martedì 12 giugno 2018

RECENSIONE | Koridwen di Yves Grevet

Koridwen di Yves Grevet
U4 #1
Garzanti (2018) | 400 pagine | 16,90

Dopo che la Terra è stata colpita dal terribile virus U4 gli unici ad essere sopravvissuti sono gli adolescenti tra i 15 e i 18 anni. Tra loro c'è Koridwen, che vive in un'isolata fattoria della Bretagna. Anche se cerca di tenersi impegnata, è consapevole di non poter andare avanti così per sempre. Qualcuno deve fare qualcosa. E forse quel qualcuno è lei. Forse sarà lei a salvare il mondo. Con questa convinzione, una misteriosa lettera della nonna e il fidato cugino Max, l'unico affetto che le è rimasto, Koridwen parte per Parigi, dove secondo il criptico ultimo messaggio del game master di Warriors of Time, un videogioco online di cui era appassionata prima dell'epidemia, si terrà un importante incontro il 24 dicembre. La vita in città è molto più complicata che in campagna. Le risorse sono poche, e i superstiti si sono organizzati in gruppi spesso in battaglia tra loro. Ma almeno non è più sola. Durante la sua avventura incontra altri tre ragazzi che come lei stanno cercando di cambiare le cose. Il futuro è nelle loro mani. 


Recensione
Oggi vi parlo di un libro che ha avuto un grande successo in Francia e che è stato accolto bene anche in Italia. Si tratta di Koridwen, primo capitolo della serie distopica francese U4, che prende nome dal terribile virus che ha spazzato via l'umanità lasciando i soli adolescenti tra i superstiti. Onestamente, non mi aveva colpito a prima vista, dato che la trama è un classico per il genere distopico. Quante volte abbiamo sentito parlare di epidemie mortali e di adolescenti ormai? A farmi cambiare idea è stata l'ambientazione parigina unita all'elemento gaming, ma soprattutto è stata la particolare struttura di questa serie, decisamente originale, che mi ha incuriosito spingendomi a leggere qualche recensione e articolo in merito, scoprendo che se ne parlava piuttosto bene. La serie è composta da quattro libri, ognuno con un protagonista diverso, e ognuno scritto da uno scrittore diverso. Sono autoconclusivi se presi da soli, ma letti insieme danno una visione più ampia delle vicende narrate, approfondendo ogni personaggio protagonista e la sua storia. In Francia sono usciti tutti contemporaneamente. In più c'è un quinto volume, uscito più tardi, che funge da epilogo della serie e coinvolge tutti i personaggi, scritto dai quattro autori insieme. Adoro questo genere di esperimenti narrativi, quindi dovevo assolutamente dargli una possibilità. Per chi attende i seguiti, Garzanti ha già annunciato che pubblicherà gli altri tre volumi entro l'anno. Le uscite erano segnalate per maggio, settembre e novembre, e probabilmente ci sono dei ritardi visto che il secondo  al momento ancora non si è visto. Per quanto riguarda l'epilogo invece sembra che siano poco propensi a pubblicarlo, perchè sulla quarta di copertina la definiscono una serie di quattro romanzi. Ma staremo a vedere.

Nonostante le interessanti premesse, devo dire che questo libro non è riuscito a conquistarmi e mi dispiace molto vista la sfilza di recensioni a cinque stelle che ho visto in giro. Principalmente ho notato tre problemi principali. Uno è la narrazione, la voce della nostra protagonista Koridwen. Una narrazione molto veloce, fredda, quasi asettica, priva di emozioni, che mi ha impedito di affezionarmi a lei o a qualsiasi personaggio e non mi ha fatto sentire per niente coinvolta. Per tutto il tempo Kori mi è sembrata un automa. Il suo personaggio è delineato in modo molto confusionario. Viene presentata come una ragazza tutta d'un pezzo che non si fida di nessuno e spara addosso a chiunque le si avvicini, il tipo di ragazza che non ha bisogno di aiuto e che pensa per sè, e poi finisce per dormire abbracciata alla prima sconosciuta, di cui si fida a tal punto da lasciarle accesso alle sue scorte e a tutto ciò che possiede. A tal proposito, i rapporti tra i personaggi sono un altro punto dolente. Spesso ci lamentiamo degli instalove, ma le instafriendship? Qui bastano poche parole a creare saldi rapporti di amicizia, di quelli per cui metteresti a rischio la tua stessa vita. Anche con uno stato di emergenza in corso, mi sono sembrati poco credibili. Anzi proprio per via della situazione in cui si ritrovano, essere sempre guardingo può salvarti la pelle. Cosa mi dice che appena abbasso la guardia non mi dai una botta in testa rubandomi tutto? Kori poi si comporta in modo contraddittorio. Perchè ad alcuni spara come un vecchio contadino e ad altri li accoglie a braccia aperte condividendo scorte e armi? Per via di questi rapporti poco strutturati e mal costruiti, finiamo per approfondire poco i personaggi secondari, che ai miei occhi si alternano quasi interscambiabili. 

Ma a farmi storcere il naso più di tutto è stata sicuramente la trama, molto debole. Già l'idea di base è trita e ritrita, ma potevo passarci sopra. Molte idee partono da un clichè comune per poi prendere nuove direzioni. Ma le situazioni che mi hanno fatto alzare gli occhi al cielo sono decisamente troppo numerose. La protagonista agisce spinta da motivazioni un po' assurde, come una vecchia canzoncina, qualche leggenda, una lettera della nonna defunta convinta che lei salverà il mondo e il misterioso messaggio del game master di un gioco online di cui era appassionata. Decisamente molto traballante. Che poi l'elemento gaming, che dalla trama sembrava centrale, a me è sembrato piuttosto marginale. Ci sono troppe cose mescolate insieme. Videogiochi, leggente celtiche, apocalisse. Il risultato è un'accozzaglia di idee. Anche il finale mi ha lasciato insoddisfatta, mi è sembrato troppo semplice, troppo veloce. Mi aspettavo qualcosa di più epico, soprattutto delle spiegazioni! Ho avuto la sensazione che l'autore non sapesse bene come concludere la cosa.

Parlando degli aspetti positivi, il libro si legge velocemente ed è ben scritto, anche se manca di personalità. Ho adorato Max, il cugino di Kori, che lei decide di portare con sè nonostante lui abbia dei problemi mentali. É un ragazzo così dolce, ma non è sempre facile trattare con lui e tenerlo al sicuro. Ho apprezzato che sia stato inserito un personaggio come lui in un contesto simile. Mi è piaciuta anche la nonna "strega", che conosciamo solo attraverso i ricordi, che è stata tanto previdente da lasciare alla nipote un bauletto pieno di ingredienti naturali con tanto di istruzioni su come realizzare le più svariate "pozioni". Una signora sicuramente bizzarra, che conosceva un sacco di cose interessanti. Avrei voluto sapere di più di lei. Tirando le somme, si tratta di un libro piacevole, ma con tanti difetti. Un esordio un po' traballante. Onestamente, non so se andrò avanti. La mia unica curiosità sarebbe di vedere più approfondito il finale.



 ♥½ Così così

"Tenete viva la speranza. Siamo pur sempre i Guerrieri del tempo. E io conosco il modo per tornare indietro. Lo conosco da sempre. Ma non posso farlo da solo. Ho bisogno di voi. Insieme potremo riscrivere il passato ed evitare così la catastrofe. Credete in me, credete in voi e sconfiggeremo il più potente dei nemici: il virus." Khronos

1 commento:

  1. Ciao :) questo libro a pelle mi ispira molto, ma la tua recensione non è la prima che leggo essere non soddisfatta al cento per cento, infatti sto avendo qualche ripensamento :/

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