lunedì 1 maggio 2017

RECENSIONE: Madame Claudel è in un mare di guai - Aurélie Valognes

Madame Claudel è in un mare di guai di Aurélie Valognes
Autoconclusivo
Newton Compton (2017) | 224 pagine | 9,90 Euro

Ferdinand è sempre stato un uomo difficile, ma la vecchiaia l'ha reso veramente insopportabile. Scorbutico, antipatico, intrattabile. E' convinto che il mondo ce l'abbia con lui, ma in realtà non fa altro che raccogliere quello che ha seminato. La moglie, dopo averlo sopportato per una vita, l'ha lasciato per scappare con il postino. La figlia si è trasferita il più lontano possibile, insieme al suo nipotino. Anche nella palazzina in cui vive tutti lo odiano, in particolare la portinaia, e lui non fa che peggiorare la situazione comportandosi malissimo con loro. L'unica che è rimasta sempre al suo fianco è Daisy, il suo alano. E quando lei muore, Ferdinand decide di farla finita. Ma il suo tentativo va male e le minacce della figlia di rinchiuderlo in una casa di riposo hanno la meglio sulla sua testardaggine, così finalmente si decide di accettare l'aiuto della vicina Madame Claudel. Ma la sua salvezza sarà la piccola Juliette, figlia dei nuovi condomini, che entrerà nella sua vita come un uragano e senza chiedere il permesso, sgretolando piano piano il muro di indifferenza che si era costruito attorno.   

Recensione 
Prima di iniziare a parlare del libro, vorrei aprire una piccola parentesi. Credo che questo sia uno dei più grandi casi di discrepanza copertina/contenuto che mi sia capitato tra le mani in molti anni. La copertina è molto femminile, con una delicata illustrazione all'acquarello e un titolo buffo che scatena subito l'idea di un'allegra vecchietta combinaguai, invece la storia parla di tutt'altro! Tanto per chiarire, il protagonista è Ferdinand, un ottantatreenne che di buffo non ha proprio nulla. E' scontroso, scorbutico, antipatico. Il classico vecchietto che odia tutto e tutti. E la nostra Madame Claudel in che guai si sarà cacciata? Nessuno! Anzi, è il personaggio più equilibrato e tranquillo della storia e nonostante abbia oltre novant'anni se la cava egregiamente, vive da sola in una casa bellissima, organizza tornei di carte con le amiche e aiuta i vicini scontrosi nonostante non lo meritino. Il suo unico problema è quello di avere Ferdinand come vicino, ma tutto sommato se la passa bene. Non vado pazza per questo genere di titoli, ma se proprio dovete usarli almeno che siano attinenti e che rispecchino il contenuto! Chiusa parentesi.

Titolo a parte, ero curiosa di leggere questo libro e speravo di farmi qualche bella risata, ma devo dire che purtroppo mi ha deluso. Un'idea interessante, una pessima esecuzione. Mi avevano promesso una storia ''esilarante come Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve'' e ''commovente come L'eleganza del riccio'' ma personalmente l'ho trovato solo irritante, dall'inizio alla fine, nonchè piatto e noioso. Privo di qualsiasi emozione. Di solito simpatizzo per i vecchietti burberi, ho amato Up della Pixar e il sopracitato libro di Jonas Jonasson, ma Ferdinand è davvero oltre ogni ragionevole simpatia. Non è solo burbero, è proprio una carogna, come uomo, come marito e come padre. Lo è sempre stato ma la cosa è peggiorata sempre di più con l'età. Non c'è da stupirsi che la figlia si sia trasferita il più lontano possibile e la moglie sia scappata con il postino. Non vedo mai di buon occhio i tradimenti, ma quella povera donna ha avuto fin troppa pazienza. Alcune delle scene in cui lui ricorda il loro rapporto sono davvero raccapriccianti. La trattava più come una serva che come una moglie. E la cosa peggiore è che lui non rinconosce neppure i suoi errori. Si piange addosso, dice che tutti ce l'hanno con lui, che è sfortunato, ma mai una volta che riconosca le sue colpe, che guardi in faccia la realtà accettando che se tutti lo odiano è solo colpa sua! Nonostante tutto i suoi vicini cercano sempre di essere gentili, passano sopra al suoi sgrabi, gli offrono perfino aiuto, e lui ci sputa sopra! Non merita assolutamente la loro gentilezza! Per una buona metà del libro non fa che pensare cose terribili su come danneggiare la portinaia, sporcando e rovinando tutto il possibile nella palazzina e nel giardino che lei cura con attenzione. E' un vecchietto pieno di rabbia e di rancore per cui è impossibile provare pena. Solo quando parlava del suo cane Daisy emergeva in me un pizzico di simpatia. Ma giusto un pizzico. Ferdinand è uno dei protagonisti più terribili che io abbia mai incontrato.

Ma il problema di questo libro non è solo il suo protagonista. L'elenco è lungo. Durante la narrazione incontriamo soprattutto lunghi monologhi del protagonista, che si piange addosso e se la prende con tutti, e in quei pochi dialoghi che ci sono, le voci dei vari personaggi sono quasi indistinguibili. Prendiamo Juliette, per esempio. Se non me l'avessero detto non avrei capito che a parlare era una bambina di dieci anni. Il suo tono e il suo linguaggio ricordano più quello di un'adulta. In generale, ho sentito che mancava qualcosa nella narrazione. E' piatta, fiacca, poco coinvolgente.  L'ho trovato anche mal sviluppato, con una parte centrale troppo lenta, un finale troppo veloce e uno scarso sviluppo dei personaggi e dei rapporti tra di loro. Non parliamo poi di una serie (molto lunga) di elementi veramente poco (molto poco) credibili. Una bambina si autoinvita a casa tua senza nemmeno conoscerti? Per dirne una. E tutta la vicenda del cane? Non posso credere che una cosa simile possa succedere davvero! Verso la fine ho avuto la sensazione che tutto fosse un po' troppo drammatizzato con l'intento di commuovere il lettore. Nel mio caso, senza successo. Sono rimasta impassibile, in tutta onestà. E io sono una che si commuove sempre!   

Juliette e Madame Claudel sono i due personaggi secondari più di rilievo e, almeno loro, mi sono piaciute. Anzi, sono a mio parere l'unica cosa positiva di tutto il libro. Juliette è una piccola trottola impazzita che chiacchiera a raffica e adotta Ferdinand come nonno. Madame Claudel è una forza della natura, una donna che nonostante l'età se la cava ancora alla grande ed è piena di voglia di vivere. Avrebbero meritato più spazio! Sono le uniche a portare un pizzico di brio in questa storia così piatta.

In conclusione, questo libro è una lettura veloce che può accompagnarvi per qualche ora senza impegno, ma che non lascia più di tanto. Non emoziona, non diverte, non commuove, a differenza di ciò che mi sarei aspettata. Ho provato solo irritazione e frustrazione, nonchè una completa avversione verso il protagonista. Ogni tanto le copertine ci fregano davvero. Non vi dico di non leggerlo, ovviamente, ma per quanto mi riguarda purtroppo è un grande e categorico no. 

 
Così così

"Si dice che si diventa adulti quando emerge la consapevolezza che un giorno moriremo.Per me è successo a sei anni,a un'età in cui s'impara a leggere e scrivere,non a contare le persone che mancano.''

"Le confido un segreto: ha una cotta per lei. Ha detto a tutte le infermiere e ai suoi nipoti che un qualcosa di Clint Eastwood e di Antony Hopkins, in versione più matura."

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