sabato 9 marzo 2013

RECENSIONE: Il seggio vacante - JK Rowling

Titolo: Il seggio vacante
Titolo originale: The casual vacancy   

Autore: J.K. Rowling  
Editore: Salani 
Pagine: 512
Prezzo: 22 Euro
Anno: 2012


Trama: Per la cittadina di Pagford, la morte improvvisa di Barry Fairbrother è uno shock. In apparenza, Pagford è un ridente villaggio inglese, con la sua piazza del mercato lastricata in pietra e la sua antica abbazia. Dietro questa bella facciata, invece, c'è una cittadina in guerra. Guerra dei ricchi contro i poveri, dei figli verso i genitori, delle mogli con i mariti, degli insegnanti con gli allievi. Pagford non è quello che sembra. Attorno al seggio lasciato vuoto da Barry nel consiglio municipale si scatena la guerra più feroce che Pagford abbia mai vissuto: chi uscirà vincitore da un confronto gravido di passioni, ambiguità e colpi di scena? 

Recensione
Premessa: se questo libro fosse stato scritto da un qualunque altro scrittore non avrebbe mai attirato la mia attenzione e probabilmente non l'avrei mai letto. Sono una persona che con i libri si comporta in modo molto istintivo e solitamente capisco già dalla trama e dalla copertina se un libro può o no catturarmi. Se mi fossi affidata al mio istinto stavolta mi sarei sbagliata. Ma andiamo con ordine. Questa volta niente maghi,niente magia, i protagonisti sono gli abitanti di una piccola cittadina inglese chiamata Pagford. Tutto inizia con la tragica morte di Barry Fairbrother,membro di spicco del consiglio comunale, un uomo molto attivo nella vita della comunità e per questo conosciuto da tutti. All'inizio è un po' complicato seguire la storia, perchè la narrazione si svolge in terza persona, dal punto di vista di una moltitudine infinita di personaggi, tutti in qualche modo collegati tra loro. Da Barry passiamo a sua moglie Mary e poi a Miles e Samantha,sul luogo quando il povero consigliere viene sorpreso da un aneurisma. Passiamo poi a Gavin, socio di Miles, e alla sua fidanzata Kay, madre della bella Gaia,per cui Andrew ha una cotta. Poi c'è Ciccio,grande amico di Andrew e figlio di Colin,vicepreside della scuola e amico di Barry. Insomma, ci ritroviamo davanti ad un vero mix di pensieri, linguaggi e situazioni familiari diverse. La Rowling ha abbandonato il sicuro punto di vista unico che usava con Harry Potter e si è buttata sul punto di vista multiplo,non sempre una mossa sicura, e con grande maestria è riuscita a dare vita anche questa volta ad un universo tutto suo, sebbene stavolta il tutto sia ridotto ad una piccola cittadina. Anche se i personaggi sono davvero moltissimi ci ritroviamo piano piano a riconoscerli,a ricordare le loro vicende e a collegarli tra di loro,come solo una comare di paese saprebbe fare. Ogni personaggio ha le sue caratteristiche e soprattutto il suo linguaggio. I giovani hanno un linguaggio più colorito e scurrile, a volte volgare, mentre gli adulti sono più formali e pacati,ovviamente con qualche eccezione, come Terri, tossicodipendente dal linguaggio molto scurrile e violento, o Simon,che sebbene sia adulto parla ai suoi figli con estrema violenza coprendoli costantemente di insulti. La prima parte del romanzo è incentrata sulle reazioni dei concittadini alla notizia della morte di Fairbrother.  Procedendo nella lettura i personaggi vengono delineati uno per uno con maestria fino a renderceli familiari ,come se l'autrice stesse parlando degli abitanti della nostra stessa città. Superato lo shock si inizia a parlare di chi prenderà il posto del defunto consigliere e misteriosi messaggi firmati 'Il fantasma di Barry Fairbrother' iniziano ad apparire sul sito della città creando un gran scompiglio. Nonostante la storia non mi abbia fatto impazzire,come trama e come tematiche, non posso non dire che mi ha coinvolto al punto da non riuscire a staccare gli occhi dal libro. La Rowling ti trascina, ti tiene con il fiato sospeso, ti tiene letteralmente in pugno come pochi autori riescono. Sebbene qui lei parli di argomenti totalmenti diversi dal solito il suo stile è inconfondibile. E' come avere gli occhi bendati e riconoscere comunque la voce di una persona a noi cara. Chi come me è cresciuta fin da bambina leggendo i suoi libri non può non riconoscere le parole che escono dalla sua penna. Che lei dica 'Il signore e la signora Dursley, di Privet Drive numero 4, erano orgogliosi di poter affermare che erano perfettamente normali, e grazie tante' oppure 'Barry Fairbrother non voleva uscire a cena. Aveva avuto un mal di testa martellante per quasi tutto il fine settimana e stava lottando contro il tempo per consegnare il pezzo al giornale locale entro la scadenza' non fa alcuna differenza. J.K. Rowling saprebbe rendere avvincente perfino l'elenco telefonico.                                                               Valutazione: Bellissimo!

2 commenti:

  1. devo leggerlo ma temo la noia perché non è propriamente il mio genere.

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  2. Neanche il mio,non ci avrei scommesso molto infatti, ma la Rowling sa tenerti incollato alle pagine. Alla fine mi è piaciuto :)

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