venerdì 10 marzo 2017

Chi ben comincia #26: Passenger di Alexandra Bracken

Ciao a tutti! Oggi ho un post molto interessante per voi. Una piccola anteprima di uno dei libri più attesi dell'anno, Passenger di Alexandra Bracken. Si tratta del primo capitolo di una duologia fantasy che in patria ha avuto uno strepitoso successo: viaggi nel tempo, poteri misteriosi, avventure e un pizzico di romance. Non suona male vero? Non vedo l'ora di leggerlo! Oltrettutto il secondo capitolo lo seguirà in poco tempo, senza lasciarci troppo sulle spine! Nell'attesa, per i più curiosi, vi lascio l'incipit del libro, tradotto da me, come sempre. E poi ditemi se non finisce dritto nellla vostra wishlist! :)
 
Passenger di Alexandra Bracken
Passenger #1
Esce in Italia il 28 marzo con Sperling & Kupfer

In una terribile notte, la giovanissima Etta Spencer perde tutto quello che conosce e ama. Catapultata all'improvviso in un mondo sconosciuto, ha un'unica certezza: non ha viaggiato per chilometri, bensì per secoli. la sua famiglia, infatti, possiede la capacità di viaggiare nel tempo. Un'abilità di cui lei ha sempre ignorato l'esistenza. Fino a ora. Passeggera a sorpresa su una nave nel bel mezzo dell'oceano, e disposta a tutto per ritornare alla propria epoca, Etta inizia una straordinaria avventura attraverso secoli e continenti, in compagnia di Nicholas, giovane capitano della nave, alla disperata ricerca di un oggetto misterioso e di inestimabile valore, in grado di salvare il suo futuro. Ma i tentativi di Etta per trovare la strada di casa non fanno che trascinarla sempre più a fondo. per sopravvivere dovrà imparare a navigare tra spazio e tempo, tradimento e amore.


Mentre scendevano, allontanandosi dai sentieri tortuosi che segnavano la via verso i villaggi vicini, il mondo si aprì a lui nella sua forma più pura: silenzioso, antico, misterioso.
Mortale.
Nicholas aveva passato la parte migliore della sua vita sul mare, o abbastanza vicino da catturare il profumo di pesce e di acqua salata quando c'era buon vento. Perfino ora, mentre si avvicinavano al monastero, in attesa di vederlo apparire attraverso la fitta coltre di nebbia e nuvole, si sorprese a voltarsi indietro, cercando inutilmente oltre le altissime cime dell'Himalaya la pigra linea dove il cielo incontrava la curva dell'acqua increspata—qualcosa di familiare a cui aggrapparsi, prima che il suo coraggio sparisse insieme alla sicurezza.
Il percorso, un tortuoso susseguirsi di scale e sporcizia, inizialmente si era allungato verso i pini carichi di muschio, e ora abbracciava le lisce cime verticali in cui il Monastero Taktsang Palphug era stato in qualche modo costruito. Linee di luminose bandiere di preghiera sventolavano sopra gli alberi, e la vista allentò un po' la stretta nel suo petto; gli ricordò istantaneamente della prima volta in cui il Capitano Hall lo aveva portato al porto di New York e le nuove fregate erano state decorate con bandiere di ogni forma e fantasia.
Si spostò di nuovo, un piccolo, prudente movimento per attenuare il dolore delle cinghie dello zaino che gli affondavano nelle spalle, attento a non sporgersi verso il lato a strapiombo del sentiero.
Hai scalato il sartiame un sacco di volte, e ora hai paura delle altezze?
Sartiame. Le sue mani non vedevano l'ora di toccarlo, di sentire gli schizzi dell'acqua sollevati dal vento e dalla sua barca che avanzava attraverso le onde. Nicholas cercò di raddrizzarsi, gettando sabbia sopra al rogo di risentimento che divampava dentro di lui prima che potesse prendere fuoco. Avrebbe dovuto essere già tornato a quell'ora—avrebbe dovuto essere con Hall, con Chase, ad ondeggiare sulle creste di ogni onda di passaggio. Non in un secolo straniero—il diciannovesimo secolo, per amor di Dio—con un pappamolle incompetente che aveva bisogno che Nicholas lo aiutasse ad abbottonarsi il cappotto, allacciarsi gli stivali, annodarsi la sciarpa, e sistemarsi il suo ridicolo cappello floscio, nonostante avesse due mani tutte sue e, apparentemente, un cervello dentro al cranio.
La sacca di pelle appesa al collo gli sbattè pesantemente contro il fianco, mentre Nicolas continuava la sua scalata verso il punto dove si trovava Julian, una gamba appoggiata su una roccia vicina—la solita posa che assumeva quando pensava che ci fosse qualche signora ad ammirarlo nei dintorni. Ma ora Nicholas non poteva proprio immaginare chi stesse cercando di impressionare—i pochi uccelli che avevano sentito durante la loro camminata nella foresta? Era sempre stato così—drammatico, vanesio, senza un minimo di buon senso—e Nicholas così accecato dalla sorpresa di trovare un cosiddetto fratello, da una nuova vita di comodità, di benessere e avventure, che l'aveva ignorato di buon grado?
“Ora, amico, vieni qui e dai un'occhiata—questo è il Nido della Tigre, vedi? Sia dannata questa nebbia infernale—”
Nicholas, in realtà, lo sapeva già. Si era prefissato di leggere il più possibile di qualsiasi luogo in cui il vecchio li avrebbe mandati, per capire il modo migliore per tenere lo spericolato e ostinato Julian vivo. Nicholas era costantemente al lavoro per rimediare alla sua mancanza di conoscenza, di addestramento. Quando aveva realizzato che la sua famiglia non gli avrebbe mai davvero fornito una vera educazione per i suoi viaggi, aveva iniziato a chiedersi se non fosse intenzionale, un modo per tenerlo al suo posto. Il pensiero lo aveva fatto infuriare abbastanza da spingerlo a spendere la maggior parte dei suoi miseri fondi in libri di storia.
“Il guru buddista di Bhutan, Padmasambhava—secondo le leggende, ovviamente—volò qui sul dorso di una tigre femmina,” continuò Julian con il sorriso che li aveva tirati fuori da ogni genere di impicci e problemi—il sorriso che un tempo aveva ammorbidito il cuore e  il carattere di Nicholas, sempre in cerca di perdono. “Dovremmo fare un salto in una delle loro grotte di meditazione sula via del ritorno. Dovresti farci un pensierino. Dai un'occhiata a quella vista, e poi dimmi che non ti mancherà viaggiare. In quale altro modo, nella tua intera misera vita, saresti mai potuto venire qui altrimenti? Metti da parte quella folle idea, va bene?”
Invece di scagliare un pugno sulla sua faccia compiaciuta, o mandare la punta di metallo del piccone fissato sulla sua schiena in una direzione simile, Nicholas spostò di nuovo lo zaino e cercò di non concentrarsi sul fatto che, ancora una volta, era schiacciato sotto il peso di Julian e dei suoi averi.
“Sembra che stia arrivando un temporale,” disse Nicholas, fiero di quanto la sua voce suonasse ferma, nonostante l'irritazione e il risentimento che sentiva di nuovo crescere dentro di lui. “Dovremmo fare questa scalata domani.”
Julian scacciò un insetto dalla spalla del suo cappotto immacolato. “No. Ho dovuto lasciare della roba alla rivendita clandestina a Manhattan, e voglio tornare indietro per un salto veloce prima che torni il vecchio.” Julian sospirò. “A mani vuote, di nuovo. Ci manda nel bel mezzo del nulla per qualcosa che probabilmente non esiste nemmeno a questo punto. Classico.”
Nicholas guardò il suo fratellastro mentre mulinava il bastone da passeggio, e iniziò a chiedersi cosa avrebbero fatto di loro i monaci: il pomposo principe dai capelli rossi con la sua attrezzatura da scalata nuova, che frugava nei loro luoghi sacri alla ricerca di un tesoro perduto, e il giovane dalla pelle scura, chiramente il servitore, che gli si trascinava dietro come un'ombra intrappolata.
Non era così che doveva andare.
Perchè se n'era andato? Perchè aveva firmato il contratto—perchè mai si era fidato di questa famiglia?
Non era così che doveva andare.

8 commenti:

  1. Direi che questo è un ottimo inizio! *-*
    Non vedo l'ora di sapere cosa succederà ora al povero Nicholas xD

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    1. Sono d'accordo! Devo proprio procurarmi questo libro *-*

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  2. i fantasy non sono il genere di libri che prediligo ma questo mi attira sia x la trama che per la copertina...finisce dritto dritto nella mia WL

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    1. Speriamo che sia all'altezza delle aspettative *_*

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  3. Sono super curiosa riguardo questo romanzo!!!
    Non vedo l'ora di averlo tra me mani ♡

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  4. Non vedo l'ora di leggere questo romanzo *.*
    la copertina è a dir poco meravigliosa

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    1. Per fortuna hanno mantenuto quella originale *_*

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