mercoledì 20 luglio 2016

Mare di Libri 2016: Intervista a Licia Troisi

Ciao a tutti! Oggi ho per voi qualcosa di molto speciale! Durante il festival letterario Mare di Libri, che si è tenuto un mesetto fa a Rimini, ho avuto la possibilità di incontrare una delle mie autrici preferite in assoluto: Licia Troisi. Per me è stata una grande emozione e un vero onore incontrarla finalmente. La seguo da quando ero una ragazzina e i suoi sono tra i libri che più mi hanno avvicinato alla lettura e al fantasy. Ho assistito al suo incontro, che è stato una sorta di lezione di astrofisica dedicata ai ragazzi, durante la quale abbiamo anche scoperto l'origine di molti nomi dei suoi personaggi, che vengono in gran parte dal cielo e non sono mai scelti a caso! E' stato molto interessante! Ma il bello per me è venuto dopo, perchè grazie all'aiuto di Anna dell'Ufficio Stampa dell'evento ho avuto la possibilità di intervistarla! Ho aspettato che finisse di autografare i libri di tutti i numerosissimi piccoli lettori presenti e poi ci siamo sedute a chiacchierare. E' stata davvero simpatica e disponibile e sono uscita da questo incontro veramente felice. E' stata una chiacchierata interessante e molto emozionante! Grazie Licia!! Ma basta divagare, vi lascio all'intervista! Fatemi sapere cosa ne pensate! *w*

Com'è nata la tua passione per la scrittura e cosa ti ha portato a scrivere il tuo primo vero romanzo?
E' una cosa che ho sempre avuto. Raccontare storie e farmele raccontare fanno parte del mio modo di essere. Mia mamma dice che l'ho praticamente sempre fatto, scrivere è una specie di prosecuzione del gioco per me. E' stata una cosa naturale. Scrivere un libro era una cosa che ho voluto fare per molto tempo. Non mi sentivo abbastanza sicura all'inizio, nessuna delle storie che mi venivano in mente mi faceva sedere alla scrivania per buttarla giù veramente. Invece la storia di Nihal, forse per il fatto che era ambientata in un mondo completamente inventato e in fondo nessuno poteva saperne più di me, mi ha reso più sicura e mi ha dato la forza di cominciare a scrivere. E' cominciata così.

Prima della pubblicazione con Mondadori ti è capitato di essere rifiutata da altri editori?
No. Sono stata fortunatissima! Io avevo mandato il libro a loro e ad una piccola casa editrice romana, che poi scoprii anche essere a pagamento. Loro non si sono mai palesati, si sono presi i soldi del concorso che avevano indetto e arrivederci. Invece la Mondadori dopo tre mesi mi telefonò dicendo che era interessata alla pubblicazione, quindi mi è andata bene subito. Erano tempi un po' diversi. Se penso a come è adesso l'editoria, secondo me un caso come il mio sarebbe molto più difficile perchè gli editori sono molto meno invogliati a rischiare. Almeno la Mondadori è così. Ma ho l'impressione che lo sia l'editoria in generale. 

In Italia viene pubblicato molto fantasy, ma la maggior parte sono opere di autori stranieri. Mi vengono in mente pochi italiani pubblicati con successo e quei pochi ormai sono in attività da molti anni, come te. Cosa pensi di tutti gli autori italiani emergenti che non riuscendo ad arrivare alle case editrici si autopubblicano?
Secondo me è un buon modo per farsi conoscere. Passi attraverso il confronto con il pubblico che è molto importante per questo lavoro. Però non lo vedo come un punto di arrivo. Secondo me la casa editrice fa un lavoro fondamentale. Una buona casa editrice ti fa crescere come autore, ti insegna tantissime cose, crede in te. E' un ruolo che non può essere eliminato. L'autopubblicazione la vedo pù come una tappa di un percorso per arrivare alla pubblicazione con una casa editrice. E' l'unico modo per poter realmente crescere come autore.
Nel processo creativo che porta alla nascita di un libro, dai primi appunti sparpagliati alla distribuzione, qual è il momento che preferisci e quello che odi di più? 
Quello che mi piace di meno è facile: l'editing. Odio correggere, nonostante sia una cosa assolutamente fondamentale, perchè ovviamente nessun libro alla prima stesura va bene. Mi pesa tanto, devo dire. Per fortuna c'è l'editor che mi aiuta perchè se mi dovessi correggere da sola sarei totalmente incapace. Mi manca lo sguardo oggettivo sul libro. Quello che mi piace di più.. la prima stesura! Scrivere facendomi trascinare solo dal flusso narrativo è una cosa che mi piace tantissimo. E' la parte migliore. 

Tu scrivi di ambientazioni reali, come in Pandora e La ragazza drago, e di mondi di fantasia totalmente inventati da te, come nelle trilogie del Mondo Emerso. Con quale ambientazione ti senti più a tuo agio?
Mi trovo a mio agio in entrambe, ma in modo diverso. Certo quando è ambientato nel mondo reale è un po' più faticoso perchè ho più limiti ovviamente, quindi cerco sempre di scegliere posti che conosco davvero. C'è questa complicazione in più, ma mi piacciono entrambe, in modo diverso. Con le ambientazioni come quelle di Pandora e La ragazza drago mi sento un po' più libera di scherzare, di avere un tono più leggero, invece non so perchè ma con i mondi inventati le cose mi vengono sempre abbastanza sofferte e cupe.

I tuoi libri sono destinati soprattutto ad un pubblico molto giovane, bambini e ragazzini. Ti capita mai di autocensurarti per questo e decidere di non utilizzare una certa frase, una parola troppo forte, una scena che potrebbe essere fraintesa?
Per un po' di tempo non ci ho messo le parolacce, ma questa cosa sta un po' cadendo, devo dire. Per il resto no. Tutte le cose che scrivo sono tutte le cose che sento. Ancora non è in versione definitiva, però nell'ultimo libro per esempio mi è capitato di scrivere di un parto. Poi magari nella versione finale non ci sarà, ma per ora sì. Non mi sono mai trattenuta. Secondo me così deve essere. Altrimenti il lettore percepisce che ti stai limitanto ed è irritante dal loro punto di vista. Io sento di scrivere per ragazzi perchè questa è la mia scrittura, non perchè mi forzo di scrivere per loro. E' il mio modo di raccontare storie.
A proposito del Mondo Emerso, si è sempre parlato di film, telefilm e progetti vari ma ad ora nessuno è andato in porto. Così ci ha pensato un gruppo di tuoi fan, che ha realizzato un vero e proprio film, anche se amatoriale. Tu sei stata sul set, hai seguito questo progetto molto attivamente. Ti è piaciuto il risultato finale? [Per chi non sapesse di cosa sto parlando, un gruppo di fan ha realizzato un film amatoriale di circa 45 minuti che racconta la trilogia di Le Cronache del Mondo Emerso ispirandosi alle illustrazioni di Paolo Barbieri. Hanno fatto tutto da soli, hanno costruito le armi, le scenografie, perfino il drago Oarf! Hanno fatto un lavoro impressionante, date un'occhiata al film!]
Tantissimo! L'ho rivisto recentemente e mi è piaciuto ancora di più! Secondo me è una cosa fatta benissimo, con tanta passione tanto talento. Hanno fatto delle cose straordinarie! Sono stati super bravi con i mezzi che avevano, anzi, hanno fatto molto più di quello che in teoria avrebbero potuto fare con i mezzi che avevano. Io non sarei mai stata in grado. Ora stanno facendo un altro film con una storia inventata da loro, sto seguendo anche quella. Davvero, è stata una cosa meravigliosa. La presentazione del film che abbiamo fatto a Lucca l'anno scorso è stata una cosa bellissima. Per me è stata la cosa più bella che mi è successa l'anno scorso. Li ho conosciuti quando si cominciava già a capire che sarebbe stata una cosa fatta davvero bene (certo li avrei sostenuti comunque, perchè è bella l'idea) ma quando mi hanno fatto vedere tutti i modellini, come si muovevano e i green screen che avevano usato sono rimasta a bocca aperta. Meraviglioso.
 
Nashira è finita, Pandora è in corso, ma so che a fine anno uscirà il primo libro di una nuova serie, La trilogia del dominio. Non si sa ancora molto di questo progetto, puoi svelare qualcosa?
La cosa più significativa che posso dire è che c'è una commistione di giallo/thriller. Ho fatto una cosa un po' particolare. Ci sarà una doppia trama thriller all'interno del fantasy, ma principalmente sarà un fantasy classico. Ci sono i draghi. Un sacco di draghi. Sono tornata alle origini. E' un po' una storia di padri e figle. La maternità è una cosa che ovviamente mi ha cambiata e la cosa sta iniziando a riflettersi nei miei libri. Già nel secondo di Pandora il tema della maternità era abbastanza forte. 

Ultima domanda. Da blogger ti chiedo, leggi mai le recensioni online?
Non sempre. Alcune sì e alcune no. Lo trovo frustrante perchè tantissime volte i pareri su internet vengono estremamente polarizzati, o forse sono io che sono sfigata e il mio occhio finisce sempre su quelle. Alla fine non riesci a capire realmente cosa la gente pensa perchè c'è quello che dice che è la monnezza più brutta che abbia letto in vita sua e quell'altro che invece dice che è il capolavoro assoluto. Fare la media è davvero difficile. Trovo più interessante il rapporto diretto con il lettore quando lo incontro alle presentazioni. Il fatto di vedere i lettori in faccia mi aiuta a capire cosa ne pensino. Quindi è un po' di tempo che ne leggo poche, devo dire. Ne ho lette alcune che mi sono state utili, che sono ben argomentate, sia nel bene che nel male, e quelle è un piacere leggerle, però le devi trovare. Per me può essere comodo andare su Anobii o Goodreads, lì ce l'hai tutte insieme concentrate, ma.. aiuto! Qualche volta mi capita che qualcuno fa la recensione e mi ci tagga dentro, allora in quel caso con molto piacere vado a dare un'occhiata. 

2 commenti:

  1. "Ognuno ha un peso da portare con sè...", canta Neffa, ma se decidi di tenere tutto dentro, prima o poi esplodi! Sarà che, essendo introversa, non mi riesce facile parlare di quello che provo con gli altri. E' per questo che ho deciso di scrivere!

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  2. Bella intervista!anche a me piace la letteratura fantasy e scoprire qualcosa di più di questa autrice mi ha interessato molto.

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