit. Lo consiglio a chi ha già letto qualcosa di questa autrice e saprà apprezzare la sua crescita artistica e a chi è alla ricerca di un libro leggero e poco impegnativo.                                                                                                                        Valutazione: Non male