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venerdì 8 settembre 2017

Incontro con l'autore ~ Intervista ad Ester Trasforini

Ciao a tutti! Oggi vi propongo la mia intervista ad Ester Trasforini, autrice di "La principessa sbagliata", un libro davvero particolare che consiglio moltissimo! Questa intervista in realtà ha una storia un po' travagliata. Ho incontrato Ester la prima volta l'anno scorso al Rovigo Comics, dove ho assistito alla sua presentazione decidendo poi di comprare il libro. Dopo averlo letto e amato, le ho chiesto di incontrarci per un'intervista durante il Ferrara Comis. Purtroppo quella chiacchierata è andata persa grazie al mio meraviglioso cellulare (ancora rosico, in quel periodo ho perso due interviste per questo) ma abbiamo rimediato quest'estate, con una intervista bis che spero sia uscita un po' meglio della prima almeno lol Quel che è certo è che stavolta il cellulare non mi ha fregato, visto che ho comprato un piccolo registratore proprio per questo. 1 a 1, palla al centro. Stavolta ho vinto io! Prima di dare un'occhiata all'intervista vi invito a leggere la mia recensione di "La principessa sbagliata", consigliatissimo! Un fantasy che non solo è avventuroso e originale, ma anche molto divertente. Ed è pieno di fantastici riferimenti al mondo nerd, dalle saghe letterarie, ai film Disney, ai fumetti. Meriterebbe solo per questo, fidatevi. Buona lettura ;)


Iniziamo dal principio. Quando hai iniziato a scrivere? Come è nata la tua passione?
Scrivo da sempre, da quando ho imparato a scrivere. In prima elementare ho preso dei fogli bianchi, li ho attaccati insieme con lo scotch e ho scritto una storia sui gatti, rimasta incompiuta, come la maggior parte delle cose che scrivo. Una volta illustravo anche i miei libri, ma ad un certo punto ho deciso di concentrarmi più sulla scrittura. Non so se sia stato meglio così oppure no, ma per il momento non me ne pento.

Qual è stato il percorso che ti ha portato a questo libro e soprattutto alla sua pubblicazione? 
Ho iniziato ad affacciarmi al mondo editoriale con i concorsi letterari. Ho partecipato ad un concorso fantasy che si chiamava "Storie di confine" nel 2011, un progetto di beneficienza a favore di Medici Senza Frontiere, organizzato dalla rivista letteraria Terre di confine, dove sono arrivata terza con oltre novanta partecipanti! E' stata la prima volta in cui qualcuno mi ha fatto capire che forse avevo le capacità di piacere ai lettori. Oltretutto anche quello era un fantasy umoristico, quindi ho intuito che potevo seguire una certa strada, non solo il classico fantasy, ma qualcosa di più sperimentale. Poi da lì continuando a partecipare ai concorsi e andando alle fiere a conoscere gli editori, piano piano ho trovato il mio editore attuale tramite una selezione da cui è uscita la raccolta "Occhi di drago" (disponibile in digitale su tutti gli store online), otto racconti sui draghi, di cui uno mio. Dopo questa antologia l'editore è stato più propenso a leggere altro di mio. Ho scritto "La principessa sbagliata" pensando alla Gainsworth, però una volta finito mi sono tenuta aperta tutte le porte possibili. Avevo ricevuto una proposta anche da un altro editore, quindi alla fine ho dovuto scegliere. Anche se mi ritengo molto fortunata, in realtà credo di aver semplicemente mandato il mio libro agli editori giusti. Ovviamente non mando "La principessa sbagliata" a chi pubblica ricette di cucina. Ho scelto editori che conoscevo già come lettrice, di cui conoscevo bene la linea editoriale. L'ho mandato anche ad editori più grossi, ma non ho avuto risposta da nessuno. Sono soddisfatta comunque. Può darsi che il mio libro non sia piaciuto o che non sia neanche stato letto, ma quando vado nello scaffale fantasy di una libreria non vedo nessun italiano esordiente quindi forse il problema non sono io ed è un discorso un po' più complicato. Pubblicare con un piccolo editore ha vantaggi e svantaggi, ma cerco di guardare il lato positivo.

Hai mai pensato all'autopubblicazione per "La principessa sbagliata"?
No, fin dall'inizio avevo l'idea di provare a pubblicare con una casa editrice. Anche perchè non avendo mai pubblicato nulla, se non racconti in antologia, ero curiosa di provare l'esperienza tradizionale dell'editoria. Non sono contraria al self publishing, anzi è una cosa che potrei tenere in considerazione in futuro, dipende sempre dalle porte che mi si apriranno. Pubblicare con un editore è bello, gratificante. Ovviamente è importante anche il fattore economico. Il mio editore ha investito sulla copertina pagando l'illustratrice, sulla stampa delle copie pagando la tipografia, su stand alle fiere come il Salone del Libro. Sono tutte cose che da sola non avrei potuto fare a livello economico. Se dovessi decidere di autopubblicarmi dovrei tenere conto di tutte le spese e farmi due calcoli. Di vantaggioso ci sarebbero sicuramente i guadagni, che non vanno divisi con l'editore. Ma con il mio primo romanzo non mi interessava guadagnare, ma essere letta da persone che hanno deciso di investire sul mio libro. Chi lo compra ci crede e vuole davvero leggerlo, ma sono consapevole che non si diventa ricchi scrivendo fantasy in italia.

Parliamo un po' della bellissima copertina! Come è nata? Ci sono state varie proposte prima di quella definitiva? Racconami un po' del processo creativo dietro questa illustrazione.
Ho conosciuto Rita Micozzi, l'illustratrice della copertina, prima della Gainsworth. Mi piaceva come disegnava così le ho detto che le avrei fatto leggere il mio manoscritto in anteprima e che se poi fosse stata interessata a realizzare la copertina l'avrei proposta alla casa editrice. A lei è piaciuto molto, tanto che ha fatto anche degli sketch veloci di come immaginava i personaggi, ovviamente in maniera diversa da come sono diventati dopo. Ci siamo incontrate con la direttrice editoriale e Rita ha portato il suo portfolio per mostrare come disegnava, le abbiamo anche fatto vedere le idee che avevamo e la direttrice è stata molto contenta e le ha affidato la copertina. Siamo sempre rimaste in contatto tramite email, Rita ci mandava ogni volta le bozze di quello che stava facendo. Ovviamente avevamo tutte idee diverse, ma vedendo il risultato finale ci siamo trovate d'accordo. Io pensavo alla fedeltà al libro, volevo che l'illustrazione rispecchiasse i personaggi e il contenuto. La direttrice editoriale pensava più al lato commerciale, per esempio un drago in copertina vende, quindi doveva esserci. E Rita pensava ai colori, alle ombre, al lato estetico. Direi che ci possiamo ritenere soddisfatte tutte e tre e mi pare che anche i lettori l'abbiano apprezzata. Sono contenta che i personaggi e l'atmosfera rispecchino il contenuto del libro. Forse l'unica cosa è che svia un po' alcuni lettori perchè può sembrare un libro per bambini dato che non è un'illustrazione realistica, ma ispirata al mondo dei cartoni e dei fumetti, ma non è la maggioranza. Ho sempre pensato ad una copertina illustrata. Ho mandato il mio libro alla Gainsworth anche perchè sapevo che per i libri fantasy usano sempre delle illustrazioni. Una copertina fotografica sarebbe stata completamente sbagliata anche dal punto di vista commerciale. Non avrebbe mai potuto rappresentare un libro con così tanti riferimenti ed ispirazioni al mondo dell'animazione e dei manga. L'avrei capito per un libro fantasy per adulti come "Il trono di spade", ma per "La principessa sbagliata" proprio no.

Per creare i tuoi personaggi ti sei ispirata a qualcuno che conosci? Hai preso in prestito qualche aspetto da te stessa o dalle persone che ti circondano?
I due personaggi principali hanno entrambi delle caratteristiche di me, ma anche altre che non mi riguardano minimamente. Per esempio a Gemma non piace leggere, e questo ovviamente è molto lontano da me. Invece mi rispecchia molto nel suo lato infantile, quello che cerco un po' di nascondere perchè nella vita di tutti i giorni non posso fare sempre la stupida. É un lato di me che tiro fuori tramite la scrittura. Mentre la principessa sbagliata assomiglia molto alla me stessa sedicenne, ero un po' secchiona ai tempi e volevo che la gente sapesse che sapevo le cose, e allo stesso tempo si avvicina anche alla mia parte più saggia. Gemma e la principessa sono un po' le mie voci interiori, una più istintiva e l'altra più razionale. Ci tengo però a dire che nessun personaggio è una proiezione al 100% di qualcuno di reale o di me stessa, perchè credo che sia un errore che molti esordienti fanno e ho cercato di evitarlo. Volevo creare dei personaggi che potessero esistere in modo totalmente indipendente da me. Fiorenzo invece è un personaggio parodistico, che prende spunto da altri personaggi, ma anche per lui mi sono ispirata alla realtà. Da me ha preso la testardaggine. Rispetto ad altre cose che ho scritto o che ho in mente di scrivere, "La principessa sbagliata" è il libro in cui i personaggi sono più di finzione. In futuro conto di ispirarmi di più alla realtà.

A proposito di cose che stai scrivendo, quali sono i tuoi prossimi progetti? Stai ancora scrivendo di Gemma e dei suoi compagni?
Non mi voglio sbilanciare troppo o fare promesse, ma posso dire che ho tante idee, sia di storie con gli stessi personaggi, sia di storie nuove. Non so quale sarà il mio secondo romanzo, ma farò il possibile per far sì che prima o poi esca. Le idee non mi mancano e quasi tutte sono fantasy o comunque legate al genere fantastico. La maggior parte sono per libri per ragazzi, ma non nascondo che mi piacerebbe cimentarmi anche nel fantasy per adulti, come con il mio racconto di "Occhi di drago". Il mercato però mi scoraggia molto, perchè vedendo il pubblico delle fiere mi sembra che il fantasy in generale sia molto associato ai ragazzi ed è difficile farsi considerare dagli adulti, a meno che non si scriva qualcosa in stile Il trono di spade, con intrighi politici, storie crude, sangue. La magia non sembra avere lo stesso fascino. La cosa mi scoraggia, o forse semplicemente non sono pronta. Ma ci arriverò. C'è anche il discorso dell'ironia. Devo continuare a scrivere cose umoristiche o più serie? Non ho davvero una risposta, ho idee in entrambi in casi, ma le cose umoristiche mi vengono tendenzialmente più facili, più spontanee. É stranissimo in realtà, io dico sempre che uno dei motivi per cui ho iniziato a scrivere cose umoristiche è perchè dal vivo non so far ridere, spesso la gente fa fatica a capire quando sono seria e quando sto scherzando e la cosa mi causa anche qualche problema. Un giorno ho scoperto, grazie a internet, che anche solo scrivendo parodie stupide di manga la gente rideva e da lì ho capito che forse tramite la scrittura riuscivo ad esprimere quello che non riuscivo ad esprimere dal vivo. Dovevo solo trovare lo strumento giusto. Ma non è l'unica cosa che mi piace scrivere. Anche in "La principessa sbagliata" ci sono svolte drammatiche, senza fare spoiler. Mi piace bilanciare, giocare con varie tematiche, con vari tipi di scene. Non riuscirei a scrivere un romanzo solo d'azione o d'amore, così come non riuscirei a scriverne uno solo umoristico o solamente serio. Poi c'è sempre qualcosa che prevale.

Hai avuto modo di andare a diverse fiere, grandi e piccole, di parlare con il pubblico, qual è stata la tua esperienza?
Ho partecipato a diverse fiere, tutte nel nord italia per il momento, e la mia esperienza è stata mediamente molto positiva. Ho esordito a Torino l'anno scorso, abbiamo fatto un dibattito sul fantasy con altri cinque o sei autori della mia casa editrice, che quest'anno abbiamo replicato. Questi due incontri sono andati benissimo, tant'è che quest'anno avevamo anche la sala piena. Sono convinta che se ci fossero state dieci o venti sedie in più le avremmo riempite. Sono stati due eventi che mi hanno dato molte soddisfazioni, anche se non erano incentrati tanto su noi autori e su ciò che scriviamo quanto più sul genere. Poter dire la propria opinione sul genere che si legge e che si scrive e sentire che cosa il pubblico pensa, apre la mente a tutti. Ho fatto anche delle presentazioni di vario tipo. Quando il libro è uscito ne ho fatta una nella biblioteca di Comacchio, dove sono cresciuta. Ci saranno state sessanta persone ed è stata molto difficile. É andata bene e ne sono stata soddisfatta, ma non ero abituata a quel tipo di pubblico, non lettori di fantasy, ma curiosi che conoscono me o i miei genitori. Fare una presentazione ad una fiera di settore è una cosa, farla nella biblioteca del paese dove sei cresciuta è un'altra, quindi è stata anche quella un'esperienza particolare. Ho fatto anche delle presentazioni alle fiere, come al Rovigo Comics l'anno scorso. Devo dire che il mio libro forse cattura più l'attenzione alle fiere del fumetto, invece che alle fiere letterarie, forse per la copertina e il tipo di storia, ma la cosa non mi dispiace. É un modo per invitare a leggere chi di solito legge solo manga o fumetti.  

La principessa sbagliata di Ester Trasforini
Gainsworth Publishing (2016) | 253 pagine | 16,50 euro
Acquistabile in cartaceo e digitale sulle principali piattaforme online

Ci sono una torre, un drago e una principessa da salvare. Sembra l'inizio di una fiaba classica, ma quando la boscaiola Gemma, spinta dal desiderio di arricchirsi, decide di partire per liberare la figlia del re, tutto inizia a girare per il verso sbagliato. Armata di ascia e di una magia di dubbia utilità, Gemma giunge sulla montagna e mette in fuga il drago, ma finisce per ritrovarsi lei stessa fuggitiva in un'avventura dove niente è ciò che sembra, principessa compresa. Tra scontri, visioni, amore e uno zombi spaventapasseri, Gemma affronterà le sue paure e scoprirà che il lieto fine, forse, va cercato oltre gli abiti che si indossano.

Pagina Ester Trasforini | Sito Rita Micozzi | Sito Gainsworth Publishing 

giovedì 25 maggio 2017

Shadow Magic Week | Day #7 ~ Intervista a Joshua Khan

Ciao a tutti! L'ultima tappa del nostro viaggio nel mondo di Shadow Magic si è fatta un po' attendere, ho dovuto slittare di qualche giorno (magari si potesse fare anche con i giorni della settimana!) ma all'ultimo sono riuscita a trasformarla in qualcosa di davvero speciale. Credo che valga l'attesa! *rullo di tamburi* Sono felice di presentarvi la mia intervista al bravissimo creatore della serie, Joshua Khan, che si è prestato gentilmente alla mia follia da fangirl ;)


Benvenuto e grazie mille per la tua gentilezza! Pronto? Cominciamo! So che hai iniziato a scrivere in un modo insolito: grazie al gioco di ruolo Dungeon & Dragons. Hai ancora questo hobby? Come sei passato da questo ai libri?
Gioco ai giochi di ruolo da quando avevo 12 anni. Non ci ho messo molto ad iniziare a creare le mie avventure. Da quelle più semplici (trova il nascondiglio del goblin e affrontalo) fino a quelle davvero elaborate che costruivo nel corso di anni e anni. World building, ambientazioni d'atmosfera e personaggi interessanti sono tutti essenziali per creare un'avventura di role-playing. Passare ai libri è stato piuttosto facile. Anche se c'è molto più lavoro, visto che i lettori non possono contattare lo scrittore per avere chiarimenti come fanno i giocatori. Quindi la trama ha bisogno di essere più concisa.

Quando hai iniziato, è stato difficile trovare un editore? 
I tuoi libri sono mai stati rifiutati?
Non sapevo niente del mondo dell'editoria, quindi ho fatto un sacco di errori. Cose come mandare capitoli bizzarri agli agenti, piuttosto che seguire semplicemente le loro linee guida! Sono stato respinto 12 volte, ma una di quelle lettere di rifiuto mi ha dato alcuni consigli su come migliorare, quindi è stato incredibilmente d'aiuto. Così ho revisionato e revisionato per 4 anni, poi mi sono iscritto ad un concorso di scrittura (Undiscovered Voices organizzato da SCBWI-BI), e sono stato scelto tra i vincitori. E questo mi ha portato al mio primo contratto di pubblicazione, nel 2008.

Hai pubblicato altri libri con il tuo vero nome, Sarwat Chadda, ma questa volta hai scelto di usare uno pseudonimo. Qual è la ragione di questa scelta? Userai lo pseudonimo solo per questa serie o rimpiazzerà il tuo vero nome?
Ci sono state diverse ragioni. La prima è che avevo un contratto di pubblicazione come Sarwat per scrivere Spirit Animals per la Scholastic, che sarebbe uscito più o meno nello stesso periodo di Shadow Magic. Lo pseudonimo teneva le due serie separate, e lontane dai miei lavori precedenti. Quindi nel 2016 avevo due libri in uscita, uno come Josh e l'altro come Sarwat. Usciranno due libri anche nel 2018, quindi due diversi nomi aiutano. Un'altra ragione è che come Sarwat sto pianificando di scrivere qualcosa di molto diverso dal mio solito fantasy. E' ancora un po' un segreto al momento, ma spero di poterne parlare entro la fine dell'anno. Scrivere è un processo lento! Josh è impegnato a finire Shadow Magic #3 e alcune altre cose.

Shadow Magic è un'avventura dark, con zombie, fantasmi, un regno oscuro, una principessa gotica e un'ambientazione tetra. Hai preso ispirazione da qualche film, libro, telefilm per creare quest'atmosfera?
L'Hobbit è stata l'ispirazione più grande. Amo il libro e volevo scrivere qualcosa che desse al lettore la sensazione di entrare in un altro mondo, nel modo più coinvolgente possibile. Volevo che il mondo di Lily e Thorn desse l'impressione di essere davvero vissuto, pieno e completo, anche se tu stavi esplorandone solo una piccola parte, almeno all'inizio. Tolkien l'ha fatto brillantemente con brevi storie e riferimenti continui al suo mondo fuori della Contea e dalle avventure di Bilbo. Anche Harry Potter è stato un ispirazione, in particolare Hogwarts. La scuola stessa è un personaggio, quindi volevo che Castel Cupo avesse una sua presenza potente. Doveva essere unica e maestosa.

Avevi pianificato fin dall'inizio di scrivere una serie?
Scrivere è un affare caotico, soprattutto quando inizi una nuova serie. Ci ho messo due anni a creare e scrivere Shadow Magic, c'è stato un enorme lavoro di revisione durante la stesura. La prima bozza è finita nel cestino, e questo è successo dopo un anno di lavoro! Scarti centinaia di idee, i personaggi evolvono e si moltiplicano, l'ambientazione cambia da questo a quello, a qualcos'altro ancora. Quindi quando scrivi il primo libro, c'è un sacco di roba che lasci indietro. Così, quando abbiamo lanciato Shadow Magic, sapevamo che c'erano un'altra storia sullo sfondo, pronta a partire, ma non ancora iniziata. Quando Disney mi ha chiesto idee per il secondo libro, io gliele ho date. Questo ha portato all'instante ad un contratto per il secondo libro, il che è stato magnifico. Shadow Magic era in libreria da otto mesi quando Disney ha chiesto un terzo libro. Ci speravo, e avevo già pianificato qualcosa, ma non avevo scritto nulla. Ormai conosco bene i personaggi, e sapevo che avremmo usato il terzo libro per esplorare il Sultanato del Fuoco e le Shardlands, quindi tutto è andato al suo posto rapidamente. Ora sto pensando al quarto libro, ma questo, come tutto, dipende da quanto bene andranno i primi due. Dipende da persone come te, Vanessa! Ogni libro potrebbe essere letto come un autoconclusivo, anche se leggerli in ordine ti da un quadro completo. Il mondo di Shadow Magic è enorme, pieno di stanze per un sacco di storie, questo è il mio approccio. 

Ho amato il world building della serie. L'ambientazione è sempre una delle mie cose preferite nelle avventure fantasy, con paesaggi incredibili, mappe, regni, leggende. Come nasce un nuovo mondo? Hai studiato tutti i dettagli prima di iniziare? O l'hai costruito con la storia?
Grazie, è stato un lavoro difficile ma incredibilmente divertente! La prima cosa da fare è il tema. Molti fantasy hanno la magia, ma quali sono le regole della magia? Sapevo che i maghi sarebbero stati il cuore della storia, quindi avevo bisogno di crearli meticolosamente  e fare in modo che ognuno di loro spiccasse tra gli altri. Dunque il vecchio accostamento della magia agli elementi. Terra, vento, fuoco, acqua, poi luce e oscurità. É tutto partito da lì. Amo le storie inquietanti così ho capito che avrei incentrato la mia sul regno delle tenebre. Non l'ho costruito per intero, ma a pezzi. Vedrai che il secondo libro è ambientato nella Geenna settentrionale. Siamo nello stesso paese del primo libro, ma esploriamo un nuovo territorio. Se i personaggi non ne hanno bisogno, non ne parlano. Mi permette di sorprendere il lettore. Hai qualche accenno delle altre terre, ma è tutto qui. Mi dà libertà di costruire quando mi vengono nuove (e migliori) idee, piuttosto che intrappolarmi perchè ho spiegato troppo, troppo presto. 

Lily è un personaggio davvero forte. É così giovane ma ha già dovuto affrontare così tanto dolore. Ha due lati: la principessa oscura, che è pronta a sacrificare se stessa e la sua felicità per il regno, che deve essere seria e responsabile, e la ragazzina, la ribelle che sogna di essere libera e fare qualsiasi cosa voglia, incluso usare la magia. Non è il genere di principessa che aspetta che il principe venga a salvarla. Può controllare gli zombie e combattere con i suoi poteri. É un'eroina! Abbiamo bisogno di ragazze come lei! É ispirata a qualcuno di reale? 
Oh, adoro Lily! E' basata su due personaggi reali. Malala Yousefzai, la giovane ragazza pakistana a cui i talebani hanno sparato. Ha combattuto per il diritto all'educazione delle ragazze e questo, tristemente, è una cosa pericolosa in molte parti del mondo. Lily affronta le stesse difficoltà. Perchè le ragazze non possono avere la stessa educazione dei ragazzi? La seconda è la regina Elisabetta I. Era una regina potente e influente, che ha governato l'Inghilterra per oltre 40 anni. Ma non ha mai preso in mano una spada o un'armatura. Era fantastica, senza essere una guerriera. C'è pieno di donne guerriere nei libri di questi tempi. Ma questo ti rende in automatico una persona forte? Volevo mostrare un diverso tipo di forza. L'ultima ispirazione per Lily sono state mia moglie e le mie figlie. Per così tante ragioni che non posso nemmeno iniziare a spiegare! 

Come sono nate le bellissime illustrazioni del libro? L'illustratore, Ben Hibon, ha avuto carta bianca con la sua arte? O gli hai dato delle idee da cui partire? 
Ben è un genio. L'ho incontrato una volta, prima che si trasferisse in america, e quella che doveva essere una chiacchierata di mezz'ora è diventata una discussione di due ore su praticamente qualsiasi cosa. Non aveva bisogno di una guida, ha solo letto il libro e l'ha amato. Sono molto fortunato che lavori alla mia serie.
Quanto sei coinvolto quando uno dei tuoi libri arriva in un paese straniero? 
Ti sei trovato bene con DeAgostini?
DeAgostini SPACCA! É assurdo, ma è fantastico avere dei lettori in Italia. Sono stato molto fortunato che mi abbiano voluto al Lucca Comics lo scorso novembre. Mi ha sorpreso. Riccardo, l'addetto stampa, è straordinario. Lui e il resto della squadra supportano completamente la serie e questo è piuttosto raro. Pensa a tutti i libri che pubblicano ogni anno! Il successo di Shadow Magic in Italia dipende tutto dall'amore della DeAgostini. 

So che sei stato in Italia varie volte! Hai qualche ricordo da condividere?
Sono stato in Italia sette volte mi pare. La amo. Ok, ho fatto latino a scuola e i libri erano tutti ambientati a Pompei, e parlavano della nota eruzione del AD79. Quando ho avuto il mio primo contratto mi sono premiato con un viaggio lì, nel 2008. Amo la Sicilia. Il panorama è da togliere il fiato, non avevo mai visto dei colori simili, e la storia è affascinante, con il suo antico passato, i Mori, i Normanni e così via. E come puoi paragonare qualsiasi luogo a Roma? Sono un grande fan della storia, quindi è stato meraviglioso camminare  e visitare il Colosseo, passeggiare per il Palatino e fare un giro al Circo Massimo. Mi sono fatto dei grandi amici attraverso la DeAgostini, quindi spero di tornare presto. 

Il seguito di Shadow Magic, Dream Magic, è appena uscito in Italia. Cosa ci possiamo aspettare questo libro? Puoi rivelarmi qualche dettaglio? 
NO! Leggilo e lo scoprirai! Ok, un piccolo indizio. É ambientato tre mesi dopo il primo libro, quindi Lily è più coinvolta dal suo ruolo di sovrana, e in tutti i problemi che derivano dal cercare di governare un paese che improvvisamente inondato da non morti. Thorn invece sta ancora cercando di acclimatarsi. Si sente ancora un forestiero e ci sono grandi domande su cosa Tyburn (il boia) voglia davvero da lui. E poi c'è Ade. Più vecchio, più grosso e più irascibile che mai! Ho ampliato la magia, un pochino, quindi scoprirai qualcosa della magia degli altri regni. Non posso dire di più, o rovino la trama!

Nel frattempo, stai lavorando al terzo libro della serie, Burning Magic. Sarà l'ultimo? Sei completamente concentrato su questa serie o stai già pensando a cosa scriverai dopo? Hai qualche progetto in mente?
Spero di scrivere ancora, ma questa dipende tutto dai lettori. So la trama (più o meno) e anche il titolo (no, non te lo dico). Ciò nonostante, ho un nuovo progetto a cui sto lavorando. É stato rinfrescante lavorare a qualcosa diverso da Shadow Magic. Ho quasi finito, quindi spero di annunciarlo verso la fine dell'anno. 

Ultima domanda. Ma non meno importante. Sei un tipo da cani, da gatti, o da pipistrello gigante? :P 
Tu cosa dici?

Vi invito a seguire l'autore su Facebook e Twitter! É uno dei più carini e gentili con cui ho avuto a che fare! Un motivo in più per leggere Shadow Magic! Vi lascio anche la mia recensione
E ora non mi resta che augurarvi buona lettura ;)

mercoledì 20 luglio 2016

Mare di Libri 2016: Intervista a Licia Troisi

Ciao a tutti! Oggi ho per voi qualcosa di molto speciale! Durante il festival letterario Mare di Libri, che si è tenuto un mesetto fa a Rimini, ho avuto la possibilità di incontrare una delle mie autrici preferite in assoluto: Licia Troisi. Per me è stata una grande emozione e un vero onore incontrarla finalmente. La seguo da quando ero una ragazzina e i suoi sono tra i libri che più mi hanno avvicinato alla lettura e al fantasy. Ho assistito al suo incontro, che è stato una sorta di lezione di astrofisica dedicata ai ragazzi, durante la quale abbiamo anche scoperto l'origine di molti nomi dei suoi personaggi, che vengono in gran parte dal cielo e non sono mai scelti a caso! E' stato molto interessante! Ma il bello per me è venuto dopo, perchè grazie all'aiuto di Anna dell'Ufficio Stampa dell'evento ho avuto la possibilità di intervistarla! Ho aspettato che finisse di autografare i libri di tutti i numerosissimi piccoli lettori presenti e poi ci siamo sedute a chiacchierare. E' stata davvero simpatica e disponibile e sono uscita da questo incontro veramente felice. E' stata una chiacchierata interessante e molto emozionante! Grazie Licia!! Ma basta divagare, vi lascio all'intervista! Fatemi sapere cosa ne pensate! *w*

Com'è nata la tua passione per la scrittura e cosa ti ha portato a scrivere il tuo primo vero romanzo?
E' una cosa che ho sempre avuto. Raccontare storie e farmele raccontare fanno parte del mio modo di essere. Mia mamma dice che l'ho praticamente sempre fatto, scrivere è una specie di prosecuzione del gioco per me. E' stata una cosa naturale. Scrivere un libro era una cosa che ho voluto fare per molto tempo. Non mi sentivo abbastanza sicura all'inizio, nessuna delle storie che mi venivano in mente mi faceva sedere alla scrivania per buttarla giù veramente. Invece la storia di Nihal, forse per il fatto che era ambientata in un mondo completamente inventato e in fondo nessuno poteva saperne più di me, mi ha reso più sicura e mi ha dato la forza di cominciare a scrivere. E' cominciata così.

Prima della pubblicazione con Mondadori ti è capitato di essere rifiutata da altri editori?
No. Sono stata fortunatissima! Io avevo mandato il libro a loro e ad una piccola casa editrice romana, che poi scoprii anche essere a pagamento. Loro non si sono mai palesati, si sono presi i soldi del concorso che avevano indetto e arrivederci. Invece la Mondadori dopo tre mesi mi telefonò dicendo che era interessata alla pubblicazione, quindi mi è andata bene subito. Erano tempi un po' diversi. Se penso a come è adesso l'editoria, secondo me un caso come il mio sarebbe molto più difficile perchè gli editori sono molto meno invogliati a rischiare. Almeno la Mondadori è così. Ma ho l'impressione che lo sia l'editoria in generale. 

In Italia viene pubblicato molto fantasy, ma la maggior parte sono opere di autori stranieri. Mi vengono in mente pochi italiani pubblicati con successo e quei pochi ormai sono in attività da molti anni, come te. Cosa pensi di tutti gli autori italiani emergenti che non riuscendo ad arrivare alle case editrici si autopubblicano?
Secondo me è un buon modo per farsi conoscere. Passi attraverso il confronto con il pubblico che è molto importante per questo lavoro. Però non lo vedo come un punto di arrivo. Secondo me la casa editrice fa un lavoro fondamentale. Una buona casa editrice ti fa crescere come autore, ti insegna tantissime cose, crede in te. E' un ruolo che non può essere eliminato. L'autopubblicazione la vedo pù come una tappa di un percorso per arrivare alla pubblicazione con una casa editrice. E' l'unico modo per poter realmente crescere come autore.
Nel processo creativo che porta alla nascita di un libro, dai primi appunti sparpagliati alla distribuzione, qual è il momento che preferisci e quello che odi di più? 
Quello che mi piace di meno è facile: l'editing. Odio correggere, nonostante sia una cosa assolutamente fondamentale, perchè ovviamente nessun libro alla prima stesura va bene. Mi pesa tanto, devo dire. Per fortuna c'è l'editor che mi aiuta perchè se mi dovessi correggere da sola sarei totalmente incapace. Mi manca lo sguardo oggettivo sul libro. Quello che mi piace di più.. la prima stesura! Scrivere facendomi trascinare solo dal flusso narrativo è una cosa che mi piace tantissimo. E' la parte migliore. 

Tu scrivi di ambientazioni reali, come in Pandora e La ragazza drago, e di mondi di fantasia totalmente inventati da te, come nelle trilogie del Mondo Emerso. Con quale ambientazione ti senti più a tuo agio?
Mi trovo a mio agio in entrambe, ma in modo diverso. Certo quando è ambientato nel mondo reale è un po' più faticoso perchè ho più limiti ovviamente, quindi cerco sempre di scegliere posti che conosco davvero. C'è questa complicazione in più, ma mi piacciono entrambe, in modo diverso. Con le ambientazioni come quelle di Pandora e La ragazza drago mi sento un po' più libera di scherzare, di avere un tono più leggero, invece non so perchè ma con i mondi inventati le cose mi vengono sempre abbastanza sofferte e cupe.

I tuoi libri sono destinati soprattutto ad un pubblico molto giovane, bambini e ragazzini. Ti capita mai di autocensurarti per questo e decidere di non utilizzare una certa frase, una parola troppo forte, una scena che potrebbe essere fraintesa?
Per un po' di tempo non ci ho messo le parolacce, ma questa cosa sta un po' cadendo, devo dire. Per il resto no. Tutte le cose che scrivo sono tutte le cose che sento. Ancora non è in versione definitiva, però nell'ultimo libro per esempio mi è capitato di scrivere di un parto. Poi magari nella versione finale non ci sarà, ma per ora sì. Non mi sono mai trattenuta. Secondo me così deve essere. Altrimenti il lettore percepisce che ti stai limitanto ed è irritante dal loro punto di vista. Io sento di scrivere per ragazzi perchè questa è la mia scrittura, non perchè mi forzo di scrivere per loro. E' il mio modo di raccontare storie.
A proposito del Mondo Emerso, si è sempre parlato di film, telefilm e progetti vari ma ad ora nessuno è andato in porto. Così ci ha pensato un gruppo di tuoi fan, che ha realizzato un vero e proprio film, anche se amatoriale. Tu sei stata sul set, hai seguito questo progetto molto attivamente. Ti è piaciuto il risultato finale? [Per chi non sapesse di cosa sto parlando, un gruppo di fan ha realizzato un film amatoriale di circa 45 minuti che racconta la trilogia di Le Cronache del Mondo Emerso ispirandosi alle illustrazioni di Paolo Barbieri. Hanno fatto tutto da soli, hanno costruito le armi, le scenografie, perfino il drago Oarf! Hanno fatto un lavoro impressionante, date un'occhiata al film!]
Tantissimo! L'ho rivisto recentemente e mi è piaciuto ancora di più! Secondo me è una cosa fatta benissimo, con tanta passione tanto talento. Hanno fatto delle cose straordinarie! Sono stati super bravi con i mezzi che avevano, anzi, hanno fatto molto più di quello che in teoria avrebbero potuto fare con i mezzi che avevano. Io non sarei mai stata in grado. Ora stanno facendo un altro film con una storia inventata da loro, sto seguendo anche quella. Davvero, è stata una cosa meravigliosa. La presentazione del film che abbiamo fatto a Lucca l'anno scorso è stata una cosa bellissima. Per me è stata la cosa più bella che mi è successa l'anno scorso. Li ho conosciuti quando si cominciava già a capire che sarebbe stata una cosa fatta davvero bene (certo li avrei sostenuti comunque, perchè è bella l'idea) ma quando mi hanno fatto vedere tutti i modellini, come si muovevano e i green screen che avevano usato sono rimasta a bocca aperta. Meraviglioso.
 
Nashira è finita, Pandora è in corso, ma so che a fine anno uscirà il primo libro di una nuova serie, La trilogia del dominio. Non si sa ancora molto di questo progetto, puoi svelare qualcosa?
La cosa più significativa che posso dire è che c'è una commistione di giallo/thriller. Ho fatto una cosa un po' particolare. Ci sarà una doppia trama thriller all'interno del fantasy, ma principalmente sarà un fantasy classico. Ci sono i draghi. Un sacco di draghi. Sono tornata alle origini. E' un po' una storia di padri e figle. La maternità è una cosa che ovviamente mi ha cambiata e la cosa sta iniziando a riflettersi nei miei libri. Già nel secondo di Pandora il tema della maternità era abbastanza forte. 

Ultima domanda. Da blogger ti chiedo, leggi mai le recensioni online?
Non sempre. Alcune sì e alcune no. Lo trovo frustrante perchè tantissime volte i pareri su internet vengono estremamente polarizzati, o forse sono io che sono sfigata e il mio occhio finisce sempre su quelle. Alla fine non riesci a capire realmente cosa la gente pensa perchè c'è quello che dice che è la monnezza più brutta che abbia letto in vita sua e quell'altro che invece dice che è il capolavoro assoluto. Fare la media è davvero difficile. Trovo più interessante il rapporto diretto con il lettore quando lo incontro alle presentazioni. Il fatto di vedere i lettori in faccia mi aiuta a capire cosa ne pensino. Quindi è un po' di tempo che ne leggo poche, devo dire. Ne ho lette alcune che mi sono state utili, che sono ben argomentate, sia nel bene che nel male, e quelle è un piacere leggerle, però le devi trovare. Per me può essere comodo andare su Anobii o Goodreads, lì ce l'hai tutte insieme concentrate, ma.. aiuto! Qualche volta mi capita che qualcuno fa la recensione e mi ci tagga dentro, allora in quel caso con molto piacere vado a dare un'occhiata.