martedì 4 agosto 2015

RECENSIONE: Dov'è finita Audrey? - Sophie Kinsella

Titolo: Dov'è finita Audrey?  
Titolo originale:  Findig Audrey  
Autore: Sophie Kinsella
Editore: Mondadori   
Pagine: 180        
Prezzo: 16 Euro      
Anno: 2015

Trama: Audrey ha 14 anni ed è da tempo che non esce più di casa. Qualcosa di brutto è successo a scuola, un episodio di bullismo che l'ha profondamente segnata e ora lei è in terapia per rimettersi da gravi attacchi d'ansia e panico che non le permettono di avere contatti con il mondo esterno. Per questo indossa perennemente dei grandi occhiali scuri, il suo modo di proteggersi e sfuggire al rapporto con gli altri. Il fratello invece è un simpatico ragazzino ossessionato dai videogiochi che, con grande disperazione della madre nevrotica, non si stacca un attimo dal suo computer e dal suo amico Linus che condivide la sua stessa mania. Ma quando Audrey incontra Linus nasce in lei qualcosa di diverso... deve poter trovare un modo per comunicargli le sue emozioni e le sue paure. Sarà questa scintilla romantica ad aiutare non solo lei, ma la sua intera famiglia scombinata.

Recensione
La vita di Audrey è drasticamente cambiata dopo che in seguito ad alcuni episodi di bullismo molto gravi è stata costretta a ritirarsi da scuola. Ora, nel rifugio sicuro che è la sua casa, vive nella paura e lotta per riconquistare la sua normalità. Ma è dura. Attacchi d'ansia e di panico sono all'ordine del giorno, la gente la spaventa, così si isola, non esce di casa ed evita ogni contatto, perfino quello visivo, portando vistosi occhiali scuri che non toglie mai. Ogni compito che la sua psicologa le affida sembra un'impresa titanica. Ma magari la sua idea di girare un piccolo film l'aiuterà. Le cose iniziano lentamente a cambiare quando in casa sua, tra una ripresa e una litigata, arriva Linus, amico e compagno di videogiochi di suo fratello Frank. Grazie a lui, che le si avvicina un passo alla volta rispettando i suoi tempi e i suoi spazi, la ragazza inizia piano piano a riscoprire il mondo attraverso le piccole sfide che lui le lancia quotidianamente. Ma soprattutto grazie ai suoi sentimenti nei suoi confronti. Linus sarà la sua ancora di salvezza e aiuterà non solo lei, ma l'intera famiglia.

Adorabile. Questa è la prima parola che mi viene in mente per descrivere questo libro. Sophie Kinsella ormai è una certezza grazie ai suoi romanzi, oltre una ventina, uno più carino, frizzante e divertente dell'altro (se pur con qualche scivolone rappresentato da alcuni dei libri firmati con il suo vero nome, Madaleine Wickham, scritti in giovane età). Le sue protagoniste sono giovani donne, trentenni alle prese con matrimoni, gravidanze, carriere e tutto ciò che ruota intorno alla figura della donna moderna, donne dalle mille risorse, che spesso si cacciano nei guai e finiscono in situazioni davvero folli, da cui escono sempre e comunque vincenti. Protagoniste che anche se corrispondono sempre ad un certo identikit, sono meravigliosamente caratterizzate, ognuna con le sue fissazioni, le sue situazioni particolari, il suo bel caratterino. Donne da amare dalla prima all'ultima (più o meno lol). Questa volta però la Kinsella stupisce i suoi lettori con una protagonista molto diversa: un'adolescente. Visto il cambio di target così repentino, ovviamente anche i temi trattati sono molto diversi dal solito. Si parla di bullissimo e delle sue conseguenze, dell'accettazione verso sè stessi e i propri limiti e di tutte le paure tipiche degli adolescenti. Audrey però non è una tipica adolescente. In seguito ad alcuni episodi di bullismo molto gravi è caduta in un baratro da cui non sembra essere più capace di uscire e si è chiusa in un mondo tutto suo. E' stata costretta a ritirarsi da scuola ed ora resta sempre in casa, non interagisce con nessuno al di fuori della sua famiglia e porta sempre degli occhiali scuri che impediscano alla gente di incrociare il suo sguardo impaurito. Quel che le è successo non è mai raccontato nei dettagli, e questa scelta mi è piaciuta molto. E' un messaggio forte. Sono molti i ragazzi che come Audrey subiscono angherie di ogni tipo e ne rimangono segnati, non importa chi siano i loro aguzzini o cosa sia nello specifico a ferirli, il bullismo è una piaga sociale, e in qualsiasi forma si presenti è capace di distruggere la vita di una persona. La scelta di rimanere vaga e non raccontare esattamente cosa le sia successo, permette a chiunque abbia subito qualcosa di simile di identificarsi in Audrey e magari anche di trovare la via per uscire dal tunnel, come succede a lei. Il suo percorso è lento e faticoso. Per ogni passo avanti ne fa almeno tre indietro. Viene seguita da una psicologa che cerca di darle obbiettivi e compiti che l'aiutino, per esempio come l'idea di girare un piccolo film con interviste, riceve grande supporto dalla sua famiglia, che l'appoggia e l'aiuta, con grande pazienza e comprensione, ma soprattutto al suo fianco c'è Linus. Inutile dire quanta adorabile adorabilità siano questi due. Arcobaleni e stelline in un cielo di unicorni che mangiano pasticcini. Lui si dimostra fin da subito molto sensibile e maturo, le si avvicina passo passo, attento a non spaventarla, le lascia i suoi spazi e i suoi tempi e cerca di spingerla verso i suoi limiti in tutti i modi, lanciandole una serie di piccole sfide quotidiane che piano piano l'aiutano  a sbocciare e a ritrovare sè stessa. E' attento e dolce e adorabile. Un piccolo cupcake alla crema. Mi è piaciuta molto anche la famiglia di Audrey. Non sono una famiglia da mulino bianco, non sono sempre sorridenti e pazienti, anzi spesso le pareti della loro casa sono scosse dalle urla furibonde di sua madre e di suo fratello, in perenne disaccordo, ma sono uniti e sono forti. Ho adorato Frank, il fratello di Audrey maniaco di videogiochi. E' il personaggio che porta nella storia comicità e allegria, che stempera sempre la tensione. Esilaranti i folli litigi con la madre, causati dalla sua passione per i videogiochi, da cui lei cerca con convinzione di allontanarlo con punizioni che lui cerca ad ogni modo di eludere. Epica la scena in cui lei scaraventa addirittura il suo computer giù dalla finestra. Tante risate quindi, nonostante l'argomento serio. E sospiri, sorrisi. Impossibile non tifare per la piccola dolce Audrey, con i suoi occhialoni scuri e la corazza impenetrabile di fuori, e tanta dolcezza e forza racchiusi in fondo al cuore. Sophie Kinsella ha fatto centro anche stavolta, mostrandosi capace di trattare un argomento delicato come il bullismo con incredibile tatto, dolcezza, comprensione e sdrammatizzando quel giusto che basta, con le tipiche scene esilaranti che sono il suo marchio di fabbrica. Spero che sia il primo di una lunga serie di young adult firmati dalla sua penna!                                                         Valutazione: Bellissimo!     
"Parlano di “linguaggio del corpo” come se fosse lo stesso per tutti. Ma ognuno ha il suo dialetto. Per me, adesso, ad esempio, dargli le spalle e fissare tutta rigida un angolo della stanza significa: “Mi piaci”. Perché non sono scappata a nascondermi in bagno.
Speriamo solo che lo capisca."

5 commenti:

  1. Non potrei essere più d'accordo con te! Io amo la Kinsella e tutti i suoi chick-lit, l'ho perdonata per gli scivoloni firmati Madeleine Wickham, e ora la mia stima nei suoi confronti è ulteriormente aumentata grazie a Dov'è finita Audrey?.
    Mi è piaciuto il fatto che si sia messa alla prova cambiando genere letterario e che lo abbia fatto con gran talento e mantenendo il suo stile frizzante e spassosissimo, ma riuscendo comunque ad approcciarsi con delicatezza al tema del bullismo.
    Non vedo l'ora di scoprire qualche suo nuovo progetto!

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  2. Concordo con il tuo pensiero! Anche io ho trovato questo libro adorabile! una nuova veste che credo calzi a quest'autrice a pennello!

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  3. Mi hai fatto venire una gran voglia di leggerlo :D

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  4. Io amo Sophie Kinsella... mi fa divertire troppo e credo che in fondo, un piccolo insegnamento ci sia sempre!
    Ormai giorni fa, ti ho taggata in questo post: http://ikadreaming.blogspot.it/2015/07/la-staffetta-dellaffetto.html
    Mi ero completamente dimenticata di avvertire chi ho taggato -.- scusami! Un abbraccio!

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  5. Ciao,
    io l'ho letteralmente divorato in tre giorni e l'ho trovato un libro davvero carino, allegro, ironico e frizzante.
    Ho letteralmente adorato Frank e Linus, ma sinceramente sin dalle prime pagine la madre cominciava a preoccuparmi e la conclusione è una sola: pazza psicopatica ahah.
    Non so tu, ma io ho trovato meravigliosa la metafora (molto concreta in realtà) degli occhiali *-* E dire che io pensavo che i libri della Kinsella fossero scialbi e privi di alcun significato... Come mi sbagliavo! Libri della Kinsella da consigliare?
    Se ti va di leggere cosa ne penso di questo libro ti lascio il link alla mia recensione: Raggywords: Recensione 'Dov'è finita Audrey' .
    Scusa per l'eventuale spam indesiderato,
    _Rainy_

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