mercoledì 22 ottobre 2014

Dal libro al film #14: The Giver

Ciao a tutti! Oggi vi parlo di The Giver, il film tratto dall'omonimo romanzo di Lois Lowry, un film che attendevo con ansia perchè ho amato alla follia il libro. Purtroppo, anche se la visione è stata piacevole e a tratti commovente, in generale il film non è stato all'altezza delle mie aspettatative e mi ha un po' deluso. Voi l'avete visto? Cosa ne pensate? Sono stata troppo severa? lol


Titolo: The Giver - Il mondo di Jonas
Titolo originale: The Giver
Regista: Philip Noyce
Anno: 2014 
Prodotto da: As Is Productions, Tonik Productions, 
Durata: 97 min     
Budget: 25 milioni di dollari
Incasso totale: 62 milioni di dollari (ancora in sala)
Cast:   Brenton Thwaites, Jeff Bridges, Meryl Streep
Tratto da: The Giver di Lois Lowry


Trama: In una società futuristica dove tutte differenze tra individui sono state annullate e non esiste possibilità di scelta, come ogni anno, sta per svolgersi la “Cerimonia dei 12”. In un mondo in cui non si ha il ricordo dei mali e delle sofferenze, solo ad uno sarà assegnato il compito di Custode delle Memorie dell’Umanità. Jonas, sedici anni, inizierà a provare sulla propria pelle tutte quelle sensazioni che a nessun altro membro della comunità sono concesse: i colori, il significato dell'amore, del dolore, della frustrazione, ed il terribile segreto della Società in cui vive. Si rende conto, quindi, che la strada verso la conoscenza è un cammino molto pericoloso.

Dal libro al film: similitudini e differenze
The Giver è una serie distopica dalla pubblicazione molto travagliata che ho avuto modo di conoscere un paio di anni fa, quando è uscito in libreria il suo ultimo capitolo insieme ad una ristampa dell'intera serie. Tra la pubblicazione del primo e dell'ultimo volume sono trascorsi vent'anni. Roba da far impallidire quelli che dopo un anno o due di attesa iniziano a protestare lol Quando l'ho scoperto sono stata incredibilmente grata di  potermela godere tutta d'un fiato, perchè l'ho davvero adorata e mi ha iniziata, insieme ad Hunger Games, al genere distopico, che ora è uno dei miei preferiti. Le mie aspettative per questo film, basato sul primo capitolo della quadrilogia, erano quindi davvero molto alte e purtroppo sono state in parte deluse, soprattutto per via delle tante modifiche apportate alla versione cinematografica. Non è un brutto film, la visione è piacevole, non annoia, e alcune modifiche mi sono piaciute molto, ma in generale non si è dimostrato all'altezza del libro. Come sempre iniziamo parlando del cast. Jonas, il protagonista, è interpretato da Brenton Thwaites, un attore che non conoscevo e la cui scelta inizialmente mi ha lasciata perplessa. Sì perchè nonostante l'età del personaggio sia stata aumentata da dodici a sedici anni, scelta che ho capito e approvato, la parte è stata data ad un attore che ne ha ben venticinque. E si vede. Forse non li dimostra tutti, ma si vede che è adulto e non un ragazzino. Avrei preferito qualcuno un po' più vicino alla giusta età del personaggio, ma tutto sommato non mi è dispiaciuto. Il giovane protagonista però è stato messo in ombra dal fenomenale Jeff Bridges, nel ruolo del Donatore: era proprio come me lo immaginavo e le scene che lo riguardano sono sicuramente quelle che mi hanno più emozionato e colpito. E' stato il migliore. I genitori di Jonas sono interpretati da Alexander Skarsgård e da Katie Holmes e nessuno dei due mi ha fatto particolarmente impazzire. Per lei ho ancora una forte antipatia dai tempi di Dawson's Creek, e lui l'ho trovato un po' insulso, anche se belloccio. L'unica della famiglia che si salva è la sorellina, Lily, interpretata dall'adorabile Emma Tremblay, vivace e solare come la immaginavo.  Poi ci sono Fiona e Asher, gli amici di Jonas, interpretati da Odeya Rush e Cameron Monaghan. I loro personaggi sono stati completamente stravolti e ve ne parlerò meglio tra poco, ma, concentrandomi solo sulla loro performance e ignorando le modifiche con cui hanno dovuto avere a che fare, non mi sono dispiaciuti, ho trovato Odeya molto carina. Un personaggio che proprio non mi è piaciuto è il Capo degli Anziani interpretato da Meryl Streep: nel romanzo è un'entità non ben definita e marginale, assolutamente non rilevante, mentre nel film l'hanno fatta diventare un vero e proprio cattivo. C'era davvero bisogno dell'ennesimo antagonista banale quando il vero villain di questa storia è l'intera società? Meryl Streep comunque ha fatto un buon lavoro, costruendo un personaggio assolutamente detestabile, per quanto inutile. Ultimo appunto sul cast: Taylor Swift. Ora, sapevo che il suo era un ruolo piccolo, ma il suo viso appare sui cartelloni del cinema insieme a quelli dei protagonisti, quindi pensavo avesse un ruolo relativamente importante per quanto secondario. Il suo personaggio, Rosemary, mi piace tantissimo e avrebbe meritato più spazio. Invece appare come ologramma offuscato un paio di volte. Fine. Mia cugina a fine proiezione mi ha detto 'Ma non doveva esserci Taylor Swift?' Ecco, per farvi capire. Praticamente l'hanno usata come specchietto per le allodole. Un peccato, perchè la adoro e avrei voluto vederla un pochino di più. Insomma, il cast mi è piaciuto così così, chi più chi meno, ma non sono loro ad avermi davvero deluso: il vero problema sono le troppe modifiche fatte rispetto al libro. Innanzitutto, i personaggi di Fiona e Asher sono stati completamente stravolti. Per quanto riguarda Fiona, il cambiamento è stato soprattutto nel suo ruolo: da personaggio di contorno piuttosto inutile e marginale di nessuna importanza è diventata coprotagonista e interesse amoroso di Jonas. Questa è una delle poche modifiche che ho approvato, perchè adoro le storie d'amore, specie se con un pizzico di dramma.  Rendere il rapporto tra Jonas e Fiona più complesso è stata un'idea che mi è piaciuta davvero molto e i due attori hanno dimostrato una buona chimica. Ma se per Fiona i cambiamenti hanno funzionato non posso dire lo stesso di Asher, che invece è stato stravolto profondamente. Il ragazzino burlone, scherzoso e sempre in mezzo ai guai conosciuto tra le pagine del libro è stato sostituito da un soldatino ligio alle regole tutto sissignore qui e rispetta le regole là. Ne sono rimasta davvero delusa perchè era un personaggio adorabile che amavo molto e l'hanno trasformato in un'insopportabile rompipalle. Ci sono stati molti altri cambiamenti, piccoli dettagli: nel film si parla di un'inizione, del libro di una pillola, nel romanzo Fiona è scelta come assistente degli anziani, nel film come puericultrice, insomma, piccole cose, su cui si può sorvolare, ma la parte che mi ha più deluso di più è stato sicuramente il finale. Nel film la fuga di Jonas è improvvisata, è tutto un corri corri, pugni che volano, guardie che lo inseguono, urla e lui a bordo di questa motocicletta futuristica con il povero bimbo nel portapacchi. Non parliamo poi della parte in cui Asher lo insegue sulla navicella e dovrebbe catturarlo per eliminarlo. No, non ci siamo. Nel libro la fuga di Jonas è un piano calcolato nei dettagli, pianificato da settimane insieme al Donatore. Si accorgono sì della sua assenza, ma solo quando ormai è lontano, mandano qualche navicella a cercarlo ma nessuno riesce a trovarlo. Nel film hanno voluto strafare come al solito con salti antigravitazionali e inseguimenti. E' stato tutto troppo esagerato. Una cosa però mi è piaciuta del finale: nel libro non ci viene raccontato cosa succede nella Comunità dopo la fuga di Jonas, mentre nel film vediamo le memorie tornare tra la gente: una scena davvero bella ed emozionante. Un'altra cosa che mi è tanto piaciuta è stata la scelta di iniziare il film in bianco e nero e renderlo via via colorato mano a mano che Jonas inizia a vedere il mondo a colori. Davvero bello e d'effetto. Insomma, questo film ha tanti difetti, ma anche molti pregi. E' un film che si fa guardare volentieri, che fa riflettere ed emozionare, che fa scendere qualche lacrima, ma non è assolutamente allo stesso livello del meraviglioso libro da cui è tratto.

Curiosità
- Jeff Bridges ha comprato i diritti del libro oltre vent'anni fa e inizialmente il ruolo del Donatore doveva essere di suo padre Lloyd Bridges, morto nel 1998. L'attore ha rivelato anche che esiste una versione casalinga del film girato per divertimento con suo padre e la sua famiglia molti anni fa.
- I produttori del film sono andati a parlare a Taylor Swift della sua partecipazione al progetto direttamente nel backstage di un suo concerto a Los Angeles
- Il film è stato girato a Cape Town e Johannesburg (Sud Africa) e nello Utah (USA).
- Capitava spesso che il cast improvvisasse uno spettacolo musicale nell'hotel dove alloggiavano a Cape Town: Jeff Bridges suonava la chitarra, Taylor Swift il piano e.. Alexander Skarsgård cantava con una birra in mano.

8 commenti:

  1. Anche io avrei preferito personaggi più piccoli, proprio come quelli del libro. Non mi è piaciuto il fatto di aver messo la 'storia d'amore' tra Jonas e Fiona, del tutto inutile secondo me. Ma alla fine l'ho apprezzato.

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    1. Diciamo che avendo alzato l'età dei protagonisti la storia d'amore era inevitabile :/ Però alla fine quella non mi ha neppure disturbato particolarmente xD

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  2. Il film non ho ancora avuto modo di vederlo, il libro però non mi è piaciuto troppo, quindi magari nel mio caso potrebbe essere positivo che il film non sia così fedele al romanzo, chissà!

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    1. Se il libro non ti ha fatto impazzire magari il film ti può piacere di più, c'è più azione, la storia d'amore, un cattivo.. Chissà, magari lo apprezzi più di me :D

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  3. Ho visto anche io il film! A me è piaciuto tanto *^* non ho letto il libro ma sto cercando ovunque la vecchia edizione che hanno tolto dal mercato :( mi piacerebbe leggerlo così posso fare un paragone!

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    1. Guarda io la serie te la consiglio tantissimo, l'ho trovata spettacolare e davvero bella, particolare. Poi contiamo che è stato uno dei primi distopici, quindi una pietra miliare, da leggere :)

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  4. Anche a me sono piaciuti gli effetti tecnici, come la scelta del bianco e nero.. però concordo con il tuo giudizio sul cambiamento dei personaggi, sopratutto di Asher e dell'inseguimento (a mio parere era per inserire più azione)
    Ecco appunto il ruolo di Meryl Streep era troppo calcato..
    in generale però mi sono piaciute le interpretazioni, come hai detto tu molto piacevole, ma il libro è una cosa diversa e assai migliore :)

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    1. Il libro è tutta un altra cosa, poi una serie stupenda :D

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