venerdì 28 novembre 2014

RECENSIONE: Le storie perdute - Licia Troisi

Titolo: Le storie perdute (Cronache del Mondo Emerso #4) Autore: Licia Troisi
Editore: Mondadori
Pagine: 388    
Prezzo: 20 Euro  
Anno: 2014


Trama: Nihal è un ricordo ormai lontano nel Mondo Emerso, ma la memoria delle sue imprese contro il Tiranno è ancora vivissima nel cuore degli abitanti della Terra del Vento e nelle leggende che si tramandano di padre in figlio. L'eco delle sue gesta è giunta così lontano che una notte un misterioso cantastorie si presenta a una locanda con tre storie da raccontare, storie segrete che nessuno ha mai ascoltato. È così che gli avventori della locanda scoprono come sono morti i genitori naturali di Nihal, come l'eroina è scomparsa dopo aver sconfitto le armate del Tiranno, e infine l'ultima, sconvolgente storia che nessuno avrebbe mai potuto immaginare

Recensione 
Sono passati oltre cento anni dalla morte di Nihal, cento anni in cui la pace è stata scalfita molte volte dalla guerra, cento anni in cui altri eroi si sono alternati a capo degli eserciti, cento anni di battaglie vinte e battaglie perse, di sangue, di morte, ma la gente ricorda ancora la leggendaria mezzelfo che ha sconfitto il Tiranno. Le sue gesta vengono ancora narrate, vengono tramandate di padre in figlio, e ricordate da giovani e anziani. Non c'è nessuno nel Mondo Emerso che non conosca il suo nome. Alcune storie però sono sopravissute al tempo senza essere conosciute ai più, custodite segretamente. E' il caso delle tre che un misterioso cantastorie inizia a narrare agli avventori di una locale in una notte buia. Storie di amore, di guerra, di morte. Storie dedicate all'eroina dai capelli blu e alla donna, la figlia, la madre, la moglie nascosta sotto all'armatura. Prima la triste storia dei genitori di Nihal, uccisi barbaramente quando lei era solo una neonata, segnandone per sempre il destino, poi quella straziante della sua stessa drammatica morte, sotto gli occhi increduli di chi più l'amava. Infine.. una storia a cui nessuno osa credere..

Sono una grande fan di Licia Troisi, l'ho scoperta proprio con Le Cronache del Mondo Emerso all'epoca della loro uscita e poi ho continuato a seguirla fedelmente, divorando ogni suo libro, dalle tre trilogie del Mondo Emerso, alla Ragazza Drago, fino a I Regni di Nashira, insomma, su Licia Troisi sono preparata e sono stata felicissima di sapere dell'uscita di questo libro in occasione del decimo anniversario della storica serie. Non un vero seguito, ma una raccolta di novelle che comprende tre storie che raccontano aspetti poco conosciuti della vicenda dell'eroina dai capelli blu. E diciamolo, Nihal ci mancava. Non vedevo l'ora di avere questo libro per fare un tuffo indietro nel tempo. Immaginate quindi la mia gioia quando ho ricevuto in regalo da mia cugina (un anticipo sul regalo di Natale) una copia di questo libro. E non si è limitata a regalarmelo! Il libro è stato autografato dall'autrice in persona grazie ad una nostra amica che l'ha incontrata a Lucca. E' stato o no un bel regalo? Per dimostrare il mio apprezzamento, l'ho divorato immediamente, incapace di tenere il libro in casa un secondo di più senza leggerlo. In realtà, non è semplicemente una raccolta di novelle. La Troisi ha fatto molto più di questo. Il libro si apre mostrandoci una locanda affollata, gremita di avventori impegnati a bere e mangiare, in una notte cupa. Qui, fa il suo ingresso un losco figuro, ammantato e con una maschera a coprire parte del volto. Si tratta di un menestrello, che dopo aver consumato il suo pasto, richiama l'attenzione degli avventori, e inizia a raccontare. La prima storia è ambientata in un accampamento di mezzelfi, un piccolo campo profughi improvvisato in cui molte famiglie si sono stabilite per sfuggire allo sterminio che si sta abbattendo sulla loro razza. Tra questi, una giovane coppia, Karna e Mathkar, con la loro bambina Sheireen. Si tratta ovviamente della piccola Nihal, e dei suoi genitori. Conoscevamo già la triste tragedia che si celava nel passato di Nihal, toccata dal dolore prima ancora che potesse serbarne il ricordo, ma non l'avevamo mai vista così. In questo racconto, assistiamo per la prima volta ad eventi che fino ad ora ci erano solo stati accennati: l'attacco al campo, la sopravivenza miracolosa della piccola, unica superstite, il suo ritrovamento da parte della maga Soana e del Cavaliere Fen e infine l'arrivo di Nihal a casa di Livon, che sarebbe stato il suo padre adottivo. E' stato bello, emozionante, toccante. Anche se sapevo già quello che sarebbe successo, mi ha colpito e commosso, come se fosse stata la prima volta che sentivo davvero questa storia. E' stato meraviglioso e insieme devastante fare la conoscenza di Karna e Mathkar, una coppia molto dolce e affiatata, che di certo meritava un futuro più luminoso. Con un passato tragico alle spalle, rimasti soli e senza famiglia, scampati già una volta alla morte, non gli era rimasto altro che loro stessi..e la loro bambina. Nei suoi confronti mostrano una dolcezza disarmante. Piccoli gesti, come la culla improvvisata, ma confortevole, preparata per lei, con un cassetto e qualche coperta, come la continua preoccupazione di Mathkar di trovare cibo a sufficenza per tenere in salute la moglie e di conseguenza la figlia, come il gesto istintivo di Karna in punto di morte, che crollando a terra, protegge la sua piccola cercando di attutirne la caduta. Mi si è spezzato il cuore. Ho apprezzato anche incontrare i giovani Soana e Fen, entrambi ancora apprendisti, e vedere le prime occhiate e i primi sorrisi tra loro, e il modo in cui si sono presi a cuore la piccola. Il primo racconto è riuscitissimo. Toccante, dolce, commovente. Forse il mio preferito. Il secondo, come il primo, è un racconto di amore e di morte, e la morte questa volta è quella di Nihal. Finora c'era sempre stato un alone di mistero intorno alla sua fine. Dopo la fine della guerra, dopo essere diventata un'eroina celebre in tutto il Mondo Emerso, Nihal si è ritirata nelle Terre Ignote per vivere una vita appartata e semplice, ma felice, con il suo amato Sennar e con Tarik, il loro bimbo. Dopo tanti orrori, era quello di cui aveva bisogno. Ma sulla sua testa sentiva sempre aleggiare la tragedia, pronta a colpire.. sapeva che prima o poi tutto sarebbe finito e così è stato. Un esperimento di Sennar finito male, un gesto disperato, il rapimento di un elfo.. e una famiglia distrutta. Nihal ha scelto di andarsene come era vissuta: proteggendo le persone che amava. Anche questo racconto mi ha colpito molto perchè abbiamo modo di vedere i due lati di Nihal: l'eroina indomita, che non ha paura di nulla e non conosce rischi troppo grandi, e la donna semplice che vuole solo vivere una vita tranquilla, amare il suo uomo, crescere ed educare suo figlio, senza sangue, senza guerra. Sapere come sarebbe finita, non ha reso il racconto meno doloroso, anzi, la fine di Nihal distrugge il cuore. Ma se ne è andata alle sue condizioni. Come l'eroina che conosciamo bene. Infine, l'ultima storia, la più complessa e controversa, che da sola occupa circa metà del libro. Mi è piaciuta? Sì e no. Mi ha stupito? Certamente sì. Ne avrei fatto a meno? Sarò forse un po' tradizionalista, ma sì. Non voglio raccontarvi troppo di questa storia, perchè è l'unica veramente inedita, qualcosa di nuovo, qualcosa di oltre i vecchi racconti e leggende, qualcosa che davvero non ci si aspettava e il cui finale è tutto una sorpresa.. forse però, il tutto è stato un po' troppo azzardato. Era davvero il caso? Non che questa storia non mi sia piaciuta, anzi, ho ammirato come sempre la capacità della Troisi di mescolare così tanti elementi, tanti personaggi, tempi diversi, storie diverse, facendo filare tutto alla perfezione, come in un puzzle. Non sono mancati nemmeno i colpi di scena, decisamente inaspettati e ben riusciti, ma forse a disturbarmi è stata la scelta di un finale aperto, uno di quei finali in cui intuisci ciò che succederà, ma non lo sai davvero, e potrebbero succedere altre mille cose, abbastanza da riempirci un altro libro. E le Cronache del Mondo Emerso devono finire qui. E' stata una bella avventura, un tuffo nel passato e nei ricordi. Una di quelle avventure che portano gioia, dolore, sofferenza, magia.. una di quelle avventure che non puoi dimenticare. Come è impossibile dimenticare Nihal, non solo una guerriera, ma una donna, una figlia, una moglie, una madre, un'amica. Un'eroina che ha sempre messo la salvezza delle persone a cui voleva bene davanti alla sua, che ha lottato per ciò che voleva, che non si è fatta scoraggiare, nè abbattere, mai. E' stato bello reincontrarti, cara Nihal.                       Valutazione: Bellissimo!

Torna indietro, mio canto, a giorni e luoghi dimenticati da tempo, 
assai lontano dai bastioni di questa torre battuta dal vento.
Dirò di guerra e sangue e battaglia, e di colei che della spada fu figlia.
Una lunga storia qui s'inizia, là dove la morte consuma ogni primizia.

2 commenti:

  1. Risposte
    1. Assolutamente è la parola giusta, è stato un bellissimo tuffo nei ricordi :)

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