domenica 24 settembre 2017

RECENSIONE | Aspettami fino all'ultima pagina - Sofίa Rhei

Aspettami fino all'ultima pagina di Sofίa Rhei 
Autoconclusivo
Newton Compton (2017) | 256 pagine | 10 Euro

Silvia ha quarant'anni e vede ormai allontanarsi sempre di più il suo sogno di costruire una famiglia felice. Da tre anni è innamorata di Alain, un uomo sposato che la tiene legata a sè con parole dolci, notti infuocate e promesse vane. Dopo l'ennesima delusione, con una casa ancora una volta vuota e il cuore a pezzi, Silvia è finalmente decisa a lasciarselo alle spalle definitivamente, ma lui torna alla carica e gli bastano poche parole per averla di nuovo ai suoi piedi. Come sempre. Silvia odia essere così debole, sa che quella non è una relazione sana, ma non riesce a fare a meno di lui. Preoccupata, la sua amica Isabel la convince a parlare con un terapeuta che l'aiuti a fare chiarezza dentro di sè. Ma l'uomo che Silvia si trova davanti è molto diverso da quello che si aspettava, e l'accompagna in un viaggio alla ricerca di se stessa attraverso le pagine di libri bellissimi, che la portano sempre più lontana da Alain e dritta tra le braccia dell'affascinante Odysseus... 

Recensione
Eccone un altro. Inseritelo nell'infinita lista di libri che iniziano bene, con idee e situazioni interessanti, e poi finiscono per sprofondare nella banalità e nella noia più totale. Un fenomeno in Spagna, acclamato e applaudito, grande successo, tante belle parole... e poi siamo sempre allo stesso punto. Best seller, non li capirò mai. La trama e la bellissima copertina mi avevano decisamente incuriosito, tanto che era stata una delle uscite Newton Compton annunciate all'incontro al Salone di Torino che mi ero assolutamente ripromessa di leggere. Sono stata davvero felicissima di riceverne una copia dalla casa editrice, tanto che è finita dritta sul comodino, davanti ad altri libri in attesa di essere letti. Io ci ho messo tutto l'entusiasmo possibile, ma purtroppo le mie aspettative sono state deluse.

In realtà la prima metà del libro non è niente male. Silvia vive un periodo molto buio a causa di Alain, un uomo sposato con cui ha una relazione clandestina da diversi anni. Tra loro non è solo sesso, ma vero amore, e lui continua a prometterle che lascerà la moglie per lei e che un giorno potranno vivere il loro amore alla luce del sole. Ovviamente, sono solo parole al vento. Un classico. Lui non merita neppure l'appellativo di uomo. É solo un viscido verme che pretende di avere due donne ai suoi piedi, ma poi non riesce a renderne felice neppure una. Comportandosi così, ha finito solo per avere una moglie infelice ed arrabbiata e un'amante sempre più ferita e delusa. É uno di quegli individui che meritano la solitudine. Silvia soffre tantissimo per questa situazione, ma nonostante lui la tratti come una ruota di scorta e non mantenga mai le sue promesse, lo perdona sempre. Ogni volta che litigano per qualche motivo, lui poi torna alla carica pieno di belle parole e dolci promesse e lei ci casca sempre, incapace di resistere al suo fascino. É una situazione frustrante. Silvia è consapevole di quanto sia malata e sbagliata la loro relazione, ma non riesce a vivere senza di lui. Non riesce a trovare il coraggio che le servirebbe per chiudere per sempre con lui. Non riesce ad arrendersi, cerca di vedere del buono anche dove non c'è perchè ormai ha quarant'anni e chiudere quella relazione significherebbe accettare di aver sprecato tre anni della sua vita in qualcosa che non le porterà nulla, e prendere consapevolezza del fatto che rischia di rimanere sola e non avere mai una famiglia. La situazione non è facile e Silvia è davvero nel pallone, così la sua amica Isabel le consiglia di vedere un terapeuta.

E qui entra in scena l'elemento che più mi è piaciuto della storia. Il terapeuta è un tipo un po' particolare: lavora solo attraverso i libri. Ad ogni seduta affida a Silvia una lettura grazie alla quale poi l'aiuta ad incanalare le sue emozioni e a riflettere sulla sua vita. Ho trovato quest'idea molto azzeccata, perchè è proprio vero che i libri possono essere terapeutici, leggere ci aiuta a riflettere e a vedere le cose in modo diverso (e ovviamente, sono un antidoto alla tristezza!). Quante volte ci capita di incontrare un personaggio con cui condividiamo gli stessi dolori? Quante volte ci rendiamo conto dei nostri errori solo dopo averli visti ripetere dal personaggio di un libro? Mi è capitato tante volte, e il nome del mio blog ne è testimone. Quando sono triste, triste davvero, i libri sono l'unica soluzione. Una bellissima idea, di cui ho condiviso a pieno la filosofia, ma che avrebbe potuto essere sfruttata meglio. Quest'aspetto della storia a mio parere avrebbe dovuto essere centrale, invece purtroppo si è rivelato molto marginale. Silvia incontra il terapista solo tre volte e questo le basta per risolvere tutti i suoi problemi. Il suo percorso avrebbe dovuto essere al centro della narrazione. I libri avrebbero dovuto essere il cuore di questa storia. 

Fino alla metà del libro, comunque, mi stavo godendo la lettura, elencando mentalmente i dodici modi più fantasiosi in cui avrei voluto uccidere Alain. Poi il crollo. Un crollo che ha un nome e un cognome. Odysseus Thanos. Dalla sua entrata in scena le cose sono andate peggiorando fino a rendere la storia veramente banale ed insopportabile. Odysseus è un misterioso giovanotto che inizia ad aggirarsi per gli uffici dell'azienda dove lavora Silvia. Ovviamente lui la nota, anzi ne resta folgorato, tanto che, nonostante la conosca a malapena, la invita ad accompagnarlo durante un viaggio di lavoro all'estero. Certo. Chi non partirebbe all'istante. Ma ovviamente tutto va meravigliosamente, tutto è perfetto. Lui è bello, ricco, interessante. Il suo lavoro gli permette di conoscere personaggi famosi e pezzi grossi in ogni ambiente, così le da addirittura la possibilità di conoscere la sua attrice preferita, che diventa la sua nuova migliore amica. Ė tutto troppo perfetto, melenso, noioso. Con lui è pura magia e Silvia si dimentica di Alain in tre secondi netti, salvo poi farsi prendere dai sensi di colpa e finire invischiata in questo triangolo amoroso assurdo in cui lei saltella dall'uno all'altro completamente nel pallone senza sapere dove sbattere la testa. Ho perso sempre più l'interesse per la vicenda e ho trovato Silvia sempre più insopportabile. All'inizio mi faceva tenerezza, perchè si vedeva che ci teneva davvero ad Alain ed era pronta a rischiare il tutto per tutto per lui. Non voleva arrendersi. Conosco la sensazione. Ma poi basta che arrivi il primo belloccio e cambia tutto. Come se per dimenticare un amore, l'unica cosa possibile fosse buttarsi tra le braccia di un altro uomo. Ho finito per odiarla. Ps. Sesso in un carro funebre. Ho detto tutto.

Cosa mi aspettavo da questa libro? La storia di una donna in difficoltà che attraverso i libri scopre che prima di essere felici accanto ad un uomo, dobbiamo essere felici con noi stessi. Cosa ho avuto invece? La storia di una donna incapace di stare sola, che cerca l'amore ad ogni costo. Poteva essere molto meglio di così, ed è un vero peccato. Però carino l'inaspettato plot twist finale sul terapeuta, fuori dalle righe. Ha risollevato per un attimo le mie speranze, ma ormai era tardi.    

 
Così così

"La vita offre tanti inizi affascinanti, esordi possibili di storie incredibilmente promettenti. Ma pochissimi di questi inizi si svilupperanno in una trama e ancor meno avranno un finale all'altezza. L'unico modo per guarire dagli inizi era trovare, o costruire, un proseguimento altrettanto accattivante. E questo poteva farlo soltanto il lettore, cioè lo spettatore della vita. Se stessa."

1 commento:

  1. Gran coraggio per essere arrivata alla fine, io l'ho abbandonato xD
    E ho fatto pure bene perché altrimenti avrei scritto una recensione molto, molto, molto pessima e abbastanza cattiva. Non nei confronti dell'autrice, ma proprio del libro.

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