sabato 27 aprile 2013

RECENSIONE: Il canto di Penelope - Margaret Atwood

Titolo: Il canto di Penelope
Titolo originale: The Penelopiad
Autore:  Margaret Atwood
Editore: Rizzoli
Pagine: 160
Prezzo: 13 Euro
Anno: 2005


Trama: Dall'Ade, dove può finalmente dire la verità senza temere la vendetta degli dèi, Penelope, moglie di Ulisse, racconta la sua storia. Figlia di una ninfa e del re di Sparta, da bambina rischia di essere affogata dal padre, turbato da una profezia. Sposa di Ulisse, subisce le angherie dei suoceri, vede scoppiare la guerra di Troia a causa della sciocca cugina Elena, e dopo anni di solitudine deve respingere l'assalto dei Proci. Al ritorno di Ulisse assiste angosciata alla vendetta che colpisce le ancelle infedeli e perciò impiccate; e la morte di quelle fanciulle che le erano amiche la perseguita anche nell'Ade. Il romanzo riscrive il mito greco attingendo a versioni diverse da quelle confluite nell'Odissea, secondo un punto di vista femminile.   

Recensione 
Fin da piccola ho un grande amore per i miti greci,per la guerra di Troia, l'Iliade, l'Odissea, gli Dei e personaggi come Achille e Ulisse. Sono storie che affascinano e in giro ci sono molti bellissimi libri che rivisitano questi classici da punti di vista nuovi o con un linguaggio più moderno. Questo è uno di quelli. Tutti conosciamo la storia di Penelope,che mentre il marito Ulisse era in guerra a Troia e successivamente in viaggio per tornare a Itaca,lo ha aspettato fedelmente per ben 20 anni,e che per guadagnare tempo con i famosi Proci,i pretendenti che volevano prenderla in sposa,ha tessuto una tela,che ogni notte disfaceva,per poi ricominciare. Ma questa volta è proprio lei che ci racconta la sua storia. Un punto di vista davvero nuovo e interessante grazie al quale scopriamo risvolti della storia finora mai raccontati. La narrazione si svolge su due tempi: il presente, in cui Penelope è morta e si ritrova nell'oltretomba, e il passato, con il racconto della sua vita. La narrazione è intercalata dal Coro delle dodici fidate ancelle di Penelope,morte impiccate per mano di Ulisse. La donna, finalmente libera di parlare sinceramente senza preoccuparsi di ripercussioni da parte degli Dei o degli uomini, ripercorre la sua storia fin dalla nascita. Parla del tentativo di suo padre di affogarla, un ricordo che le fa vivere l'infanzia con il terrore che capiti ancora, parla della freddezza di sua madre, della sua delusione nel constatare che i ragazzi erano attirati più dalla bellezza della cugina Elena che dal suo cervello, fino al matrimonio con Ulisse. Con lo scoppio della guerra di Troia arriva la parte più triste della sua storia: la solitudine e la lunga attesa del ritorno del marito. Penelope si rivela una donna molto intelligente e si occupa molto saggiamente delle proprietà della famiglia dimostrarando le sue capacità a chi fino ad allora ne aveva dubitato. Questo lato della sua personalità è stato raramente messo in luce, spesso Penelope viene descritta solo come una moglie affranta che attende giorno e notte l'amato marito, e vederla sotto questo punto di vista mi ha ricordato molto Clitennestra , la sorella di Elena, un'altra donna con più cervello che bellezza che si è impegnata molto per dimostrarsi capace ed intelligente anche in campi tipicamente maschili, come la politica e l'amministrazione dei beni e dei terreni. A quel tempo insomma le cose non erano poi tanto diverse da ora: un bel visetto ti apre molte porte, forse perfino troppe, è il caso di Elena, che con la sua bellezza ha scatenato perfino una guerra, ma se non sei stato benedetto con questa fortuna devi rimboccarti le maniche per far vedere quanto vali, come Penelope e Clitennestra, due donne con forte personalità che hanno dimostrato di non essere solo mogli e madri. Sia Penelope che Clitennestra sono un po' il prototipo di donna in carriera di oggi e hanno dimostrato che anche una donna può occuparsi di questioni importanti con saggezza. Tornando a Penelope, passati i primi dieci anni a Troia, Ulisse ne impiega altri dieci per tornare a casa e la poveretta deve destreggiarsi per tenere a bada i giovani pretendenti, interessati a sposarla solo per le sue ricchezze. Le sue uniche alleate che ha sono le sue dodici ancelle che si occupano da un lato di intrattenere i pretendenti e di spiarli e dall'altro di aiutarla con l'inganno della tela. Si da molto spazio alla storia delle ancelle a alla loro tragica fine. Di loro solitamente non si parla mai perchè hanno fatto una brutta ed ingiusta fine proprio per colpa di Ulisse e Penelope ne è rimasta distrutta. La narrazione è scorrevole e intrigante, alcuni punti sono un po' lenti, ma nonostante questo incuriosisce e non annoia mai perchè ci da un inedito punto di vista femminile su tutta la storia. Penelope finalmente ci rivela la sua verità, ribellandosi alla classica versione che la vuole perfetta come figlia, madre e moglieValutazione: Non male

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