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martedì 15 dicembre 2015

I 5 migliori autori scoperti quest'anno

L'anno sta per finire, e ormai è tempo di classifiche! Noi blogger le adoriamo, si sa lol Da qui alla fine del mese si parlerà dei migliori e dei peggiori, di ciò che quest'anno letterario ci ha lasciato, delle meravigliose terre che abbiamo scoperto, e di quelle che invece avrebbero fatto meglio a rimanere inesplorate lol Io ovviamente non sono da meno, e inauguro oggi la stagione delle classifiche, con i cinque autori rivelazione del mio 2015, cinque autori che ho scoperto quest'anno e che si sono già guadagnati la mia fiducia di lettrice. Questi sono i miei! E i vostri? :)

Stephanie Perkins
Era un po' di tempo che sentivo parlare di lei e della sua trilogia romance, ma l'avevo sempre un po' snobbata. Poi qualche mese fa ho deciso di darle una possibilità e leggere Il primo bacio a Parigi. E' stato amore! In seguito ho letto anche Il primo amore sei tu, che ho altrettanto amato. Certo, le trame non sono nulla di originale, ma i personaggi sono meravigliosi e particolari! Ti restano nel cuore!  
Nel 2016: usciranno Summer Days & Summer Nights, un'antologia di romantici racconti estivi, e un YA horror autoconclusivo. In Italia speriamo nell'arrivo di Isla and the Happily Ever After.

Jennifer Niven
Con lei è stato amore a prima vista! Si sentiva molto parlare del suo libro e quando la DeAgostini ha annunciato che l'avrebbe portato in italia ne sono stata felicissima! Lo sono stata ancora di più quando mi hanno coinvolto nell'incontro con l'autrice che si è tenuto a Milano poco prima dell'uscita. Che donna adorabile! E che libro! Ha vinto il mio Lacrima Awards 2015! Mi ha fatto innamorare e mi ha distrutto allo stesso tempo. Dolore.
Nel 2016: Al momento è impegnata nella stesura della sceneggiatura per il il film che sarà tratto dal suo libro.
 
Lance Rubin
Unico maschietto del quintetto (non avevo mai fatto caso a quanti libri di autrici donne leggo uhm), Lance Rubin è un'altra conoscenza che ho fatto grazie alla DeAgostini (quest'anno ha fatto scintille), che ha portato in italia il primo capitolo della sua serie, Deathdate. Mi ha conquistato fin dalla prima pagina! La serie è molto particolare, originale e ricca di ironia. Ha tutte le carte in tavola per diventare una serie fantastica! Piena fiducia in lui e nei suoi futuri lavori!
Nel 2016: Uscirà in patria (e si spera anche da noi) Denton Little's Birthdate, secondo capitolo della serie. 

Sandy Hall
La regina degli unicorni e i marshmallow lol Ho adorato alla follia il suo Qualcosa di molto speciale! L'ho letto in inglese all'inizio dell'anno e sono stata felicissima di scoprire che sarebbe arrivato presto anche da noi! La Newton Compton stavolta ha fatto davvero centro! Il libro è dolcissimo, romantico e delicato, e nonostante la storia non sia forse delle più originali, il modo in cui l'ha narrato le ha fatto guadagnare tutta la mia ammirazione. Tra me e Sandy sarà di certo l'inizio di una bella amicizia *w*
Nel 2016: Uscirà in patria (e ovviamente speriamo anche da noi) Can't Kiss, Won't Tell

A.G. Howard
Chiudiamo il post con l'autrice di un'altra serie che mi ha stregato, Splintered. Nonostante il titolo italiano ci abbia fatto tutti storcere il naso, il libro era attesissimo, e la sua bellezza ci ha ripagato ampiamente. Originale, stravagante, cupo e creepy al punto giusto, quest'autrice è riuscita nell'impresa di rendere una storia riciclatissima come lo è quella di Alice nuova e appassionante, piena di colpi di scena e mai scontata.
Nel 2016: In Italia aspettiamo la pubblicazione del terzo capitolo di Splintered 

domenica 13 dicembre 2015

Cover Reveal #15: The Hidden Oracle di Rick Riordan + estratto tradotto

Ciao a tutti! Porto liete novelle in questa domenica: non solo ho la copertina del nuovo libro di Rick Riordan, il primo della nuova serie ambientata nel mondo di Percy Jackson (inserire gridolini fangirleggianti qui), ma anche un estratto in anteprima che ho tradotto con tanto amore per voi! *w* Questo libro è sicuramente uno di quelli che attendo di più per il 2016, non vedo l'ora! Maggio, arriva in fretta! ** Sapevo che Riordan non aveva ancora finito con Percy lol Chi attende questo libro quanto me? :)

Titolo: The Hidden Oracle (The Trials of Apollo #1)
Autore: Rick Riordan 
Editore: Disney-Hyperion
Pagine: 320   
Uscita: 3 Maggio 2016
 
Trama: Come punisci un immortale? Rendendolo umano.
Dopo aver fatto arrabbiare suo padre Zeus, il dio Apollo è cacciato giù dall'Olimpo. Solo e disorientato, arriva a New York come un normale adolescente. Ora, senza poteri, la divinità di quattromila anni deve imparare a sopravivere nel mondo moderno fino a che non riuscirà a trovare un modo di riguadagnare il favore di Zeus. Ma Apollo ha molti nemici - dei, mostri e mortali a cui piacerebbe vedere l'ex dio distrutto definitivamente. Apollo ha bisogno di aiuto, e sa pensare ad un solo posto dove andare..  un enclave di moderni semidei chiamato Campo Mezzosangue..



Ed ora l'estratto, dal capitolo tre di The Hidden Oracle. Versione originale postata da USA Today. Apollo, il narratore, e la sua compagna Meg sono a Manhattan, alla ricerca dell'appartamento di Percy Jackson. Hanno bisogno del suo aiuto per raggiungere il Campo Mezzosangue.

Svoltammo a est sull'Ottava Strada.
Nel tempo che impiegammo a raggiungere la Seconda Strada, il quartiere iniziò a sembrare familiare — filari di bassi condomini, cadenti negozi di informatica, minimarket, e ristoranti indiani. Sapevo che Percy Jackson viveva lì da qualche parte, ma i miei viaggi attraverso il cielo con la carrozza del sole mi avevano lasciato un orientamento tipo Google Earth. Non ero abituato a viaggiare via strada.
In più, in questa forma mortale, la mia impeccabile memoria era diventata.. non così impeccabile. Le paure e i bisogni mortali offuscavano i miei pensieri. Volevo mangiare. Volevo usare il bagno. Il mio corpo era dolorante. I miei vestiti puzzavano. Mi sentivo come se il mio cervello fosse stato farcito di cotone bagnato. Onestamente, come fate voi umani a sopportarlo?
Dopo un altro paio di isolati, un misto di nevischio e pioggia iniziò a cadere. Meg cercò di prendere le gocce con la lingua, che pensai fosse un modo davvero inefficace di bere acqua sporca. Rabbrividii e mi concentrai su pensieri felici: le Bahamas, le Nove Muse in perfetta armonia, le molte orribili punizioni che avrei infflitto a Cade e Mikey quando sarei diventato un dio di nuovo.
Mi interrogavo ancora sul loro capo, e su come avesse saputo dove sarei caduto sulla Terra. Nessun mortale avrebbe potuto saperlo. In realtà, più ci pensavo, più non capivo come perfino un dio (tranne me) avrebbe potuto prevedere il futuro così accuratamente. Dopotutto, io ero stato il dio delle profezie, il maestro dell'Oracolo di Delfi,  distributore delle migliori profezie per millenni.
Certo, i nemici non mi mancavano. Una delle naturali conseguenze di essere così splendido è che attiravo invidia da ogni dove. Ma potevo pensare solo ad un avversario che potesse essere capace di predire il futuro. E se lui fosse venuto a cercarmi ora in queste condizioni..
Scacciai il pensiero. Avevo già abbastanza di cui preoccuparmi. Non aveva senso spaventarmi a morte con le supposizioni.
Iniziammo a cercare nelle vie laterali, controllando i nomi sulle cassette della posta e i citofoni. L'Upper East Side aveva un sorprendente numero di Jacksons. Lo trovavo irritante.
Dopo molti tentativi falliti, girammo l'angolo e lì — parcheggiata sotto un mirto crespo — c'era una vecchia Prius blu. Il suo cofano portavano le inconfondibili ammaccature di zoccoli di Pegaso. (Come ne ero sicuro? Li conosco. E i cavalli normali non galoppano sopra le Toyota. I Pegaso spesso sì.)
“Aha,” dissi a Meg. “Ci stiamo avvicinando.”
Mezzo isolato più in giù, riconobbi l'edificio: una casa a schiera di mattoni a cinque piani con un condizionatore arruginito allentato alla finestra. “Voilà!” gridai.
Sulla porta d'ingresso, Meg si fermò come se avesse sbattuto contro una barriera invisibile. Guardò indietro verso la Seconda Strada, gli occhi scuri in tumulto.
“Cosa c'è che non va?” chiesi.
“Pensavo di averli visti ancora.”
“Loro?” Seguii il suo sguardo ma non vidi nulla di strano. “I teppisti del vicolo?”
“No. Un paio di..” scosse le dita. “Sagome scintillanti. Le avevo viste anche a Park Avenue.”
Il mio battito aumentò da un andante a un vivace allegretto. “Sagome scintillanti? Perchè non hai detto niente?”
Lei si sistemò gli occhiali. “Ho visto un sacco di roba strana. Te l'ho detto. La maggior parte non mi da fastidio, ma..”
“Ma se ci stanno seguendo,” dissi, “potrebbe essere un male.”
Controllai la strada di nuovo. Non vidi niente di strano, ma non dubitai che Meg avesse visto delle sagome scintillanti. Molti spiriti potevano apparire in quel modo. Il mio stesso padre, Zeus, una volta prese quella forma per corteggiare una donna mortale. (Non ho idea di come le donne mortali possano trovare questo attraente.)
“Dovremmo entrare,” dissi. “Percy Jackson ci aiuterà.”
Meg si bloccò di nuovo. Non aveva mostrato paura mentre bersagliavamo con l'immondizia dei teppisti in un vicolo cieco, ma ora sembrava avere un ripensamento sul suonare un campanello. Mi venne in mente che potesse aver già incontrato dei semidei. Forse quegli incontri non erano andati bene.
“Meg,” dissi, “So che alcuni semidei non sono buoni. Potrei raccontarti storie di tutti quelli che ho dovuto uccidere o trasformare in spezie — ”
“Spezie?”
“Ma Percy Jackson è sempre stato affidabile. Non hai niente da temere. Gli ho insegnato tutto quello che sa.”
Lei aggrottò la fronte. “Davvero?”
Trovai la sua innocenza in qualche modo affascinante. Così tante cose ovvie che non sapeva. “Certo. Ora saliamo.”
Suonai il campanello. Alcuni momenti dopo, la voce di una donna rispose, “Sì?”
“Salve,” dissi. “Sono Apollo.”
Interferenze.
“Il dio Apollo,” dissi, pensando che forse avrei dovuto essere più specifico. “Percy è a casa?”
Ancora interferenze, seguite da due voci. La porta d'ingresso ronzò. La spinsi aprendola. Un attimo prima di entrare, catturai un movimento con la coda dell'occhio. Scrutai lungo il marciapiede, ma senza vedere nulla.
Forse era stato un riflesso. O un turbinio di nevischio. O forse una sagoma scintillante. Il mio cuoio capelluto formicolava con apprensione.
“Cosa?” chiese Meg.
“Probabilmente niente.” Mi costrinsi ad assumere un tono allegro. Non volevo che Meg se la desse a gambe quando eravamo così vicini a raggiungere la sicurezza. Eravamo legati ora. Avrei dovuto seguirla se me lo avesse ordinato, e non sognavo di vivere con lei nei vicoli per sempre. “Saliamo. Non possiamo far aspettare i nostri padroni di casa.”
Dopo tutto quello che avevo fatto per Percy Jackson, mi aspettavo fosse rallegrato dal mio arrivo. Un benvenuto in lacrime, qualche offerta bruciata, e una piccola festa in mio onore non mi sarebbero dispiaciuti.
Invece, il giovane uomo aprì la porta di colpo e disse, “Perchè?”
Come sempre, rimasi stupito dalla sua somiglianza con suo padre, Poseidone. Aveva gli stessi occhi verde acqua, gli stessi capelli scuri scompigliati, gli stessi affascinanti tratti che possono passare dal buon umore alla rabbia così facilmente. Tuttavia, Percy Jackson non aveva una predilizione per lo stile del padre, fatto di pantaloncini da spiaggia e magliette hawaiane. Indossava jeans stracciati e una felpa blu con le parole AHS Squadra di nuoto cucita davanti.
Meg indietreggiò, nascondendosi dietro di me.
Tentai con un sorriso. “Percy Jackson, le mie benedizioni sono su di te! Ho bisogno del tuo aiuto.”
Gli occhi di Percy guizzarono da me a Meg. “Chi è la tua amica?”
“Lei è Meg McCaffrey,” dissi, “una semidea che deve essere portata al Campo Mezzosangue. Mi ha salvato da teppisti di strada.”
“Salvato..” Percy esaminò il mio viso martoriato. “Intendi che il look da ‘ragazzo malandato' non è solo un travestimento? Amico, che ti è successo?”
“Mi pare di aver menzionato i teppisti.”
“Ma tu sei un dio.”
“Ecco.. io ero un dio.”
Percy sbattè le palpebre. “Ero?”
“Inoltre,” dissi, “Sono piuttosto certo che siamo seguiti da spiriti maligni.”
Se non avessi saputo quanto Percy Jackson mi adorasse, avrei potuto giurare che fosse sul punto di colpirmi sul mio, già rotto, naso.
Sospirò. “Forse voi due dovreste entrare.”

sabato 12 dicembre 2015

RECENSIONE: Quel fantastico peggior anno della mia vita - Jesse Andrews

Titolo: Quel fantastico peggior anno della mia vita
Titolo originale: Me and Earl and the dying girl
Autore: Jesse Andrews
Editore: Einaudi  
Pagine: 300       
Prezzo: 17,50 Euro
Anno: 2015  

Trama: La vita di Greg cambia il giorno in cui la madre gli comunica che la sua compagna Rachel si è ammalata molto gravemente e che lui dovrebbe proprio starle vicino. Per Greg, il più imbranato nerd asociale della scuola, è un vero colpo. Il fortino di solitudine che si è costruito nel tempo comincia a traballare davanti ai suoi occhi. Non c'è niente da fare, se non sottoporsi al supplizio. Unica consolazione, la presenza di Earl, l'altro nerd della scuola. Insieme decidono di fare l'unica cosa di cui sono capaci. Un film per Rachel. Il film più brutto della Storia, probabilmente, ma con un'unica, devotissima fan.



Recensione
Per evitare i problemi a scuola Greg ha sempre tenuto un basso profilo. Amico di tutti, ma in realtà di nessuno. L'unico vero amico che ha è Earl, con cui condivide la passione per i film. Insieme guardano i film più strani e sconosciuti, e si divertono a girarne di loro. Un giorno però la sua vita solitaria viene sconvolta da sua madre, che lo convince (o meglio, lo obbliga) a riavvicinarsi a Rachel, un'amica d'infanzia con cui non ha praticamente nessun rapporto ormai da tempo, a cui è appena stata diagnosticata la leucemia. Rassegnato Greg fa ciò che la madre gli ha chiesto, ma, inaspettatamente, Rachel gli piace. Non in 'quel' senso, ovviamente. Gli piace semplicemente stare con lei, passare tempo insieme, farla ridere con le sue storie buffe, e starle vicino. Ma più il tempo passa, più è chiaro che la sua amica sta perdendo la battaglia contro la malattia. Cosa fare per tirarla su? L'unica cosa che sa fare: un film! Tra interviste, vecchie foto, pupazzi, ciò a cui Greg ed Earl daranno vita sarà Il Film Più Brutto Di Sempre. Ma in fondo, è per la loro unica fan.

Come definire questo libro? Strano. Dall'inizio alla fine. Lo sono i personaggi, la narrazione, la trama, i dialoghi. Quando lo chiudi dopo aver letto l'ultima pagina ti senti da una parte piacevolmente colpito e dall'altra perplesso. E' una lettura che trasmette tutto il tempo questa sensazione di ambivalenza. Ogni suo aspetto ha lati positivi e allo stesso tempo lati negativi. Come la vedo io, è una storia che non ha pretese, e che va letta in questa ottica. Perchè se è vero che tratta il delicato argomento del cancro in modo particolare e ironico, è anche vero che la trama è molto povera e che come libro lascia ben poco. Uno dei punti di forza è la narrazione, assolutamente folle. Un mix di flusso di coscienza senza freni, da leggere tutto d'un fiato, con la voce del protagonista che riecheggia nella testa come una macchinetta che non si ferma mai, di anedotti del tutto fuori tema, di elenchi puntati infiniti, di recensioni di film con tanto di stelline, di dialoghi lunghissimi fatti di botta e risposta monosillabici e di altri scritti in stile sceneggiatura, con indicazioni sull'ambiente e il tipico font. Un'accozzaglia di stili e di modi diversi di raccontare una storia, che se da un lato mi hanno colpito per l'originalità e mi hanno divertito, dall'altra mi hanno dato la sensazione di confusione e disorientamento. Anche la trama non è da meno, è abbastanza surreale, un'arguta parodia di quello che ormai è un vero e proprio genere: il sick-lit. Quelle storie tristi, in cui uno dei protagonisti (o magari perfino più di uno) si trova in una situazione drammatica che spazia da malattie gravi, a incidenti, dal coma, fino a depressione, abusi, suicidio. Inevitabile imbattersi nel frattempo in una struggente storia d'amore e in un finale per lo più tragico. Questo libro prende in giro questo genere distaccandosene completamente, e lo mette bene in chiaro lo stesso narratore più di una volta. Non troverete profonde frasi da trascrivere, romantiche e struggenti coppie che vi spezzeranno il cuore nè nulla del genere. Questo non è un libro sul cancro. Ne parla, tra le altre cose, ma senza mai dargli un' importanza centrale, senza mai cadere sul tragico, nonostante tutto. Il nostro protagonista Greg si avvicina a Rachel solo perchè si sente obbligato e lei gli fa un po' di pena, e questo ci è sempre ben chiaro. E' molto schietto e evita moralismi e finto buonismo. Da una parte sono rimasta colpita da questa scelta. Finalmente qualcosa di diverso dai soliti libri strappalacrime, qualcuno che tratta questo genere di storie con sincerità e realismo, con ironia, cercando di strappare al lettore qualche risata, cercando di ribaltare una situazione  drammatica. Finalmente qualcuno che fa qualcosa di diverso dalla massa. Dall'altra però Greg risulta davvero menefreghista e insensibile. Troppo. Anche dopo che la sua amicizia con Rachel si approfondisce, c'è sempre questa sensazione che lui faccia tutto solo perchè si sente obbligato, e non perchè le vuole sinceramente bene. L'autore si è talmente intestardito sul fatto che questo non è il classico libro di buoni sentimenti, che ha esagerato, e di sentimenti non ne vediamo l'ombra. Greg ci sembra sempre distaccato e disinteressato. E' Earl l'unico che si dimostra sensibile e affezionato, che dimostra di volerle bene e avere pensieri carini per lei. Ok distaccarsi dal genere, ma fino ad un certo punto. Non dimentichiamo che stiamo comunque parlando di una ragazza giovanissima che sta morendo. Il finale, che speravo salvasse in qualche modo la trama, mostrandoci un cambiamento, una nuova direzione nella vita del protagonista, risulta invece vuoto e insipido. Mi aspettavo decisamente di più dopo tutte le belle recensioni, ma ancora una volta mi ritrovo a remare contro la maggioranza. Tirando le somme, una lettura carina e particolare, che strappa qualche risata, ma niente di eccezionale.                     Valutazione: Non male

Quindi, se questo fosse un normale libro su una ragazza con la laucemia, probabilmente parlerei delle cose piene di significato che Rachel aveva da dire mentre si ammalava sempre di più, e probabilmente ci innamoreremmo e avremmo una storia super romantica e lei morirebbe tra le mie braccia. Ma non me la sento di mentirti. Lei non aveva nulla di importante da dire, e decisamente non ci siamo innamorati.