martedì 4 febbraio 2014

RECENSIONE: Lucky - Alice Sebold

Titolo: Lucky
Titolo originale: Lucky
Autore: Alice Sebold
Editore: Edizioni e/o
Pagine: 250

Prezzo: 14,50 Euro
Anno: 2003


Trama: Dal buio della galleria abbandonata cosparsa di cocci e bottiglie rotte dove è stata violentata la notte dell'ultimo giorno di corso, mentre attraversava il parco diretta al pensionato studentesco, Alice Sebold ci consegna una sconvolgente rivelazione: "Io divenni tutt'uno con quell'uomo. Quell'uomo teneva in mano la mia vita..." Il racconto di questo trauma violento che imprime un segno fondamentale nella sua vita, ci trascina in una esperienza sconvolgente. Alice non tralascia alcun particolare, i più segreti ingranaggi psicologici, sociali, familiari, che entrano in gioco a partire dallo stupro subito, modificano la percezione del mondo, di se stessa e le relazioni con gli altri. E nulla viene lasciato fuori dalla sua affilata e dolorosa analisi. 

Recensione 
Era tardi quella sera, Alice stava tornando al pensionato studentesco dove viveva, dopo una serata passata a casa di un amico. E' un attimo. Un uomo sconosciuto la immobilizza e la violenta. A nulla valgono i suoi tentativi di ribellarsi, le urla, i calci. Quella stessa notte Alice viene portata all'ospedale e il suo aguzzino viene denunciato. Le dicono che è stata fortunata, perchè nello stesso luogo in cui è stata aggredita una ragazza come lei è stata uccisa e smembrata non molto tempo prima. Fortunata di essere viva. Fortunata ad essere stata 'solo' stuprata. Alice torna a casa, passa l'estate con la sua famiglia, cercando di superare il dolore, la rabbia, la paura. Nonostante tutto riesce a trovare il coraggio di tornare all'università per il nuovo anno. E proprio lì, nel luogo in cui credeva di essere al sicuro, lo incontra di nuovo. Si aggira per il quartiere, in pieno giorno, come niente fosse, come una persona qualsiasi. Alice torna alla polizia, stavolta con qualche elemento in più per identificarlo e l'uomo viene arrestato. Questo però è solo l'inizio. L'inizio di infiniti processi, udienze, identificazioni, interrogatori. Nonostante lo stato in cui è arrivata all'ospedale, nonostante il suo abbigliamento castigato, nonostante il fatto che fino a quella notte fosse vergine, c'è chi non crede alla sua storia..

Leggere questo libro non è stato facile. Ho conosciuto Alice Sebold grazie al suo bellissimo libro Amabili resti, e solo in seguito ho scoperto che in quella storia così toccante c'era il fantasma di un'esperienza di vita reale, un'esperienza traumatizzante per qualsiasi donna, che lei ha voluto raccontare fedelmente in questo libro. Credo sia stato davvero duro per lei ricostruire l'incubo che ha vissuto, è stata molto forte e molto coraggiosa ed è impossibile non apprezzare questo. Allo stesso tempo leggere questo libro mi ha fatto capire fino a che punto uno stupro può sconvolgere la vita di una persona. Quella violenza che ha subito le è rimasta addosso, probabilmente non se ne libererà maie e questo si riflette anche nei suoi libri, anche quando racconta storie inventate. Amabili resti parla di una ragazzina che viene stuprata e uccisa, proprio come la ragazza di cui la polizia le ha parlato la notte in cui la sua vita è cambiata, La quasi luna invece racconta la storia di una donna di mezza età che uccide la madre malata. La violenza, la morte, il dolore sono parte integrante dei suoi racconti. E della sua vita. L'incubo che ha vissuto quella notte ha sconvolto il suo presente, il suo futuro. Tra le pagine di questo libro ho capito che mettere il dolore su carta a volte può aiutare ad alleggerire l'anima. Ma il dolore non sparirà solo perchè finalmente ha trovato una valvola di sfogo. In tutta sincerità è molto difficile giudicare questo libro. L'argomento è trattato con estrema crudezza, senza risparmiare nulla al lettore, neanche i particolari più violenti e scabrosi. L'incipit, come sempre, è crudo e diretto. Sappiamo di cosa parla il libro fin dalle prime righe. Niente giri di parole per indorare la pillola. Questa è una caratteristica dello stile della Sebold che mi piace molto. La narrazione parte dalla notte dello stupro e segue con attenzione l'anno successivo, fino alla conclusione del processo, per poi riassumere molto velocemente gli anni successivi. Il motivo per cui ho tenuto il voto più basso di quanto avrei sperato è che, nonostante il tema trattato, non mi sono mai davvero emozionata o commossa. La ricostruzione è quasi impersonale e i sentimenti faticano a venire fuori. Molto spesso sembra quasi che a parlare sia un'automa. L'autrice nel raccontare la sua storia non è riuscita a lasciarsi davvero andare. Uno dei difetti di questo libro sono gli interrogatori, riportati fedelmente nella loro interezza, monologhi infiniti di giudici e avvocati interrotti solo da qualche si e no. Questa scelta ha reso queste scene molto lunghe, esasperanti e noiose. Probabilemente sarebbe stato meglio riportare solo i dialoghi più importanti e inframmezzare la scena con riflessioni e pensieri. Il finale mi ha lasciata un po' avvilita. Questa non è la storia di come superare il trauma di uno stupro, come speravo, è semplicemente la storia di una vita distrutta dalla violenza di un attimo, una storia che purtroppo potrebbe avere come autrice una qualsiasi delle centinaia di migliaia di ragazze che vengono stuprate giorno dopo giorno.          Valutazione: Non male   
 Questo è quanto ricordo. Avevo le labbra spaccate. Me le ero morse quando lui mi aveva abbracciato da dietro e tappato la bocca. Poi aveva detto queste parole: "Se strilli t'ammazzo". Ero rimasta immobile. "Hai capito? Se strilli sei morta.". Avevo fatto cenno di sì con la testa. Lui mi teneva le braccia incollate ai fianchi stringendomi con il braccio destro e con il sinistro mi tappava la bocca. Allora aveva tolto la mano dalla bocca. Strillai. Subito. Di colpo. 

10 commenti:

  1. La tua recensione è assolutamente splendida, Vanessa, sei stata bravissima. Quando ho visto che avevi in lettura questo romanzo, ho immediatamente dato uno sguardo alla trama e devo dire che mi sembrava anche molto interessante perché lo stupro (e soprattutto la ripresa da esso) è un tema a cui tengo molto. Da quanto ho però capito dalla tua recensione questa è la storia di uno ragazza distrutta e non di una ragazza che cerca di riprendersi, quindi che se dovessi leggerlo non lo farò troppo prossimamente, perché in questo momento cerco libri che parlano di rinascita (anche abbastanza assurdo da dire, perché sul blog ho appena recensito "E finalmente ti dirò addio"), ma è così.
    Oltretutto, sono anche passata per dirti (e perdonami, ma non so dove altro farlo), che non forse non hai visto il commento che io e Alexandra ti abbiamo lasciato nei blog amici, chiedendoti di affiliarti al nostro baby-blog ;)! Che dici? Ti farebbe piacere? Per il momento ti lascio il sito del blog, così se ti va puoi passare a dare un'occhiata: http://stelle-di-carta.blogspot.it/

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    1. Ti ringrazio Wendy! E' un libro assolutamente da leggere, ma con il giusto spirito. Segnatelo per il futuro! :) E finalmente ti dirò addio l'ho letto anche io tempo fa, l'ho adorato, una lettura davvero interessante!
      Ps. Perdonami, ogni tanto mi perdo qualche commento per strada xD Ricambio subito con molto piacere!:)

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  2. Bellissima recensione, Vanessa!
    Ho letto solo Amabili Resti della Sebold e non sapevo che avesse vissuto il trauma in prima persona. Riesco a capire però il perché ti sia sembrata così fredda nella narrazione e credo che non riuscirà mai a lasciarsi andare emotivamente :| probabilmente, la freddezza è l'unica cosa che le permette di tenere i pezzi insieme.

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    1. Sì hai ragione. Probabilmente a livello emotivo sarebbe stato più coinvolgente il racconto di un estraneo in terza persona, rispetto a quello della diretta interessata. Non riesco neanche ad immaginare come deve essere. Anche se tra lo stupro e il libro è passato molto tempo, quasi vent'anni, è un dolore che probabilmente rimarrà lì sempre, si vede, si sente, ed è tristissimo pensare che un evento così orribile sia entrato a far parte di lei così in profondità da influenzare tutta la sua vita, addirittura tutte le storie che nascono dalla sua penna.

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  3. Sapevo di questo altro romanzo e dell'esperienza dell'autrice già quando lessi Amabili resti, motivo per cui mi aveva intristita ancora di più la storia di Susie.
    A essere sincera, per quanto magari mi sarebbe piaciuto farlo, non ho mai avuto il coraggio di leggere Lucky però questa tua recensione - davvero ben scritta, complimenti, devo ammettere che mi ha incuriosita parecchio! Ci farò un pensiero... anche se è uno di quei libri per cui bisogna sentirsi pronti psicologicamente...

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    1. Questo è uno di quei libri da prendere un po' con le pinze, è molto difficile. Mi ha intristita moltissimo, ho continuato a pensarci per giorni :/

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  4. Ho letto e recensito amabili resti la settimana scorsa e, dato che l'ho apprezzato molto, mi hanno consigliato anche questo. Lo sto cercando, inutile dire che ancora non l'ho trovato... abito in culonia XD
    Spero di leggerlo presto ^^

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    1. Amabili resti l'ho adorato anche io. Questo libro aiuta sicuramente a comprendere più in profondità l'autrice.

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  5. Ho il romanzo in libreria da anni, ancora prima che uscisse Amabili Resti. Arriverà il momemento di leggerlo. Questo "Lucky" l'aveva comprato mia mamma e, a fine lettura, era completamente a pezzi. Brutta storia :/

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    1. Bruttissima sì. Triste, avvilente. Non è un libro di quelli che ti fanno piangere, ma ti spezza il cuore, soprattutto se ti metti a pensare quante sono le ragazze che subiscono una cosa del genere :/

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