lunedì 14 luglio 2014

RECENSIONE: La linea sottile - Denise Aronica

Titolo: La linea sottile (La linea sottile #1)
Autore: Denise Aronica
Editore: auto-pubblicato
Pagine: 222    
Prezzo: 2,99 Euro (ebook) 13 Euro (cartaceo)  
Anno: 2014


Trama: Quando Beth torna dal college per l’estate nella piccola cittadina di Queen’s Creek, in Arizona, non sa che la sua vita sta cambiare. Senza rendersi conto di come o perché, si ritrova a passare attraverso uno specchio e finisce in un mondo apparentemente simile al suo, ma non del tutto identico. Nella realtà al di là dello specchio, infatti, la madre di Beth, morta suicida anni prima, è viva e vegeta e le appare davanti canticchiando mentre si appresta a fare il bucato. Anche suo fratello maggiore, Joe, scomparso da mesi, si aggira per casa in tutta tranquillità e la sua sorellina più piccola, Amy, da tempo ricoverata in una clinica psichiatrica, sembra stare alla grande. Beth scopre che qualsiasi specchio diventa una porta, sotto le dita di chi, come lei, possiede il Dono. E che attraverso quella porta si può avere accesso a infinite possibilità. Infiniti mondi alternativi. Assieme al suo amico immaginario, Peter, e alla sua migliore amica, Charlie, Beth scoprirà la verità sulla sua famiglia e verrà coinvolta in un qualcosa che si rivelerà essere più grande di lei. Qualcosa che potrebbe mandare in frantumi la sua vita. Riuscirà a vegliare su coloro che ama e, allo stesso tempo, a fare la cosa giusta prima che sia troppo tardi?

Recensione 
Beth vorrebbe solo una vita normale, ma da quando la sua famiglia è andata in pezzi sembra un sogno irrealizzabile: sua madre è morta, suo fratello Joe è scomparso, sua sorella Amy è ricoverata in una clinica psichiatrica, suo padre è assente, distrutto dal dolore, e lei trascorre le sue giornate chiaccherando con Peter, il suo amico immaginario, di cui nasconde l'esistenza a tutti. Sembra non essere rimasto nulla da salvare, in quella sua famiglia spezzata. Ma nonostante la sua immaginazione sia così fervida da averle creato un amico dal nulla, Beth non immagina certo che tutte le disgrazie accadute intorno a lei abbiano un unico comun denominatore. Lo scopre il giorno in cui, per caso, si ritrova ad attraversare uno specchio finendo in un mondo esattamente uguale al suo, ma anche molto diverso: un mondo in cui sua madre non è morta, ma fischietta allegra mentre prepara la colazione, un mondo in cui Joe ed Amy sono a casa sani e salvi, un mondo in cui la sua famiglia è ancora felice e unita. Per arrivare lì Beth ha attraversato una porta verso un universo alternativo. E ne esistono migliaia. Le basta immaginarlo, per potervi accedere tramite uno specchio qualsiasi. E' il suo Dono, e la maledizione della sua famiglia. Un Dono che può distruggere quel poco che le è rimasto, ma che può anche darle ciò che che ha sempre desiderato. Ma tutto ha un prezzo.. 

Quando Denise mi ha chiesto di leggere il suo libro, mi sono sentita felice ed onorata di avere una piccola parte in questa sua nuova avventura, ma mi sono anche un po' preoccupata, perchè era la prima volta che leggevo qualcosa scritto da un'amica e temevo che non sarei riuscita ad essere imparziale, o che non sarei riuscita ad essere sincera con lei nel caso non mi fosse piaciuto. Quando ho iniziato, l'ho fatto promettendo di essere sincera con lei e che non mi sarei fatta influenzare da nulla. Anche se fosse stato il libro più brutto della storia, glielo avrei detto. Punto. Il problema però non si è proprio posto, perchè dopo pochi capitoli mi sono calata completamente nella storia. Ho dimenticato di prendere appunti, di segnarmi gli errori di battitura, ho dimenticato chi l'aveva scritto e perchè lo stavo leggendo, insomma semplicemente ho letto, come faccio sempre. Sapevo solo che lo amavo e che volevo proseguire. Un'esordio davvero sorprendente quello di Denise, primo capitolo di una duologia che promette faville. La protagonista è Beth, un'universitaria la cui vita è andata a rotoli dopo che una serie di disgrazie si sono abbattute sulla sua famiglia. Uno dei miei appunti negativi inizialmente riguardava proprio questo fatto: una situazione familiare del genere era davvero troppo disastrosa, e per questo poco credibile. Procedendo con la lettura però ho cambiato idea, perchè in realtà è tutto calcolato, c'è un perchè per tutto, e le disgrazie che hanno colpito la famiglia di Beth sono tutte intrecciate l'una all'altra in una maglia di dolore inestricabile. Sono rimasta molto colpita. L'autrice è riuscita a trasformare un potenziale difetto in uno dei punti di forza. La trama è ben costruita, originale e brillante. Funziona alla grande. Tutti gli elementi che la compongono sono ben equilibrati e non manca nulla. L'idea degli universi alternativi mi è piaciuta davvero moltissimo e ho adorato come è stata sfruttata, con colpi di scena ben studiati e spesso inaspettati. Non manca neppure una love story che fa battere e sanguinare il cuore, una delle mie cose preferite del libro. Adoro le storie strazianti e impossibili, sono quelle per cui mi infiammo di più. I personaggi sono tutti interessanti e ben costruiti. La protagonista Beth mi è piaciuta molto, mi sono rivista in lei, come faranno molte altre, anche se credo abbia ancora molto da offrire. Ho trovato adorabile Charlie, solare e deliziosa, è la spalla perfetta, così come la piccola Amy, innocente e fragile, impossibile reprimere il desiderio di proteggerla. Joe non mi ha fatto impazzire, ma è un personaggio interessante, sono curiosa di vederne l'evoluzione. Tra tutti i personaggi però ce n'è uno che mi ha rapito il cuore, un personaggio con cui ho riso, con cui ho pianto, per cui mi si è straziato il cuore. Inutile dirlo, parlo di Peter, l'amico immaginario di Beth. Mi sono perdutamente innamorata di lui. Non voglio spoilerare, ma lui è una delle ragioni principali per cui ho amato questo libro: la sua storia, il suo rapporto con Beth, la sua dolcezza, tutto di lui mi ha fatto fangirleggiare disperatamente e mi ha fatto battere il cuore fino a farlo sanguinare. Una delle mie cose preferite di questo libro poi sono i riferimenti a Supernatural. Sapete che è il mio telefilm preferito in assoluto e ho trovato tutte le citazioni geniali e davvero divertenti. Il finale mi è piaciuto da impazzire: straziante, inaspettato, apertissimo. Sì, mi piace soffrire. E' uno di quei finali che ti fanno desiderare di avere immediatamente il seguito tra le mani. In conclusione questo libro ha tutto ciò che deve avere un libro per essere amato: una trama originale, un intreccio ben costruito, colpi di scena, un tocco di magia e un amore impossibile per cui non si può non tifare. Consigliatissimo! Valutazione:  ½ Bellissimo!

«Quanto mi piacerebbe poterti toccare davvero.»
La sua voce adesso è un sussurro. Riesco quasi a vedere il suo dolore che si intreccia con il mio, indissolubile. Non sono capace di distogliere lo sguardo.
«È come se lo stessi facendo» mormoro. 

Abbassa lo sguardo e ritira la mano. Ho detto la cosa sbagliata?
«Non sto scherzando. Vorrei poterti toccare. Sul serio» il suo tono si è fatto più duro, sofferente. «Vorrei poter passare le dita tra i tuoi capelli sempre in disordine. Vorrei tenerti stretta quando ti viene da piangere. Vorrei prenderti per mano ogni volta che ne ho voglia.
»

4 commenti:

  1. Vanessa wow, ma che bella recensione... davvero davvero meravigliosa *__* l'ho letta con gli occhi a cuore e mi sono pure venuti i brividi per la contentezza! Grazie millissime *__*

    RispondiElimina
  2. Bellissima recensione! *_* è piaciuto tantissimo anche a me. l'ho divorato in due giorni!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche io l'ho letto in pochissimo! **

      Elimina