lunedì 27 maggio 2013

RECENSIONE: Sotto un sole nero - Ivano Mingotti

Titolo: Sotto un sole nero
Autore: Ivano Mingotti
Editore: DEd'A
Pagine: 244
Prezzo: 14,00 Euro
Anno: 2011

Trama: In un presente alternativo, un governo totalitario sembra gestire la vita dell'intera popolazione umana. I "cittadini" vivono in un regime di terrore e di ferree regole dettate dal Ductor. Apparentemente salvatore della specie, dopo il disastro ecologico, il Ductor "protegge" il popolo sotto un sole nero, nel silenzio e nell'alienazione in cui sono ridotti, sotto un regime che marcia per le strade "Per la pace. Per la quiete. Per il sangue dei nemici". Ma un'ulteriore minaccia da parte di invasori esterni sembra minare questo equilibrio. Nove vite si intrecciano, ci raccontano e ci conducono verso un epilogo inaspettato. 

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Recensione 
La storia è ambientata in un mondo governato da un terribile dittatore chiamato Il Ductor, in cui il popolo ha pura perfino di respirare perchè le punizioni sono durissime e spesso senza senso. All'inizio del suo governo Il Ductor ha dato ordine di oscurare il sole con quelle che sembravano buone intenzioni, per salvaguardare il pianeta e i suoi abitanti, ma in realtà il suo gesto ha tutt'altra intenzione. La gente vive nell'oscurita, sotto un sole nero e un cielo grigio, vive nella disperazione, ogni giorno fa le stesse cose, ogni giorno fa quello che gli viene ordinato, sperando di sopravivere. Il tutto è raccontato dal punto di vista di 9 diversi personaggi: c'è un ragazzo omosessuale che teme di essere scoperto e ucciso per questo, c'è un bimba che al ritorno da scuola trova la sua casa distrutta, c'è una donna che si vede portare via dall'esercito il marito e i figli, c'è un bimbo che assiste impotente ai soprusi subiti dalla madre da parte dei soldati.. Sono tutte storie molto toccanti, che colpiscono per la loro drammaticità, per la loro crudezza e per la disperazione che trapela da ogni parola. Un giorno però accade qualcosa di incredibile: tutti assistono meravigliati a questo incredibile evento e capiscono che qualcosa sta per cambiare. La trama in realtà è ridotta al minimo, l'evento che colpisce le vite di chi parla è solo uno, lo stesso per tutti, ed è stato interessante vedere come la cosa influisse nelle loro vite in modo diverso. I protagonisti sono i sentimenti e le sensazioni, piuttosto che gli eventi. Ogni capitolo è costruito come un flusso di coscienza: ci arrivano tutti i pensieri dei personaggi e tutti i loro sentimenti, tra cui spiccano soprattutto la paura e la disperazione. Nonostante ci sia una gran varietà di punti di vista diversi, adulti, ragazzi, bambini, madri, figli, quello che li accomuna tutti,tranne alcune eccezioni, è proprio questo, provano gli stessi sentimenti, le stesse paure nei confronti del mondo in cui vivono. La storia fa dei chiari riferimenti alla dittatura di Hitler durante la Seconda Guerra Mondiale e offre diversi spunti di riflessione: troviamo il problema dell'omofobia, con ragazzi che rischiano la morte solo per questa colpa, troviamo la sofferenza di chi ha perso tutta la sua famiglia e si lascia lentamente morire, troviamo l'innocenza dei bambini messi di fronte a situazioni più grandi loro, e soprattuto troviamo la crudeltà di una dittaura che si avvicina molto a quella di Hitler, qualcosa che nessuno dovrebbe mai dimenticare. Ci sono però alcune cose che non mi sono piaciute, principalmente nella forma, più che nei contenuti. La prima è che, sebbene solitamente io trovi molto suggestive le frasi costruite con ripetizioni e anafore, è un tipo di struttura che mi piace vedere di tanto in tanto, ma non sull'intera lunghezza dell'opera e per questo non sono riuscita ad apprezzare pienamente lo stile dell'autore. Inoltre essendo ogni capitolo narrato in prima persona da un diverso personaggio, avrebbe funzionato meglio se il linguaggio fosse stato in qualche modo differenziato da persona a persona. In questo senso sono solo due o tre i personaggi che funzionano davvero bene, si distinguono dagli altri e rimangono impressi meglio nella memoria. E' un'idea sicuramente originale di cui ho apprezzato le similitudini con alcuni eventi del passato, che ci ricordano che sì, questo è un libro, ma cose del genere sono accadute davvero, e non devono capitare mai più. Ciò che mi è davvero piaciuto è stato il finale, che da una risposta a tutti i nostri dubbi, e ho apprezzato soprattutto la parte che approfondisce la situazione di ogni personaggio incontrato, raccontandoci cosa ne è stato di loro e collegando alcune delle vicende. E' stato un modo interessante di concludere, dando un bel messaggio di speranza. Questo libro è un distopico che mescola in modo originale passato, presente e futuro, tirando in ballo personaggi le cui storie colpiscono e commuovono e toccando i ricordi tragici di qualcosa che nella realtà non deve più accadere.                          Valutazione: Non male!

L'autore: Ivano Mingotti nasce a Desio (MB) nel 1988. È studente presso l'Università Statale di Milano e lavora nella distribuzione alimentare. Comincia a scrivere da giovanissimo e nel 2009 pubblica il suo primo romanzo con la Casa Editrice Kimerik Storia di un Boia, con il quale partecipa al Moonlight Festival 2011. Nel 2010, sempre con Kimerik, pubblica Solo gli Occhi e il suo terzo libro, Stati Uniti d'Aspirina, nel 2011 con Zona Editore.
 

1 commento:

  1. Ma che bella questa recensione!
    E che bella scoperta questo libro. Me lo segno, non mi spiacerebbe leggerlo.

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