giovedì 22 dicembre 2016

RECENSIONE: Il gioco dell'angelo - Carlos Ruiz Zafón

Il gioco dell'angelo di Carlos Ruiz Zafón
Il Cimitero dei Libri Dimenticati #2 
Mondadori (2016) | 476 pagine | 12,50 Euro


David Martín era solo un bambino quando è caduto vittima dell'incantesimo che l'ha catturato tra le pagine di un libro. Una magia impossibile da spezzare. I libri per lui diventano una via di fuga dalla misera vita che conduce con il padre, uomo violento e ignorante che mal sopporta questo figlio con la testa tra le nuvole. Il suo rifugio diventa la libreria gestita dalla famiglia Sempere, padre e figlio, che intuita la sua situazione lo prendono sotto la loro ala protettiva, nutrendo la sua giovane mente. La passione per i libri cresce con lui, insieme al sogno di diventare un giorno uno scrittore. La gavetta è dura, ma la sua grande possibilità arriva: il suo primo racconto, pubblicato su un importante rivista, piace molto. E' solo l'inizio di una promettente carriera. Tra i suoi lettori ce n'è uno molto particolare: un editore misterioso, che lo corteggia con complimenti e lusinghe nell'intento di convincerlo a scrivere un libro per lui. Quando David alla fine accetta però, non ha davvero idea di dove questa decisione lo condurrà.

 
Recensione
Qual è il filo conduttore che unisce Il gioco dell'angelo a L'ombra del vento? All'inizio sembrano avere in comune ben poco a parte l'ambientazione barcellonese e un protagonista appassionato di libri.  Ma mentre la lettura procede i fili che li uniscono vengono tirati uno alla volta, in modo sorprendente, creando un arazzo di intrecci che unisce profondamente le due storie. Il primo filo a venire tirato è la libreria della famiglia Sempere, che David, il protagonista, frequenta fin da bambino. La libreria è sempre uguale, rifugio e paradiso degli amanti della carta stampata, padre e figlio dietro al bancone, ma essendo ambientato una trentina d'anni prima di L'ombra del vento, a gestirla troviamo la generazione precedente: il padre e il nonno di Daniel. David ama alla follia questo luogo, che diventa il suo rifugio perchè il padre non vede di buon occhio il suo amore per i libri, e non vuole che perda tempo con il naso sprofondato tra le pagine e che sprechi i suoi soldi in oggetti così inutili. Le cose a casa non sono facili. I soldi sono pochi, il dolore tanto. Il padre di David è un grande lavoratore, un individuo fondamentalmente buono, ma inaridito dalle difficoltà della vita: i soldi che scarseggiano sempre, la moglie che lo ha abbandonato anni prima, un figlio da crescere da solo, quel bambino perennemente con la testa tra le nuvole fonte di tante preoccupazioni. Un uomo all'antica, pratico, dalla mente chiusa, che con il giovane David, intelligente, creativo, sognatore, non ha proprio niente in comune. I dissapori tra loro sono tali che David preferisce relegare la sua passione alla libreria Sempere, dove il vecchio libraio intuisce le difficoltà del ragazzo e gli permette di leggere senza chiedergli nulla in cambio, nutrendo la sua giovane mente. I Sempere per David restano figure fondamentali anche una volta cresciuto. Amici, confidenti, sostenitori implacabili, incoraggiano i suoi sogni e come un faro nella notte gli offrono sempre qualche buon consiglio. Inutile dire che anche lui conoscerà il Cimitero dei Libri Dimenticati e il suo fascino. Il destino della famiglia Sempere sarà influenzato fortemente da David. I motivi sono molti, ma per spiegarvi quello principale basta un nome: Isabella.

 Chi ha letto L'ombra del vento sa che la mamma di Daniel è morta quando lui era piccolo. Di lei si parla poco nel primo libro. Il dolore per la sua morte è ancora forte, una ferita incurabile per Daniel e soprattutto per suo padre, che raramente parla di lei. In questo secondo libro abbiamo modo di conoscerla molto bene ed è stata una gradita sorpresa: è diventata uno dei miei personaggi preferiti. Isabella incontra David, o meglio lo stalkerizza, ed è un incontro che lascia il segno. Lui è uno scrittore professionista ormai, autore di una serie dal titolo La città dei maledetti, e passa le sue giornate a scrivere chiuso in casa. Lei è una sua appassionata lettrice ed è anche, a sua volta, un'aspirante scrittrice, che lo implora di assumerla come aiutante e di prenderla sotto la sua ala per insegnarle i trucchi del mestiere. Lui è un uomo ormai adulto, che nella vita ha vissuto tanti dolori, lei, una ragazzina piena di genuino entusiasmo e con un caratterino niente male. Il loro rapporto è burrascono, fatto di litigi, urla, porte sbattute, insulti da rimangiarsi un secondo dopo averli lanciati. Ma in un modo o nell'altro diventano amici, si sostengono e proteggono l'un l'altro. Un'amicizia davvero bella, senza mai la minima malizia. E' proprio David a spingerla tra le braccia del giovane Sempere, dolce, timido e un po' imbranato, che diventerà suo marito.  

Come già detto, a rendere speciale questa serie è la particolare struttura dei libri che la compongono: possono essere letti singolarmente, grazie ad una trama principale autoconclusiva, ma letti tutti insieme svelano una seconda trama più complessa di cui ogni volta vengono svelati elementi nuovi. Questo libro racconta la storia di David, segue la sua carriera di scrittore, ma soprattutto parla del criptico incontro del giovane scrittore con un misterioso editore, Andrea Corelli. Dal suo esordio come scrittore David viene contattato svariate volte dall'editore, fino a che non accetta l'incarico proposto. Il lavoro da svolgere si rivela essere enigmatico come il suo mandante. La stesura di questo manoscritto turba profondamente David, soprattutto perchè scopre una serie di inquietanti parallelismi tra di lui e il precedente proprietario della casa in cui abita. La storia prosegue tra indagini e flashback, prendendo toni sempre più sinistri. Le persone che parlano con David muoiono una dopo l'altra, lui finisce sotto l'occhio attento della polizia. L'intreccio è intrigante, trascinante, ipnotico. I personaggi anche questa volta non deludono. Oltre a quelli gà citati ci sono Cristina, la ragazza di cui è innamorato David, Don Pedro, suo mentore e amico che lo aiuta a far partire la sua carriera, l'ispettore Grandes e poi Diego Marlasca, ex proprietario della casa e sulla cui morte misteriosa David indaga, e tutti coloro che sono collegati al suo passato, dal ex poliziotto Ricardo Salvador alla famme fatale Irene Sabino. I personaggi di Zafón sono sempre un caledoscopio di personalità, costruiti benissimo e impossibili da dimenticare.

Parte del fascino di questo libro è la forte la presenza del sovranaturale. Ci sono molti eventi inspiegabili, cose che vanno oltre la nostra comprensione e che rimangono avvolti nel mistero. Quel che è certo è che tutto ruota intorno a Corelli e che David ha fatto un vero e proprio patto con diavolo. L'elemento del sovranaturale da un lato mi ha affascinato, ma dall'altro ha fatto sì che il libro mi piacesse un po' meno del suo predecessore. Non tanto per ciò che è, ma per quel che non dice. Ci sono tutta una serie di questioni rimaste irrisolte e avvolte nell'ombra proprio perchè inspiegabili dalla mente umana. E l'ho trovato un po' frustrante perchè avrei voluto maggiori spiegazioni. Questo a mio parere è l'unico piccolo neo di un libro incredibile. Neo che comunque considero una mancanza solo in parte, perchè il fascino e la curiosità che generano questi stratagemmi sono un tocco da maestro. E' stata una scelta interessante. In conclusione, Il gioco dell'angelo mi è piaciuto tantissimo e Zafón con questo libro ha riconfermato la sua genialità.
 
 
 ½ Bellissimo!
 
''Già a quei tempi i miei unici amici erano fatti di carta e inchiostro. A scuola avevo imparato a leggere e a scrivere prima degli altri bambini del quartiere. Dove i miei amici vedevano tracce d'inchiostro su pagine incomprensibili, io vedevo luce, strade, persone. Le parole e il mistero della loro scienza occulta mi affascinavano e mi sembravano una chiave con cui aprire un mondo infinito e al riparo da quella casa, quelle strade e quei giorni torbidi in cui perfino io potevo intuire che mi attendeva scarsa fortuna.''

1 commento:

  1. Ho provato aleggere questo libro più volte ma mi fermo sempre all'inizio... non riesco proprio a digerire lo stile e il linguaggio, inoltre trovo la storia smpre troppo noiosa e intrecciata! Mmm non è proprio nelle mie corde Zafon!

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