domenica 12 maggio 2013

RECENSIONE: Nessuno da di noi - Simona Sparaco

Titolo: Nessuno sa di noi
Autore: Simona Sparaco
Editore: Giunti
Pagine: 256
 

Prezzo: 12,00 Euro
Anno: 2013
 


Trama: Quando Luce e Pietro si recano in ambulatorio per fare una delle ultime ecografie prima del parto, sono al settimo cielo. Pietro indossa persino il maglione portafortuna, quello tutto sfilacciato a scacchi verdi e blu delle grandi occasioni. Ci sono voluti anni per arrivare fin qui, anni di calcoli esasperanti con calendario alla mano, di "sesso a comando", di attese col cuore in gola smentite in un minuto. Non appena sul monitor appare il piccolo Lorenzo, però, il sorriso della ginecologa si spegne di colpo. Lorenzo è troppo "corto". Ha qualcosa che non va. "Nessuno sa di noi" è la storia di un mondo che si lacera come carta velina. E di una donna di fronte alla responsabilità di una scelta enorme. Qual è la cosa giusta quando tutte le strade portano a un vicolo cieco? Che cosa può l'amore? E quante sono le storie di luce e buio vissute dalle persone che ci passano accanto? Come le ricorderanno le lettrici della sua rubrica e le numerose donne che incontra sul web, Luce non è sola. 

Recensione
Quando ho iniziato a leggere questo libro mi aspettavo qualcosa di simile ai romanzi precedenti di questa autrice, dolci e romantici, come Lovebook che mi era piaciuto tanto. Invece mi sono trovata di fronte ad una storia non solo completamente diversa, ma anche molto difficile e dolorosa da leggere. Luce fa la giornalista e nella sua rubrica consola e da consigli alle persone in difficoltà. Sta con Pietro da tanti anni e nonostante non siano sposati stanno da tempo cercando di mettere al mondo un figlio. Dopo anni di esami, ormoni e sesso a comando, finalmente Luce rimane incinta e i due non vedono l'ora di abbracciare finalmente il loro Lorenzo, di metterlo a dormire nella bella cameretta che hanno preparato per lui e di essere finalmente una vera famiglia. Purtroppo al settimo mese di gravidanza la coppia scopre che il bambino è affetto da una malformazione genetica mortale e che ci sono poche possibilità che superi il parto. Si trovano quindi di fronte ad un bivio: portare avanti la gravidanza e lasciare che il destino faccia il suo corso, oppure ricorrere all'aborto terapeutico.. E' un romanzo molto complesso a livello psicologico ed etico. L'inizio di ogni capitolo è caratterizzato, nella prima parte, dalle lettere della rubrica di Luce, gente che le chiede un consiglio o che vuole semplicemente raccontare la sua storia, mentre nella seconda parte, dalle storie di mamme sfortunate che popolano i forum online. Luce racconta la gioia della gravidanza e il dolore della perdita. Ma non è l'unica a soffrire, al suo fianco c'è Pietro, che cerca di essere per lei una roccia a cui aggrapparsi nel dolore in vista di un futuro migliore, anche se lei lo tiene lontano e lo rifiuta fino a mandare quasi in pezzi il loro rapporto. Il tema dell'aborto terapeutico in Italia non è molto discusso, anzi è quasi un tabù. L'aborto è permesso solo entro 12 settimane normalmente, oppure entro 22 settimane in caso di malformazioni, quindi chi si trova nelle stesse condizioni della protagonista è praticamente costretta a portare a termine la gravidanza oppure ad andare all'estero, in Paesi dove le leggi in merito sono più elastiche. E' un tema davvero difficile e sinceramente non me la sento di dire cosa sia giusto o cosa sia sbagliato. Le situazioni in cui una donna incinta si può trovare sono infinite e nessuno ha il diritto di giudicare le scelte che prende per sè stessa e per il suo bambino. Questo libro non vuole dire cosa sia giusto e cosa sbagliato, non vuole essere  a favore dell'aborto, ma neppure contro. Per questo oltre all'esperienza di Luce vengono raccontate anche altre storie, quelle delle madri come lei che si sfogano sui forum online, storie diverse, di donne che hanno fatto scelte diverse: c'è chi ha dovuto scegliere di far vivere solo una delle gemelline che portava in grembo, per non rischiare di perderle entrambe, c'è chi ha deciso di portare comunque alla fine la gravidanza ben consapevole del destino che avrebbe avuto la sua creatura, c'è chi si è data una seconda possibilità e chi continua a punirsi. Non c'è giusto e sbagliato quando si parla della vita di un bambino. Credo che un libro come questo possa dare aiuto e grande speranza a tutte quelle donne che hanno vissuto un evento così traumatico e doloroso e che contribuisca anche a parlare di un tema che in Italia è poco discusso, e di cui invece si dovrebbe dire di più perchè la vita è più importante della politica e delle tette della velina di turno.                              Valutazione: Bellissimo!

Mio figlio non ha mai incontrato il mio viso, e se fosse nato, forse, non mi avrebbe neanche riconosciuta. La mia carezza è stata un ago che gli ha tolto il respiro, e il mio latte usciva al
richiamo di pianti sconosciuti per andare sprecato in un reggiseno che non ho mai più indossato. Ma è da me che è partito, e dentro di me si è fermato. È dalle madri che sempre partiamo, ed è alle madri che sempre torniamo, una volta concluso il viaggio.

3 commenti:

  1. Bella recensione, le tue parole portano a riflettere su temi difficili che,effettivamente, non trovano il giusto collocamento nel mondo dell'informazione. BRAVA!

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  2. Questa recensione è meravigliosa...complimenti Vanessa ^-^

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  3. Bella recensione! Sono d'accordissimo con te anche io ho letto questo romanzo, sicuramente difficile, duro ma che assolutamente è da leggere... brava Vanessa^^

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