sabato 22 aprile 2017

RECENSIONE: Equazione di un amore - Simona Sparaco

Equazione di un amore di Simona Sparaco
Autoconclusivo
Giunti (2016) | 352 pagine | 18 euro 
 
Lea ha una vita perfetta e agiata. Un bell'appartamento nell'organizzata e futuristica Singapore, un marito, Vittorio, responsabile e affidabile, tanti progetti, il sogno di un figlio. In più, il libro che ha scritto sta per essere pubblicato. Per questo torna per qualche mese in Italia per lavorare al suo manoscritto e definire i dettagli della pubblicazione. E proprio nella caotica Roma tutto cambia, quando i suoi occhi incontrano quelli di Giacomo, il più temuto fantasma del suo passato, il grande amore della sua vita. Imprevedibile, inaffidabile. Le ha spezzato il cuore più volte di quante possa contarle. La prima volta quando era solo una ragazzina, tra i libri di matematica. E poi ancora e ancora. Non importa quanti anni passino. Eppure, continua ad attrarla. Continua a portare caos nella sua vita. E invece di scappare Lea si lascia trascinare da lui in un buco nero di bugie, paure, insicurezze, incapace di abbandonare quell'amore che l'ha accompagnata per tutta la vita, per cui non ha mai spesso di sperare.  

Recensione
Amo Simona Sparaco. Credo che sia una narratrice meravigliosa, con uno stile poetico, raffinato. Ogni volta che leggo un suo libro, mi ritrovo a segnarmi una marea di citazioni. Sa sempre colpirmi, commuovermi, farmi riflettere. Queste cose non sono mancate durante la lettura di questo libro. Ma se dello stile non posso davvero dire nulla, se è innegabile che le sue parole siano sempre un piacere da leggere, la storia e i personaggi stavolta non sono riusciti a conquistarmi. Emozioni altalenanti e contrastanti mi hanno accompagnato durante tutta la lettura, lasciandomi, alla fine, sinceramente furibonda e delusa. E' la storia di un amore malato, ossessivo, di una protagonista che non si accorge di ciò che ha, divorata da un desiderio impossibile, vittima di un uomo menefreghista e codardo che rifugge qualsiasi impegno. No, nonostante l'autrice sia una maestra con le parole, non posso dire di aver amato questo libro, a partire dalla protagonista, Lea. Si potrebbe pensare che sia una donna soddisfatta della sua vita, ma le sue frustrazioni emergono appena si gratta un po' la superficie. Singapore è bellissima, è efficente, organizzata, praticamente perfetta, ma a lei sta stretta e le manca l'Italia. Il marito Vittorio è un brav'uomo, un avvocato di successo, responsabile, affidabile, innamoratissimo, che non le fa mancare nulla. Lui ce la mette tutta, sinceramente, ma non vede che Lea sembra stare con lui più perchè le trasmette quella sicurezza che le è sempre mancata, piuttosto che per amore vero. E quanto la annoiano quelle cene eleganti in cui tutti parlano d'affari escludendola dalla conversazione. Lea è decisamente fuori posto in questa città, ed è molto felice di tornare per un po' in Italia, quando riceve una proposta di pubblicazione per il suo libro. Il problema è che quando torna incontra Giacomo. E lui non solo è il grande problema di Lea, ma è soprattutto il grande problema di questo libro. 

Ho detestato Giacomo come pochi personaggi in vita mia. La loro storia è travagliata, disturbante e segnata dalle fughe. Si conoscono a scuola e poi nel corso degli anni si scontrano varie volte, come se il destino volesse farli finire l'uno nelle braccia dell'altro ad ogni costo. Questi scontri hanno lasciato sempre Lea sola e con il cuore spezzato, ma nonostante questo lei ha continuato a sperare in lui, in fondo al cuore. Ma Giacomo è fatto così. E' uno spirito libero, allergico alle relazioni stabili e agli impegni. E, per dirla in modo un po' meno carino, è uno stronzo e un codardo. Lea continua a giustificarlo, a perdonarlo, a tornare sempre da lui nonostante tutto, convinta che ci sia qualche ragione profonda per il suo rifiuto. Masochista fino al midollo, la ragazza. L'ha sempre amato, questo sì, di un amore intenso, disperato. Un amore che non è mai stato ricambiato, che poi è sfociato nell'ossessione. Perchè Lea non è mai riuscita a viverlo per davvero, perchè niente è mai riuscito a dissuaderla che se davvero si fossero dati una possibilità le cose avrebbero funzionato. Un 'se' che ha condizionato tutta la sua vita. Vent'anni di speranze, sogni e delusioni. Neppure ora che è sposata riesce a lasciarselo davvero alle spalle, ristagna nel suo cuore e lo riempie di una malinconia che Lea non riesce a scacciare. Continua a pensare a ciò che potrebbe essere stato con Giacomo, finendo per non apprezzare a pieno il futuro che può avere con Vittorio. Per usare una metafora raffinata, Lea è po' come un cane che continua a sbattere contro la porta a vetri, senza capire perchè non riesce ad entrare lol Ho trovato tutto questo molto svilente. Lea è un personaggio debole, con poca personalità, schiava dei ricordi e dei 'se'. Giacomo è uno di quegli intellettuali arroganti che disprezzano tutto, fastidioso. Non mi sono proprio piaciuti. Che avrei fatto io? Non sono una tipa particolarmente vendicativa o che porta rancore, ma la fiducia è qualcosa di molto delicato che si spezza facilmente. E se fossi stata al posto di Lea, dopo tutto quello che Giacomo le ha fatto passare, non gli avrei affidato nemmeno il mio criceto, figuriamoci il mio cuore. Non ho mandato giù il fatto che lei giustifichi vent'anni di dolore e mancanza di rispetto da parte sua appena lui le apre finalmente il cuore raccontandole il suo passato. Troppo comodo. Non esiste. 

Il libro è molto ben scritto, amo lo stile della Sparaco e la sua poesia, ma questo non è bastato. Non sono proprio riuscita a mandare giù la storia tra Lea e Giacomo. Devo ammettere però che a poche pagine dalla fine, quando le cose stavano trovando una loro direzione e ormai pensavo di essere arrivata alla risoluzione di tutto, la mia valutazione era un più positiva. Vedevo un senso, un finale in cui nessuno sarebbe più fuggito, un cambiamento. Ma poi è arrivato. Un finale tremendo. La parte peggiore di questo libro. Ammetto che il lieto fine per me è quasi necessario, ma posso accettare altre alternative, se hanno un senso, se hanno un perchè. Ma qui l'ho trovato totalmente... senza senso, crudele, frustrante. Ho chiuso il libro furibonda e arrabbiatissima. Purtroppo tra me e questo libro le cose non hanno funzionato. Vi consiglio comunque di dargli una possibilità, perchè per voi può essere il libro giusto. Ho amato gli altri libri dell'autrice, spero che questa sia una piccola crisi passeggera tra noi.   

½ Così così 

“Ci sono amori che aprono spazi e altri che quegli spazi li riempiono. Amori che spalancano finestre, facendo entrare il vento, la pioggia, la neve; e altri che si preoccupano solo di proteggere, di tenere al riparo dalla intemperie. Giacomo era stato uno di quegli amori dolorosi, da porte aperte e mai richiuse. Era colato negli interstizi delle mattonelle, nelle crepe dei muri, non con l’intento di colmare o livellare, piuttosto con la voracità di un’infiltrazione. Eppure, il loro era stato un legame indissolubile, di quelli che si nutrono nell’oscurità dei ricordi.” 

5 commenti:

  1. Ciao Vanessa! Anch'io sono stata molto delusa da questo romanzo, così come da Se chiudo gli occhi. Credevo non avrei letto altro, invece con il recente Sono cose da grandi, che ti consiglio se non l'hai ancora letto, mi sono ricreduta.
    Buone letture :)

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    1. Sono cose da grandi mi manca, lo leggerò di certo. Ma il mio preferito resta Lovebook, il primissimo, che è una commedia adorabile e dolcissima :)

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  2. La mia prima volta con lo stile della Sparaco, Equazione di un amore, e personalmente mi era piaciuto molto. Per la prima volta in un romanzo "rosa", passami il termine, ho trovato un protagonista tale e quale a me. Mi sono rivisto in Giacomo, mi è dispiaciuto per Lea. Ho letto solo dopo Se chiudo gli occhi e, con il senno di poi, mi rendo conto che i romanzi sono davvero troppo simili per farsi apprezzare entrambi...

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    1. (stronzo e codardo, sì, ma è anche lei che si appiccica come una cozza allo scoglio: la sindrome della crocerossina la frega, quando lui non le chiede granché. C'è gente che sta bene da sola, spiace per chi si illude.)

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    2. Lei si accolla proprio, nonostante tra loro non ci sia mai stato davvero niente di che. Parte per la tangente, aggrappandosi a quegli episodi in cui sono stati vicini 'carnalmente' e lo giustifica sempre pensando che avrà di sicuro un passato oscuro e misterioso per cui continua a rifiutare il suo ammmore. Una bella coppia insomma x°D

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