sabato 23 novembre 2013

Un classico al mese #1: Le avventure di Pinocchio

Qualche tempo fa vi ho chiesto consiglio su un argomento delicato, i classici. Ne ho letti pochissimi nella mia vita e la maggior parte sono finiti sulla mia strada solo a causa della scuola, avevo davvero voglia di riscoprire i classici. Mi avete segnalato tantissimi libri e finalmente mi sono messa al lavoro. L'obbiettivo è di leggere almeno un classico al mese e poi parlarvene in questa rubrica creata ad hoc. Il primo libro che ho scelto è un classico per ragazzi, un libro senza tempo, una storia che tutti conosciamo soprattutto grazie alla Disney, che si è basata su questo libro per dare vita ad uno dei personaggi più amati di sempre. Ovviamente sto parlando di Pinocchio e del capolavoro di Carlo Collodi. Non mi misurerò con una recensione in questo caso, credo che i classici siano impossibili da recensire. Mi limiterò a parlarvene inserendo le informazioni principali, qualche citazione e curiosità. Inutile che io vi dica di leggerlo. Questo è uno di quei libri che non possono mancare in una libreria degna di questo nome.

La trama
Tutto inizia quando Mastro Geppetto riceve un pezzo di legno alquanto singolare da Mastro Ciliegia, un pezzo di legno che parla, fa le pernacchie e prende in giro e sbeffeggia chiunque gli capiti a tiro. Geppetto lo usa per fabbricare un bel burattino a cui da il nome di Pinocchio, un burattino che incredibilmente parla, cammina e si comporta proprio come un bambino qualsiasi. Il burattino fin dal primo giorno però mostra un'innata capacità a cacciarsi dei guai e se all'inizio si tratta di marachelle di poco conto, presto Pinocchio finirà in guai seri, in mezzo a situazioni pericolose che mettono perfino a rischio la sua vita. Durante la sua avventura incontra personaggi incredibili che gli vengono in aiuto, come la Fata Turchina, ma anche meschini e crudeli, pronti ad ingannarlo o ucciderlo, come il Gatto e la Volpe o i terribili assassini. Sbaglia spesso, è restio ad imparare dai propri errori, ma un alla fine capirà quello che chi gli vuole bene ha sempre cercato di insegnargli e riuscirà a diventare un bambino vero.

L'autore
Carlo Collodi, all'anagrafe Carlo Lorenzini, nasce nel 1826 a Firenze, figlio di un cuoco e di una domestica. Può studiare grazie all'aiuto della famiglia Ginori, presso cui lavorano i genitori. Studia fino al 1844 e poi inizia a lavorare come commesso nella libreria Piatti a Firenze. Entra così nel mondo dei libri e in seguito diventa redattore e comincia a scrivere. Nel 1848, allo scoppio della Prima guerra d'indipendenza, si arruola volontario e una volta ritornato a Firenze fonda una rivista satirica, Il Lampione. Nel 1849 diventa segretario ministeriale e l'anno successivo amministratore della libreria Piatti, che si occupa anche di editoria. Collodi collabora anche con i giornali: L'Opinione, il Nazionale, la Gazzetta d'Italia e l'Arte. Nel 1853 dirige la Scaramuccia che poi acquista con il contributo dello zio paterno. Si occupa di tutto: musica, teatro, letteratura. Nel 1856 collabora con la rivista umoristica la Lente dove firma per la prima volta con lo pseudonimo di Collodi. Dello stesso anno sono le sue prime opere importanti: Gli amici di casa e Un romanzo in vapore. Nel 1859 partecipa alla Seconda guerra d'indipendenza come soldato regolare piemontese nel Reggimento Cavalleggeri di Novara. Finita la campagna militare ritorna a Firenze e nel 1860 diventa censore teatrale. Nel 1868, su invito del Ministero della Pubblica Istruzione, entra a far parte della redazione di un dizionario di lingua parlata, il Novo vocabolario della lingua italiana secondo l'uso di Firenze. Nel 1875 riceve l'incarico di tradurre le fiabe francesi più famose, da Charles Perrault a Marie-Catherine d'Aulnoy. Nel 1883 pubblica Le avventure di Pinocchio e nello stesso anno diventa direttore del Giornale per i bambini. Muore a Firenze nel 1890.

La storia di Pinocchio
Pinocchio appare per la prima volta sul periodico per l'infanzia Giornale per bambini. Era il 7 luglio 1881. La storia viene pubblicata a puntate con il titolo Storia di un burattino. In seguito viene poi pubblicata in un unico volume nel 1883 dalla Libreria Editrice Felice Paggi con le illustrazioni di Enrico Mazzanti. Sembra che non fosse intenzione di Carlo Collodi creare un racconto per ragazzi: nella prima versione infatti il burattino moriva impiccato a causa dei suoi errori. Solo durante la pubblicazione a puntate su il Giornale per bambini la storia venne prolungata anche dopo la scena dell'impiccagione, giungendo al finale che tutti conosciamo, con il burattino che diventa un bambino vero. Il calcolo delle copie vendute di Pinocchio in Italia e nel resto del mondo è praticamente impossibile, anche perché i diritti d'autore sono scaduti nel 1940, e quindi a partire da quella data chiunque ha potuto riprodurre liberamente l'opera di Collodi. La stima più recente, fornita dalla Fondazione Nazionale Carlo Collodi alla fine degli anni novanta, parla di oltre 240 traduzioni.

Citazioni
C'era una volta..
- Un re! - diranno subito i miei piccoli lettori
- No, ragazzi, avete sbagliato. C'era una volta un pezzo di legno..

Le bugie, ragazzo mio, si riconoscono subito, perchè ve ne sono di due specie: vi sono le bugie che hanno le gambe corte, e le bugie che hanno il naso lungo: la tua per l'appunto è di quelle che hanno il naso lungo

- Ma io non voglio fare nè arti nè mestieri..
- Perchè?
- Perchè a lavorare mi par fatica
- Ragazzo mio, - disse la Fata - quelli che dicono così, finiscono quasi sempre o in carcere o allo spedale. L'uomo, per tua regola, nasca ricco o povero, è obbligato in questo mondo a far qualcosa, a occuparsi, a lavorare. Guai a lasciarsi prendere dall'ozio! L'ozio è una bruttissima malattia, e bisogna guarirla subito, fin da ragazzi: se no, quando siamo grandi, non si guarisce più.

Non ti fidare, ragazzo mio, di quelli che promettono di farti ricco dalla mattina alla sera. Per il solito, o sono matti o imbroglioni!

In questo mondo, quando si può, bisogna mostrarsi cortesi con tutti, se vogliamo esser ricambiati con pari cortesia nei giorni del bisogno

8 commenti:

  1. Pinocchio *___* A me è un libro che ha insegnato moltissimo. E' stato piacevole ricordare le citazioni che hai inserito nel post, davvero una bella iniziativa la tua :)

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    1. Grazie mille! Mi è sempre piaciuta la storia di Pinocchio, ma fino ad ora conoscevo solo la versione disneyana. E' stato bello leggerlo integralmente :D

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  2. Ciaoo, ti dispiace se rubo la tua iniziativa e la comincio anche nel mio blog ahah *-*
    Mi piace troppo questa rubrica, per riscoprire i classici :D

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    1. Ma certo fai pure, non l'ho inventata io, credo xD E' bello andare alla riscoperta dei classici :)

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  3. Questa è una rubrica carinissima :) Pinocchio però non mi è mai piaciuto XD

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    1. Peccato xD Pensa che il film Disney è stato uno dei primi arrivati in casa mia quando comprammo il videoregistratore, quindi ci sono rimasta molto affezionata :)

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  4. Mio padre me lo recitava sempre! *-*

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    1. Che bello! Oltrettutto adoro il fatto che sia scritto con una marcata cadenza toscana, un accento che mi ha sempre fatto simpatia :)

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