mercoledì 17 giugno 2015

RECENSIONE: Fangirl - Rainbow Rowell

Titolo: Fangirl
Autore: Rainbow Rowell    
Editore: Macmillan Children's Books 
Pagine: 480         
Prezzo: 9,21 Euro    
Anno: 2013

Trama: Cath è una fan di Simon Snow. Ok, tutti sono suoi fan.. Ma essere una fan per Cath è tutta la sua vita—ed è davvero brava in questo. Lei e sua sorella gemella Wren si sono rifugiate nella serie di Simon Snow quando erano bambine, è grazie a lui che hanno superato l'abbandono della madre. Leggere. Rileggere. Frequentare i forum, scrivere fan fiction, vestirsi come i personaggi per ogni premiere dei film. La sorella di Cath ormai si è allontanata dal fandom, ma Cath non può. Non vuole. Ora che stanno per andare al college, Wren ha detto a Cath che non vuole essere la sua compagna di stanza. Cath è sola, completamente fuori dalla sua zona sicura. Ha una compagna di stanza scorbutica con un affascinante fidanzato che è sempre lì intorno, una professoressa di scrittura creativa che pensa che le fan fiction siano la fine del mondo civilizzato e un bellissimo compagno di classe che vuole solo parlare di parole.. E non riesce a smettere di preoccuparsi per suo padre, che è affettuoso e fragile e non è mai stato davvero solo fino ad allora. Per Cath il punto è: può farcela? Può farcela senza che Wren la tenga per mano? E' pronta a vivere la sua vita? Scrivere le sue storie? E vuole davvero andare avanti se questo significa lasciare Simon Snow dietro di sè? 

Recensione
Per Cath essere una fangirl non è solo un passatempo, è la sua ragione di vita. Ama Simon Snow in modo totale e viscerale. Che importa se è solo un personaggio immaginario? Simon, Baz, Penelope e tutti gli altri personaggi che abitano l'incedibile magico mondo creato da Gemma T. Leslie sono di famiglia per lei. Ma Cath non si limita a leggere le avventure del suo eroe: ne scrive lei stessa e poi condivide le sue fan fiction su internet, dove ha migliaia di lettori adoranti. Il suo piccolo mondo sicuro però si capovolge quando arriva il momento di andare al college. Per la prima volta da sola, senza la sorella gemella ad accompagnarla ad ogni passo, Cath si sente persa. Ha una compagna di stanza scorbutica che sembra odiarla, una cotta per un compagno di studio che è interessato solo a ciò che lei scrive, e una severa professoressa di scrittura creativa che ritiene le fan fiction spazzatura. E' davvero in grado di affrontare una prova simile? Al contrario di sua sorella Wren, che non vede l'ora di fare nuove conoscenze e darsi alla pazza gioia, Cath vuole solo studiare e scrivere. Ma le cose non andranno così..

Adoro Rainbow Rowell. Ho promosso con ottimi voti Per una volta nella vita e Per l'amore basta un click, adoro il suo stile, adoro il fatto che riesca sempre a rendere tutto così adorabile (e in fondo, cosa vi aspettate da una che si chiama Rainbow?lol) e fin dalla prima volta che Fangirl mi è capitato sotto gli occhi l'ho desiderato ardentemente. Sentirne parlare così entusiasticamente da molte colleghe blogger ha poi contribuito ad accrescere paurosamente le mie aspettattive. Sono quindi davvero dispiaciuta di essere qui a scrivere una recensione negativa proprio su questo libro. Credo di essere una delle pochissime persone a non averlo apprezzato. Purtroppo non è scoccata la scintilla. Aveva tutte le potenzialità per essere qualcosa di adorabile e geniale, l'inno di ogni fangirl, invece io nei suoi confronti ho provato solo tanta tanta noia e irritazione. Ora, a lettura finita, mi sento come se questo libro non mi avesse lasciato nulla. Aspettative troppo alte? Forse. Ma non solo. Il libro a mio parere è pieno di difetti. Innanzitutto, invece di puntare sul divertimento e la leggerezza come speravo, finisce per affrontare tematiche molto serie, che rendono la storia troppo pesante. Non mi dispiace che vengano trattati argomenti seri ovviamente, ma a questa povera famiglia ne succedono davvero di tutti i colori, non c'è un solo membro della famiglia che sia equilibrato e tranquillo. Il troppo storpia. Certo abbiamo tutti i nostri problemi, ma esagerare con le disgrazie è una scelta che spesso mi fa storcere il naso e questo caso non fa eccezione. Il risultato è una caotica accozzaglia di drammi più o meno preoccupanti che appesantiscono inutilmente la storia e la fanno lentamente affondare. Tra la madre che le ha abbandonate e torna dopo dieci anni, così, tanto per, senza neanche provarci troppo, il padre svalvolato che se qualcuno non lo controlla si dimentica perfino di mangiare, la gemella alcolizzata.. Ecco, la mia sensazione è che l'autrice si sia seduta e abbia cercato di regalare un bel problema a tutti, tanto per aggiungere un po' di tensione (?). Un altro grosso problema di questo libro poi è proprio la protagonista, Cath. Nonostante per certi versi mi abbia ricordato me stessa, non sono davvero riuscita ad entrare in sintonia con lei. L'ho trovata spesso irritante e l'avrei presa a ceffoni in più di un'occasione. Non critico il fatto che sia molto 'casa e chiesa', non c'è niente di male a non amare le feste, gli alcolici, o anche solo la folla in generale. Non c'è niente di male nel trovare rifugio nella fantasia. Ed è comprensibile la sua paura delle novità, la sua ansia nei confronti di una nuova avventura come può essere l'inizio del college lontano da casa. La capisco perfettamente, perchè tutte queste cose si possono dire anche di me. Le protagoniste sfigate e asociali di solito le adoro. Ma c'è un limite. Cath ha paura praticamente di tutto. Vive di barrette energetiche per più di un mese perchè ha paura di chiedere dove sia la mensa, per farvi un esempio. Crede sempre di non essere all'altezza e di non farcela. Scappa, scappa, scappa. Non è capace di affrontare neanche la più piccola difficoltà. Si fa continuamente mille problemi per tutto e sprofonda sempre di più in un mare di ansia e paranoia che io in confronto sono rilassata e intraprendente. Il che è tutto dire. Capisco costruire un personaggio che sia completamente in contrasto rispetto alle solite eroine coraggiose, ma lei pare davvero avere qualche problema serio. Parliamo poi dei suoi rapporti con l'altro sesso? La sua storia con Abel, il fidanzato delle superiori, è talmente vuota, inutile, che ci si dimentica subito che lui esiste. Non è un fidanzato, ma un soprammobile carino che lei non ha voglia di nè spolverare nè di togliere dalla mensola. Il suo rapporto con Levi invece evolve in modo un po' più profondo, e finalmente sentiamo qualche farfallina nello stomaco, ma anche la loro storia manca di emozioni vere. Mi hanno regalato qualche sorriso, qualche momento dolce, ma nulla di più. Levi è un personaggio davvero carino e adorabile, sempre sorridente, sempre disponibile. E' un bravissimo ragazzo, che studia e lavora e si impegna tanto. Ma l'autrice calca la mano troppo pesantemente su questo lato della sua personalità. Alla centesima volta che aiuta una vecchietta ad attraversare la strada o sorride ad un bambino o accarezza un cucciolo, viene quasi voglia di strozzarlo. E' una specie di pony che vomita arcobaleni glitterosi. Mi ha disturbato non tanto il personaggio in sè, Levi è il mio 'tipo' letterario, è il genere di protegonista maschile che prediligo, quanto il fatto che l'autrice continuasse a sottolineare e sottolineare questo aspetto a ripetizione e insistentemente, fino quasi a fartelo entrare in antipatia. E' buono, dolce e maraviglioso, abbiamo capito. Ora però basta. Lui e Cath sono molto carini, ma.. A parte i soliti malintesi e incompresioni che fanno perdere un sacco di tempo e alimentano la tensione (inesistente comunque, era talmente palese) quando alla fine si mettono insieme sono talmente noiosi da essere imbarazzanti. Non un minimo di tensione sessuale, un po' di pepe, nulla. Passano il tempo a leggere fan fiction. Il che è carino, ma fino ad un certo punto. Lei non si lascia toccare. Fa di ogni movimento un problema di stato. Ci mettono praticamente tutto il libro solo a baciarsi. Frustante. Inoltre ho trovato in questo libro veramente troppi clichè. Ogni volta che entrava in campo un nuovo elemento, sapevo perfettamente dove sarebbe andata a parare la faccenda. Nulla mi ha sorpreso. Il re dei clichè è sicuramente la caratterizzazione delle due sorelle gemelle. Una tranquilla, seria, un po' sfigata e asociale, con le sue magliette nerd, gli occhiali, l'altra..indovinate? Fighetta, festaiola, piena di ragazzi e un po' ochetta. Non l'avrei mai detto. Ma parliamo di alcuni dei punti centrali di questa storia: le fan fiction, Simon Snow e la scrittura. Devo dire che le fan fiction sono tra le poche cose che salvo. Cath parla moltissimo delle sue fan fiction, che online sono seguite da migliaia di persone, e nel corso della storia condivide stralci dei suoi lavori. Questo mi è piaciuto. Come anche tutto il lato fangirl e nerd della storia: le premiere in costume, le code di mezzanotte per il nuovo libro, i forum, i poster, i gadget. Mi è piaciuto vedere come Cath sia diversa quando è dietro uno schermo. Ha una vera e propria doppia vita. Il problema è Simon Snow. E' evidentemente un omaggio a Harry Potter, una sua versione fittizia, non ci sono dubbi. L'autrice ha costruito tutto un mondo che rispecchia la serie della Rowling e il fenomeno che ha rappresentato, e funziona bene, ma poi fa un errore: cita Harry Potter in persona. Com'è possibile che le due serie convivano? Sarebbe plagio. E' bastato questo a far crollare tutto. Simon Snow non può esistere in un mondo in cui esiste Harry Potter. Punto. Per quanto riguarda la scrittura, le scene in cui Cath scrive sono tra le più belle. E' bello vedere come si perde, come si esalta. Cath però è bloccata dalle sue paure, anche se è una brava scrittrice: si sente a suo agio solo con Simon Snow, non vuole scrivere cose sue, inventare un mondo suo. Vuole solo Simon e gli altri personaggi del suo mondo. E qui l'ho davvero mal digerita. Sembra davvero una bambina capricciosa che batte i piedi perchè vuole il gelato. *gne gne gne* Se fossi stata la sua professoressa, l'avrei mandata a zappare, altro che scrivere. Per concludere questo papiro, questo libro per me è stato una delusione cocente. Una storiella noiosa, con una protagonista irritante (da cui non mi sento per niente rappresentata come fangirl) il cui unico pregio è quello di strizzare l'occhio al mondo di Harry Potter e delle fan fiction. Lo dico a malincuore. Ma a tanti è piaciuto, quindi magari sono solo io. La mente umana è strana lol Non linciatemi please ç_ç          Valutazione: Così così    

"Hai letto i libri?" "Ho visto i film."
Cath roteò gli occhi a tal punto che le fecero male. (Davvero) (Forse perchè era ancora sul punto di piangere). "Quindi non hai letto i libri."
"Non sono molto una persona da libri."
"Questa deve essere la cosa più idiota che tu mi abbia mai detto."

3 commenti:

  1. ma no :( mi dispiace troppo che non ti sia piaciuto :/ credo sia la prima recensione non super positiva che leggo! A me ispira tantissimo, e spero possa piacermi... mi spiace!

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  2. Peccato che non ti sia piaciuto! Io ho letto tante recensioni positive e perciò acquistato l'e-book. Spero davvero di riuscire ad apprezzarlo!

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  3. Ma dai! O.O Ne parlano tutti bene da sempre! La tua recensione però mi ha fatta morire!!! XD Chissà perché quelle negative sono sempre le più divertenti?! :P

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