sabato 18 maggio 2013

RECENSIONE: Firmino - Sam Savage


Titolo: Firmino
Titolo originale: Firmin
Autore: Sam Savage
Editore: Einaudi
Pagine: 184
Prezzo: 14,00 Euro   
Anno: 2008


Trama: 
Firmino è un topo nato in una libreria di Boston negli anni Sessanta. È il tredicesimo cucciolo della nidiata, il più fragile e malaticcio. La mamma ha solo 12 mammelle e Firmino rimane l'unico escluso dal nutrimento. Scoraggiato, si accorge che deve inventarsi qualcosa per sopravvivere e comincia ad assaggiare i libri che ha intorno. Scopre che i libri più belli sono i più buoni. E diventa un vorace lettore, cominciando a identificarsi con i grandi eroi della letteratura di ogni tempo. In un finale di struggente malinconia, Firmino assiste alla distruzione della sua libreria ad opera delle ruspe per l'attuazione del nuovo piano edilizio

Recensione 
Firmino è un topolino molto particolare. Ultimo di tredici figli, è nato in una libreria di Boston ed è sempre stato il più gracile perchè con tutti quei fratelli non riusciva mai a mangiare abbastanza. Ha trovato quindi un nutrimento alternativo: i libri. Ma se all'inizio li divora nel vero senso del termine, col tempo inizia ad apprezzarne anche il contenuto, anzi arriva perfino ad essere in grado di capire la qualità del libro solo assaggiandone qualche boccone. Un libro buono è anche un libro bello. Firmino è anche un appassionato di cinema e spesso va a vedere i vecchi film mandati a ripetizione in una piccola sala locale. Non disdegna neppure i film porno, nei quali ammira la bellezza delle donne così sensuali e angeliche, senza nessun interessa al lato sessuale. Dopo che il padrone della libreria l'ha scoperto, Firmino va a vivere con Jerry, uno scrittore un po' eccentrico che si prende cura di lui e lo tiene come un animaletto da compagnia. Le cose si mettono male quando arriva la notizia che il quartiere sarà totalmente smantellato per costruire qualcosa di più moderno.. A prima vista questo sembra il classico libro per bambini, insomma un collega di Ratatouille,Topolino e Despereaux, invece no. E' stato recensito benissimo dalla critica, ma non è stato accolto con altrettanto entusiasmo dai lettori comuni. Nonostante conti meno di 200 pagine ci ho messo quasi una settimana a finirlo, e detto da una che legge libri di 400-500 pagine in una giornata è tutto dire. Firmino è un personaggio piuttosto complesso: si sente brutto e per questo evita gli specchi e le superfici riflettenti, ma si sente anche molto intelligente, un vero intellettuale, tanto che vorrebbe essere un uomo e poter comunicare con loro. I suoi pensieri sono infarciti di citazioni di libri, personaggi di finzione, ma anche attori e film e tutto questo,unito al linguaggio ricercato e spesso pomposo dell'autore, dopo un po' rende la storia pesante e difficile da digerire. Inoltre manca decisamente d'azione, gli eventi degni di questo nome sono pochi e il finale è davvero insoddisfacente. Firmino non brilla per simpatia, anche se alcune scene mi hanno fatto sorridere, da ogni sua parola trasudano solitudine, miseria e tristezza, anche se è bruttino e ad un certo punto si azzoppa pure, non trasmette quel senso di tenerezza e complicità che mi sarei aspettata in quella che viene presentata come una favola moderna, anzi in certi punti risulta perfino antipatico. Nemmeno la copertina si salva! Lo stesso topolino brutto e arruffato appare su quasi tutte le edizioni,anche sul mercato estero. Note positive? Ben poche! L'ambientazione in una libreria è sicuramente un punto a suo favore, ogni lettore si crogiolerà nelle descrizioni di questo posto e del suo proprietario, un uomo che fa scorribande di libri alle svendite scovando spesso qualche gioiello prezioso e che tiene i libri proibiti in una misteriosa cassaforte. Mi è piaciuto il personaggio di Jerry, scrittore di poco successo che ha conquistato Firmino salvandogli la vita e scrivendo un libro sui topi che conquistano il mondo. Pesante nella forma e in buona parte dei contenuti, nonostante la brevità, risulta poco avvincente, se non proprio noioso e contrariamente alle apparenze non è molto addatto ai più piccoli. In parte per la presenza di alcuni contenuti, quali i riferimenti a donne nude e film porno, in parte per il linguaggio un po' ostico, un po' per l'abbondanza di citazioni a cui neppure un adulto riesce a star dietro, ma anche per la scarsa presenza di immagini. E' un libro da leggere con poche aspettative, senza dare peso alle recensioni positive che l'hanno tanto osannato. Aspettatevi solo la storia triste di un topo solitario e un po' megalomane, un topo parecchi gradini più in basso dei più riusciti colleghi Topolino o Ratatouille.                                                                                  Valutazione: Così così    

Ciascuno è nemico di se stesso, Firmino. Dovresti saperlo ormai.

2 commenti:

  1. sicuramente è originale....non c'è che dire. non l'avevo mai sentito e forse il titolo mi avrebbe attirato..ma se è così barboso passo.grazie per la nuova scoperta comunque..almeno è un libro diverso da quelli che girano sempre

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  2. ma che bello! sembra veramente originale, ora me lo segno nella mia wishlist! :)
    grazie per aver condiviso un titolo che non ho mai sentito nominare da nessuno ^^

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