sabato 12 dicembre 2015

RECENSIONE: Quel fantastico peggior anno della mia vita - Jesse Andrews

Titolo: Quel fantastico peggior anno della mia vita
Titolo originale: Me and Earl and the dying girl
Autore: Jesse Andrews
Editore: Einaudi  
Pagine: 300       
Prezzo: 17,50 Euro
Anno: 2015  

Trama: La vita di Greg cambia il giorno in cui la madre gli comunica che la sua compagna Rachel si è ammalata molto gravemente e che lui dovrebbe proprio starle vicino. Per Greg, il più imbranato nerd asociale della scuola, è un vero colpo. Il fortino di solitudine che si è costruito nel tempo comincia a traballare davanti ai suoi occhi. Non c'è niente da fare, se non sottoporsi al supplizio. Unica consolazione, la presenza di Earl, l'altro nerd della scuola. Insieme decidono di fare l'unica cosa di cui sono capaci. Un film per Rachel. Il film più brutto della Storia, probabilmente, ma con un'unica, devotissima fan.



Recensione
Per evitare i problemi a scuola Greg ha sempre tenuto un basso profilo. Amico di tutti, ma in realtà di nessuno. L'unico vero amico che ha è Earl, con cui condivide la passione per i film. Insieme guardano i film più strani e sconosciuti, e si divertono a girarne di loro. Un giorno però la sua vita solitaria viene sconvolta da sua madre, che lo convince (o meglio, lo obbliga) a riavvicinarsi a Rachel, un'amica d'infanzia con cui non ha praticamente nessun rapporto ormai da tempo, a cui è appena stata diagnosticata la leucemia. Rassegnato Greg fa ciò che la madre gli ha chiesto, ma, inaspettatamente, Rachel gli piace. Non in 'quel' senso, ovviamente. Gli piace semplicemente stare con lei, passare tempo insieme, farla ridere con le sue storie buffe, e starle vicino. Ma più il tempo passa, più è chiaro che la sua amica sta perdendo la battaglia contro la malattia. Cosa fare per tirarla su? L'unica cosa che sa fare: un film! Tra interviste, vecchie foto, pupazzi, ciò a cui Greg ed Earl daranno vita sarà Il Film Più Brutto Di Sempre. Ma in fondo, è per la loro unica fan.

Come definire questo libro? Strano. Dall'inizio alla fine. Lo sono i personaggi, la narrazione, la trama, i dialoghi. Quando lo chiudi dopo aver letto l'ultima pagina ti senti da una parte piacevolmente colpito e dall'altra perplesso. E' una lettura che trasmette tutto il tempo questa sensazione di ambivalenza. Ogni suo aspetto ha lati positivi e allo stesso tempo lati negativi. Come la vedo io, è una storia che non ha pretese, e che va letta in questa ottica. Perchè se è vero che tratta il delicato argomento del cancro in modo particolare e ironico, è anche vero che la trama è molto povera e che come libro lascia ben poco. Uno dei punti di forza è la narrazione, assolutamente folle. Un mix di flusso di coscienza senza freni, da leggere tutto d'un fiato, con la voce del protagonista che riecheggia nella testa come una macchinetta che non si ferma mai, di anedotti del tutto fuori tema, di elenchi puntati infiniti, di recensioni di film con tanto di stelline, di dialoghi lunghissimi fatti di botta e risposta monosillabici e di altri scritti in stile sceneggiatura, con indicazioni sull'ambiente e il tipico font. Un'accozzaglia di stili e di modi diversi di raccontare una storia, che se da un lato mi hanno colpito per l'originalità e mi hanno divertito, dall'altra mi hanno dato la sensazione di confusione e disorientamento. Anche la trama non è da meno, è abbastanza surreale, un'arguta parodia di quello che ormai è un vero e proprio genere: il sick-lit. Quelle storie tristi, in cui uno dei protagonisti (o magari perfino più di uno) si trova in una situazione drammatica che spazia da malattie gravi, a incidenti, dal coma, fino a depressione, abusi, suicidio. Inevitabile imbattersi nel frattempo in una struggente storia d'amore e in un finale per lo più tragico. Questo libro prende in giro questo genere distaccandosene completamente, e lo mette bene in chiaro lo stesso narratore più di una volta. Non troverete profonde frasi da trascrivere, romantiche e struggenti coppie che vi spezzeranno il cuore nè nulla del genere. Questo non è un libro sul cancro. Ne parla, tra le altre cose, ma senza mai dargli un' importanza centrale, senza mai cadere sul tragico, nonostante tutto. Il nostro protagonista Greg si avvicina a Rachel solo perchè si sente obbligato e lei gli fa un po' di pena, e questo ci è sempre ben chiaro. E' molto schietto e evita moralismi e finto buonismo. Da una parte sono rimasta colpita da questa scelta. Finalmente qualcosa di diverso dai soliti libri strappalacrime, qualcuno che tratta questo genere di storie con sincerità e realismo, con ironia, cercando di strappare al lettore qualche risata, cercando di ribaltare una situazione  drammatica. Finalmente qualcuno che fa qualcosa di diverso dalla massa. Dall'altra però Greg risulta davvero menefreghista e insensibile. Troppo. Anche dopo che la sua amicizia con Rachel si approfondisce, c'è sempre questa sensazione che lui faccia tutto solo perchè si sente obbligato, e non perchè le vuole sinceramente bene. L'autore si è talmente intestardito sul fatto che questo non è il classico libro di buoni sentimenti, che ha esagerato, e di sentimenti non ne vediamo l'ombra. Greg ci sembra sempre distaccato e disinteressato. E' Earl l'unico che si dimostra sensibile e affezionato, che dimostra di volerle bene e avere pensieri carini per lei. Ok distaccarsi dal genere, ma fino ad un certo punto. Non dimentichiamo che stiamo comunque parlando di una ragazza giovanissima che sta morendo. Il finale, che speravo salvasse in qualche modo la trama, mostrandoci un cambiamento, una nuova direzione nella vita del protagonista, risulta invece vuoto e insipido. Mi aspettavo decisamente di più dopo tutte le belle recensioni, ma ancora una volta mi ritrovo a remare contro la maggioranza. Tirando le somme, una lettura carina e particolare, che strappa qualche risata, ma niente di eccezionale.                     Valutazione: Non male

Quindi, se questo fosse un normale libro su una ragazza con la laucemia, probabilmente parlerei delle cose piene di significato che Rachel aveva da dire mentre si ammalava sempre di più, e probabilmente ci innamoreremmo e avremmo una storia super romantica e lei morirebbe tra le mie braccia. Ma non me la sento di mentirti. Lei non aveva nulla di importante da dire, e decisamente non ci siamo innamorati.

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