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lunedì 22 aprile 2013

RECENSIONE | Il club dei ricordi perduti di Ann Hood

Il club dei ricordi perduti di Ann Hood
Tre60 | 352 pagine | 9,90 Euro

Mary ha perso sua figlia Stella, di appena 5 anni, a causa di una meningite fulminante che gliel’ha portata via senza che lei potesse fare niente. Rimasta sola le cose non sono più le stesse. La casa sembra vuota, tutto sembra vuoto e spento senza di lei. Mary lascia che la sua vita le scorra davanti, lasciandosi andare, senza curarsi più di nulla. Il suo lavoro non la appassiona più, il suo matrimonio è sull'orlo del fallimento. Ma poi un giorno decide di accettare il consiglio di sua madre e si presenta al Sit and Knit, un negozio di filati, la cui proprietaria insegna i primi rudimenti del lavoro a maglia. Mary non avrebbe mai immaginato quanto bene avrebbe fatto questo semplice lavoro alla sua anima e al suo cuore. Il Club della maglia del mercoledì diventa per lei un appuntamento fisso e lì fa la conoscenza con altre donne con cui si ritrova in completa sintonia. Ognuna di loro lavora a maglia per salvarsi la vita. Ognuna di loro ha alle spalle una storia straziante, che tocca nel profondo. 

Recensione

Sapevo fin dalla prima pagina che avrei pianto tantissimo leggendo questo libro e così è stato. Mi ha sorpreso ritrovarmi con gli occhi gonfi di lacrime? No. Ho sofferto? Tanto. Questa storia è stata decisamente una bella sorpresa. Dolorosa come un pugno allo stomaco, ma rassicurante come l'abbraccio di una madre. Un viaggio nell'elaborazione del lutto di un genitore, in cui incontriamo solidarietà, sorellanza, supporto, e che trasmette tanta positività e speranza. Ma datemi retta, preparate i fazzoletti. 

La protagonista è una donna che per elaborare l'improvvisa morte della figlia, una bimba di soli cinque anni, sceglie come terapia il lavoro pratico e inizia a frequentare un club della maglia, imparando a sferruzzare da zero. In questo modo le sue mani e la sua mente trovano qualcosa di costruttivo su cui concentrarsi, mentre lei cerca di rimettere in piedi la sua vita. Nonostante il suo impegno le cose faticano a raggiungere una parvenza di normalità. Una volta superato lo shock della perdita, la depressione si abbatte su di lei e questo non aiuta il suo matrimonio. Ma la sua salvezza sarà il gruppo con cui divide le sue serate di lavoro a maglia. Un gruppo di donne molto diverse tra loro, con storie molto diverse ma accomunate dal dolore e dalla voglia di ricominciare. Insieme affrontano ogni cosa: la morte, l’abbandono, la solitudine. Quando sono insieme e sferruzzano tutto il resto del mondo sparisce.