sabato 9 aprile 2016

Incontro con l'autore: Rick Riordan a Bologna, code, semidei, spoiler e meet and greet

Ciao a tutti! Questa è stata davvero una settimana di fuoco e ho tantissimo di cui parlarvi: l'incontro con Veronica Roth, la Fiera del libro di Bologna.. ma ciò che ha la priorità su tutto è certamente l'incontro con Rick Riordan! Perdonatemi la lunghezza del post, ma non voglio perdere neanche un particolare e voglio raccontarvi proprio tutto tutto tutto, anche per chi purtroppo non è potuto essere presente!

Dunque, iniziamo. L'incontro si è svolto questo martedì a Bologna, città che per me era davvero perfetta, facilmente raggiungibile e molto comoda. Mi servono mezz'ora di auto e mezz'ora di treno per arrivarci e ci sono già stata molte volte. Sono partita da casa insieme a mia cugina Erica, anche lei grandissima fan, e in stazione a Bologna abbiamo poi incontrato Chiara (di Il castello tra le nuvole) e Martina (di Liber Arcanus). Tutte insieme abbiamo preso un autobus e poi abbiamo vagato un po' alla ricerca del Teatro Duse. L'abbiamo riconosciuto per la folla. Erano poco più delle dieci e già erano radunate un centinaio di persone! Una bella folla! Ma devo dire che vedere tutti questi appassionati lettori insieme, tutti con le magliette arancioni, le collane del fandom al collo, o addirittura in cosplay, è stato davvero bello. Come essere una grande famiglia. Mi aspettavo di vedere un pegaso o un centauro da un momento all'altro, come se fossimo davvero al Campo Mezzosangue *w* La fila piano piano si è allungata sempre di più. L'attesa è stata lunga, ma le ore sono volate grazie alla bella compagnia. A noi si sono aggregate nel corso del pomeriggio anche Juliette (di Sweety Readers), Nora (di Honey, there are never enough books) e Susi (di Bookish Advisor), oltre ad un gruppo di simpatici fan fiorentini nostri compagni di coda. I portici si sono riempiti sempre di più, accogliendo centinaia e centinaia di persone. Nonostante il tentativo di tenere la gente in ordine con numerini sulle mani, come sempre ci sono stati incivili, furbetti e gente poco rispettosa. Certo, i numerini sulle mani non erano 'ufficiali', ma un'idea dei fan in fila, preoccupati di vedersi superare, come effettivamente è successo. Ma numerini o non numerini, da che mondo è mondo uno quando arriva si mette in fondo alla fila! Mi dispiace molto che queste cose accadano puntualmente. Mi dispiace che la gente non abbia rispetto per gli altri, che se ne infischi del fatto che qualcuno abbia fatto sette o otto ore di coda, pensando egoisticamente solo a se stessi. E mi dispiace ancora di più vedere genitori aizzare i giovanissimi figli a passare davanti agli altri, portando i loro pargoli poco prima dell'inizio, tranquilli e beati, e sbraitando poi che "poverini, non sono riusciti ad entrare, che organizzazione di merda!". L'organizzazione non è stata perfetta, certo, ma credo che per un evento di questa portata la Mondadori abbia fatto molto e che se la gente avesse contribuito dimostrando rispetto e sale in zucca nessuno se ne sarebbe andato scontento. Scegliere un teatro come location è stata una grande idea, che ha permesso a ben mille fan di assistere all'incontro comodamente seduti. Se uno poi arriva due ore prima dell'inizio, quando la coda ha iniziato a formarsi alle prime ore del mattino, è ovvio che rimane fuori. Di spazio ce n'era molto, bastava arrivare per tempo! L'unico appunto che ho personalmente è che mi è stato riferito che a metà della platea sono state lasciate libere alcune file perchè 'riservate', che sono state poi occupate da fan arrivati molto tardi che dicevano di aver 'prenotato tramite Mondadori'. Erano proprio seduti davanti alle mie amiche, e la cosa è stata decisamente spiacevole per loro che erano lì dal mattino. Ehhhhmmm. Questa proprio non l'ho capita. Ma che vogliamo fare. 
Ma proseguiamo. Finalmente sono arrivate le 15.30, ora per la quale avrei dovuto presentarmi davanti alle porte del teatro con gli altri vincitori del meet and greet. Lì davanti ho conosciuto Alessandro, Greta, Sara e Ilaria, tutti carinissimi e giovanissimi. Mi sento vecchia ç_ç Mi sono trovata subito molto bene con loro e abbiamo iniziato a discutere animatamente del nostro incontro con Rick e di quanto fossimo emozionati. Ad un certo punto ci hanno fatto entrare. La folla scalpitava, ma le porte si sono chiuse subito dietro di noi. Buahahaha. Ci hanno fatto accomodare in una saletta e dopo qualche minuto Rick Riordan è arrivato! Che emozione *_* Aveva un super sorrisone e ci ha salutati velocemente prima di accedere ad un'altra saletta, per discutere di alcune cose super segrete che purtroppo non siamo riusciti ad origliare lol Quei pochi minuti sono sembrati un'eternità! Finalmente, è toccato a noi! Rick ci ha stretto la mano e sono state fatte le presentazioni, poi ci hanno scattato alcune foto di gruppo (che non ho ancora visto, ma spero di essere venuta bene almeno lì, visto che in quella singola sembro un criceto rosso e grasso lol). Abbiamo avuto la possibilità di fargli alcune domande e siamo rimasti sorpresi di scoprire che parla molto bene l'italiano, così abbiamo potuto discutere tranquillamente con lui, senza l'aiuto di un traduttore. Le domande che gli abbiamo fatto sono state più o meno tutte riprese anche durante l'incontro. Si è parlato delle Kane Chronicles, della pizza romana da lui definita 'tasteless' in uno dei suoi libri (ahi ahi!), dei rifiuti ricevuti dalle case editrici, del modo in cui tutte le mitologie possono coesistere nel mondo da lui creato. Gli abbiamo lanciato l'idea di una serie sulla mitologia orientale, che lui ha un po' smontato, come durante l'incontro, perchè dice di avere troppe idee e pochi anni ancora davanti lol. Abbiamo chiesto e ottenuto un po' di spoiler (ssssh!). Abbiamo discusso di come i suoi lettori siano sia giovanissimi che adulti, di come abbia fatto avvicinare tanti giovani alla lettura, di futuri viaggi a Roma, della sua mitologia preferita (quella greca!), dei film e di un possibile telefilm (come durante l'incontro, Rick non si è dimostrato entusiasta del lavoro fatto da Hollywood) e di come abbia scelto di descrivere i semidei come dislessici e iperattivi. "I ragazzi diversi sono molto speciali" ha detto, concludendo. Poi è stato il momento di foto e autografi, limitati anche per noi ad un solo libro, ma con dedica personalizzata. L'emozione è stata davvero tantissima. Per me è stato uno di quei momenti magici che non dimenticherò mai. Uno dei giorni più belli di sempre. Non riesco neppure a spiegarvi fino a che punto sia stato importante e significativo per me conoscerlo e potergli parlare. Voi che mi seguite lo sapete, nelle mie recensioni traspare sempre la grande ammirazione che ho per lui. Come vi ho detto altre volte, Rick Riordan è sempre la scelta giusta. I suoi libri sono puro genio. Sono felicissima di averlo incontrato e di aver scoperto che anche di persona è divertente e geniale come nei suoi libri. Come si fa a non amarlo? E ok, mi fermo o questo post diventerà più lungo di quello che già è. Insomma, infine ci siamo salutati e siamo entrati in sala, dove avevamo dei bellissimi posti riservati in prima fila. Grazie Mondadori, ci hai fatto sentire dei veri vip! xD

La sala era davvero molto bella e immensa, già pienissima di gente. Dopo un altro po' d'attesa finalmente è iniziato l'incontro. La folla è esplosa in un boato che neanche i One Direction lol Insieme a Rick Riordan sul palco c'erano una traduttrice (che poi poverina non ha lavorato molto, visto che lui ha parlato sempre in italiano) e Fabio Geda (autore di Berlin) che ha presentato l'evento e gli ha fatto tantissime domande. Di cosa hanno parlato? Ecco la trascrizione dell'intervista! (Ps. Rick parla benissimo italiano, ma ancora ci sta lavorando su, quindi io trascivendo ho corretto un po' i i suoi errori). 

Ciao a tutti! Innanzitutto scusatemi per il mio italiano, non è perfetto, sto imparando ancora, ma ci provo e spero che mi capiate.
Prima mi ha detto che non parla altre lingue, l'unica e la prima lingua che sta imparando è l'italiano. Un grande onore.
Fabio è stato gentile e mi ha mandato queste domande in anticipo.
Piccolo trucco.
Ho iniziato a studiare italiano nel 2014 a Boston. Ho cominciato perchè la mia famiglia aveva programmato una crociera da Roma ad Atene l'estate scorsa. In quel momento volevo imparare un po' della lingua. Dopo la crociera ho continuato i miei studi perchè mi sono innamorato dell'italiano. Sono a Bologna per continuare ad esercitarmi. E' molto più facile in Italia che a Boston.
Credo che se hai bisogno di un letto a Bologna qui c'è molta gente che ti ospiterebbe, o se hai bisogno di qualcuno che ti porti in giro, molti ti accompagnerebbero. 
Dell'Italia hai visto solo Bologna o anche altri luoghi?
Questo viaggio solo Bologna. Prima della crociera ero stato in Italia due volte. Nel 2008 sono andato a Bologna per la Fiera Internazionale del Libro e nel 2010 sono stato con la mia famiglia a Venezia. Durante la crocera abbiamo visitato Messina e Napoli. Ma viaggiavo anonimo, portando gli occhiali da sole. Oggi è la prima volta che faccio un evento pubblico in italia. Quindi grazie.
Da italiano sento fortissimo il bisogno di farti una domanda. E' vero che la mitologia romana appare nella serie Eroi dell'Olimpo, ma non hai dedicato una serie solo a lei, come hai fatto con i greci, i norreni, gli egizi. Perchè non hai dedicato una serie tutta a noi e agli dei romani?
Una domanda giusta. Sono cresciuto con i miti greci e romani, ma i due venivano sempre mischiati insieme. E' vero che la mitologia greca e romana non sono la stessa cosa, ma c'è un punto in comune. E' difficile scrivere la prima senza la seconda. Non so se riuscirei a scrivere una serie dedicata unicamente alla mitologia romana. Credo ci vogliano più ricerca, e più viaggi in italia.
Restando in Italia, c'è un personaggio che penso che tutti quanti conosciate che è Nico di Angelo. Nico è figlio di Ade e di Maria di Angelo ed è un personaggio straordinario, complesso. Sul sito rickriordan.com ti chiedono come hai fatto a costruire questo personaggio, perchè lo hai costruito in quel modo e sarebbe bello che tu condividessi quella risposta con noi.
Volentieri. Ho fatto l'insegnante per quindici anni e molti dei miei personaggi sono ispirati da miei ex alunni. Nico è un esempio. Secondo me è importante che i giovani lettori possano vedere loro stessi nei libri, identificarsi nei personaggi. Molti ragazzi non sono eterosessuali. Ho insegnato a molti ragazzi così, e a volte hanno difficoltà a scuola e a casa e l'importante per me è scrivere in modo che la loro esperienza sia rispettata e onorata.
Questo ci racconta anche che i libri per ragazzi non sono solo questo. Possono essere dei modi straordinari per raccontare la realtà. Spesso quando si parla di libri per ragazzi si pensa a cose un po' sciocche mentre invece secondo me i tuoi libri sono estremamente profondi e permettono a moltissimi ragazzi di appassionarsi ad una materia come la mitologia, la storia, ma anche alla realtà, quella che li circonda, quella in cui loro vivono. Senti, ci saranno altri personaggi italiani nel prossimo libro?
[La folla urla SPOILER SPOILER SPOILER]
Spoiler eh?
Vogliono qualche spoiler su Le sfide di Apollo.
La nuova serie ha luogo negli Stati Uniti, e sì, c'è un nuovo personaggio italiano. Si chiama Chiara Benvenuti ed è la figlia di Nike, la dea della buona fortuna. Chiara è romana ma non posso parlarvi esattamente del suo ruolo nella serie, mi dispiace.
Dicevamo che tu hai scritto di dei greci, romani, norreni, egizi, però alla fine torni sempre dai tuoi amici, dai tuoi greci. Davvero alla fin fine quel tipo di immaginario è quello a cui sei più legato o è Percy Jackson ad avere un posto speciale nel tuo cuore?
Fabio stai rivelando il mio segreto. Certo, Percy Jackson ha un posto molto speciale nel mio cuore. Ma a parte questo, la mitologia romana e quella greca sono le più documentate e le più intricate. Tanti racconti, tante sfumature, trovo sempre qualcosa di nuovo di cui posso scrivere. Mi piace.
Tu ti sei innamorato della mitologia romana a scuola?
Sì, da quando avevo tredici. Mi piaceva la mitologia, tutta la mitologia.
Torno sul discorso Percy Jackson. Avrà qualche ruolo ne Le sfide di Apollo?
Percy Jackson è solo uno dei personaggi che voglio riportare nella nuova serie. Lo troverete nel primo libro e di nuovo più tardi nella serie. Ma il protagonista è Apollo. Ad Apollo piace essere alla ribalta.
Parlando di Magnus Chase, ci sono due personaggi particolarmente interessanti. Uno è Loki e l'altro è Samira. Mi piacerebbe che ci raccontassi come li hai costruiti, come sono arrivati nella tua immaginazione.
Secondo me Loki è il più interessante del mondo. E non soltanto perchè ci sono alcuni film di Thor. Loki è incantevole, affascinante, ma anche infido, cattivo. Mi diverto molto a scrivere di lui. Samira invece è ispirata ad una mia ex alunna. Durante gli attacchi terroristici del 2001 insegnavo in Texas e una delle mie studentesse era mussulmana, una ragazza intelligente, gentile, e quando ha sentito le notizie ha cominciato a piangere perchè sapeva come sarebbero cambiati il mondo e la sua vita. Volevo scrivere il personaggio di Sam al fine di riconoscere a tutti i giovani mussulmani il fatto che vogliono solo vivere in pace, contribuendo alla società.
Ci sono una serie di libri in cui tu racconti le varie mitologie. Al buon vecchio Percy hai fatto raccontare tutto quello che poteva essere raccontato sulla mitologia greca, quindi la mia domanda è se per caso hai voglia di continuare a scrivere libri di questo tipo, se hai voglia per esempio di chiedere a Magnus di raccontarci la mitologia norrena o a Carter la mitologia egizia?
E' una buona idea. Sfortunatamente la vita è corta e ci metto almeno sei mesi o un anno a scrivere ogni libro. Vediamo!   
Questo si collega ad un'altra mia curiosità. Tu sei stato un insegnante prima di diventare scrittore, ed è evidente che oltre alla piacevolezza delle storie che tu racconti con il tuo stile straordinario, ironico, leggero avventuroso, poi c'è anche la voglia di insegnare qualcosa, di far appassionare. Cosa unisce questi due mestieri?
Insegnando agli adolescenti ho imparato molto. Per esempio ciò che piace ai giovani lettori, la trama accativante, la commedia, i personaggi simpatici. Non ho fatto apposta, ma la mia aula era un laboratorio perfetto per esercitare le mie abilità come narratore.
Possiamo dire che, come Samira, molti dei tuoi personaggi sono nati quando facevi l'insegnante. Li hai incontrati, sono stati con te.
E' vero, sì!
Qui abbiamo davanti il popolo dei giovani lettori. Prima c'è stato un piccolo incontro molto intimo con cinque di voi e una ragazza ha detto una cosa bellissima, che se lei ama leggere, lo deve a Rick Riordan, perchè ha cominciato a leggere con te, con i tuoi libri. Ha scoperto che il libro era un oggetto meraviglioso, una porta verso mondi straordinari. Nella tua esperienza, anche da insegnante, come si fa a far amare la lettura ai ragazzi secondo te? Come si fa ad accompagnarli nella scoperta della lettura?
Questa è una storia triste. Da bambino non mi piacevano i libri. Sì sì, molto triste. Trovavo la lettura molto noiosa. E' uno shock. La situazione per me è cambiata quando avevo tredici anni e la mia insegnante mi raccomandò i libri di Tolkien de Il signore degli anelli. Mi sono piaciuti molto. Mi hanno interessato ai libri, alla scrittura e alla mitologia. I consigli di genitori e insegnanti possono essere utili con la scelta dei libri ma la maniera migliore in cui i genitori possono aiutare i ragazzi è di essere degli esempi leggendo a casa. Se i genitori non leggono per loro piacere, i ragazzi non trovano la lettura così importante. Mentre i miei figli crescevano la mia famiglia aveva un'ora di lettura ogni sera.  
Tu leggevi i libri ad alta voce ai tuoi figli?
Certo, tutti i giorni!
Tra l'altro è raccontando le storie ai tuoi figli che è nato Percy Jackson.
Sì, Percy Jackson è cominciato come un racconto per i miei figli.
E tu da bambino che tipo di lettore eri?
La fantasia.. Roal Dahl..cos'altro..non mi ricordo.. (lol)
Tu prima di diventare uno scrittore per ragazzi sei stato uno scrittore per adulti, hai cominciato così. C'è una differenza tra scrivere per ragazzi e per adulti?
E' difficile far piacere un libro ai giovani. Bisogna scrivere un libro veloce e accattivante se si vuole ottenere la loro attenzione. Preferisco scrivere per gli adolescenti, certo.
Prima tra i ragazzi del meet and greet è stata fatta un'osservazione molto interessante. E' vero che tu scrivi per i ragazzi, ma è anche vero che molti dei tuoi lettori che ti hanno scoperto quando erano ragazzi continuano a leggerti adesso che magari hanno 18, 20, 23 anni.. Sono lettori che non sono esattamente dei ragazzi e questo la racconta lunga sull'importanza della letteratura per ragazzi, perchè la grande differenza tra la letteratura per ragazzi e quella per adulti è che un buon libro per adulti molto spesso è soltanto un libro per adulti perchè un ragazzo fatica ad entrarci, a capire di cosa si parla o a proiettarsi in quella storia, mentre un buon libro per ragazzi è un buon libro per tutti. E' una straordinaria magia. I ragazzi non sono ancora stati adulti e quindi faticano a sentirsi raccontare storie che non li riguardano, mentre tutti gli adulti sono stati ragazzi e attraverso un buon libro riescono a tornare ragazzi, a ritrovare quel ragazzo lettore che era dentro di loro. Ma che tipo di libri scrivevi per adulti?
Romanzi gialli ambientati in Texas.
Non ne hai più scritti e non hai più voglia di scriverne?
No, sono molto occupato con Percy Jackson.
Oggi darvi la parola sarebbe stato complicato, quindi c'è stato in rete un contest e sono state poi scelte tre domande che ora adesso vorrei leggerti. La prima è questa: è stata difficile far pubblicare il tuo primo libro da una casa editrice? Ti sono capitati episodi spiacevoli prima di diventare celebre?
Assolutamente. Ogni autore ha dei racconti dell'orrore sulla pubblicazione. Il mio primo libro è stato rifiutato quattordici volte. E poi mi ci sono voluti dieci anni prima del primo successo con Il ladro di fulmini.  Non perdete mai la speranza!
Tu hai sempre voluto fare lo scrittore?
Sì, fin da quando avevo quindici anni ho scritto un libro ogni anno. Ero molto occupato.
Ti faccio un'altra domanda che riguarda i film. So che non è un argomento con cui parli con gioia.
Riguardo i film.. trovo che Hollywood sia un luogo strano. Quando l'autore vende i diritti dei suoi libri lo studios ha il controllo completo sul progetto. Forse avrete sentito dire che alcuni autori hanno più controllo, ma in realtà non è mica vero. Qualche volta lo studios da retta all'autore e capisce l'essenza del libro, ma succede raramente. Altre volte lo studios si decide a produrre un film con nessuna somiglianza. Il problema è che l'autore non può essere sicuro di come lo studios procederà. Nel mio caso lo studios mi ha fatto molte promesse. 'Non ti preoccupare'. Ho provato a parlare con loro, ma ho scoperto presto che avevano intenzione di creare un film completamente differente e alla fine ho deciso di lasciare il progetto. Ho letto i copioni, ma non ho mai visto i film. Sono soddisfatto perchè i film hanno introdotto molte persone ai miei libri e si sa che il libro è sempre meglio del film.
Sono perfettamente d'accordo. Anche perchè mentre uno legge un libro si fa nella testa il miglior film che si potrà mai vedere. Tu di quel film sei il regista, fai il casting, scegli la colonna sonora. Il Percy Jackson che ognuno di voi ha nella propria testa è il vero e unico Percy Jackson. Un'altra domanda che ti fanno è: se Percy e Annabeth che vediamo ne Il sangue dell'Olimpo potessero dare un consiglio a Percy e Annabeth di Il ladro di fulmine quale sarebbe?
Correte, correte! (lol)
Un'altra domanda. Qual è il nome che vorresti dare alla spada di ossa di dragone di Annabeth e perchè non ha un nome come quelle di Percy e Magnus?
Non lo so, la spada di Annabeth era una nuova arma e Annabeth non aveva tempo di sceglierne un nome. Forse potremmo fare un contest per scegliere il nome?
Sarebbe fantastico che i tuoi lettori italiani scegliessero il nome! Senti, ma hai in previsione di tornare in Italia?
Spero di sì!
Anche perchè penso che  potresti riempire teatri come questo in almeno in altre cinque o sei città. Credo che sarebbe una cosa meravigliosa.

Finito l'incontro, la folla si è accalcata in fila al centro del teatro per avere un autografo. Un delirio. Io sono riuscita ad uscire facilmente, essendo davanti, e poi ho aspettato le mie amiche. Ho salutato i nuovi amici e scambiato contatti di facebook e numeri di telefono con tutti. Sono molto contenta quando conosce bella gente con le mie stesse passioni ^_^ Quando sono uscita dal teatro sono rimasta a bocca aperta per il numero allucinante di persone accalcate davanti alle porte per entrare! Nonostante il teatro fosse pienissimo e ci fossero poche possibilità di riuscire ad accontentare tutti quelli all'interno, c'era addirittura altra gente lì fuori. Aiuto. La via era completamente bloccata!  Non so come sia andata alla fine, se tutti siano riusciti a tornare a casa contenti, ma spero che chi davvero ci teneva ce l'abbia fatta.

Fuori dal teatro ho visto ragazze e ragazzi di ogni età, una girandola di colori, di dialetti, di età diversi, uniti tutti dalla stessa passione. E' grazie ad autori come Rick Riordan se oggi tanti ragazzi iniziano a leggere. Spero tornerà presto a trovarci :)     

3 commenti:

  1. Ciao! Un altro bellissimo incontro e interessanti anche le domande =)

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  2. Ma che bello *___* Sono contentissima per te e quanti incontri interessanti ultimamente! comunque ho invitato il blog a questo evento http://cinebooksblog.blogspot.it/2016/04/link-party-we-love-spring.html Spero ti faccia piacere! <3

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