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mercoledì 3 novembre 2021

Dal libro al film • Prima di domani

Ciao a tutti! É un bel po' di tempo che non parliamo di film, ma ho finalmente deciso di riprendere in mano questa rubrica, anche perchè ce ne sono parecchi a cui vorrei dedicare un articolo! Iniziamo con un film uscito ormai qualche anno fa, tratto da un libro a cui sono molto affezionata!
 

PRIMA DI DOMANI

 
Sam, protagonista di Prima di domani

Tratto da: E finalmente ti dirò addio
di Lauren Oliver

Samantha si sveglia e crede di avere davanti a sé una giornata speciale, perché è il "giorno dei cupidi" nel suo liceo e perché lei e Rob, il suo ragazzo, hanno in programma una serata importante. La giornata è in verità molto più speciale di quel che crede e si ripeterà uguale a se stessa, come per una sorta di scherzo del destino, finché Sam non capirà come viverla appieno, nel modo giusto: come se fosse l'ultima.

gattini divisore
 
Sono passati molti anni da quando ho letto E finalmente ti dirò addio per la prima volta. Avevo appena aperto il blog ed è stata una delle mie primissime recensioni. Ve la linko anche se è piuttosto bruttina, ma ero all'inizio, capitemi. Questa storia mi aveva particolarmente colpito, tanto che poi nel corso degli anni mi è capitato di rileggerla diverse volte. Questo libro mi ha stupito ad ogni rilettura. Sono stata quindi molto contenta di sapere che ne avrebbero tratto un film! Ho aspettato un po' a vederlo, perchè prima volevo rileggere il libro per l'ennesima volta, ma alla fine ho approfittato di Netflix che l'ha messo a disposizione! Soddisfatta? Direi di si! Non il capolavoro della vita, ma un film molto carino e godibile. Tutto sommato non mi lamento, visto il trattamento che di solito viene riservato ai libri!

Il cast e i personaggi

Il gruppo di amiche protagoniste del film Prima di domani
Come sempre iniziamo parlando del cast. Il ruolo della protagonista Samantha è stato affidato a Zoey Deutch, che trovo deliziosa. Ha un'aria molto dolce, un po' da principessa Disney, ma quando vuole sa tirare fuori anche il suo lato oscuro, quindi è perfetta per Sam, che fondamentalmente è una brava ragazza che a volte si comporta male per stare dietro alle cattiverie delle sue amiche, le belle bullette della scuola. La gerarchia sociale è importante a quella età e spesso ci si ritrova a fare qualcosa o a dire qualcosa giusto per mantenere la propria posizione. É un personaggio che ho sempre trovato molto interessante, soprattutto per la sua evoluzione, e lei ha fatto un buon lavoro vestendo i suoi panni, mostrando la sua vulnerabilità, ma anche la sua volontà di migliorare. La migliore amica di Sam, Lindsay, invece è interpretata da Halston Sage. Del loro gruppo di amiche lei è quella più meschina, il capo, che dispensa cattiveria e dispetti ovunque passi senza farsi nessuno scrupolo. Penso che l'attrice sia riuscita molto bene a dipingere questo lato della sua personalità, ci sono dei momenti in cui si fa proprio odiare. A chiudere il quartetto di amiche ci sono Cynthy Wu e Medalion Rahimi, ovvero Ally e Elody, che sono personaggi un po' più di contorno in realtà e non emergono particolarmente nel film come anche nel libro. Entrambe le attrici sono molto carine e tutte insieme formavano proprio un bel quartetto affiatato. Il fidanzato di Sam, Rob, ha il volto di Kian Lawley, ma non ho molto da dire su di lui. Un personaggio inutile, superficiale, da prendere a schiaffi. L'attore è riuscito a farmi innervosire proprio come nel libro.

Sam e Kent, romantica coppia in Prima di domani
Ma arriviamo a due personaggi molto importanti e che amo particolarmente: Kent e Juliet. Qui li volevo. Juliet è la compagna di classe che viene bullizzata, tormentata da tutta la scuola ma in particolare dalla gang di Lindsay. L'attrice che hanno scelto è Elena Kampouris e mi è piaciuta molto. Ha reso perfettamente il tracollo di questa ragazza, il tormento, l'esasperazione. Lei è molto carina, ma il suo malessere si rispecchia anche nel suo aspetto: trascurata, mal vestita, insicura e sempre con lo sguardo basso. Devo dire che anche Kent mi è piaciuto molto. Per interpretarlo è sceso in campo Logan Miller, che è un ragazzo carino ma non un figaccione di Hollywood, come è giusto che sia. Kent è un personaggio un po' imbranato, insicuro, il tipo che viene sempre evitato dalle ragazze e non viene invitato alle feste, ma ha anche un cuore d'oro ed è un vero amore. In linea di massima direi che sono stata abbastanza soddisfatta del cast! 

Come ho anticipato il film è piuttosto fedele al libro. Le differenze ci sono, ma non vanno a toccare gli aspetti fondamentali o gli eventi più cruciali. Il libro va molto più a fondo per quanto riguarda la caratterizzazione dei personaggi e ci sono tanti piccoli dettagli che sono stati eliminati o modificati, ma tutto sommato non mi lamento. Per i curiosi ecco alcune delle differenze tra libro e film! ALLARME SPOILER!

lunedì 25 marzo 2019

Dal libro al film #16: Ogni giorno

Dopo un secolo, riprendo in mano la rubrica dedicata ai film! E visto che recentemente ho finalmente terminato la serie di Levithan Ogni giorno ho pensato di ricominciare proprio parlandovi del film che ne è stato tratto, che per me è stato uno dei più attesi del 2018! In realtà non gli è stata data molta attenzione, nè in patria, dove ha incassato appena 6 milioni, nè tantomeno da noi, dove non ha neanche sfiorato il mezzo milione. Ne ho sentito parlare davvero poco, ed è un peccato. Anche se rispetto al libro ha sicuramente i suoi difetti e ha subito numerosi cambiamenti, contribuisce a lanciare un bel messaggio e a mostrare l'amore come qualcosa che va oltre l'orientamento sessuale e il corpo.  L'ARTICOLO CONTIENE SPOILER SU LIBRI E FILM!

Ogni giorno (Every Day) | 2018
Diretto da Michael Sucsy 
Prodotto da FilmWave, Likely Story, Metro-Goldwyn-Mayer
Durata 97 minuti
Tratto da Ogni giorno di David Levithan 

Ogni giorno racconta la storia di Rhiannon, una ragazza di 16 anni innamorata di “A”, l’anima gemella che ogni giorno abita un corpo differente. Grazie alla loro sintonia, Rhiannon e A si incontrano tutti i giorni, senza sapere cosa o chi avranno di fronte il giorno successivo. Col crescere del loro sentimento, realizzare di dover amare una persona differente ogni 24 ore diventa sempre più impegnativo, fino a quando saranno costretti a prendere una decisione che cambierà le loro vite per sempre.  


Ho atteso con molta ansia questo film. Il trailer faceva ben sperare e il risultato finale è stato soddisfacente. La lacrimuccia è arrivata puntuale e questo è sempre un buon segno. Se non piango, vuol dire che c'è qualcosa che non va. Di differenze con il libro ce ne sono molte, ma me lo sono proprio goduto senza pensarci, anche se alcune mi hanno infastidito più di altre. Inizio dicendo che il cast è approvato. Angourie Rice (Spiderman Homecoming) nei panni di Rhiannon è adorabile. Non ricordo descrizioni specifiche, ma me la sono sempre immaginata piccola, minuta e bella come una bambola, una di quelle di porcellana che puoi rompere in un attimo. Lei è riuscita molto bene a trasmettere la fragilità del suo personaggio, una ragazza che si sottomette ad una relazione sbagliata pur di aggrapparsi a pochi attimi di felicità, ma che dentro sta per esplodere, tanta è la sua voglia di vivere. Anche Justin è stata una scelta molto azzeccata. Justice Smith (Jurassic World, Detective Pikachu) è riuscito a dargli quell'espressione di annoiato menefreghismo che avevo immaginato per lui. Nathan interpretato da Lucas Jade Zumann (Chiamatemi Anna) è una delle cose più belle del film e avrebbe meritato più spazio. Da segnalare che Lui, Justice e Angourie hanno dovuto affrontare una doppia prova: interpretare il loro personaggio e poi A. Non è facile far arrivare al pubblico un cambiamento del genere, che non tocca l'aspetto fisico, ma solo la personalità, ma loro sono stati molto bravi in questo! Non mi ha particolarmente fatto impazzire Debby Ryan (Insatiable) nel ruolo della sorella di Rhiannon. C'è da dire però che visto che nel libro non la vediamo mai, non avevo una base su cui appoggiarmi.  Per la prima volta nella storia del cinema abbiamo avuto un protagonista interpretato da una quindicina di attori diversi e la cosa mi ha divertito un sacco. Come nel libro, i ragazzi e le ragazze di cui A prende in prestito la vita sono molto diversi tra loro, per sesso, colore della pelle, taglia. Credo abbiano scelto una bella gamma di attori. Essendo uno dei punti centrali della storia, tenevo molto a questo aspetto e non sono stata delusa. Oltretutto credo sia stata per loro una bella prova, visto che sono tutti giovanissimi e alle prime armi. Tra i nomi più noti forse avrete riconosciuto Jacob Batalon, che recita al fianco di Tom Holland nel più recente Spiderman, o Ian Alexander, che è uno dei protagonisti della famosa serie The OA.

E ora approfondiamo un po' le differenze tra libro e film. Una cosa che salta molto all'occhio è che mentre il libro segue solo il punto di vista di A e vediamo Rhiannon solo quando è in sua compagnia, nell'adattamento i loro pov sono alternati. Li seguiamo entrambi e ci vengono mostrate le loro vite anche quando sono lontani uno dall'altro. Questa scelta ha dato una panoramica più ampia alla storia. Oltretutto visto che esiste anche un libro che racconta la vicenda dal punto di vista di lei, è stata una buona idea sfruttarlo per coinvolgerci il più possibile. Rispetto al libro, il film si concentra molto più sul lato romantico, trascurando un po' la componente fantastica. Questo dipende soprattutto dal fatto che il personaggio del reverendo Poole, l'antagonista della storia, è stato eliminato, e con lui gran parte della tensione. Nel libro Poole aiuta Nathan dopo la sua 'possessione', lo usa per cercare di avvicinarsi ad A perchè ha capito chi è. Perchè è come lui. Un colpo di scena non indifferente, di cui ho sentito un po' la mancanza. Questa scelta non mi ha resa molto felice, dico la verità, ma credo di comprenderne il motivo. Nel primo libro della serie Poole ha un ruolo marginale, è presente ma solo alla fine si svela. Per tutta la vita A si è chiesto se ci fossero altri come lui e la risposta che ottiene è la spinta che poi tiene in piedi la trama del seguito. Credo che il film sia sempre stato pensato come un autoconclusivo, e inserire Poole voleva dire mettere le basi per un seguito che non ci sarebbe stato. Per cui risultava superfluo. Mi sarebbe piaciuto vederlo all'opera, ma comprendo la scelta.   

Sullo schermo abbiamo conosciuto molto meglio la famiglia di Rhiannon. Nel libro sua sorella è già al college, mentre nel film vanno alla stessa scuola e hanno un legame molto forte. É lei l'unica a cui Rhiannon cerca di raccontare di A, anche se con pessimi risultati. Nel libro i suoi genitori sono molto marginali e li vediamo raramente, al contrario nel film vengono esposte le loro dinamiche familiari in modo più chiaro, e vengono approfonditi i rapporti tra loro, in particolare quello tra Rhiannon e il padre. Era una lacuna del libro che è stata sanata, una modifica a fin di bene. Dare alla protagonista un contesto familiare più definito è stata una buona mossa. Parlando di modifiche, ce n'è stata una che invece non mi è proprio andata giù: la questione, molto spinosa, della permanenza nei corpi altrui. Nel libro A non può rimanere più di un giorno e anche se potesse non lo farebbe, perchè sarebbe come rubare la vita al suo legittimo proprietario. É un problema che nel libro viene trattato abbondantemente, soprattutto dopo l'entrata in scena di Poole, che al contrario non si fa scrupoli nel fare tutto ciò che vuole. L'ultimo libro è proprio incentrato sulla contrapposizione tra A e Poole e il loro modo di rapportarsi con i loro 'ospiti'.  Nel film, al contrario, A rimane nel corpo di un ospite per ben due volte, anche se titubante. La prima in quello di Kelsea, una ragazza aspirante suicida. Per aiutarla, si obbliga a restare nel suo corpo un giorno in più, per poter chiedere aiuto al padre al suo ritorno dal turno di notte. La seconda in quello di Alexander (che nel libro è un ragazzo qualunque, mentre nel film è uno degli amici di Rhiannon), in cui rimane per diverso tempo, illudendosi di poter avere una vita normale. Totalmente fuori dal personaggio. A non l'avrebbe mai fatto, neanche per poco. Va contro tutto ciò che lui è. Questo è sicuramente il cambiamento che mi ha fatto più storcere il naso. Non ho apprezzato neppure l'idea che A abbia un account instagram in cui carica un selfie ogni giorno, vita dopo vita. Non è proprio da lui, visto che nel libro sta sempre attento, in modo quasi maniacale, a non lasciare nessuna traccia. Ha una casella mail a cui si collega quando ne ha modo dai computer o cellulari altrui, ma sempre facendo attenzione a fare log out alla fine, ma un account instagram del genere potrebbe essere davvero compromettente. Ultima differenza su cui mi soffermo: la rottura tra Justin e Rhiannon. Sulla carta è veramente terribile. Lei inizia a frequentare A in segreto e viene beccata a baciarlo proprio da Justin, che non la prende molto bene e inizia a parlare male di lei, raccontando a tutti del suo tradimento. A scuola per un po' tutti la guardano storto, le urlano volgarità e le fanno subire la classica gamma di angherie da scuola americana. Nel film, Rhiannon si allontana da Justin quando inizia ad avere dei dubbi su di lui e la cosa si risolve abbastanza pacificamente. Hanno reso tutto meno pesante e drammatico.  

Nonostante le differenze, sono felice che lo spirito del libro sia arrivato sul grande schermo intatto. É la cosa che conta di più. Il film, come il libro, dipinge una serie di personaggi diversi ed unici. A prende in prestito il corpo di ragazzi e ragazze di ogni tipo, diversi nell'aspetto, nell'etnia, nell'orientamento sessuale. Le loro vite sono diverse, i loro corpi sono diversi. Desiderano uomini, donne, a volte entrambi, a volte nessuno. Hanno problemi emotivi o psicologici, disabilità. La loro diversità li rende speciali, ma allo stesso tempo tutti uguali, con gli stessi diritti di essere felici e di amare. Ogni giorno ci mostra l'evoluzione di un amore che è completamente slegato da etichette. A non pensa a se stesso come uomo o donna, e lentamente Rhiannon inizia a fare lo stesso. Questa storia è un inno alla diversità ed era importante che il film portasse con sè questo messaggio. Sono uscita del cinema contenta, nonostante qualche modifica mi abbia fatto arricciare il naso. Qualcuna l'ho approvata, qualcuna no, ma tirando le somme i pregi vincono sui difetti e il risultato è un film piacevole, romantico, che intrattiene e fa riflettere su molte questioni. Sono felice che abbia raggiunto un pubblico più ampio!   

Curiosità
- Justice Smith, l'attore che interpreta Justin, sarà il protagonista della trasposizione cinematografica di Raccontami di un giorno perfetto.
- La sceneggiatura del film è stata curata da Jess Andrews, autore del libro Quel fantastico peggior anno della mia vita (Einaudi, 2015) diventato poi anch'esso un film!
- Il film è stato girato a Toronto.
- La canzone portante della colonna sonora è What about us di P!nk.
- Sono 15 gli attori che interpretano A nel corso del film.

martedì 24 marzo 2015

Dal libro al film #15: Scrivimi Ancora

Ciao a tutti! Ieri sera finalmente ho visto un film che aspettavo di vedere da parecchio tempo, un film tratto da uno dei miei libri preferiti in assoluto: Scrivimi ancora. Ero preoccupata che la storia fosse poco fedele al libro e purtroppo ne sono rimasta parecchio delusa. Riassumendo il mio pensiero: è un buon film, ma una pessima trasposizione. Voi cosa ne pensate? Sono troppo severa? lol


Titolo: #ScrivimiAncora
Titolo originale: Love, Rosie 
Regista: Christian Ditter 
Anno: 2014 
Prodotto da: Canyon Creek Films, Constantin Film Produktion 
Durata: 102 min      
Incasso totale: 4,4 milioni di dollari  
Cast: Lily Collins, Sam Claflin 
Tratto da: Scrivimi ancora di Cecelia Ahern



Trama: Rosie e Alex sono migliori amici dall'età di 5 anni. Crescono sognando di viaggiare per il mondo e di lasciare la piccola cittadina in cui vivono per trasferirsi in America e frequentare insieme l'università. Nella realtà, quando si tratta di amore, vita e di fare le scelte giuste, i due ragazzi sono però i peggior nemici di loro stessi. Tra un imprevisto e un'opportunità mancata, il destino li spinge inesorabilmente in direzioni opposte, lontani l'una dall’altro. Solo una continua corrispondenza, fatta prima di lettere, poi di mail e sms, riesce a preservare il loro speciale legame. Ma può un'amicizia resistere al passare degli anni, alla distanza e a una serie infinita di relazioni disastrose, specialmente quando si capisce che forse è qualcosa di più?
 
Dal libro al film: similitudini e differenze
Scrivimi ancora è uno dei film che più ho atteso nel 2014. Per una serie di sfortunati eventi non sono riuscita a vederlo al cinema (dove è rimasto in sala pochissimo) e uno streaming decente in italiano sembra sia introvabile a meno di non registrarsi su mille siti. Così alla fine mi sono arresa ai sottotitoli. E via. Le mie aspettative erano alle stelle. Scrivimi ancora di Cecelia Ahern è forse uno dei miei libri preferiti in assoluto. Il libro, pubblicato nel 2005, è una romantica storia epistolare, che attraverso bigliettini, email, sms e chat ricostruisce la lunga storia di Alex e Rosie, due amici destinati a stare insieme, ma con un pessimo tempismo. Dai bigliettini pieni di errori di ortografia, alle partecipazioni di matrimonio, passando attraverso sms divertenti, email commoventi e lettere piene di paure e speranze. La mia copia è distrutta e logora da quante volte l'ho riletto. E forse proprio perchè le mie aspettative erano così alte, sono rimasta così delusa. Parliamoci chiaro, questo film è adorabile, non ha niente che non va. E' romantico, ma senza mai diventare smielato, divertente, con scene esilaranti e momenti epici, ma anche commovente. Ha tanti lati positivi, ed è assolutamente piacevole da vedere. Qual'è il problema allora? Il problema è che è un buon film, ma una pessima trasposizione. Le differenze con il mio amato libro sono tante, troppe. Se ve le elencassi tutte, credo che uscirebbe fuori il post più lungo della storia di questo blog lol Ma mi limiterò alle più importanti. Prima di questo però, qualche nota sul cast. Lily Collins non era la Rosie che sognavo, forse perchè non mi è mai stata troppo simpatica, ma alla fine devo dire che mi è piaciuta, è stata molto brava ed emozionante. Sam Claflin è Alex in carne e ossa. Uscito direttamente dal libro con quelle sue irresistibili fossette. E' sicuramente la cosa meglio riuscita di tutto il film. Insieme, sono adorabili. C'è una bella chimica tra di loro e mi sono davvero piaciuti. Promossi. Che dire degli altri. Suki Waterhouse  è riuscita a rendere Bethany, uno dei personaggi più irritanti di sempre, ancora più irritante. Ce ne voleva, è stata brava lol Non mi ha convinto allo stesso modo Tamsin Egerton nei panny di Sally. Christian Cooke poi, non ho ancora ben capito che ci facesse lì. Carino certo, ma non c'entrava assolutamente niente con il personaggio. Infine, l'esilarante Jaime Winstone nei panny di Ruby, mi è piaciuta, eccentrica e divertente, con una marcia in più. Ma ora fatemi parlare del film, devo sfogarmi lol Già dopo cinque minuti, ho iniziato a storcere il naso. Nel libro Alex si trasferisce in America per via del lavoro di suo padre e Rosie è costretta ad andare al ballo con un altro ragazzo, uno sfigato odioso trovato all'ultimo minuto, perchè Alex non riesce a tornare in tempo per andare con lei. Nel film vanno entrambi al ballo con qualcun'altro. L'atmosfera è totalmente stravolta. Rosie finisce a letto con Brian perchè lo odia a tal punto che per passare la serata con lui deve ubriacarsi, invece nel film è sobria e lui le piace.  Le piace! Quando poi Rosie scopre di essere incinta lo dice subito ad Alex e non prende mai in considerazione l'adozione, mentre nel film tiene tutto nascosto ad Alex perchè conta di dar via la bambina e raggiungerlo in seguito. Come può non avergli detto che era incinta? Avrei potuto capire se l'avesse tenuto segreto per qualche mese. Ma poi ha partorito, ha tenuto la piccola e ha iniziato la sua vita da mamma e comunque non gli ha detto nulla. Al suo migliore amico! Completamente stravolte anche le famiglie dei due protagonisti: Rosie ha due fratellini molto più piccoli di lei invece di avere una sorella più grande e un fratello minore, e Alex ha una sorella minore invece di un fratello maggiore. Phil, il saggio fratello di Alex, nel film è diventato il fratello sfigato di Sally, anche lei completamente stravolta. Nel libro è la prima moglie di Alex, insieme hanno un bambino. Nel film non si sposano mai, si lasciano perchè lei lo tradisce e il bimbo che lei aspetta non è suo, ma dal suo amante. Anche Ruby, la migliore amica di Rosie, è totalmente stravolta. Nel libro lei e Rosie si conoscono perchè lavorano insieme in ufficio (anche questo lavoro è stato eliminato) ed è una signora molto più grande di lei, con un figlio adolescente, mentre nel film sono coetanee e si conoscono perchè Ruby lavora nella farmacia dove lei compra il test di gravidanza. Ma il più stravolto è Greg. E qui mi sono incazzata sul serio.Nel libro Rosie ha la bambina da Brian, un compagno di scuola, che sparisce e torna solo quando lei è adolescente. Anche quando torna non si avvicina mai sentimentalmente a Rosie. L'uomo con cui si sposa è Greg, un rigoroso bancario. Nel film Brian e Greg sono un unico personaggio. Greg torna quando Katie ha cinque anni e lui e Rosie si riavvicinano e si sposano. Come se lei potesse davvero prendere in considerazione di stare con l'uomo che ha abbandonato lei e sua figlia. Ma scherziamo? Questo strano ibrido Brian-Greg poi, non c'entra nulla con nessuno dei due! Brian è il classico sfigato, Greg un serioso uomo d'affari. Chi cavolo è questo surfista? Questa è forse la differenza che più mi ha disturbato. Parliamo poi delle carriere di Alex e Rosie. Alex è andato fino in America per diventare dottore e poi..? Boh, non si sa. Non vengono più nominate nè la scuola, nè il suo sogno di diventare medico. E Rosie? Nel libro lavora in un ufficio e in seguito alla reception di un hotel, poi studia per laurearsi in gestione alberghiera e dopo una serie di disavventure lavorative trasforma la casa dei suoi genitori un piccolo B&B. Nel film lavora in hotel, prima come donna delle pulizie, poi alla reception, e infine compra un hotel con la sua parte di eredità del padre. Devono guadagnare bene i facchini a Dublino, se con una parte dell'eredità è riuscita a comprarcisi un hotel. Mmm. Un altro limite di questo film è il tempo. Tutto è stato velocizzato, comprimendo quelli che nel libro sono oltre quarant'anni in dieci o poco più. Tantissime cose sono state eliminate: il fatto che Rosie frequenti le chat per cuori solitari dopo il divorzio, la morte di sua madre, i problemi economici, il sogno di Katie di fare la DJ, i due figli che Alex ha da Sally e da Bethany. Insomma, faccio prima a dirvi cosa rimane della storia originale: Alex e Rosie si amano, ma mancano di tempismo. Ecco qui. Tutto è stato troppo TROPPO stravolto per i miei gusti. Non sono una persona particolarmente pignola, posso capire che vengano apportate delle modifiche, ma da qui a stravolgere tutto, è un altro discorso. Scrivimi ancora è un bellissimo film, una storia molto dolce, ma non era quello che mi aspettavo. Come trasposizione è sicuramente bocciata.

Curiosità
- Le riprese si sono svolte tra Toronto, in Canada, e Dublino.
- La storia copre 12 anni invece di 45.
- Il film è stato presentato al Festival di Roma e i protagonisti erano presenti sul red carpet

mercoledì 22 ottobre 2014

Dal libro al film #14: The Giver

Ciao a tutti! Oggi vi parlo di The Giver, il film tratto dall'omonimo romanzo di Lois Lowry, un film che attendevo con ansia perchè ho amato alla follia il libro. Purtroppo, anche se la visione è stata piacevole e a tratti commovente, in generale il film non è stato all'altezza delle mie aspettatative e mi ha un po' deluso. Voi l'avete visto? Cosa ne pensate? Sono stata troppo severa? lol


Titolo: The Giver - Il mondo di Jonas
Titolo originale: The Giver
Regista: Philip Noyce
Anno: 2014 
Prodotto da: As Is Productions, Tonik Productions, 
Durata: 97 min     
Budget: 25 milioni di dollari
Incasso totale: 62 milioni di dollari (ancora in sala)
Cast:   Brenton Thwaites, Jeff Bridges, Meryl Streep
Tratto da: The Giver di Lois Lowry


Trama: In una società futuristica dove tutte differenze tra individui sono state annullate e non esiste possibilità di scelta, come ogni anno, sta per svolgersi la “Cerimonia dei 12”. In un mondo in cui non si ha il ricordo dei mali e delle sofferenze, solo ad uno sarà assegnato il compito di Custode delle Memorie dell’Umanità. Jonas, sedici anni, inizierà a provare sulla propria pelle tutte quelle sensazioni che a nessun altro membro della comunità sono concesse: i colori, il significato dell'amore, del dolore, della frustrazione, ed il terribile segreto della Società in cui vive. Si rende conto, quindi, che la strada verso la conoscenza è un cammino molto pericoloso.

Dal libro al film: similitudini e differenze
The Giver è una serie distopica dalla pubblicazione molto travagliata che ho avuto modo di conoscere un paio di anni fa, quando è uscito in libreria il suo ultimo capitolo insieme ad una ristampa dell'intera serie. Tra la pubblicazione del primo e dell'ultimo volume sono trascorsi vent'anni. Roba da far impallidire quelli che dopo un anno o due di attesa iniziano a protestare lol Quando l'ho scoperto sono stata incredibilmente grata di  potermela godere tutta d'un fiato, perchè l'ho davvero adorata e mi ha iniziata, insieme ad Hunger Games, al genere distopico, che ora è uno dei miei preferiti. Le mie aspettative per questo film, basato sul primo capitolo della quadrilogia, erano quindi davvero molto alte e purtroppo sono state in parte deluse, soprattutto per via delle tante modifiche apportate alla versione cinematografica. Non è un brutto film, la visione è piacevole, non annoia, e alcune modifiche mi sono piaciute molto, ma in generale non si è dimostrato all'altezza del libro. Come sempre iniziamo parlando del cast. Jonas, il protagonista, è interpretato da Brenton Thwaites, un attore che non conoscevo e la cui scelta inizialmente mi ha lasciata perplessa. Sì perchè nonostante l'età del personaggio sia stata aumentata da dodici a sedici anni, scelta che ho capito e approvato, la parte è stata data ad un attore che ne ha ben venticinque. E si vede. Forse non li dimostra tutti, ma si vede che è adulto e non un ragazzino. Avrei preferito qualcuno un po' più vicino alla giusta età del personaggio, ma tutto sommato non mi è dispiaciuto. Il giovane protagonista però è stato messo in ombra dal fenomenale Jeff Bridges, nel ruolo del Donatore: era proprio come me lo immaginavo e le scene che lo riguardano sono sicuramente quelle che mi hanno più emozionato e colpito. E' stato il migliore. I genitori di Jonas sono interpretati da Alexander Skarsgård e da Katie Holmes e nessuno dei due mi ha fatto particolarmente impazzire. Per lei ho ancora una forte antipatia dai tempi di Dawson's Creek, e lui l'ho trovato un po' insulso, anche se belloccio. L'unica della famiglia che si salva è la sorellina, Lily, interpretata dall'adorabile Emma Tremblay, vivace e solare come la immaginavo.  Poi ci sono Fiona e Asher, gli amici di Jonas, interpretati da Odeya Rush e Cameron Monaghan. I loro personaggi sono stati completamente stravolti e ve ne parlerò meglio tra poco, ma, concentrandomi solo sulla loro performance e ignorando le modifiche con cui hanno dovuto avere a che fare, non mi sono dispiaciuti, ho trovato Odeya molto carina. Un personaggio che proprio non mi è piaciuto è il Capo degli Anziani interpretato da Meryl Streep: nel romanzo è un'entità non ben definita e marginale, assolutamente non rilevante, mentre nel film l'hanno fatta diventare un vero e proprio cattivo. C'era davvero bisogno dell'ennesimo antagonista banale quando il vero villain di questa storia è l'intera società? Meryl Streep comunque ha fatto un buon lavoro, costruendo un personaggio assolutamente detestabile, per quanto inutile. Ultimo appunto sul cast: Taylor Swift. Ora, sapevo che il suo era un ruolo piccolo, ma il suo viso appare sui cartelloni del cinema insieme a quelli dei protagonisti, quindi pensavo avesse un ruolo relativamente importante per quanto secondario. Il suo personaggio, Rosemary, mi piace tantissimo e avrebbe meritato più spazio. Invece appare come ologramma offuscato un paio di volte. Fine. Mia cugina a fine proiezione mi ha detto 'Ma non doveva esserci Taylor Swift?' Ecco, per farvi capire. Praticamente l'hanno usata come specchietto per le allodole. Un peccato, perchè la adoro e avrei voluto vederla un pochino di più. Insomma, il cast mi è piaciuto così così, chi più chi meno, ma non sono loro ad avermi davvero deluso: il vero problema sono le troppe modifiche fatte rispetto al libro. Innanzitutto, i personaggi di Fiona e Asher sono stati completamente stravolti. Per quanto riguarda Fiona, il cambiamento è stato soprattutto nel suo ruolo: da personaggio di contorno piuttosto inutile e marginale di nessuna importanza è diventata coprotagonista e interesse amoroso di Jonas. Questa è una delle poche modifiche che ho approvato, perchè adoro le storie d'amore, specie se con un pizzico di dramma.  Rendere il rapporto tra Jonas e Fiona più complesso è stata un'idea che mi è piaciuta davvero molto e i due attori hanno dimostrato una buona chimica. Ma se per Fiona i cambiamenti hanno funzionato non posso dire lo stesso di Asher, che invece è stato stravolto profondamente. Il ragazzino burlone, scherzoso e sempre in mezzo ai guai conosciuto tra le pagine del libro è stato sostituito da un soldatino ligio alle regole tutto sissignore qui e rispetta le regole là. Ne sono rimasta davvero delusa perchè era un personaggio adorabile che amavo molto e l'hanno trasformato in un'insopportabile rompipalle. Ci sono stati molti altri cambiamenti, piccoli dettagli: nel film si parla di un'inizione, del libro di una pillola, nel romanzo Fiona è scelta come assistente degli anziani, nel film come puericultrice, insomma, piccole cose, su cui si può sorvolare, ma la parte che mi ha più deluso di più è stato sicuramente il finale. Nel film la fuga di Jonas è improvvisata, è tutto un corri corri, pugni che volano, guardie che lo inseguono, urla e lui a bordo di questa motocicletta futuristica con il povero bimbo nel portapacchi. Non parliamo poi della parte in cui Asher lo insegue sulla navicella e dovrebbe catturarlo per eliminarlo. No, non ci siamo. Nel libro la fuga di Jonas è un piano calcolato nei dettagli, pianificato da settimane insieme al Donatore. Si accorgono sì della sua assenza, ma solo quando ormai è lontano, mandano qualche navicella a cercarlo ma nessuno riesce a trovarlo. Nel film hanno voluto strafare come al solito con salti antigravitazionali e inseguimenti. E' stato tutto troppo esagerato. Una cosa però mi è piaciuta del finale: nel libro non ci viene raccontato cosa succede nella Comunità dopo la fuga di Jonas, mentre nel film vediamo le memorie tornare tra la gente: una scena davvero bella ed emozionante. Un'altra cosa che mi è tanto piaciuta è stata la scelta di iniziare il film in bianco e nero e renderlo via via colorato mano a mano che Jonas inizia a vedere il mondo a colori. Davvero bello e d'effetto. Insomma, questo film ha tanti difetti, ma anche molti pregi. E' un film che si fa guardare volentieri, che fa riflettere ed emozionare, che fa scendere qualche lacrima, ma non è assolutamente allo stesso livello del meraviglioso libro da cui è tratto.

Curiosità
- Jeff Bridges ha comprato i diritti del libro oltre vent'anni fa e inizialmente il ruolo del Donatore doveva essere di suo padre Lloyd Bridges, morto nel 1998. L'attore ha rivelato anche che esiste una versione casalinga del film girato per divertimento con suo padre e la sua famiglia molti anni fa.
- I produttori del film sono andati a parlare a Taylor Swift della sua partecipazione al progetto direttamente nel backstage di un suo concerto a Los Angeles
- Il film è stato girato a Cape Town e Johannesburg (Sud Africa) e nello Utah (USA).
- Capitava spesso che il cast improvvisasse uno spettacolo musicale nell'hotel dove alloggiavano a Cape Town: Jeff Bridges suonava la chitarra, Taylor Swift il piano e.. Alexander Skarsgård cantava con una birra in mano.

lunedì 15 settembre 2014

Dal libro al film #13: Colpa delle stelle

Ciao a utti! La settimana scorsa sono andata anche io a vedere Colpa delle stelle! Ho letto il libro per prepararmi alla visione ed ero molto curiosa e un po' spaventata per la quantità di lacrime che questo libro sembra aver prodotto da quando è uscito lol 


Titolo: Colpa delle stelle  
Titolo originale: The Fault in Our Stars
Regista: Josh Boone  
Anno: 2014 
Prodotto da: Temple Hill Entertainment
Durata: 125 min     
Budget: 12 milioni di dollari
Incasso totale: 290 milioni di dollari (ancora in sala)
Cast:   Shailene Woodley, Ansel Elgort
Tratto da: Colpa delle stelle di John Green


Trama: La giovane Hazel Grace Lancaster è sopravvissuta ad un cancro alla tiroide grazie all'assunzione di un farmaco sperimentale. Viene costretta dai genitori a frequentare un gruppo di supporto per sopravvissuti al cancro, dove incontra Augustus "Gus" Waters, un ex giocatore di basket a cui è stata amputata una gamba. Gus e Hazel si innamorano e, grazie a lui, lei ritrova la voglia di vivere e di sorridere. Ma quando la loro relazione diventa sempre più profonda, Hazel cerca di allontanare Gus, per proteggerlo quando il male si ripresenterà. Il male ritorna e Hazel viene ricoverata in ospedale con una grave polmonite; in quel momento Gus le dice di tenere a lei più di quanto si possa preoccupare del dolore che lei potrebbe causargli. Dimessa dall'ospedale, Hazel e Gus si recano ad Amsterdam per incontrare Petre Van Houten, l'autore del loro romanzo preferito. Ma il destino, scritto nelle stelle, ha in serbo per i due innamorati altre dure prove.

Dal libro al film: similitudini e differenze
Inizio dicendo che a me Colpa delle stelle, il libro, non ha fatto l'effetto che ha fatto alla maggior parte della gente e non riesco ancora a capire perchè. Insomma, quando c'è una scena triste, tutti si girano verso di me perchè sono quella che piange. Piango con i libri, con i film, con i cartoni animati, perfino con le pubblicità a volte. Piango sempre. La settimana scorsa mi sono sciolta in singhiozzi disperati guardando I Croods. Ieri sera ho pianto come se non ci fosse un domani con Hunger Games. Io sono quella che piange, insomma. Potrebbero scriverlo sulla mia carta d'identità. Se a questo si aggiunge il fatto che ho letto il libro su consiglio di mia cugina che ha confessato di aver pianto tantissimo, lei che non si commuove quasi mai, ero praticamente certa di uscirne devastata. Invece no. La storia è bella e triste, mi è piaciuta, ma mi è mancato qualcosa che non so identificare, quel qualcosa che doveva far scattare in me la cascata di lacrime e spezzarmi il cuore, così ho mantenuto un certo contegno durante tutta la lettura, versando giusto qualche lacrima qui e là. Con il film è stato più o meno lo stesso. Mentre intorno a me sentivo nasi che tiravano su e singhiozzi soffocati, io sono stata tranquilla. Mia cugina singhiozzava disperata accanto a me, e io niente. Non mi capacito di questa cosa. Questa storia aveva tutte le premesse necessarie a devastarmi, e invece ho versato giusto qualche lacrima alla fine. Ma lacrime tranquille, quelle che ti scivolano sul viso senza che quasi te ne accorga. Comunque, a parte questa mia improvvisa e strana apatia, devo dire che sono rimasta abbastanza soddisfatta della trasposizione cinematografica, a partire dai suoi interpreti. Shailene Woodley interpreta Hazel, un personaggio completamente diverso da quello con cui l'ho conosciuta, Tris di Divergent. Capelli corti, viso paffuto, aria malaticcia, quasi non l'avrei riconosciuta. Hazel ha ben poco in comune con Tris sia nel carattere che nell'aspetto fisico, ma mi è piaciuta in entrambi i ruoli. Ansel Elgort è stato una bella sorpresa, l'ho trovato un Augustus davvero ottimo, non il classico bellone alla Hollywood ma affascinante, in un modo suo particolare. In Divergent non mi aveva fatto impazzire, probabilmente anche perchè non amo molto il suo personaggio, ma qui è stata tutt'altra storia. Inizialmente avevo qualche dubbio su di loro come coppia, avevo paura che mi avrebbe fatto strano vedersi insieme, dopo averli visti come fratello e sorella in un altro film, invece li ho trovati teneri e molto carini. La chimica tra loro è evidente, sono dolcissimi insieme. Anche il resto del cast non mi ha deluso. Nat Wolff è stato un buon Isaac, avrebbe meritato un po' di spazio in più, Willem Dafoe l'incarnazione dell'insopportabile Peter Van Houten, Laura Dern e Sam Trammell i preoccupati e apprensivi genitori di Hazel. Sì, il cast mi ha soddisfatto. Per quanto riguarda la trama, la storia è stata seguita molto fedelmente ed è stato trovato un buon equilibrio tra le scene drammatiche e quelle più spensierate e divertenti, anche se in alcuni casi ho trovato il passaggio da un tipo di scena all'altro troppo repentino ed estremo, dalle lacrime alle risate in due secondi. Come sempre ci sono state alcune modifiche rispetto alla storia originale, ma tutto sommato niente di drastico. Nel film per esempio è stato tagliato il personaggio di Kaytlin, l'amica di Hazel, come anche quello di Caroline, l'ex ragazza di Gus morta di tumore al cervello. Neanche le sorelle di Gus con rispettivi mariti e turbolenta prole vengono mai menzionati. E' stata modificata la scena in cui Gus dichiara i suoi sentimenti per Hazel: nel libro avviene durante il volo verso l'Olanda, nel film al ristorante. Manca la scena in cui i ragazzi mettono in vendita la triste altalena del cortile di Hazel, e quella, un po' più importante, in cui Gus urla contro i suoi genitori prima di partire per Amsterdam. La differenza più grande forse è il fatto che mentre nel libro alla fine Hazel deve darsi molto da fare per recuperare la lettera di Gus, che le arriverà tramite l'assistente di Van Houten, nel film è lo scrittore a consegnargliela. Cambiamenti in alcuni casi importanti, ma non così tanto da stravolgere la storia. Mi ha disturbato molto più il fatto che abbiano stravolto alcune delle citazioni più belle del libro. La mia preferita ''Mi sono innamorata così come si ci addormenta: piano piano, e poi tutto in una volta.''  è diventata ''Mi sono innamorata di lui come quando ci si addormenta, piano piano e poi profondamente''. Oppure ''Il dolore esige di essere sentito'' è diventato ''Il dolore esige di essere vissuto'' e non so se sia un problema di doppiaggio, ma non mi piace quando stravolgono le frasi più importanti in questo modo. Comunque è stato fatto un lavoro piuttosto buono e il film è triste, ma allo stesso tempo spensierato e, proprio come il libro, non parla di cancro, ma celebra la vita, l'essere vivi, anche in mezzo al dolore. Mi dispiace proprio non aver apprezzato la storia quanto la maggior parte dei lettori e degli spettatori, ma per quanto poco abbia pianto anche io ricorderò il piccolo infinito di Hazel e Augustus.

Curiosità
- Per il ruolo di Hazel sono state viste oltre 150 attrici, ma Shailene ha fatto suo il ruolo in pochi secondi di audizione.
- Quando ha incontrato i produttori e i dirigenti prima di avere il ruolo, Shailene li ha pregati di coinvolgerla nel progetto. Era disposta anche a fare la figurante o l'assistente.
- Le riprese di sono svolte tra Pittsburgh (Pennsylvania) e Amsterdam.
- La panchina di Amsterdam presente nel film è sparita, forse rubata da fanatici.
- Shailene Woodley e Ansel Elgort interpretano anche Tris e Caleb Prior nella serie Divergent. Le riprese del secondo film della serie sono terminate in questi giorni.
- E' in lavorazione un remake indiano del film.
- I diritti per il film sono stati venduti prima ancora che il libro venisse pubblicato.

giovedì 12 dicembre 2013

Dal libro al film #12: La ragazza di fuoco

Ciao a tutti! La settimana scorsa finalmente ho visto La ragazza di fuoco e tutta l'attesa è stata ripagata! Ecco qui la mia analisi e il confronto con il libro! Attenzione, se non avete letto il libro o visto il film, non leggete questo post, perchè contiene spoiler! Magari ripassate più avanti ;)


Titolo: Hunger Games: La ragazza di fuoco  
Titolo originale: Hunger Games: Catching Fire
Regista: Francis Lawrence  
Anno: 2013
Prodotto da: Lions Gate Entertainment 
Durata: 146 min     
Budget: 130 milioni di dollari 
Incasso totale: 670 milioni di dollari (ancora in sala)   
Cast:  Jennifer Lawrence, Josh Hutcherson, Liam Hemsworth
Tratto da: La ragazza di fuoco di Suzanne Collins


Trama: Katniss Everdeen torna a casa incolume dopo aver vinto la 74ª edizione degli Hunger Games, insieme al suo amico, il "tributo" Peeta Mellark. La vittoria però vuol dire cambiare vita e abbandonare familiari e amici, per intraprendere il giro dei distretti, il cosiddetto "Tour di Victor". Lungo la strada Katniss percepisce che la ribellione sta montando, ma che il Capitol cerca ancora a tutti i costi di mantenere il controllo proprio mentre il Presidente Snow sta preparando la 75ª edizione dei giochi, una gara che potrebbe cambiare per sempre le sorti della nazione di Panem.

Dal libro al film: similitudini e differenze
Spesso quando esco dal cinema dopo aver visto un film tratto da un libro non faccio altro che elencare tutte le differenze che ho notato. E hanno tolto questo e si sono inventati quello, ma cos'hanno combinato col mio adorato libro? Ecco, quando sono uscita dalla sala dopo aver visto La ragazza di fuoco mi sono dovuta sul serio concentrare e fare mente locale per trovare qualche differenza oltre quelle pochissime notate durante la visione. E questo vuol dire fare un buon lavoro. Certo qualche differenza c'è, qualche elemento è stato omesso, è inevitabile, ma tutto sommato direi che non c'è niente di cui lamentarsi. La trama innanzitutto è stata ben costruita, non solo è fedele ma mantiene anche un buon ritmo narrativo che ti tiene col fiato sospeso anche se sai esattamente cosa sta per succedere. La storia è stata divisa equamente tra il Tour della Vittoria, nella prima parte, e l'arena, nella seconda parte, mantenendo un buon equilibro proprio come nel libro. I personaggi che abbiamo tanto amato nel primo capitolo della storia sono tornati, ma l'attenzione è tutta puntata sui volti delle new entry, volti che abbiamo visto durante i casting, che abbiamo amato o odiato a prima vista, che hanno avuto l'approvazione dei fan o causato il loro disappunto, ma solo vedendoli in azione abbiamo finalmente potuto giudicarli. Ero abbastanza titubante riguardo certi personaggi, come Finnick, il bellissimo e affascinante Finnick, interpretato da Sam Claflin, o Jeffrey Wright, che interpreta Beetee, per gli amici Lampadina, ma alla fine mi sono dovuta ricredere su tutta la linea. Ho amato ogni singolo personaggio, li ho visti prendere vita davanti ai miei occhi proprio come me li ero immaginati. Non è solo l'aspetto, ma i gesti, le parole, gli sguardi, tutto contribuisce a farci credere che quell'attore, proprio lui, è davvero l'incarnazione di quel personaggio che esiste solo sulla carta stampata. Con i nuovi personaggi di Hunger Games è successo proprio questo. Prendiamo Sam Claflin per esempio. Quando è stato annunciato che avrebbe interpretato Finnick, il mio adorato Finnick, ero parecchio contrariata, l'ho bocciato al primo sguardo. Ma già durante le riprese e la promozione ho iniziato a pensarla diversamente. Alla fine, dopo aver visto il film, mi sono accorta di non riuscire più a ricordare come lo immaginavo prima. Finnick non poteva essere nessun altro se non lui. E lo stesso si può dire di tutti gli altri. Sono rimasta immensamente soddisfatta del casting. Mi è piaciuta moltissimo Jena Malone nei panni della sfrontata Johanna, ho adorato vedere finalmente Rotella e Lampadina prendere vita grazie ad Amanda Plummer e Jeffrey Wright, ho amato immensamente Lynn Cohen, che anche se non dice una parola è il cuore di questo film con la sua dolcissima Megs, e sì, lo ammetto, mi sono innamorata un po' di Sam Claflin. Ora non riesco proprio a capire come mai all'inizio non mi piacesse. Ha incarnato perfettamente Finnick, la sua bellezza, la sua spavalderia, la sua sfrontatezza, ma anche la sua dolcezza e la sua lealtà. Insomma, ad uno così, cosa volete dirgli? Passiamo ora a parlare delle differenze con il libro. Come ho detto prima in realtà le differenze sono poche e nella maggior parte dei casi si tratta di elementi abbastanza insignificanti. Nel film ad esempio è assente il personaggio di Darius, l'ex capo dei Pacificatori del Distretto 12, portato a Capitol City come senza-voce come punizione per aver cercato di fermare la fustigazione di Gale, che tra parentesi, nel film avviene perchè lui cerca di ribellarsi alla violenza di alcuni pacificatori, mentre nel libro è la punzione per aver cacciato nel bosco. Avendo nel primo film eliminato il personaggio di Madge, Katniss non viene a sapere della rivoluzione in corso nell'ufficio di suo padre, bensì durante il viaggio in treno, da alcuni schermi nella cabina di controllo. Durante le sessioni di valutazione poi, se ricorderete, nel libro Katniss non sapeva cosa avesse fatto Peeta prima di lei, sapeva solo che li aveva fatti arrabbiare e quindi ha impiccato il manichino per fare qualcosa che li facesse arrabbiare ancora di più e proteggerlo, nel film invece vede il bellissimo e commovente dipinto di Peeta e sembra agire  più per rabbia. Sono stati eliminati alcuni elementi secondari, come per esempio il fatto che i vincitori dovessero sviluppare un talento, la pittura nel caso di Peeta, la moda, con l'aiuto di Cinna, in quello di Katniss, e non sono state inserite neanche le scene che vedono Katniss e Peeta analizzare i filmati di quelli che sarebbero stati i loro avversari e assistere alla vittoria di Haymitch di 25 anni prima. Ma tra le scene eliminate ci sono anche due elementi molto più rilevanti. Uno riguarda Plutarch, che nel libro mostrava casualmente a Katniss il suo orologio con la ghiandaia imitatrice nel tentativo di darle un indizio sulla struttura ad orologio dell'arena, ma anche di farle capire che era dalla sua parte. L'altro invece è l'incontro di Katniss con le due fuggitive del Distretto 8, che per prime le parlano del Distretto 13 e della loro speranza che là ci sia qualcuno pronto ad aiutarli. Queste due scene erano molto importanti, ma sono state eliminate probabilmente per aumentare la suspance. Il gesto di Plutarch avrebbe fatto venire al pubblico dei sospetti e la rivelazione sul Distretto 13 è stata molto più d'effetto alla fine del film. In linea di massima comunque la fedeltà di questo film al libro è davvero impressionante. Credo siano pochi i film al suo stesso livello in quanto a fedeltà e precisione. Mi è piaciuto davvero tanto, ma alcune scene mi hanno colpito in modo particolare. Innanzitutto la tappa del Tour della Vittoria al Distretto 11. Io adoro con tutto il cuore Rue, è il mio personaggio preferito del primo capitolo, e questa scena mi ha sinceramente spezzato il cuore. E' stata ricreata perfettamente l'atmosfera che mi ero sempre immaginata: la gente distrutta per il dolore che deve fingere di festeggiare due ragazzi che invece avrebbero potuto essere i loro figli, una Katniss sconvolta, devastata alla sola vista delle sorelline di Rue, così simili a lei, il suo discorso toccante, il rispetto della folla. Hanno creato una scena davvero bella e toccante. Mi sono piaciute molto anche le scene che vedono protagonisti gli abiti di Cinna: l'arrivo sui carri, con gli abiti che prendono fuoco, è stata realizzata in modo epico, solo a guardarla l'entusiasmo sale alle stelle, e la scena della trasformazione in Ghiandaia, con l'ormai celebre piroetta di Katniss che da vita al simbolo della rivolta, è stata incredibile. Un'altra cosa che ho adorato alla follia è stato il rapporto tra Finnick e Megs, che è stato reso benissimo, con tanta dolcezza, aumentando il mio amore tra questi due personaggi. Ma più di tutte forse ho adorato la scena in cui tutti i tributi si prendono per mano, in segno di protesta verso ciò che stavano per essere obbligati a fare. Un film insomma non solo fedele, ma assolutamente incredibile nelle musiche, nei costumi, nelle ambientazioni, nel cast. Un film da non perdere!        

Curiosità
- La ragazza di fuoco ha avuto il doppio del budget rispetto al primo film
- Per sostituire Gary Ross alla regia era stato preso in considerazione anche Alfonso Cuaròn, regista del terzo capitolo di Harry Potter
- Sam Claflin si è rotto un dito della mano durante le riprese tirando per sbaglio un pugno ad uno degli stuntman. Inutile dire chi si è fatto più male lol
- La maggior parte dei vestiti indossati da Elizabeth Banks sono stati creati da Sarah Burton per il marchio Alexander McQueen
- Le riprese sono state effettuate tra Atlanta (Georgia), Oahu (Hawaii) ed Oakland (New Jersey) e sono durate quattro mesi, da settembre a dicembre 2012
- Per il ruolo di Finnick Odair furono inizialmente selezionati, tra gli altri, Taylor Kitsch (Battleship, John Carter), Armie Hammer (Biancaneve, The Lone Ranger) e Garrett Hedlund (Troy, Eragorn).
- L'ultimo libro della serie, Il canto della rivoltà, sarà diviso in due film