venerdì 18 ottobre 2013

RECENSIONE: Il bizzarro incidente del tempo rubato - Rachel Joyce

Titolo: Il bizzarro incidente del tempo rubato
Titolo originale: Perfect
Autore:  Rachel Joyce
Editore: Sperling & Kupfer
Pagine: 371
Prezzo: 17,90 Euro
Anno: 2013


Trama: Nel 1972 Byron Hemmings ha undici anni e una vita perfetta: vive in una grande casa elegante, ha una mamma impeccabile che fa impallidire tutte le altre, frequenta una scuola privata che è l'anticamera di una carriera dorata e il suo migliore amico, James, è il ragazzino più sveglio che conosca. Tanto sveglio da leggere il Times e da scovare la notizia del secolo: quell'anno verranno aggiunti due secondi al tempo, per allineare gli orologi al movimento naturale della Terra. Mentre James considera l'evento l'ennesima conquista del Ventesimo secolo - l'uomo è persino andato sulla Luna - per Byron quei due secondi diventano un'inquietante ossessione: come si può alterare il tempo senza provocare conseguenze irreparabili? La conferma ai suoi dubbi arriva la mattina in cui, come sempre, la mamma lo sta portando a scuola con la sua Jaguar fiammante: è in ritardo e, per fare più in fretta, rompe lo schema ordinato di ogni giorno imboccando una strada nuova. Dalla fitta nebbia sbucano case fatiscenti, alberi giganteschi e, all'improvviso, una bambina su una bicicletta rossa. Proprio mentre Byron vede le lancette del suo orologio andare indietro di due secondi. Poi tutto sembra tornare normale: la mamma non si è accorta di nulla, la scorciatoia li ha fatti arrivare puntuali e il tempo ha ricominciato a scorrere con il suo ticchettio regolare. Soltanto Byron sa che quell'attimo ha cambiato ogni cosa, che la sfera perfetta della sua esistenza si è impercettibilmente incrinata. 

Recensione 
E' il 1972 quando James racconta al suo amico Byron di aver letto sul giornale che presto sarebbero stati aggiunti due secondi al tempo per allineare gli orologi al movimento naturale della Terra. Byron ne rimane sconvolto. In due secondi possono succedere molte cose. Lo sperimenta di persona quando per un banale ritardo sua madre decide di prendere una scorciatoia e, distratta dalla strada, investe una bambina in bicicletta, ripartendo poi come se nulla fosse. E' l'inizio della fine per la famiglia di Byron.. Ma la storia non parla solo di questo, racconta anche di Jim, un uomo adulto che ha passato tutta la vita in un istituto e che dopo la sua chiusura si ritrova ad affrontare da solo le molte novità dell'indipendenza con un carico di problemi psicologici che rendono tutto ancora più duro..  

Nel titolo scelto dalla casa editrice italiana si trova già l'aggettivo perfetto per descrivere questo libro: bizzarro. Quando sono arrivata alla fine ero sinceramente perplessa. Non fraintendetemi, il libro è ben scritto, scorre velocemente e non mi sono mai veramente annoiata, ma in tutta sincerità ho trovato la trama abbastanza folle. Il libro segue in parallelo due storie: quella di Byron, un bambino che vive negli anni settanta, e quella di Jim, un cinquantenne afflitto da diversi problemi psicologici che l'hanno obbligato a passare tutta la vita in un istituto. E' abbastanza palese che siano in qualche modo collegate, ma il nesso tra loro si capisce solo nelle ultime pagine. Ammetto che la curiosità di scoprire il collegamento tra Byron e Jim è stato il principale motivo per cui ho preseguito la lettura con entusiasmo. Le due storie comunque proseguono seguendo un certo nonsense. Jim deve affrontare i suoi problemi e le sue ossessioni e ci parla principalmente di questo, della sua quotidianità, della sua roulotte, della sua vita nell'istituto in cui ha vissuto fin da ragazzino. Non è uno di quei matti pericolosi, è un pericolo più per se stesso. E' ossessivo-compulsivo ed è convinto che affinchè vada sempre tutto bene lui debba eseguire tutta una serie di rituali. Tra questi ci sono l'abitudine di salutare gli oggetti nella sua abitazione, quella di sigillare con il nastro adesivo porte e finestre e quella di cercare sempre il due e l'uno in tutto ciò che fa, ripetendo ogni azione svariate volte per far apparire quei numeri magici nella sua vita. Deve fare sempre tutto in un certo modo e in un certo ordine, altrimenti teme che potrebbe accadere qualcosa di brutto. L'arrivo di Eillen sconvolge la sua routine. E' una donna piuttosto difficile e irrascibile, non un fulgido esempio di educazione e pazienza, ma in qualche modo lo affascina tanto da ritrovarsi per la prima volta in molti anni a desiderare di avere qualcuno accanto. La loro storia è molto bella e dolce, innocente come quella tra due ragazzini che non sanno bene cosa vogliono. Jim con lei si sente finalmente normale, sente che se c'è lei le cose andranno bene anche senza i rituali, ma sperimentare la complessità dei rapporti umani non sarà così facile per lui.. Dall'altra parte seguiamo invece Byron alle prese con una vicenda piuttosto assurda. Sua madre Diana è una perfetta casalinga, sempre curata, una madre gentile, capace di occuparsi con grazia perfino dei lavori di casa più umili, sempre attenta a mantenere alta la reputazione della famiglia presentando al meglio sè stessa, la sua casa e i suoi figli. Ogni giorno guida la sua lussuosa Jaguar lungo le strade per portare i suoi ragazzi nelle loro prestigiose scuole, pagate dai sacrifici di un padre che lavora in città e torna solo nei fine settimana, un padre che pretende da ognuno di loro ordine e perfezione. Vivono in una bella casa, frequentano le persone giuste, hanno una vita comoda. Poi tutto cambia. E sono bastati due secondi. La sua storia è strana e bizzarra, ma punta a far capire quanto ogni secondo della nostra vita sia importante. Basta un secondo per prendere una decisione o fare una scelta, basta un secondo per cambiare le cose. E' questo che succede a Byron. Quei pochi secondi, quell'evento quasi insignificante, hanno dato il via ad una catena di eventi che hanno portato ad un epilogo tanto inaspettato quanto tragico. Sebbene capisca il messaggio più profondo, ho trovato questa storia un po' vuota. Ho fatto fatica ad entrare in sintonia con i personaggi o anche solo a comprenderli. Mi sono sembrati tutti un po' fuori di testa, certi fin dall'inizio, come il padre di Byron, certi solo col passare del tempo, come sua madre. L'unico che davvero mi ha conquistato è stato James, il migliore amico di Byron, un ragazzino davvero interessante, brillante e pieno di idee. La verità è che ho passato tutto il tempo ad aspettare che succedesse qualcosa che desse davvero un senso a tutto, ma non è successo. Se devo mettere le due storie parallele a confronto, ho preferito decisamente quella di Jim e se il libro fosse stato tutto incentrato su di lui avrei dato sicuramente un voto più alto, perchè l'ho trovato adorabile. E' merito suo se ho alzato un po' il mio voto finale. Tirando le somme comunque devo dire che nonostante tutto la lettura è stata abbastanza gradevole. Se lo consiglio? Certo. Se lo rileggerei? Temo di no.                                                                                             Valutazione: Non male 

Jim non sa se le parole che stanno usando significano le cose che dovrebbero significare o se abbiano assunto un senso nuovo. Dopo tutto, non stanno parlando di niente. Eppure quelle parole, quei niente, sono tutto ciò che hanno, e lui vorebbe che ne esistessero interi dizionari. 

7 commenti:

  1. A parte il motivo per cui i due protagonisti sono legati, cosa che ha incuriosito anche me, tutto il resto boh... mi sembra insipido ecco

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  2. A me incuriosisce particolarmente questo libro.. Un pò mi spiace vedere questo piccolo tre!

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    1. E' dispiaciuto anche a me, purtroppo non mi ha colpito come speravo. Ovviamente secondo i miei gusti :)

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  3. Anche io devo dire che sono intrigatissima da questo romanzo ed è proprio quel nonsense di cui parli ad attirarmi inesorabilmente ^^

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    1. Se le trame di questo genere ti attirano ti piacerà di certo :D

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  4. Ho appena terminato la lettura e devo dire che uno dei pregi di questo libro è quello di tenerti legato alle frasi, alle parole che sembrano scelte con cura ed attenzione. C'è un flusso di energia che cresce di pagina in pagina e porta a riflettere e ad affezionarsi ai personaggi. Devo dire che dalla copertina e dal titolo mi aspettavo qualcosa di più leggero, di una sorta di favola. Ma forse è più in linea con i modelli classici di fiaba, cosa che, nel complesso, non disturba. Manca qualcosa, effettivamente. Forse quei due secondi da cui nasce tutto. In realtà è un buon libro e solo leggendolo si può iniziare ad intuire qualcosa.

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